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Analisi tecnica: 3 consigli per praticarla a meglio

L’analisi tecnica è lo studio del grafico mediante tecniche e strumenti avanzati, il cui scopo è fornire segnali di entrata e di uscita dal mercato e, in generale, orientare l’investitore nella sua attività di trading. Un errore comune, soprattutto tra i trader poco esperti, è complicare un’attività che già di per sé non è semplice, impiegando tecniche farraginose e perdendo di vista i veri obiettivi dell’analisi tecnica.

Ecco 3 consigli utili per ricondurre la propria attività di analisi tecnica a una dimensione di semplicità e, soprattutto, di efficacia.

Identificare i livelli chiave

Una delle leggi dell’analisi tecnica è che la “storia si ripete”. Tradotto nella realtà dell’analisi tecnica, i livelli di prezzo che hanno ricoperto un ruolo importante nel passato lo ricopriranno anche in futuro. E’ quindi necessario individuare i livelli di prezzo passati, che in questo caso assumono la qualifica di “key level”. Il riferimento è ai massimi e ai minimi giornalieri e ai massimi e ai minimi settimanali. I livelli chiave sono importanti perché fungono da supporti e da resistenze molto credibili. Ovviamente, esistono svariati metodi per individuare supporti e resistenze ma la localizzazione dei massimi e dei minimi è certamente il più veloce (ed efficace).

Combinare analisi tecnica e analisi fondamentale

I fautori dell’analisi tecnica considerano questa pratica come autosufficiente. Il dibattito è ancora aperto, sebbene sia indubbia la necessità di praticare anche l’analisi fondamentale, che è lo studio delle notizie che provengono dall’ambiente economico e politico (e che incidono sui prezzi). Il segreto non sta nel privilegiare una o l’altra pratica, bensì nel combinarle. L’obiettivo di fondo è quello di utilizzarle contestualmente in modo che una confermi l’altra. Per esempio, per adottare un minimo settimanale come supporto, è bene verificare che in corrispondenza di esso (o subito prima, in qualità di causa scatenante) sia stato rilasciato un dato inferiore alle attese.

Vale anche all’inverso. Se concludiamo che a un evento X, in programma magari nel pomeriggio, segua un effetto Y, è possibile consultare le chart passate per vedere se a un evento simile a X sia corrisposto un effetto simile a Y.

Individuare Stop Loss e Limit Order

Il risk management, ossia la gestione del rischio, è una delle pratiche fondamentali del trading. Consente infatti di tenere sotto controllo il rischio e di limitarne gli effetti negativi. Lo strumento principale del risk management è il posizionamento degli Stop Loss e dei Limit Order.

Come si individuano i punti esatti in cui posizionare Stop Loss e Limit Order? Molto semplice (almeno in teoria): usare l’analisi tecnica. E, nello specifico, usarla seguendo i primi due consigli: individuare supporti e resistente mediante l’analisi dei minimi e dei massimi, confermare la loro valenza strategica mediante uno studio comparato del flusso di notizie (analisi fondamentale).

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Broker senza commissione

I broker senza commissione, rappresentano una realtà ben consolidata nel panorama del trading online. Plus500, per esempio, o anche 24Option, sono solo due dei broker senza commissioni più famosi. Quella delle commissioni potrebbe sembrare, per quanto piacevole e auspicata, un’assenza ingiustificata, se non addirittura illogica. Per capire il motivo per cui le commissioni spesso sono assenti è necessario affrontare due tempi: gli spread e la tipologia dei broker (proprio dal punto di vista operativo). Qualsiasi servizio di intermediazione finanziaria, almeno sulla carta, o in linea teorica, obbliga il cliente al pagamento di una commissione. Lo stesso dovrebbe valere per i broker, ma nella realtà non è sempre così. Anzi, nella maggior parte dei casi questo più o meno pesante “obolo” sull’eseguito non deve essere corrisposto.

Spread e guadagno broker

Se i broker senza commissione non sottopongono gli utenti al pagamento delle commissioni, come guadagnano?

La risposta è semplice, per quanto non intuitiva: con gli spread.

Con il termine spread si intende la differenza tra il prezzo reale, di mercato, e il prezzo con il quale gli utenti sono costretti ad avere a che fare, quello con il quale tradano. E’ un valore espresso in pip. Altro termine… Cosa sono i pip? Molto banalmente, è quell’unità di misura che esprime il minimo cambiamento di prezzo possibile. Una coppia, per esempio, l’euro-dollaro, non può compiere un movimento inferiore a 1 pip. I pip vengono utilizzati per misurare gli spread in quanto consentono una grande precisione.

