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Investire utilizzando l’indicatore MFI

Nell’attesa che Lorenzo rientri dal suo viaggio di nozze, ci accingiamo a descrivere alcune strategie e strumenti di analisi tecnica utili per il trading forex e per il trading opzioni binarie.

Oggi in particolare in questo articolo parleremo del MFI ovvero Money Flow Index che rappresenta uno dei più importanti indicatori di momentum e che utilizza il prezzo ed il volume  di un titolo per prevedere l’affidabilità del trend. Il Money Flow Index aggiunge volume di negoziazione al Relative Strenght Index e per questo a volte viene anche indicato come RSI ponderato per il volume.

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Per poter calcolare correttamente questo indice occorre seguire una serie di passaggi. Innanzitutto, seguendo il suggerimento degli ideatori Gene Quong e Avrum Soudack, bisogna impostare un periodo di 14 giorni per eseguire i calcoli in modo più preciso e poi seguire i seguenti step:

Step 1: Determinare il prezzo tipico

Prezzo Tipico = (High + Low + close)/3

Step 2: Calcolare il Money Flow Raw

MFR = Prezzo tipico x Volume

Step 3: Identificare il rapporto Money Flow

Rapporto Money Flow = 14 periodi di Money flow Positivi/14 periodi di Money Flow negativi

Step 4: Calcolare il Money Flow Index

100 – [100 / (1 + Rapporto Money Flow)].

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Questo indicatore viene utilizzato principalmente per capire effettivamente quanto il titolo è stato scambiato nel mercato. Esso può assumere valori da 0 a 100, e con valori da 80 in su ci troviamo in una situazione di ipercomprato, mentre con valori da 20 in giù siamo in una situazione di ipervenduto.

Molti traders approfittando delle opportunità derivanti dall’MFI ed in particolare quando esso si muove nella direzione opposta rispetto al prezzo. Questo molte volte può essere un sintomo frequente di un cambiamento del trend attuale.

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Guadagnare con la strategia del Power Candle Trading

Nell'attesa che Lorenzo rientri dal suo viaggio di nozze approfondiremo alcune tecniche di trading sul forex e opzioni binarie.

Per tutti gli appassionati degli investimenti tramite la tecnica della price action, oggi in questo articolo descriveremo una strategia di trading che si basa su un segnale candlestick chiamato “Power Candle”.

Il power candle non è altro che una formazione di una singola candela con un body molto grande e grosso. La candela deve presentare alcune caratteristiche. In particolare:

  • la parte finale della candela di chiusura non deve presentare stoppini prodotti dalla candela stessa;
  • il prezzo di chiusura della candela deve posizionarsi in modo molto aggressivo verso la direzione della candela di chiusura.

Un esempio pratico può essere rappresentato da una candela bullish che chiude più in alto rispetto al prezzo di apertura. In questo caso non devono essere presenti grandi stoppini superiori chiudendo ai massimi della candela.

Per potersi definire Power candle il range della candela deve essere più grande rispetto alle candele circostanti, che assumendo una presenza dominante sul grafico ci fa capire che una mossa decisiva è avvenuta nella fase di apertura della candela.

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Ecco alcuni tipici esempi di Power candle.

bullish-power-candle

Nell’immagine sopra possiamo osservare un tipico esempio di bullish power candle in cui possiamo vedere come la candela rialzista ha un range molto grande ed è più grande dei candlestick adiacenti.

bearish-power-candle

In questa seconda immagine viene presentata una bearish power candle che mostra un body molto grande attirando facilmente l’attenzione del trader.

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In questa immagine invece viene mostrato un grafico in cui il candlestick non chiude in modo aggressivo vicino al massimo. La candela ha mostrato qualche rejection rialzista nella parte finale, lasciando nella parte superiore uno stoppino sporgente che si protrae dal body della candela stessa.

Il power candle può essere molto utile quando si investe seguendo la tecnica del price action perché quando si forma una power candle, il momentum generalemente si protrae nei candlestick successivi.

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Nell’immagine sopra possiamo notare una power candle rialzista. Il momentum si potrae anche nelle successive sessioni di trading.

immagine 6 bearish-candle-overflow

Il grafico sopra mostra una power candle ribassista che ha portato una frana sul grafico. In questo trade ha restituito dei grandi ritorni sul rischio iniziale. Sicuramente i movimenti delle power candle possono rappresentare delle vere e proprie opportunità di guadagno.

