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Tag Archivi: criptovalute

Open Trading Network Token per clienti IQoption

Il 2017 può essere ricordato come l’anno della cripto-economy in cui sono nate le basi per una nuova era finanziaria, economica e digitale.

Non tutti hanno ancora capito cosa sta accadendo nel mondo digitale con l’avvento della BlockChain e delle aziende che stanno nascendo. E’ tempo di innovazioni e di grandi opportunità per chi ha una visione aperta sul futuro.

E’ il caso di Open Trading Network che raccoglie in se Wallet, Exchange, criptovalute e Token.

E’ molto probabile che nel 2016-2017 sono nate aziende (ancora sconosciute) ma che nel giro di pochi anni rivoluzioneranno il nostro mondo digitale come:

  • memorizzare dati in sicurezza

  • nuovi metodi di transazioni finanziarie sicure, affidabili, tracciabili o anonime

  • invio e trasmissione di informazioni con grande attenzione ai costi o alla privacy

E’ molto probabile che alcune di queste nuove aziende, fra 2 o 5 anni, saranno molto importanti e conosciute come è successo già nell’era della nascita di internet con Amazon, Microsoft, Apple, Facebook e Google.

E’ molto probabile che alcune di queste aziende che oggi valgono poco, nel futuro avranno un valore 50, 100 o 500 volte quello attuale.

Open trade network

Token, Ico e criptovalute

La prima rivoluzione in atto è già conosciuta con i termini di ICO (leggi QUI), Token e Criptovalute. Ovvero nuovi metodi per raccogliere denaro dagli investitori, investire e crescere e che ragiona al di fuori delle regole attuali (niente controlli da parte di enti come la Consob) e accessibili anche a chi vuole investire solo 100 euro.

In breve possiamo dire che le ICO sono paragonabili alle IPO (ovvero prima offerta ai mercati delle azioni), i Token sono paragonabili alle azioni e le criptovalute sono le nuove monete digitali.

Con le criptovalute è possibile comprare Token, partecipare alle ICO o scambiarle con altre Criptovalute.

Con Open Trading Network (sviluppato dal team di IQoption) è possibile comprare, conservare o scambiare 12 tipologie tra token e criptovalute come:

  • Bitcoin
  • Litecoin
  • Ethereum
  • Omisego
  • Zcash
  • Dash
  • Monero
  • Ripple

E questo mese nascono pure i Token OTN che sono accreditati ai clienti IQoption che fanno trading attivo su criptovalute in proporzione al loro volume di trading. Più si investe e maggiore sarà il numero di token OTN accreditati.

Il vantaggio dei detentori dei token OTN è il loro possibile valore futuro in forte ascesa e la possibilità di utilizzarli per comprare altre criptovalute.

E’ il primo caso in Europa in cui un’azienda finanziaria lancia il proprio progetto di exchange e Token dedicati ai clienti e che può creare valore nel futuro e interagire anche con altri wallet ed exchange.

Infatti è molto probabile che i token OTN saranno scambiabili anche su altri exchange in giro per il mondo finanziario.

Il valore delle criptovalute oggi e futuro

Quello che è successo fino ad oggi è questo: ogni criptovaluta creata ha aumentato il proprio valore in modo esponenziale in pochi mesi / anni… ad esempio il Bitcoin è passato dai 15 dollari ai 5500 dollari.

La cripto-economy ha creato nuovi milionari digitali. La verità è questa… la creazione di un nuovo mercato parallelo di un valore sproporzionato, enorme.

Wallet & Exchange

Un altro nuovo impatto nella vita degli investitori digitali è l’avvento dei wallet dove si possono “memorizzare” in sicurezza tutti i Token e le criptovalute acquistate. Ci sono tanti investitori che stanno acquistando Token e valutando di rivenderli fra qualche anno quando si presume possano avere un alto rendimento.

In parallelo sono nati anche gli Exchange, ovvero servizi privati che permettono di comprare e vendere token e criptovalute e che quindi offrono quotazioni in tempo reale e aggiornate.

A tal fine vi consigliamo di informarvi sui seguenti progetti di Wallet e Exchange di grande rilievo:

Cosa sono le ICO e perché sono importanti per il mondo delle criptovalute

ICO è l’acronimo di Initial Coin Offering. Il concetto, e anche il termine a dire il vero, è simile a quello di IPO, Initial Pubbling Offering, molto noto nel contesto azionario. Le similitudini sono numerose. Le aziende che si quotano in borsa lo fanno per essere finanziate, e lo stesso vale per le aziende – anzi i progetti – che intendono finanziarsi attraverso le ICO. Le differenze principali sono due:

  • Le IPO si posizionano all’interno del sistema finanziario internazionale. Le ICO agiscono al di fuori di esso.
  • A seguito delle IPO, vengono rilasciate delle azioni. A seguito delle ICO vengono rilasciati dei token.

