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Banche italiane sicure? le verità nascoste

Dal caso Etruria, paure e perplessità aleggiano nel mondo dei risparmiatori che, dopo tanti sacrifici, hanno paura di affidare i risparmi di tutta una vita alle banche italiane. Quello accaduto, del resto, potrebbe essere solo un assaggio di quanto accadrà a partire dal prossimo anno con le nuove norme sul cosiddetto “bail in” letteralmente salvataggio interno, ovvero uno strumento che consente alle autorità di risoluzione di disporre, al ricorrere delle condizioni di risoluzione, la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti o la loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a ripristinare un’adeguata capitalizzazione e a mantenere la fiducia del mercato.

Una legge a nostro avviso assurda perchè coinvolge i risparmiatori ignari della mala gestione dei soci forti e degli amministratori disonesti o incapaci. In poche parole salvano le banche con i nostri soldi!

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Crisi MPS (chi pagherà il conto?)

La crisi del MPS, la più antica banca del mondo e terza più grande d'Italia per asset, rischia di mettere in crisi l’intero sistema bancario perché a pagare i crediti inesigibili sarebbero altre banche e quindi, a cascata, su tutti i risparmiatori. Le azioni delle banche italiane, che da inizio anno sono crollate, sono infatti risalite un po’ nella seduta di lunedì 15 ma le preoccupazioni di fondo rimangono. Per risolvere la crisi delle banche collassate, infatti, non è stato usato denaro pubblico ma altre banche hanno dovuto dare un contributo speciale a un fondo di risoluzione, mentre azionisti e obbligazionisti subordinati esistenti sono stati spazzati via. I contributi speciali costano a Intesa quasi 380 milioni di euro, a UniCredit quasi 280 milioni e al Banco Popolare 114 milioni.

Stress test: sono dati affidabili?

Per saperne di più su quali sono gli effettivi rischi dei risparmiatori, particolarmente interessante risulta l’esito degli stress test, in grado di misurare con un buon margine di precisione la solidità degli istituti di credito, ovvero il grado di resistenza in caso di una forte recessione e di turbolenze di mercato. La situazione italiana è, a quanto pare, meno preoccupante di quanto si poteva immaginare dato che 4 banche su 5 hanno ottenuto risultati positivi. Diversamente dal passato, gli stress test 2016 non fissano in caso di scenario avverso una soglia patrimoniale al di sotto del quale la banca è obbligata automaticamente alla ricapitalizzazione (tale soglia nell'ultimo test del 2014 corrispondeva al 5,5%). Ma si limitano a dare indicazioni circa lo stato di salute del credito, che è il dato a cui gli investitori guarderanno. I risultati saranno comunque oggetto della valutazione della vigilanza Bce che in autunno-inverno condurrà l'esame Srep e qunidi fatalmente porteranno a correzioni per le banche che dovessero presentare debolezze.

Gli stress test devono essere letti e confrontati anche con i CET1ratio per avere una migliore visione. Ecco che in questo modo qualcosa sembra non quadrare e si sollevano diversi dubbi sull'affidabilità di questi parametri per valutare la solidità delle banche.

Come sono andate le banche in Borsa?

In un anno:

Il trend delle banche in borsa nell’ultimo anno è decisamente negativo. La peggiore in assoluto è stata la Monte Paschi Siena ( -82%), seguita da Carige (-80%) e Banco Popolare (-78%). Inferiori ma comunque gravi le perdite di Credito Valtellinese ( -70%), Unicredit (-63%), UBI (- 62%), Banca Pop di Milano (-54%), BPER ( -53%) e Intesa SanPaolo ( -42%). Tutte le borse nel mondo hanno registrato perdite, principalmente per il crollo del prezzo del petrolio e per il rallentamento dell’economia cinese, ma il crollo delle banche italiane è una questione distinta, che grava ulteriormente sulla borsa di Milano: i titoli delle banche pesano infatti molto sul FTSE MIB, il principale indice di Milano; in Italia se le cose vanno male per le banche, quindi, è facile che vadano male per la Borsa in generale. Inoltre in Italia le aziende si rivolgono normalmente alle banche per finanziare i propri progetti – anziché ai mercati finanziari, emettendo obbligazioni o prodotti simili – e questo lega ancora di più l’andamento delle imprese con quello delle banche in borsa.

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FCA FIAT comprare o vendere nel 2016?