Il concetto che sta alla base del trading con la power candle è abbastanza semplice e non si deve far altro che cercare il momentum aggressivo che ha causato la power candle in un primo momento e poi proseguire per le prossima o per la seconda sessione. Questo rappresenta fondamentalmente il momentum di trading che ci serve per catturare l’overflow o il continuation della sessione successiva.

Un metodo per fare ciò è quello di utilizzare gli “stop orders” sopra la power candle  per attivare automaticamente il breakout.  

immagine 7 bullish-power-candle-buy-stop

Nel grafico sopra viene mostrato un breakout innescato senza alcun intervento.

immagine 8 bearish-power-candle-sell-stop

Nell’immagine sopra invece viene mostrato uno stop order di vendita che può essere utilizzato per attivare in modo automatico brevi trade quando il prezzo supera il minimo della bearish power candle.

Conclusione

Seguire le power candle sicuramente rappresenta un valido metodo per il tuo trading. Senza ombra di dubbio bisogna sapere che ad alti rendimenti seguono anche rischi sostenuti quindi se vuoi utilizzare questa metodologia devi essere abbastanza propenso al rischio.

 

L’indicatore Trading Turtle per MT4/MT5

Sempre alla ricerca continua di nuovi ed efficaci indicatori per il trading online, ci siamo imbattuti in un noto indicatore adatto per le piattaforme MT4/MT5 chiamato Trading Turtle.

La storia dell’indicatore Trading Turtle è alquanto simpatica. Nel 1983 due noti traders, Richard Dennis e William Eckhardt fecero una scommessa e come strumento di analisi fecero un esperimento. Volevano dimostrare se per diventare trader di successo bisognava avere delle doti innate oppure bastasse soltanto fornire a una persona un set di regole standard e una formazione di trading. Per l’esperimento furono assunti 21 uomini e due donne senza conoscenze di trading, i “Turtle”, i quali furono messi in una stanza in un edificio di Chicago e gli furono insegnate le principali nozioni del trading. Il risultato fu sbalorditivo, quasi tutti diventarono dei traders di successo.

Attraverso questo set di regole è stato creato un indicatore chiamato per l’appunto “Indicatore Trading Turtle” che ha portato notevoli benefici agli utilizzatori.

Vediamo in dettaglio come funziona l'Indicatore Trading Turtle per MT4/MT5.

La Strategia in entrata

Questo sistema prevede due strategie di ingresso nel mercato che analizzeremo qui di seguito.

Il system One (S1) utilizza un breakout di entrata di 20 giorni. Questo sistema stabilisce una regola che prevede che per aumentare l’opportunità di cavalcare un grande trend si deve ignorare un indicatore se l’ultimo trend è stato redditizio. Ovviamente questa regola potrebbe creare problemi e far perdere delle opportunità di guadagno qualora il trend saltato si rivelasse in realtà molto redditizio. Per questo motivo, come salvagente è stato creato il system two (S2) che prevede un breakout di 55 giorni.

Utilizzando il system One la strategia di entrata si risolve nel seguente modo:

  • Comprare su un breakout rialzista a 20 giorni se l’ultimo segnale era una perdita
  • Shortare su un breakout ribassista a 20 giorni se l’ultimo segnale era una perdita

Utilizzando il system two la strategia di entrata prevede invece di:

  • Comprare su un breakout rialzista a 55 giorni se siamo fuori dal mercato
  • Shortare su un breakout ribassista a 55 giorni se siamo fuori dal mercato

I turtle comunque si coprono da eventuali rischi calcolando attentamente gli stop loss attraverso l’Avarage True Range degli ultimi 30 giorni per ogni singolo trade.

 

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La Strategia in uscita

La strategia in uscita nella maggior parte dei casi si rivela alquanto determinante e per questo i turtle hanno imparato a uscire dai loro trade utilizzando i breakout nella direzione opposta e, in questo modo, riservandosi la possibilità di cavalcare lunghi trend.

La strategia di uscita del System One prevede di:

  • Chiudere posizioni lunghe quando il prezzo tocca il minimo dei 10 giorni
  • Chiudere posizioni short quando il prezzo tocca il massimo dei 10 giorni

Mentre la strategia di uscita del System Two prevede di:

  • Uscire dalle posizioni lunghe quando il prezzo tocca il minimo dei 20 giorni
  • Chiudere le posizioni short quando il prezzo tocca il massimo dei 20 giorni

 

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Osservando tutte le regole stabilite dai turtle e rispettando con molta precisione il money management, questo indicatore potrebbe rivelarsi una strategia di trading molto redditizia.