Le ICO sono considerate, inoltre, strumenti affini al crowdfunding.

D’altronde si parla di contesti, almeno sulla carta, informali per quanto regolamentati. Si parla, soprattutto, di metodi di acquisizione di un capitale. Alla base delle ICO, infatti, vi sono, più che aziende, dei veri e propri progetti, o almeno delle start up. E qui si giunge all’informazione forse più importante. Le ICO sono utilizzate soprattutto per finanziare progetti di sviluppo delle criptovalute. Lo strumento del token, da questo punto di vista, è quanto mai azzeccato al contesto. Consente, infatti, che il titolare del token, a seguito della sua “donazione” possa godere, in tempi più o meno lunghi, di un ritorno dell’investimento. Una possibilità, questa, che– di default – non riguarda il crowdfunding.
ico criptovalute

Le ICO: uno strumento complesso.

Ecco qualche info più specifica.

Il funzionamento. Una start-up o una qualsiasi realtà che vuole avviare un progetto (anche la creazione da zero di una criptovaluta), decide di puntare sulla ICO per finanziarsi. Viene creato un piano di business, un documento disponibile a tutti i potenziali investitori con tutti i dettagli del caso.

I token. La partecipazione degli investitori viene certificata con il rilascio del token. Nel caso delle criptovalute, acquisire un token vuol dire acquisire, in un prossimo futuro, una quantità prestabilita della futura valuta digitale. E’ l’azienda stessa a decidere la quantità di token disponibili, il costo di ciascun token, la quantità di valuta corrispondente a un token.

Il prezzo da pagare. Se si parla di criptovalute, è possibile partecipare a una ICO solamente mediante l’utilizzo di altre criptovalute. Per acquistare un token, quindi, non è possibile pagarne il prezzo in euro o in dollari. Sono generalmente accettati, invece, ethereum e bitcoin.

I rischi. Ebbene, sono numerosi. In primo luogo, perché quello delle ICO non è un mercato regolamentato, come è invece quello del crowdfunging e, soprattutto, quello azionario (ai quali le ICO fanno riferimento). Il rischio di frode, quindi, è dietro l’angolo.

Alcune offerte presentate come ICO o come Token nascondono tentativi di truffe, scam o schema ponzi da evitare assolutamente. Prima di aderire a qualsiasi tipo di ICO è bene informarsi in modo approfondito.

Per adesso, comunque, non vi è notizia di frodi o progetti falliti in partenza. Il consiglio, comunque, è quello di leggere attentamente il piano di business, analizzarlo con cura in maniera da fiutare in anticipo la eventuale truffe. Sia chiaro, non tutti i progetti si concludono felicemente. Molto spesso chi ha acquistato i toker gode di un ritorno dell’investimento al di sotto delle aspettative (perché magari la nuova valuta, una volta entrata nel mercato, si deprezza). Ciò non toglie che le ICO stiano vivendo un periodo particolarmente positivo.

Le criptovalute e la nuova legge antiriciclaggio: conseguenze per gli investitori

Il legislatore si è interessato, forse un po’ inaspettatamente, alle criptovalute. Il riferimento, in particolare, è al legislatore italiano. Il Bel Paese, infatti, ha battuto sul tempo tutti gli altri, concretizzando, non senza una certa dose di discrezionalità, una direttiva europea che invitava gli stati membri a definire il ruolo degli intermediari delle criptovalute, in funzione antiriciclaggio. Ne è risultato un decreto legislativo, il n.90 del 2017, promulgato il 25 maggio ed entrato in vigore il 4 luglio.

Il timore degli investitori è che questo gire di vite possa, in qualche modo, compromettere o rendere più difficoltose le attività di investimento. E’ davvero così? Ecco le novità introdotte dal decreto.

criptovalute

Il decreto e le criptovalute: i contenuti

Niente paura. Almeno in linea teorica, non dovrebbero esserci conseguenze per gli investitori. Il decreto legislativo, infatti, interviene in un ambito che non è affatto operativo, bensì… Informativo. Introduce, molto banalmente, obblighi di trasparenza. Questi, ovviamente, devono essere rispettati da quei soggetti che operano “dall’altro lato della cattedra” rispetto agli investitori, ossia da chi fornisce servizi di intermediazione. Il decreto li definisce “cambia valute virtuale”. Nello specifico, sono cambiavalute virtuali tutti quei soggetti che offrono a terzi servizi funzionali all’utilizzo, allo scambio, alla conservazione delle criptovalute. Fanno parte di questa categoria anche chi fornisce servizi di conversione delle criptovalute in valute aventi corso legale.