Le immatricolazioni aumentano, ma il titolo FCA è in calo

Notizie contrastanti dal fronte Fiat Chrysler Automobiles (FCA), il produttore di auto guidato da Sergio Marchionne. Se da una parte la società ha fatto registrare un deciso aumento delle immatricolazioni dei suoi veicoli durante l'ultimo mese, dall'altra il titolo in Borsa soffre notevolmente, andando incontro ad un passivo che dall'inizio del mese di giugno si è attestato sopra il 10%. Il trend finanziario si conferma così come negativo, proseguendo le prestazioni in rosso dei due mesi precedenti. Il fenomeno può essere attribuito ad un report reso noto da Citigroup, che si è espressa circa le prospettive di mercato dell'azienda controllata dalla famiglia Agnelli per il futuro prossimo.

FTCAH4

Quotazioni FCA in alto mare

Secondo le stime pubblicate, la società dovrebbe utilizzare le sue risorse finanziarie per sostenere gli investimenti, fattore che contribuirà a limitare i margini di guadagno. Considerando ulteriori elementi dello scenario economico del comparto, Citigroup ha quindi consigliato di vendere le azioni, provocando così un calo del titolo a Piazza Affari. Le quotazioni azionarie di FCA si sono dimostrate particolarmente altalenanti nel corso degli ultimi 12 mesi: osservandone i dati storici, si rileva il forte calo verificatosi all'inizio dell'anno, quando il titolo ha perso ben il 25% nel solo mese di gennaio, per poi risalire dell'11% due mesi dopo. Chi intende operare sulle azioni di FCA non dovrà quindi monitorare il mercato “reale” dell'auto, che come detto è al momento positivo per la società, ma anche le complesse condizioni finanziarie che influenzano l'andamento del titolo.

Come approfittarne con il trading

Si ricorda che è possibile guadagnare delle interessanti somme di denaro negoziando con queste azioni anche con le piattaforme di trading online, che consentono di aprire e chiudere CFD del titolo anche nel breve termine. Inoltre, gli appassionati di finanza potranno cimentarsi con il Forex, il mercato delle valute internazionali. Sebbene con questo ambito non si operi con azioni, ma con le coppie monetarie, l'andamento delle loro quotazioni è ugualmente influenzato da fattori che producono un impatto su numerosi comparti economici. Il prezzo del petrolio, ad esempio, ha un forte impatto sia sul mercato dell'auto, che su quello delle valute. Riuscire ad interpretare le relazioni dei molteplici fattori in gioco, al fine di realizzare dei profitti con le piattaforme, non è sempre facile: è per questo che i broker mettono a disposizione strumenti quali l'analisi tecnica, quella fondamentale ed i segnali di trading, con i quali si potranno leggere gli scenari finanziari e reagire di conseguenza impostando gli ordini più proficui sulle interfacce.

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Segnali trading azioni FCA Fiat

Sul grafico FCA sopra riportato abbiamo applicato il TrendGT indicator su grafici H4 che mostra un evidente precisione di trend sul titolo e anche l'ichimoku ci aiuta a comprendere con maggior dettaglio il trend da seguire. 

Attualmente non abbiamo modo di pensare ad un rimbalzo ma solamente a nuovi minimi verso il prezzo di 5 euro.

Come scaricare gratis il TrendGT indicator

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Saluti

Terna: azioni da comprare nel 2016

Terna è uno dei pochi titoli che da quando è stato quotato non ha mai sofferto lunghi periodi negativi e ha sempre pagato un ottimo dividendo permettendo agli investitori di avere un ritorno medio annuo di almeno il 4 – 5%.

Terna è l'azienda che detiene la Rete Elettrica Nazionale ed è quindi un'azienda molto importante per l'Italia. E' il più grande gruppo in Europa e il sesto in tutto il Mondo. Nel 2015 ha distribuito un dividendo di 0.20 euro (pari a circa il 4,4% di rendimento) ed è previsto un dividendo di pari importo anche per il 2016 (acconto di 0,13 euro già distribuito a Giugno 2016).

TRNAWeekly

Clicca QUI per vedere le quotazioni in tempo reale delle Azioni Terna

Il grafico Weekly che vi mostriamo con l'indicatore Ichimoku evidenzia un trend rialzista sano ed estremamente interessante. Le azioni Terna hanno sempre performato meglio dell'indice italiano FTSEMIB, quindi è un ottimo titolo da tenere in portafoglio anche per il lungo periodo.

Azioni Terna: comprare adesso?