Per ulteriori informazioni relative a questo indicatore e ad altri indicatori redditizi per il trading online potrai chiedere gratuitamente la consulenza dei nostri esperti semplicemente inviando una email a admin@guidatrading.com

Fare trading: range e trend 

Trading

Moltissimi aspiranti trader cercano disperatamente sistemi automatici di trading in grado di generare guadagni costanti. Purtroppo, almeno siano ad ora, non vi sono programmi automatici che riescono a portare un profitto costante nel tempo.

Molti dei programmi automatici generano posizioni in profitto solo quando il mercato presenta delle tendenze ben definite, nei mercati laterali il programma automatico non funziona bene e si rischia di perdere non solo ciò che si è guadagnato, ma anche l’intero capitale.

Osservando l’immagine puoi notare come, dopo una fase rialzista, il prezzo si sia mosso lateralmente. In questo caso un sistema automatico di trading non avrebbe interpretato correttamente la tendenza ed avrebbe continuato ad aprire posizioni per poi chiuderle una manciata di secondi dopo causando unicamente la perdita di denaro dovuto ai costi di commissione.

Il sistema automatico non può quindi sostituire l’analisi di un trader professionista. Tuttavia, non è semplice interpretare il mercato mentre il prezzo si sta evolvendo.

Trading

Questa che vedi è la stessa immagine di prima, ovviamente, solo un occhio esperto si accorgerebbe che il prezzo sta passando da una fase rialzista ad una laterale. Ma quali sono gli strumenti che un trader esperto utilizza?, nulla di più semplice, un trader esperto utilizza come prima cosa i livelli di supporto e di resistenza.

Trading

Per esempio, per determinare la fine di una tendenza rialzista basta unire i punti di minimo toccati dai prezzi ottenendo così una trend line di supporto. La trend line rappresenterà l’area entro cui il prezzo tenderà a rimbalzare. Quando il prezzo bucherà l’area da noi definita significa che siamo di fronte ad una fase di inversione.

E se il prezzo entra in una fase laterale?

Una fase laterale prevede che il prezzo rimbalzi tra due linee: una superiore ( resistenza ) ed una inferiore ( supporto ). Quando ciò accade siamo certi di trovarci in una fase laterale. In questi casi si consiglia di evitare qualsiasi tipo di investimento ed aspettare che la fase laterale finisca ed il prezzo prenda una direzione precisa.

I migliori indicatori da utilizzare nell’investimento in opzioni binarie

Come ben saprai avendo letto qualche articolo nel nostro sito, vi sono due soli approcci al trading: uno si chiama analisi tecnica ed uno analisi fondamentale. I due approcci hanno diversa natura, entrambi risultano efficaci in determinate circostanze, sono ottimi tra l’altro se combinati.

In questo articolo non ci occuperemo di quale tra le due metodologie sia la migliore o quale sia più adatta, presentiamo uno degli indicatori migliori che si utilizzano in analisi tecnica per seguire i movimenti di prezzo.

Il primo indicatore è quello di gran lunga più utilizzato, sto parlando della media mobile semplice. La media mobile semplice è una media dei prezzi aggiornata in base ai periodi considerati. La media mobile fornisce da sempre segnali attendibili, ma naturalmente anche questo indicatore porta con se falsi segnali che vanno evitati o combinando la media mobile ad altri tipi di indicatori oppure utilizzando un buon money management che, tra l’altro, è alla base della riuscita di qualsiasi investimento.

La media mobile va impostata in base al time frame del grafico, i segnali migliori si hanno nei grafici a tre mesi con medie mobili a 25 periodi, ma anche su time frame minori la media mobile offre moltissimi spunti operativi. La strategia per utilizzarla è la seguente:

Opzioni binarie

Comprare quando il prezzo buca la sua media mobile dal basso verso l’alto e vendere quando il prezzo buca dall’alto verso il basso.

MEDIE MOBILI: LA MEDIA LENTA E QUELLA VELOCE

Esistono altri metodi o se vogliamo trading system che utilizzano le medie mobili, uno di questi è quello che utilizza due medie mobili, una veloce ed una lenta. Le medie mobili hanno periodi differenti e il loro incrociarsi determina segnali quasi certi. Se per esempio prendiamo come riferimento una media mobile a 25 periodi ed una a 100, il loro incrocio determinerà segnali che solo di rado saranno falsi. Ecco la regola dell’incrocio delle medie mobili.