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I broker senza commissione, o per meglio dire alcuni broker, guadagnano con gli spread, quindi non necessitano delle commissioni. Se ci fossero, il carico sulle spalle dei trader sarebbe troppo alto, e per questo controproducente per il broker stesso.

Le tipologie di broker Market Maker e ECN e STP

Solo alcuni broker fondano il proprio modello di business sugli spread e non sulle commissioni. Per la precisione, i broker market maker. Questi, che rappresentano la stragrande maggioranza, non offrono l’accesso diretto al mercato, bensì eseguono gli ordini per conto degli utenti e dispongono di un ordine che funga da contraltare, in modo che la volontà dell’utenza possa essere sempre e comunque rispettata. Il passaggio in più (ossia quello dell’intermediazione) pone in essere la possibilità, da parte dei broker, di imporre prezzi diversi rispetto a quelli di mercato. Ecco, i broker market maker lucrano (legittimamente) su questo aspetto.

Discorso diverso per i broker ECN, che garantiscono l’accesso diretto al mercato ma non l’esecuzione delle operazioni. Gli utenti tradano con i prezzi reali, sicché non può essere applicato alcuno spread. Ne consegue che il modello di business deve essere giocoforza fondato sulle commissioni.

Fanno eccezione i “broker banca”, ossia i servizi di brokeraggio offerti dagli istituti bancari. In questo caso, è spesso prevista, accanto allo spread, tipico dei broker market maker, anche il pagamento di una commissione, in genere variabile.

24option forex: mt4 e novità del 2017

24option è probabilmente (assieme a IQoption) il broker più famoso e amato dai trader di opzioni binarie. Ma nel 2017 è anche 24option forex e mt4 e completa l'offerta per tutti i tipi di trader!

Si fa apprezzare per le garanzie di sicurezza, per la fruibilità, per le condizioni economiche accessibili. Nonostante il favore che ha acquisito nel corso degli ultimi anni presso il pubblico, non si è seduto sugli allori e ha deciso di recente di apportare numerose modifiche.

24option oggi appare rinnovato e non solo dal punto di vista estetico. Sono state inserite alcune novità che migliorano e arricchiscono l’esperienza dei trader.

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24option forex: la nuova grafica

Già dal primo impatto si intuisce l’impegno profuso nel tentativo di migliorare una piattaforma già di per sé ottima. Nell’immediato, infatti, si apprezza il restyling grafico. Adesso l’interfaccia risulta ancora più fruibile, si avverte un senso di pulizia in grado di facilitare ulteriormente il lavoro degli trader.

Una novità “grafica”, ma dal grande potenziale strategico, consiste nella possibilità di scegliere tra vari timeframe mentre si visualizzano le preferenze degli altri trader. E’ un modo per comprendere più a fondo le mosse degli altri operatori e trarre, eventualmente, le dovute conclusioni

Broker 24option forex, CFD e opzioni 100

La novità più grande è probabilmente l’inserimento del trading con i CFD e il forex. L’acronimo sta per Contract For Difference. Si tratta di uno strumento derivato che, al costo di una esposizione al rischio solo leggermente più elevata rispetto alle opzioni binarie e il Forex, offre rendimenti molto alti. Il guadagno, nello specifico, è dato dalla differenza tra il prezzo contrattato a inizio operazione e il prezzo rilevato alla scadenza.

Lo strumento si presta all’utilizzo di leve molto elevate, sicché i profitti sono davvero cospicui. La presenza degli CFD, inoltre, arricchisce l’esperienza di trading in quanto, rispetto al semplice Forex, mette a disposizione numerosi asset in qualità di sottostanti.

Opzioni con rendimento 100%

Un’altra novità di rilievo, e che sicuramente farà aumentare i profitti dei trader, è rappresentate dalle opzioni 100. Il nome deriva dal rendimento del 100%. Una percentuale che si vede raramente anche nelle piattaforme più generose. Il meccanismo è semplice e, il ché non guasta, anche divertente. Si tratta in buona sintesi di una evoluzione delle classiche opzioni ALTO/BASSO. Il trader, anziché guadagnare se il prezzo alla scadenza risulta aumentato, guadagna se il prezzo (sempre alla scadenza) è superiore a quello stabilito dal broker a inizio contrattazione. Le opzioni 100 sono molto utili se il trader prevede una forte oscillazione del prezzo.

