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Le società produttrici di armi in rialzo alla Borsa delle guerre

Solitamente il momento migliore per investire in azioni di società produttrici di armi è dopo un attentato o quando si intraprendono delle azioni belliche, come ad esempio gli attentati di Parigi e le ultime vicende legate all’ISIS.

Accade, dunque, che il prezzo delle azioni sale vertiginosamente e ciò rappresenta un’occasione propizia per gli speculatori.

Tutto ciò ci porterebbe a pensare in modo avido e insensibile, ma la verità è che la borsa delle guerre ci guadagna, così come ci guadagna chi costruisce armi e forniture militari.

Non a caso infatti queste società sono spesso quotate in borsa e in corrispondenza di attentati hanno visto il valore delle loro azioni schizzare in alto.

armi

Tra le principali società che a livello mondiale producono armi da guerra troviamo:

  1. Lockheed Martin – USA (aerei, missili, elettronica, spazio)

  2. Boeing – USA (aerei, missili, elettronica, spazio)

  3. BAE Systems – UK (aerei, artiglieria, elettronica, veicoli militari, missili, armi/ munizioni, navi)

  4. Raytheon Company – USA (missili)

  5. Northrop Grumman – USA (aerei, elettronica, missili, navi, spazio)

  6. General Dynamic – USA (artiglieria, elettronica, veicoli militari, armi/munizioni, navi)

  7. Airbus Group (EADS) – Europa (armi, elettronica, missili)

  8. Finmeccanica – Italia (elicotteri, elettronica, missili, munizioni, aerei, veicoli militari)

  9. United Technologies – USA (armi, elicotteri)

  10. Thales – Francia (armi, elettronica)

Dopo gli eventi tragici del 13 novembre di Parigi questi produttori di armi hanno guadagnato più di 12 miliardi di euro sul mercato azionario.

Finmeccanica in borsa italiana

In particolare ad esempio la Italiana Finmeccanica ha registrato un aumento nelle sue quotazioni dell’8,2%, Lockheed Martin un incremento nei guadagni del 3,78%, Boeing che visto un incremento del 3,55%, Raytheon con un incremento delle sue azioni da 117$ a 123$.

Anche la francese Thales ha avuto un incremento del 5,32%, cioè con oltre 730 milioni di euro di guadagno.

Inoltre dall’11 settembre 2001 ad oggi la spesa militare mondiale è aumentata del 50%.

L’incremento del valore di borsa di queste società è legata proprio alla percezione del conflitto e quindi della probabilità del verificarsi di una guerra, con la conseguenza di un incremento nella vendita di armi. Infatti i primi bombardamenti della Francia in Siria hanno spinto gli speculatori ad acquistare le azioni di queste società produttrici di armi, puntando dunque al business e ai propri guadagni.

Antonio

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