Opzioni binarie

Comprare quando la media mobile veloce incrocia dal basso verso l’alto la media mobile lenta e vendere quando la media mobile veloce incrocia dall’alto verso il basso la media mobile lenta.

FASCI DI MEDIE MOBILI

Questa tecnica è abbastanza recente e si fonda sugli studi di Daryl Guppy, un trader australiano che ha fatto la sua fortuna utilizzando il sistema che sto per descriverti. Il suo sistema di trading si fonda sull’utilizzo di medie mobili multiple o fasci di medie mobili, che vengono creati in riferimento a diversi orizzonti temporali.

Il suo indicatore rende il nome di Multiple Moving Averages e si può costruire in modo molto semplice e chiaro. Vediamo quale procedimento seguire per costruirci i nostri fasci di medie mobili.

Il primo fascio di medie mobili è costituito da medie mobili di breve periodo:

  • MM 3 periodi 
  • MM 5 periodi
  • MM 8 periodi
  • MM 10 periodi
  • MM 12 periodi
  • MM 15 periodi

Il secondo fascio di medie è costituito da mm di lungo periodo:

  • MM 30 periodi
  • MM 35 periodi
  • MM 40 periodi
  • MM 45 periodi 
  • MM 50 periodi 
  • MM 60 periodi 

Opzioni binarie

Ora che abbiamo costruito i nostri fasci di medie mobili possiamo verificare da soli l’attendibilità del sistema di trading. Quando i fasci si uniscono e quelli di breve incrociano dall’alto verso il basso quelli di lungo periodo allora è un segnale di vendita, in caso contrario abbiamo un segnale di acquisto.

Anche questo sistema non è esente da falsi segnali, ma fortunatamente grazie ai fasci di medie mobili abbiamo molti più segnali veritieri che segnali falsi, ciò significa che attraverso questo sistema abbiamo le probabilità a favore, a patto che vi sia una giusta e attenta gestione del capitale di investimento.

Analisi tecnica: cicli intermedi di mercato

Analisi tecnica

Se si osserva un grafico di prezzo di un qualsiasi strumento finanziario che descrive lo svolgersi delle transazioni in riferimento ad un arco temporale abbastanza lungo ( 2 anni ), si può facilmente osservare che i movimenti di prezzo seguono un percorso ben definito.

Tale percorso si completa attraverso due fasi ben distinte, la fase toro e la fase orso. La fase toro presenta prezzi che tendono a salire, la fase orso presenta prezzi che tendono a scendere, il percorso completo, composto da una fase toro ed una orso, viene chiamato ciclo economico.

In questo articolo non ci occuperemo propriamente del ciclo economico, che sarà oggetto di altre trattazioni, ma porremo la nostra attenzione sui movimenti intermedi o cicli intermedi che caratterizzano e la fase toro e la fase orso.

Tali movimenti, detti anche movimenti di correzione o rimbalzi tecnici, non sono casuali come quelli intra-day, ma rappresentano il naturale andamento dei prezzi. Sfruttare i cicli intermedi significa portarsi a casa cospicui guadagni che non si potrebbero ottenere seguendo unicamente il ciclo economico di lungo periodo.

DEFINIZIONE DI CICLO INTERMEDIO

Analisi tecnica

Un trend principale ( fase orso o fase toro ) è composto generalmente da cinque trend intermedi di cui tre seguono la tendenza principale e due vanno nella direzione opposta. Nel mercato toro le fasi di controtendenza sono discendenti e vengono detti propriamente movimenti correttivi, nei mercati orso invece queste fasi sono rialziste e vengono definiti rimbalzi tecnici.

Il trend che segue il l’andamento generale dl mercato si definisce trend primario, la fase di controtendenza si definisce trend secondario, questo ha una durata variabile che parte dalle quattro settimane ai tre mesi, ma può estendersi anche oltre.

Tale movimento di controtendenza ripercorre il trend primario nella misura di 1/3 o 2/3. Le fasi in controtendenza sono di natura ingannevole e tendono a portare confusione, pertanto sarebbe più opportuno operare solo nelle fasi in cui il prezzo segue l’andamento generale di mercato.