Trading semi-automatico

Infine, si segnala un’altra importante novità: il trading semiautomatico. Il prefisso “semi” è giustificato dal fatto che lo strumento proposto da 24option forex non è un “robot” nel senso stretto del termine, bensì un tool utile per entrare automaticamente nel mercato quando si presentano determinate condizioni.

Il trader stabilisce la soglia di prezzo raggiunta la quale l’ordine deve essere eseguito. Stabilisce anche la direzione, il capitale investito e ovviamente il sottostante. A fare il resto sarà la piattaforma. L’ingresso automatico è molto utile perché non è raro perdere il classico treno in un momento di distrazione. E’ assolutamente sicuro, anzi forse più sicuro rispetto all’alternativa “manuale” poiché impone un approccio strategico: l’operatore deve analizzare il mercato, individuare il corretto punto di ingresso, pianificare il trade e impostare i settaggi. Per esempio, un trader sa che il livello di resistenza di un dato asset è X. Programmerà quindi un’opzione PUT con punto di ingresso X perché sa che, raggiunta la resistenza, il prezzo molto probabilmente scenderà.

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Metatrader: la migliore piattaforma trading

metatrader mobileMetaTrader, o per meglio dire le soluzioni della serie “Metaquotes”, risultano tra le piattaforme trading più diffuse in assoluto per il forex. Sono le preferite dei broker forex e cfd. Sono pochi i broker forex che fanno riferimento a piattaforme proprietarie. La popolarità di MetaTrader è giustificata?

La verità è sì. Il marchio, infatti, rappresenta lo stato dell’arte per una piattaforma di trading online, il giusto mix tra accessibilità (per i principianti) ed efficacia.

MetaTrader 4

Le versioni più recenti sono MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Nonostante quest’ultimo abbia fatto il suo esordio quasi due anni fa, la quarta versione risulta ancora la più diffusa.

MetaTrader 4 offre tutto ciò di cui un trader ha bisogno. Le quotazioni sono in tempo reale, le operazioni possono erogate in modalità “immediata”, “richiesta a mercata”, “esecuzione di scambio”. Sono previsti sistemi di ordini avanzati come il trailing stop e la sospensione, oltre al classico stop loss. Ricca è l’offerta di strumenti per l’analisi tecnica: gli indicatori sono oltre trenta, i time frame invece sono sette (M1, M5, M15, M30, H1, H4, D1). Il trader può scegliere tra i classici tre grafici: lineare, a barre, con candele giapponesi.

Esistono versioni mobile di MetaTrader, grazie alle quali è possibile tradare direttamente su smartphone o tablet. Il software è compatibile con Android che con iOS. Il software, nonostante gli evidenti limiti del mezzo, è praticamente identico alla controparte per pc. Da dispositivo mobile, quindi, il trader può non solo visionare i grafici e redigere strategie, ma anche inoltrare gli ordini.

Migliori broker MT4

MetaTrader 5: le novità

Tra le maggiori novità introdotte da MetaTrader 5 vi è il numero di time frame disponibili, salito per l’occasione a ventuno. Gli indicatori, che prima erano trenta, ora sono settantanove. Si segnala, inoltre, una quantità maggiore di modalità di esecuzione.

Molto importante è l’integrazione dell’analisi fondamentale, che a differenza della quarta versione può essere realizzata direttamente in piattaforma. MetaTrader 5, infatti, dà accesso a contenuti aggiornati, i quali possono essere selezionati e organizzati secondo i criteri che più aggradano il trader.

Si segnalano però alcuni svantaggi in grado di rendere la quinta versione, almeno per ora, non totalmente all’altezza della quarta. MetaTrader 5 ha infatti una sezione di charting meno completa, non consente l’hedging e il multi hedging, richiede molta memoria RAM. L’aria di lavoro, inoltre, è più piccola, rendendo più scomoda l’attività di trading. Alcuni strumenti di analisi, infine, non sono molto precisi. Il riferimento è al ritracciamento di Fibonacci.

Il consiglio, quindi, è continuare a tradare con MetaTrader 4, che è tra le altre cose l’alternativa preferita dei broker. Anche perché i due software sono scritti con un linguaggio completamente diverso e non è possibile trasferire i dati da una versione all’altra.

