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Fare trading con i tweet dei politici

Può sembrare una stravaganza ma fare trading con i tweet dei politici si può, anzi in certi casi si deve. Ovviamente, non è pensabile utilizzare i “cinguettii” come una risorsa di analisi, ma è innegabile che possa apportare un serio contributo. Certo, bisogna saperlo fare, occorre ricondurre i tweet alla loro dimensione esatta. Ecco qualche consiglio utile.

Perché twittare influenza il mercato
trading con i tweet
Perché fare trading con i tweet dei politici?

La risposta è duplice. In primo luogo, perché i tweet non sono altro che dichiarazioni. E’ possibile assimilare i tweet a delle dichiarazioni rese a una agenzia di stampa. D’altronde, è ormai assodato che i social, quando utilizzati in prima persona da figure di spicco, fungono da “altoparlante” e ricoprono la medesima funzione delle agenzie di stampa. Le notizie vengono riprese, diventano articoli di giornale, si diffondono a macchia d’olio.

In secondo luogo, è la natura stessa del mercato a trasformare i tweet, ormai sinonimo di “dichiarazioni spontanee rese alla collettività”, in una risorsa per i trader. Sono, infatti, dei market mover nel vero senso della parola. Come tali, quindi, sono in grado di influenza il mercato. Un meccanismo che nessun trader può permettersi di ignorare.

Consigli per fare trading con i tweet

Il primo consiglio è scegliere con cura il politico da seguire.

Il requisito principale è… La logorrea. Un politico che non tweetta, che non dichiara, e che se lo fa non oltrepassa il confine del politically correct, non è un buon strumento di trading. Il politico in questione deve parlare, e soprattutto deve parlare di “asset”, magari tirandoli in ballo per questioni che non hanno a che fare esplicitamente con il trading. Il politico per eccellenza, in questo senso, è Donald Trump. Le sue invettive, di natura prettamente fiscale, si rivolgono spesso alle aziende che producano all’estero e “pretendono” di vendere negli Stati Uniti. Ebbene, ogni qualvolta il presidente USA minaccia di adoperare misure contro questo genere di aziende, il mercato reagisce. Lo fa specificatamente, magari affossando il titolo azionario relativo, se l’azienda viene menzionata direttamente.

Un secondo consiglio è dare ai tweet il giusto peso.

Anche quando Donald Trump parla, e il mercato reagisce, tale reazione in genere non dura. Certo, il movimento può essere deciso, ma non è altro che una oscillazione, la quale incorpora sempre un effetto rimbalzo. La dimensione esatta è quindi quello dal trading di brevissimo periodo, veloce, magari al limite dello scalping. Anche perché le parole, dopotutto, sono solo parole. Affinché l’effetto sia duraturo devono essere seguite dai fatti e ciò non accade spesso.

Infine, laddove sia possibile, è bene utilizzare strumenti “tecnici” specifici per sfruttare i tweet dei politici.

Il riferimento è a Trump Trigger, una app che avverte il trader ogni volta che The Donald pubblica qualcosa, traducendo le parole in segnali di trading. E’ una app molto utile, dal momento che la tempestività in questo caso conta molto e non è ragionevole pensare che il trader possa stare giorno e notto a controllare cosa dice Trump su Twitter.