CONCETTI CHIAVE

  • Un ciclo economico di lungo periodo dura dai 2 ai 4 anni, ma ci sono cicli di gran lunga superiori
  • I movimenti correttivi ripercorrono quello principale di 1/3 o 2/3
  • Nelle fasi di correzione solitamente l’investimento risulta più difficile
  • Ogni investimento va calibrato ed adattato al capitale di investimento 

9 motivi per investire in opzioni Binarie: Vantaggi

Abbiamo visto in precedenza cosa sono le opzioni binarie, le tre principali tipologie offerte
dai broker, come si investe in opzioni binarie, e degli esempi di investimento.
Adesso invece ci preme farvi scoprire tutti i vantaggi e la convenienza del fare trading in opzioni binarie.

Ad un primo impatto e ad un occhio non esperto, le opzioni binarie protrebbero apparire come delle scommesse invece che dei veri e propri investimenti.
La smentita arriva dalla stessa Unione Europea che le annovera tra gli strumenti finanziari regolati dalla Direttiva 2004/39/CE e non certo tra le scommesse o i giochi.

E sempre secondo Wikipedia un’opzione è un contratto, in particolar modo uno strumento derivato, anche in questo caso nessun riferimento alle scommesse o al gioco d’azzardo.

Di conseguenza, chi le definisce giochi d’ azzardo, scommesse o termini similari, è perché non le conosce, oppure perché investe senza cognizione di causa, senza strategie e la ben che minima idea di analisi tecnica.

Ecco secondo noi i 9 motivi per cui conviene interessarsi al trading in opzioni Binarie.

Le opzioni binarie non sono un strumento d’investimento tra i più conosciuti, come le azioni o il forex, ma negli ultimi anni stanno riscuotendo un notevole successo. Le motivazioni sono tante, probabilmente la spiegazione principale risiede nei molteplici vantaggi rispetto alle altre forme d’ investimento. Vediamone alcuni:

1. Si tratta di una delle forme d’investimento più semplici in assoluto. Chiunque può investire, anche chi non ha un grosso bagaglio di conoscenze ed esperienza alle spalle, ecco perché vengono preferite dai meno esperti e principianti, anche se questo è uno dei principali motivi di un approccio poco professionale e la ragione per cui a volte vengono assimilate alle scommesse. Non tutti i trader dispongono della stessa esperienza, delle stesse capacità e delle stesse informazioni, così, per molti le opzioni binarie diventano il trampolino di lancio per iniziare, per fare pratica (senza dover investire enormi somme, almeno rispetto a molti altri strumenti finanziari), prima di diventare esperti e di indirizzarsi verso altre forme di investimento più complesse, articolate e adatte ai trader più smalizziati.

2. Fare tranding con le opzioni binarie è estremamente semplice e veloce, è sufficiente scegliere un broker online di opzioni binarie, scegliere l’attività sulla quale si vuole investire, e poi cercare di prevederne l’andamento. Si può tradare sull’andamento di una coppia di valute, come l’euro/dollaro, sui titoli azionari più conosciuti al mondo, ad esempio Google, Apple, Microsoft, sulle materie prime più negoziate come l’oro, il petrolio o l’argento, e tutto questo in pochi e semplici passaggi, senza doversi perdere in compilati contratti, telefonate, ordini telefonici ecc ecc. Tutto infatti avviene online tramite la piattaforma del broker.

3. I rischi sono limitati. Fin dall’inizio sarà sempre chiara la perdita massima che l’investitore potrà subire, senza imprevisti o cambiamenti di sorta. Ricordiamo infatti che per questo motivo molti trader preferiscono l’investimento in opzioni binarie ad altre forme d’investimento più complesse e potenzialmente rischiose.

4. Anche i rendimenti delle opzioni binarie sono chiari e definiti fin dall’origine, cioè prima dell’investimento. Si arriva anche al 95% di profitto su singola operazione per le tipologie High/low, che non è poco, mentre per quelle ad alto rendimento, a seconda del broker, anche al 600%. Basta fare giuste previsioni con corrette analisi, e i guadagni di un trader salgono alle stelle.

5. Possibilità di investire somme molto basse, anche pochi euro. Forse è questa la grande forza delle opzioni binarie. In altre forme d’investimento si richiedono ingenti capitali, mentre per fare trading in opzioni binarie può bastare anche una manciata di euro, o di dollari per singola operazione, sebbene, senza un rigoroso money management si rischia di perdere rapidamente tutto il capitale.