25 € gratis per comprare e vendere Bitcoin e criptovalute

I broker che offrono le quotazioni di bitcoin e bitcoin cash sono:

Il decreto impone a questi soggetti, siano esse persone fisiche o giuridiche, di comunicare in maniera standardizzata la loro presenza sul territorio, secondo il principio di riconoscibilità. La volontà è quella di impedire che le criptovalute diventino, o possano diventare, un canale per il riciclaggio del denaro. Sia chiaro, ad oggi non sono pervenuti casi in cui le valute virtuali siano stati utilizzati a questo scopo ma il legislatore ha fiutato, almeno in astratto, il pericolo.

Il decreto fa luce anche sulla definizione di valuta virtuale, passibile di una certa confusione vista l’eterogeneità dello strumento. Secondo il legislatore italiano, la valuta virtuale è tale solo se non viene emessa da una banca centrale e non ha, e non può avere, un corrispettivo materiale, bensì solo digitale. Una definizione semplice ma che lascia comunque spazio alle innovazioni future ed eventuali nel campo delle criptovalute.

Ad ogni modo, agli investitori basti sapere che il decreto legislativo non compromette e non influisce in alcun modo sulle loro attività di investimento. Anzi, semmai, offre maggiori garanzie di sicurezza.

Trading con le criptovalute: l’offerta dei broker

Il trading con le critptovalute hanno guadagnato l’interesse dei trader e degli speculatori. Non c’è da stupirsi, se si considerano le performance elevate di Bitcoin e compagni. I broker si sono adeguati e hanno messo a disposizione degli utenti il trading con le criptovalute. La buona notizia è che l’offerta non ruota attorno al Bitcoin, che ha praticamente funto da apri-pista, ma anche ad altre valute meno famose come Ethereum, Litecoin, Dash. Segnale, questo, che il trading con le criptovalute ha acquisito una sua dignità e ha raggiunto una maturità tale da essere accostato alle forme di investimento più nobili. I trader hanno solo l’imbarazzo della scelta, dal momento che molti broker hanno implementato la loro offerta con le criptovalute. Ecco cosa offrono, nello specifico, quattro dei broker più importanti.

criptovalute

Markets.com

La particolarità dell’offerta dedicata per il trading con le criptovalute targata Markets.com risiede nella possibilità di investire sui CFD. La scelta di valute è più che sufficiente riuscendo a fornire ottimi storici e grafici su cui poter effettuare studi di trend. Gli utenti, infatti, possono scegliere tra Bitcoin, Ethereum, Litecoin, XRP. La leva è presente ma non raggiunge livelli molto alti. Il rapporto massimo è di 10:1 ma in alcuni casi non si va oltre l’5:1. Markets.com non impone l’utilizzo di piattaforme ad hoc per le criptovalute o l’apertura di portafogli particolari, tuttavia garantisce condizioni di trading agevoli e a misura di utente.

AvaTrade

AvaTrade consente di fare il trading con le criptovalute sul Bitcoin, Dash, Ripple, Litecoin, quindi può essere considerata un’offerta completa. La presenza di diverse criptovalute è accompagnata da condizioni di trading eccellenti. Si segnala, in tal senso, la possibilità di tradare sia con i CFD che con il Forex. Molto interessante sono anche le disposizioni in termini di leva, che possono raggiungere il rapporto 20:1. Inoltre, mette a disposizione un portafoglio digitale per il deposito e il ritiro di Bitcoin. Gli utenti di Avatrade possono commerciare il Bitcoin attraverso la piattaforma MetaTrader 4 e AvaTradeAct. Il deposito minimo è di 100 euro.

IQoption


Più ricca l’offerta l’offerta di IQoption (vedi dettagli QUI), almeno in termini di criptovalute. Ce ne sono addirittura sei: Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Dash, Ripple, Iota. E’ assente qualsivoglia leva finanziaria ed è possibile investire solo nel Forex. In compenso, mette a disposizione una piattaforma dedicata, la Crypto.

Il deposito minimo su IQoption è di 10 euro.

Plus500

+
Anche in questo caso l’offerta comprende sei criptovalute, ossia: Bitcoin, Ethereum, Ripple, Litecoin, Dash, NEM. Ovviamente, come da tradizione del broker, è possibile investire solo sul Forex. La particolarità dell’offerta di Plus500 dedicata alla criptovalute è la leva finanziaria, che raggiunge livelli davvero alti, ossia il rapporto 30:1. Come Avatrade, Plus500 ha stabilito una barriera all’entrata molto bassa, simboleggiata da un deposito minimo di 100 euro.

