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Come fare l’analisi fondamentale per i CFD dei Bitcoin

Fare trading con i CFD dei Bitcoin è la soluzione migliore per investire a breve e medio termine su questa criptovaluta. L’utilizzo delle piattaforme Exchange, infatti, prevede tempi molto lunghi per le transizioni che, nel caso del Bitcoin, scontano limiti strutturali. Grazie ai CFD, quindi, i Bitcoin possono essere commerciati come se fossero una valuta qualsiasi. Questo pone in essere alcune domande. La più importante delle quali è: come fare l’analisi fondamentale? Se si fa trading con l’euro, il dollaro, la sterlina e le altre valute tradizionali il problema non sussiste, dal momento che sono codificate prassi analitiche e si segnala una vastissima letteratura in merita.

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La verità è spiacevole, per quanto scontata: fare l’analisi fondamentale per i CFD Bitcoin è veramente difficile. Lo è per almeno due motivi, ecco quali.

Bitcoin: l’indipendenza è un’arma a doppia taglio

I motivi che rendono l’analisi fondamentale per i CFD Bitcoin realmente ostica procedono da quella che, convenzionalmente, viene considerato la caratteristica più importante della criptovaluta: l’indipendenza.

Il primo motivo che si può addurre, quindi, è la conseguenza principale della natura indipendente del Bitcoin: l’assenza di una banca centrale o di un qualsiasi ente che, più o meno arbitrariamente, agisca sul lato dell’offerta. La quantità di euro, di dollari, di sterline etc. presente nel mercato può essere manipolata dal taglio e dal rialzo dei tassi. Un’azione doverosa, visto la mission delle banche centrali. Un’azione in grado di incidere profondamente sul mercato, certo. Ma anche un market che conferisce leggibilità all’asset. Ebbene, il Bitcoin non ha nessuna banca centrale alle spalle, quindi manca di un market mover fondamentale.

Il secondo motivo riguarda sempre l’indipendenza, ma in questo caso non da un organismo bensì da un economia. Se l’euro è collegato all’Eurozona, il dollaro agli Stati Uniti, la sterlina alla Gran Bretagna, il Bitcoin è semplicemente… Apolide. L’effetto è lo stesso: niente economia reale sottostante, niente market mover economici, minore leggibilità e difficoltà a produrre un’analisi fondamentale degna di questo nome.
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Come aggirare i limiti del Bitcoin

Tutto ciò implica che non sia possibile fare l’analisi fondamentale quando si fa trading con i CFD Bitcoin? In realtà, no. E’ possibile adoperare alcune accorgimenti per individuare dei market mover che, pur non essendo solidi come i tassi di interesse, l’inflazione, il PIL, il tasso di disoccupazione etc. possano fornire terreno fertile per l’analisi fondamentale.

Questi accorgimenti consistono nel porsi due domande. E nello specifico: cosa influisce sull’offerta di Bitcoin? Cosa influisce sulla domanda? Il Bitcoin è un asset come gli altri, quindi è vincolato dalla legge della domanda e dell’offerta. E’ l’interazione tra questi due termini che forma il prezzo (o la maggior parte di esso).

Cosa contribuisce all’offerta di Bitcoin

Non esiste nessuna banca centrale che eroghi i Bitcoin, certo. Tuttavia, da “qualche parte” devono pur spuntare. La fonte erogatrice è il mining, ossia il processo di estrazione del codice che consente di immettere criptovaluta nel mercato. Ora, le dinamiche del mining sono oggetto del lavoro degli sviluppatori. Dunque, un cambiamento di queste dinamiche, ovvero un intervento più o meno pesante da parte dei developer può incidere sul lato dell’offerta. Se per esempio si rendesse il mining più complicato, il prezzo subirebbe una spinta ribassista. Se di contro si liberalizzasse il processo di mining, rendendolo alla portata di molti, il prezzo diminuirebbe.

La conclusione è la seguente: un market mover efficace potrebbe consistere nelle notizie che riguardano la tecnologia alla base del Bitcoin.

Cosa contribuisce alla domanda di Bitcoin

Rispondere a questa domanda è molto difficile. Il motivo è semplice: il mercato delle criptovalute è recente, quindi le dinamiche sono parzialmente sconosciute o comunque in grado di sorprendere. In linea di massima, la domanda può essere data da tre fattori.

  • Percezione. Se il Bitcoin viene percepito come una valuta sicura, e la copertura mediatica è buona, più persone entreranno nel mercato e la domanda riceverebbe una spinta verso l’alto.
  • Endorsement del mercato. Allo stesso modo, se le aziende, le banche commerciali e istituti vari dimostrano interesse per il Bitcoin e per le criptovalute in generale, la reputazione di queste ultime cresce e lo stesso accade per la loro domanda.
  • Dichiarazioni istituzionali. Di nuovo, il principio è lo stesso. In questo caso, però, le dinamiche riguardano i commenti e le opinioni di alti dirigenti, politici, banchieri, persino governatori delle banche centrali. Con le loro parole, sono in grado di orientare gli investitori quindi possono influire sulla reputazione del Bitcoin e di conseguenza sulla domanda.

Ne consegue con altri market mover importanti sono le notizie che riguardano le prestazioni del Bitcoin e in particolar modo le sue garanzie di sicurezza, che riguardano possibili partnership e le dichiarazione di figure istituzionali.

Un altro elemento da prendere in considerazione, infine, è l’andamento degli asset che, a vario titolo, entrano spesso in competizione con i Bitcoin. Il riferimento è alle valute più importanti e redditizie, ma anche ai beni rifugio, in primis l’oro. In estrema sintesi, se questi asset si rendono protagonisti di pessime performance, il Bitcoin ne trae teoricamente una spinta al rialzo.