6. Aprire un conto con un broker depositando piccole somme. Questa non è una caratteristica diretta delle opzioni binarie, ma è comunque un’informazione che interessa il trader. La maggior parte dei broker, sia quelli specializzati nel fare trading in opzioni binarie, sia quelli che offrono la possibilità di investire anche attraverso altre forme, in genere offrono la possibilità di aprire un conto ed iniziare ad operare anche con un deposito di soli 100$, che convertiti in euro sarebbero circa 60-70€.

7. A seconda del mercato scelto, è possibile investire in qualsiasi momento della giornata, di notte o di giorno, 7 giorni su 7. Tutto ciò può offrire vantaggi non indifferenti, soprattutto a quei trader che essendo parecchio impegnati durante l’arco della giornata, possono scegliere il momento più congeniale per dedicarsi a questa attività.

8. Pur potendosi trasformare in un’attività lavorativa, la legge Italiana non richiede l’apertura di partita IVA o di forme d’impresa, si può operare da privati soggetti senza obblighi, costi o limiti di sorta, salvo poi, in caso di profitto, dichiarare quanto guadagnato nella dichiarazione dei redditi.

9. Fortunatamente, oltre a non dover sostenere i costi e le spese che contraddistinguono un commerciante o un libero professionista, i proventi finanziari, sono soggetti ad una aliquota fissa del 20%. Si tratta della tassazione più bassa in assoluto in Italia. Qualsiasi altra forma di attività che si può svolgere in Italia è tassata in maniera più rilevante, ne sanno qualcosa tutte le diverse categorie di lavoratori.

Apple e Samsung crescono del 90 e 310% nel 2011

In tempi di crisi si dovrebbe rinunciare allo smartphone, al portatile, all’Ipod nuovo o a tutte le altre diavolerie tecnologiche che puntualmente vengono create e vendute da colossi come Apple e Samsung.

Il problema è che ormai questi oggetti sono ritenuti indispensabili, o meglio sono indispensabili come strumenti da lavoro per alcuni professionisti o imprenditori.
Per tanti altri potrebbero addirittura considerarsi superflui, ma diciamoci la verità, quanti riuscirebbero oggi a fare a meno del portatile o di un telefonino?

Abbiamo vissuto per tanti anni senza oggetti così tecnologici e non sentivamo l’esigenza di possederli semplicemente perché non li conoscevamo.
Rifiutare l’idea che un cellurare è oggi fondamentale come possedere un frigorifero, o come i mezzi di trasporto, significa chiudere gli occhi di fronte ai tempi che sono cambiati.

Anche qualche secolo scorso, quando non esisteva l’energia elettrica gli uomini vivevano lo stesso, eppure oggi senza l’elettricità sarebbe oltre che impensabile, anche impossibile vivere.
Semplicemente, quando una tecnologia, una scoperta, una invenzione ancora non esiste, allora se ne riesce a fare a meno, ma quando questa si sviluppa e diventa parte del nostro vivere quotidiano, allora si trasforma in necessaria e diventa impensabile tornare indietro.

Così, anche durante un periodo difficile come quello attuale che interessa il mondo intero, anche se paesi come la Cina, l’India e la Thailandia crescono incessantemente, Apple e Samsung crescono rispettivamente del 90% e 310% nel 2011.

Le vendite dell’iPad sono salite del 150% rispetto al 2011, ed in Cina, Apple ha registrato vendite per 7,9 miliardi di dollari negli ultimi tre mesi.
La Cina si appresta infatti a diventare il mercato più florido per la Mela, con già il 20% del fatturato.

La Cina offre quindi tante possibilità, senza contare che mente l’europa stenta, il paese asiatico cresce a ritmi dell’8%.
Così, se Apple riuscirà a firmare un contratto con China Mobile, gestore telefonico cinese che conta 600 milioni di abbonati, ci sarà una nuova crescita nelle vendite dell’iPhone.

Ma se da un lato Apple cresce, dall’altro lato ci sono concorrenti agguerriti come Samsung che registrano risultati ancora più esaltanti. Il sistema operativo Android è il più venduto rispetto a quello di Apple, e gli smartphone Samsung hanno raggiunto i 94 milioni di pezzi venduti nel 2011 rispetto i 93 di Apple.

Il futuro appare roseo dunque per i due colossi che prospettano ulteriori tassi di crescita.