Tabella confronto broker con criptovalute

Questa tabella è stata estratta da financemagnates.com

BrokerBitcoinLitecoinEthereumRippleDashLeverageMore details
IQoption+++++1:1
Plus500+++++up to 1:30
AvaTrade+++++up to 1:20
BDSwiss++++up to 1:3
XTB+++++up to 1:20
UFX++1:4
JFD Brokers+1:10
Markets.com+++++up to 1:10
SwissQuote+1:1
IG+1:13
HYCM+1:10
SimpleFX++++up to 1:10
AAAFx+++N/A
Evolve Markets+++up to 1:25
Fortrade++++1:5
1Broker.com+N/A
FXChoice+1:3
ForexClub++up to 1:20
Ayondo+N/A
Bulltraders.com+N/A
Salma Markets+1:1
Whaleclub++++up to 1:20
1billionforex.com+1:3
Forex.ee(NetStock Ltd.)++++1:3
PrivateFX+N/A
FXCortex+N/A
796.com+N/A
Alpari+up to 1:10
NordFX+++1:3
Admiral Markets++++1:5
InstaForex+1:10
Exante++++N/A
Vantage FX+1:1
Trade360++1:4
Trade+1:20
HotForex+1:20

Criptovalute in crisi? La calda estate di Bitcoin ed Ethereum

Le criptovalute sono state una delle invenzioni finanziarie più importanti degli ultimi anni e con un successo in grande ascesa. Il riferimento del settore sono il Bitcoin e l’Ethereum, che però sono stati protagonisti di recente di uno scivolone notevole, per poi riprendere quasi immediatamente un trend positivo.

Le forti oscillazioni però stanno provocando dei dubbi intorno alle criptovalute e rappresentano una battuta d’arresto nell’evoluzione che, nella mente dei loro creatori, dovrebbe portarle da strumenti di investimento speculativo a moneta corrente vera e propria.

Broker con cui è possibile fare trading di criptovalute bitcoin e ethereum

I recenti problemi del Bitcoin


Da qualche mese il Bitcoin appare inarrestabile. All’alba del nuovo anno, ha toccato quota 1.000 dollari. A marzo aveva già superato il valore di un oncia d’oro. Poi è esploso il boom delle ICO, il sistema di offerte iniziali in crowdfunging, che ha fatto sognare i fanatici delle criptovalute e immaginare che possa sostenere progetti molto ambiziosi, anche di natura pubblica. Il 12 giugno, infine, ha superato i 2.900 dollari.

Il giorno dopo, il collasso: il bitcoin ha perso in una manciata di giorni un quarto del suo valore. Certo, la criptovaluta sta lentamente recuperando ma questa repentina discesa fa pensare.

Quali sono i motivi?

Ebbene, questi sono purtroppo strutturali, o per meglio dire a lungo termine, e lasciano pensare che il Bitcoin abbia perso, almeno per un po’, il suo slancio. La ragione principale risiede nella introduzione del BIP 148, richiesta esplicitamente dalla community di esperti. L’iniziativa consiste nella suddivisione della blockchain, una sorta di differenziazione tra il modello corrente e un modello nuovo, che punta a rendere più facili i pagamenti da dispositivi indossabili. E’ ovvio che la presenza di due sotto-blockchain rallenterà, e di molto, le transazioni. Gli investitori evidentemente non l’hanno presa bene e hanno “punito” il Bitcoin.

I problemi dell’Ethereum



Se il crollo del Bitcoin ha sorpreso i più, il collasso dell’Ethereum ha generato una ondata di stupore generale. Durante le sessioni del 5 e del 6 luglio, infatti, la criptovaluta ha perso quasi tutto il suo valore. E’ passata da 300 dollari a 0,10 dollari. Un collasso a cui è seguito un aumento altrettanto repentino, quantificabile in qualcosa come 2500 punti percentuali.

Insomma, cosa sta succedendo? Perché l’Ethereum è impazzito?

In realtà, questi movimenti dimostrano come ancora questi strumenti siano acerbi. Nulla di male, visto che sono sulla scena da poco tempo, ma è bene che gli investitori prendano le misure di questa estrema volatilità.

Nel caso dell’Ethereum, questo “su e giù” è stato provocato da alcuni rumor che sono stati successivamente smentiti. Il riferimento è alla presunta morte del creatore di Ethereum, Vitalik Buterin, che invece è vivo e vegeto.

Secondo alcuni analisti, poi, il crollo è stato favorito anche dall’inizio di una fase di profit-taking, che certamente – se guardiamo alle dimensioni del fenomeno – è frutto non solo di una necessità di tipo strategico ma anche di una diffidenza di fondo nei confronti di questa criptovaluta. Una diffidenza in parte fisiologica, dal momento che l’aumento del valore dell’Ethereum è stato persino più alto rispetto a quello del Bitcoin, se si considera il periodo gennaio-giugno 2017 (+400%).