Studiando la storia delle azioni Terna si denota che la Tenkan-Sen ha quasi sempre mantenuto i prezzi sopra la kumo riuscendo a creare dei nuovi massimi. In questi giorni stiamo assistendo ad un ritorno dei prezzi sulla Tenkan-Sen che funge da supporto statico e che se rotto può riportare le quotazioni a 4.60 euro oppure a 4.50 euro.

Al prezzo di 4,50 euro è possibile ripensare ad un possibile riacquisto delle azioni Terna. In tal caso i target sono impostati ad almeno 5,10 euro vicino ai massimi storici.

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Trading azioni Terna

Le azioni Terna sono molto apprezzate nei portafogli di lungo periodo ma sono anche ottimi strumenti per fare trading nel breve periodo sia con i broker CFD che con le opzioni binarie di 24option (è consigliato in questo caso usare i grafici M15).

TRNAH4

Il grafico H4 sopra esposto con Ichimoku e TrendGT indicator (ultima versione 2016) vi mostra i punti di ingresso al ribasso che era possibile sfruttare intraday. Si tratta di 5 segnali trading ribassisti che attualmente avrebbero permesso di avere un guadagno di 0,30 euro per ogni azione acquistata. Ipotizzando un capitale investito di 10.000 euro (con 5 ingressi da 2000 euro), oggi il trader avrebbe accumulato 2054 azioni e un guadagno di 616 euro pari a +6,16% del capitale investito. Il trader deve aggiungere anche un rendimento di 0,13 euro di dividendo distribuito nel 2016 pari a 267 euro e che porta il rendimento attuale a +8.8%.

Naturalmente gli ultimi segnali trading sono stati ribassisti perchè influenzati negativamente dal trend borsistico generale.

 

Finmeccanica azioni pronti per un rialzo?

Finmeccanica, trading azioni Giugno 2016

Tra i vari titoli quotati alla Borsa di Milano che attirano costantemente l'attenzione degli investitori possiamo trovare le azioni di Finmeccanica, l'autorevole azienda italiana attiva nel comparto della difesa e delle produzioni aerospaziali. Stiamo parlando di un'impresa tra le più produttive nel nostro paese, in virtù di contratti e forniture non solo in Italia ma anche all'estero: particolarmente richiesti in tutto il mondo sono ad esempio gli elicotteri prodotti da AgustaWestland, una delle principali società del gruppo Finmeccanica. Forte della popolarità e della qualità tecnologica dei suoi prodotti, l'azienda ha fatto registrare negli ultimi anni dei fatturati consistenti, superando i 13 miliardi di euro nel 2015. Considerati questi fattori, si può comprendere come investire sui titoli di Leonardo-Finmeccanica (il nome completo dell'azienda) possa essere piuttosto proficuo.

Analisi quotazioni Finmeccanica

Dall'analisi dei dati storici delle quotazioni azionarie, si evince che anche Finmeccanica non è stata immune alla crisi economica globale all'indomani della bancarotta di Lehman Brothers nella seconda meta del primo decennio del 2000: dopo aver raggiunto il massimo di 23 euro ad azione nel 2007, il titolo di Finmeccanica ha subito un rapido ridimensionamento fino a precipitare sotto i 10 euro l'anno successivo. Un ulteriore discesa si è poi verificata sul finire del 2011, quando ogni azione veniva quotata addirittura sotto i 3 euro. Da allora tuttavia il titolo si è gradualmente ripreso, facendo registrare un aumento costante, fino a raggiungere il prezzo di 13 euro in conclusione dell'anno passato, valore che si è attestato sugli attuali 10 euro.

LEONARDO - FINMECCANICA

Il prezzo delle azioni di Finmeccanica sale di solito dopo la pubblicazione di notizie circa nuove consegne ottenute dal gruppo. É il caso di uno degli ultimi ordini avvenuto sul finire di Maggio 2016, quando si è stipulato un accordo con il governo del Pakistan per una fornitura di nuovi elicotteri della AgustaWestland: il valore del titolo si è subito collocato a quota 11 euro a seguito di un netto rialzo. Nella prima settimana del mese di Giugno, le quotazioni dell'azione si sono tuttavia ridimensionate verso quota 10 euro e continuano ad oscillare giornalmente.

Ichimoku trading azioni Finmeccanica

Il grafico a 5 giorni sopra mostrato ci indica che attualmente siamo in una fase di correzione del trend rialzista principale che potrebbe avere come obiettivo un'estensione fino a 9 euro. Su quel livello potrebbero tornare gli acquisti di massa e si potrebbe pensare ad un accumulo per il medio/lungo periodo.