Migliori broker MT5

Expert advisor Metatrader

Una dei grandi vantaggi dell'utilizzo della metatrader è la possibilità di creare expert advisor per il trading automatico. Gli expert advisor sono software creati tramite il linguaggio MQL che permettono di automatizzare le strategie di trading forex e CFD.

Gli expert advisor possono essere realizzati sia per le MT4 che per le MT5.

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Si è creato un mondo parallelo al trading tradizionale che permette a chiunque di utilizzare strategie di trading con expert advisor per innumerevoli tipi di lavori come:

  • impostare take e stop in automatico
  • eseguire strategie di trend following
  • eseguire alert, avvisi e ogni altro elemento necessario al trader
  • automatizzare la scelta del money e risk management e dei lotti da tradare
  • automatizzare parte del processo decisionale o un'intera strategia di trading

Gli expert advisor mt4 possono essere creati partendo da indicatori come Ichimoku, Medie mobili, HeikenAshi e altri. Oppure possono essere creati per le strategie di price action. Non c'è limite od ostacolo se non derivante dalla capacità umana del programmatore.

Previsioni Forex 2017: dollaro in salita

Le previsioni forex 2017 saranno incentrate su molti fronti dominati dall’incertezza. Il 2017 infatti si caratterizzerà per una certa instabilità, dovuta principalmente alle tensioni politiche (vedi elezioni in Francia e Germania, forse in Italia). E’ possibile tuttavia individuare alcuni fattori che, a prescindere dalle contingenze, impatteranno con decisione sui cambi forex. L’analisi va focalizzata in particolar modo sulle tre valute principali: euro, dollaro statunitense e sterlina.

Forex trading: il Dicembre delle banche centrali

Per comprendere cosa accadrà nel 2017 è bene soffermarsi sui meeting che si sono tenuti a dicembre. Si sono espresse le maggiori banche centrali, quindi Bce, Fed e BoE (Bank of England). In linea di massima, e volendo individuare un leitmotiv sufficientemente condiviso, si può affermare che ovunque si è assistito a una frenata delle politiche monetarie espansive, in alcuni casi a un cambio di rotta.

Gli Stati Uniti, infatti, hanno alzato i tassi di interesse e, soprattutto, hanno annunciato che il 2017 vedrà non uno bensì tre rialzi. La Bce ha annunciato il tapering (sebbene Mario Draghi abbia rigettato l’uso di questo termine), mentre la BoE ha mantenuto i tassi allo 0,25%, nonostante da più parti si auspicasse a un ulteriore taglio a causa dei timori post-Brexit.

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Previsioni Forex opinioni 2017: verso la parità euro-dollaro

I maggiori istituti finanziari sono concordi nell’affermare che il 2017 sarà l’anno della parità euro-dollaro. Il 2016 non è ancora finito e già il cambio è scivolato “paurosamente” a 1,03. D’altronde, tutto fa pensare a una rivalutazione del dollaro e a una svalutazione dell’euro. In primo luogo, l’economia statunitense viaggia a ritmi discreti, mentre quella europea annaspa tra la stagnazione e la crescita anemica. Secondariamente, per quanto si possa parlare già di tapering europeo, le due banche sono lontane dalla convergenza: la Fed è in fase restrittiva, la Bce è ancora in fase espansiva.

Questo divario non può che portare a una discesa dell’Eur Usd. Il divario si allargherebbe se i nodi europei venissero simultaneamente al pettine. Il riferimento è alla crisi bancaria e all’ascesa dei populismi, buona parte dei quali dichiaratamente anti-euro.

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I trader del Forex dovrebbero tenere i fari puntati sulla sterlina, che rappresenta la vera incognita del 2017. Il valore della moneta di sua maestà, infatti, è legato a doppio filo con i parametri macro e microeconomici del Regno Unito, che di recente sono stati caratterizzati da una certa instabilità, e dall’esito per nulla scontato dei negoziati sulla Brexit.

Secondo Jp Morgan, il “pound” ha toccato il suo minimo quindi non potrà fare altro che risalire. D’altronde si parla di un calo intorno al 25% in un anno. Secondo Reuters (che ha intervistato 60 analisti), la sterlina invece potrebbe indebolirsi ancora, certo a ritmi molto più compassati rispetto al 2016. Le ipotesi maggiormente condivise parlano di un ulteriore 5%. Nello specifico, si arriverebbe a uno Gbp Usd intorno all’1.15. Tale soglia, niente affatto lontana dal cambio attuale, sarebbe significativa in quanto concretizzerebbe il minimo dal 1987.