Info e dati da: Il foglio

Il vantaggio del trading con le opzioni rispetto alle azioni

Investire in azioni può sicuramente avere tanto fascino e rendere molti profitti, anche se i pericoli sono notevoli e i rischi sono tanti.

Il prezzo del titolo può salire o scendere rapidamente nel giro di pochissimo tempo, quindi anche un bravo trader può subire una forte batosta e perdere in un giorno quanto guadagnato in mesi di duro lavoro.
Certo, anche la stessa cosa può accadere a chi opera con le opzioni, tuttavia, mentre la perdita massima di chi investe in azioni si estende all’intero valore delle azioni possedute, la perdita massima di chi investe in opzioni è limitata al solo premio pagato.

Per comprendere questa enorme differenza ci sembra opportuno fare un confronto con un esempio.

Supponiamo di acquistare azioni della Banca X. Al momento la banca non attraversa un grandissimo periodo, il prezzo delle azioni è passato dai 5€ ad azione del 2007, ad 1€ di inizio Gennaio 2012. Tuttavia, una possibile riorganizzazione, un cambiamento ai vertici, ed una politica di risanamento ci fanno pensare che l’azione abbia raggiunto il prezzo minimo e che il titolo nel corso dei mesi successivi si apprezzerà.

Infatti, dopo circa un mese e mezzo, e precisamente il 22 febbraio del 2012 il titolo raggiunge quota 2€. In breve, ha raddoppiato il suo valore.
Se i primi di Gennaio avessimo acquistato azioni della banca X, in questo momento avremmo guadagnato il doppio del denaro investito.

Supponiamo allora di essere stati così lungimiranti da aver acquistato 1.000 azioni al prezzo di 1€ cadauna, l’investimento totale è stato di: 1.000×1€ = 1.000€
Contemporaneamente abbiamo acquistato anche 10 opzioni Call con strike price At the money (ATM) di 1€, al prezzo di 0,06 per 100 azioni. Il costo totale dell’investimento in opzioni è stato di (100 x 0,06) x 10 = 60€

Valutiamo i due investimenti:
L’azione oggi ha un prezzo di 2€, quindi, rivendendola il ricavo sarebbe di 1.000 azioni per 2€ = 2.000€. L’utile, o profitto, si calcola sottraendo l’investimento iniziale al ricavo, quindi, il profitto è di 2000€ – 1000€ = 1000€ con un ROI (ritorno del capitale investito) del 100%, davvero niente male.

Il ROI si calcola dividendo il ritorno dell’investimento (utili) per il capitale investito.

Calcoliamo adesso il prezzo dell’opzione: Se non teniamo conto della volatilità (perché altrimenti il prezzo sarebbe addirittura maggiore), la nostra opzione vale oggi 2€ – 0,06 – 1€ = 0,94 centesimi
Il ricavo totale rivendendo le opzioni sarebbe di 0,94 x 100 x 10 = 940€, il profitto pari a 940€ – 60€ = 880€ con un ROI del 1.460%

Com’ è possibile notare, l’investimento in azioni ci ha ripagato sicuramente con un buon profitto (1.000€), ma abbiamo dovuto investire 1.000€ per ottenerlo. L’investimento in opzioni ci ha ripagato con un profitto leggermente più basso (880€), ma abbiamo rischiato solamente 60€ per ottenerlo, ecco perché mentre per il primo investimento il ritorno è stato del 100%, per il secondo in opzioni è stato di 14 volte tanto.

Tutto questo ci fa capire anche un’altra importantissima questione, quella del rischio. E se le cose fossero andate veramente male? Cioè se il prezzo fosse sceso invece che salire?

Se ad esempio l’azione si fosse deprezzata fino a raggiungere quota 0,50€, l’investimento in azioni avrebbe prodotto una perdita di 500€ rispetto ai 1.000€ investiti. L’investimento in opzioni invece avrebbe comportato una perdita decisamente più bassa. Con un tale abbassamento del prezzo del sottostante, l’opzione si sarebbe quasi del tutto deprezzata fino a raggiungere valore prossimo allo zero, e noi avremmo perso la somma massima di 60€, ovvero il premio pagato.

Per concludere dunque, i vantaggi dell’operare con le opzioni si sintetizzano in:
1. Effetto leva (si possono muovere grosse somme di denaro con piccoli investimenti)
2. Rischio ridotto alla sola perdita del premio, rispetto al potenziale profitto
3. Non si necessità di grosse somme per iniziare
4. Profitti potenzialmente illimitati