Trading online Finmeccanica

Tenersi aggiornati sulle ultime notizie inerenti Finmeccanica sarà essenziale per chi intende operare con i CFD della società con le piattaforme di trading online: con questo strumento non si acquisiranno a tutti gli effetti le azioni dell'azienda, ma si potranno ugualmente ricavare dei profitti aprendo delle posizioni lunghe, in modo tale da guadagnare sulla variazione del prezzo del sottostante.

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Azioni Eni, Giugno positivo: come sfruttare l’onda di rialzo

Eni, acronimo di Ente Nazionale Idrocarburi, è un colosso italiano del comparto energetico attivo dagli anni '50 nell'estrazione, lavorazione e distribuzione di gas naturale e petrolio. Nel settore degli idrocarburi, questa multinazionale è considerata la quinta più potente al mondo, fatto che spiega la stabilità finanziaria del gruppo, che è quotato sia a New York che alla Borsa di Milano.

Rialzo Azioni Eni, ecco perché

Il mese di Giugno è stato fin qui particolarmente proficuo per il titolo Eni, che si è rafforzato anche in concomitanza di prestazioni negative del FTSE MIB. Il rialzo potrebbe essere attribuito al nuovo piano strategico triennale reso pubblico di recente, con il quale si sono intraprese delle misure per ridurre i rischi ed orientare al meglio le spese future. Il programma si basa su delle prospettive di aumento del prezzo del petrolio, che secondo le stime dei vertici dell'azienda dovrebbe raggiungere quota 65 dollari al barile, partendo dagli attuali 40 dollari. Queste indicazioni pare abbiano convinto gli investitori, facendo alzare il titolo Eni nel corso dei primi giorni del mese: ora il prezzo delle azioni ha superato quota 14 euro, dopo essere sceso sotto i 13 euro alla fine di Maggio 2016.

EN.IWeekly

Osservando i dati storici del titolo, si può notare come questo abbia perso una parte consistente del suo valore nel corso dell'ultimo anno, per via delle turbolenze finanziarie che hanno caratterizzato il prezzo del greggio. Le difficoltà nel trovare un punto di convergenza nelle trattative condotte dai paesi produttori, unite ad un calo della produzione cinese, hanno causato una discesa inesorabile delle quotazioni del petrolio, fatto che a sua volta ha avuto un forte impatto negativo su tutte le aziende del comparto degli idrocarburi e le imprese del relativo indotto. Anche le azioni Eni hanno risentito parecchio della tendenza degli scorsi 24 mesi, passando dai 20 euro dell'estate del 2014 ad un minimo di 11,66 euro all'inizio dell'anno.

Come investire con le azioni e titoli Eni 

Chi intende cavalcare l'attuale momento positivo del titolo, potrà cimentarsi con i CFD di Eni con le piattaforme di trading online, tentando di aprire delle “long position” nei prossimi giorni e guadagnando sulla differenza del valore del sottostante.

Ad esempio con i broker Plus500 plus500-logo-2014-trading-forex-cfd, Markets markets_logo e STO supertradingonlineè possibile fare trading sulle azioni ENI in tempo reale. Noi vi abbiamo proposto un grafico settimanale con l'Ichimoku che vi mostra chiaramente che i prezzi sono sulla prima resistenza di lungo periodo e se questa verrà violata allora si potrà valutare il ritorno verso i target 15.30 e poi 16.8 euro.

E' possibile investire anche con i broker per opzioni binarie, ad esempio con 24option, cercando di prevedere correttamente la direzione delle quotazioni delle azioni di Eni nel medio, breve e brevissimo termine: con le funzioni di speed trading a scadenza di 60 o addirittura 30 secondi si potranno ottenere dei risultati in un arco di tempo ristretto.

Anche in questo caso vi consigliamo di applicare l'indicatore Ichimoku assieme al TrendGT.

Nissan compra Mitsubishi

Nissan e Mitsubishi insieme: il colosso giapponese dell’auto

A poche settimane dallo scandalo della Mitsubishi relativo ai test truccati sull’efficienza dei motori per il risparmio di carburante, oggi, la Nissan ha annunciato l’acquisizione del 34% della casa automobilistica giapponese per un valore di 2,18 miliardi di dollari, conquistando così la posizione di azionista di controllo.

Le due aziende hanno cooperato e collaborato sin dal 2011 ma finora questo non aveva mai compreso alcun tipo di acquisto di quote societarie da entrambe le parti. Tuttavia, lo scandalo costato ben 3 miliardi alla società, ha portato al crollo delle sue quotazioni di mercato, con un danno all’immagine che ha determinato un calo delle vendite e un contestuale aumento dei costi.

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Proprio per questo la Nissan è subito corsa in aiuto dell’amica giapponese, allo scopo di risollevare l’immagine della casa automobilistica e recuperare la fiducia dei consumatori e degli investitori, necessario per ripartire.

"Nissan è determinata a preservare e valorizzare il marchio Mitsubishi Motors. Aiuteremo questa azienda ad affrontare le sfide cui deve far fronte, in particolare a ristabilire la fiducia dei consumatori nella performance del risparmio di carburante. Si crea una nuova forza nel settore automobilistico che collaborerà intensamente per generare sinergie importanti. Saremo il maggiore azionista di Mitsubishi, rispettando i valori del loro marchio, la loro storia e incrementando le loro prospettive di crescita”.

“Una vittoria per entrambe le parti”

Con questo accordo, le due aziende hanno deciso di cooperare in alcuni settori tra cui gli acquisti, le piattaforme per veicoli comuni, la condivisione di tecnologie, l’utilizzo congiunto degli impianti produttivi e le strategie commerciali nei mercati in crescita.

Crediamo che questa situazione sia una vittoria per entrambe le parti per aiutarci e svilupparci insieme. Questa intesa andrà a creare quel valore a lungo termine di cui entrambe le aziende hanno bisogno per progredire verso il futuro

Una sorta di alleanza strategica che, se da una parte, porterà alla Mitsubishi la liquidità necessaria per riuscire a superare la crisi post scandalo in cui si trova, dall’altra la Niassa usufruirà di importanti benefici per il proprio business.

Per prima cosa tenderà ad affermarsi nel mercato asiatico, dove – non a caso – Mitsubishi è leader nel settore dei Suv e dei pick-up.

In secondo luogo, potrà inoltre beneficiare di un passo in avanti nel mercato delle utilitarie in Giappone, dove soffre la concorrenza di Toyota e Daihatsu.

E ancora, dato la quota del 34% entrerà a far parte del management board, avendo la possibilità di scegliere il nuovo presidente.

Tuttavia è ancora tutto in gioco, anche perché si tende ad escludere una totale cessione delle quote a Nissan, in quanto le piccole società facenti capo a Mitsubishi sembra siano restie a cedere le loro.

Vedremo, entro fine anno, se l’iniziativa presa da parte della Nissan restituirà lustro alla Mitsubishi e potrà condurre le due società agli obiettivi da esse prefissati

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Quotazioni in borsa di Nissan

Dopo la comunicazione dell’avvenuto accordo, le azioni di Mitsubishi hanno chiuso in crescita del 16%, mentre il titolo di Nissan ha registrato un calo dell'1,4%. Le quotazioni di Nissan continuano a mantenersi laterali tra 8,50 e 11 dollari e questo acquisto potrebbe finalmente riuscire a rompere la lateralità delle azioni.

NISSAN MOTOR LTD

Mondadori acquista Banzai e vola in borsa

Mondadori acquista Banzai: nasce il primo editore digitale italiano

segnali opzioni binarieDopo giorni di trattative, questa mattina Arnoldo Mondadori Editore ha sottoscritto con la Banzai un contratto per l’acquisizione della Media Holding, ovvero la divisone vertical content del gruppo guidato, ad esclusione del segmento news costituito dalla partecipazione ne Il Post e dal ramo d’azienda relativo al sito Giornalettismo.

Un operazione, questa, per un valore pari a 45 milioni di euro che porterà al gruppo Mondadori ben 8,9 milioni di nuovi utenti già attivi, grazie all’acquisizione di siti particolarmente rilevanti nel mercato italiano quali Giallo Zafferano, Pianeta Donna, Studenti.it, Mypersonaltrainer, Soldi Online.

Tutte aree strategiche che consentiranno di ampliare e integrare l’offerta multicanale dei brand già in portafoglio, con rilevanti possibilità di crescita mediante innovazioni di prodotto e strategie di brand extention, oltre ad una pronta affermazione del nuovo Gruppo Mondadori come leadership dei siti verticali sulle tematiche di women, food, health & wellness, nonché primo editore digitale italiano a beneficiare della complementarietà dei verticali delle due aziende.

Ernesto Mauri: “Con Banzai verso il digitale”

Al temine della sottoscrizione del contratto, Ernesto Mauri, amministratore delegato del Gruppo Mondadori afferma: " Oggi abbiamo concluso un'operazione che ci darà un deciso impulso nel digitale, indispensabile per far evolvere i nostri magazine, ambito in cui siamo già leader con oltre il 30% del mercato grazie al portafoglio più diversificato e di qualità presente in Italia. Siamo particolarmente orgogliosi di aver raggiunto un altro importante traguardo nel piano di sviluppo di Mondadori, che ci consolida nella posizione di primo gruppo editoriale italiano. In questi mesi stiamo vivendo una nuova fase di crescita, finalizzata all'ulteriore rafforzamento delle nostre attività strategiche: i libri e i magazine. L'acquisizione di Banzai Media Holding ci permette di accelerare il processo di trasformazione del nostro Gruppo, già portato avanti con successo grazie alle azioni di recupero di redditività e la conseguente capacità di investire nel core business.

Con questa nuova acquisizione raggiungiamo oggi una massa critica nell'online che consentirà a Mondadori di giocare anche in questo settore un ruolo da protagonista, comparabile – in termini di audience – a quello degli over the top, con una proposta di contenuti, servizi e ricavi pubblicitari superiore a tutti gli altri player”.

L'elevato know-how e le comprovate competenze tecnologiche di Banzai Media Holding, coniugate al valore dei brand e ai contenuti di elevata qualità della Mondadori, permetteranno al gruppo di accelerare il processo di evoluzione in ambito digitale, oltre che a consentire una maggiore audience in target specifici portando così a maggiori opportunità di monetizzazione.

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Banzai al primo posto nell’e-commerce

I proventi della cessione saranno utilizzati per rafforzare la presenza del gruppo Banzai e la quota di mercato nell’e-Commerce, per incrementare la base clienti e la gamma di servizi offerti.

Contestualmente, Banzai ha sottoscritto un accordo triennale per l’acquisto di spazi pubblicitari sulle emittenti televisive del gruppo Mediaset, il cui beneficio stimato è pari a circa 7 milioni di euro.

Intendiamo rafforzare la leadership di Banzai, primo player italiano nel mercato nazionale dell’e-commerce e di ePrice, leader assoluto nel mercato online dei grandi elettrodomestici, grazie a un catalogo di più di 1,3 milioni di prodotti high tech dedicati alla famiglia digitale e alla smart-home. Con i proventi della cessione stiamo dotando il nostro gruppo e-commerce di risorse determinanti per accelerare la crescita, anche alla luce degli incoraggianti dati di sviluppo del mercato del commercio elettronico che in Italia è atteso crescere nei prossimi cinque anni. Conclude l’amministratore delegato del gruppo Banzai, Pietro Scott Jovane – Con la plusvalenza derivante dalla cessione, prevediamo una chiusura del 2016 in utile".

Piazza Affari: la Mondadori prende il volo

Dove dopo la notizia dell’acquisizione, Banzai, che con più di 18 milioni di clienti al mese si piazza come il primo operatore italiano nel mondo dell’e-commerce, perde lo 0,72% a 3,84 euro per azione.

Ben diversa la reazione degli investitori di Mondadori, che avvicina la soglia dell'euro per azione guadagnando a metà mattinata più del 4%.

MONDADORI EDIT

Fondo Atlante e IntesaSanPaolo: cos’è e come funziona?

Fondo Atlante da il benvenuto a Intesa Sanpaolo

“Fondo Atlante” – da un po’ di tempo – è un’espressione di cui sentiamo parlare spesso, al tg, alla radio, nei quotidiani, nelle pagine internet e addirittura tra i nostri amici e parenti, correlato il più delle volte alla questione della crisi delle banche. Ma, non tutti sono appassionati a temi quali la politica, la finanza e l’economia, ecco perché in questo articolo cercheremo di spiegarvi in modo più semplice possibile cosa sta succedendo in Italia.

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Il problema: NPL (Non Performing Loans)

Iniziamo dalle basi. Il problema di fondo della crisi delle banche italiane è che hanno ben 350 miliardi lordi di crediti deteriorati, tanto che tra i paesi dell’eurozona, l’Italia detiene il primo posto in termini di volume di NPL (Non Performing Loans, ovvero prestiti non performanti, cioè deteriorati).

Si tratta di tutti quei crediti che le banche hanno concesso a famiglie e/o imprese e non sono stati più rimborsati. È chiaro quindi che le banche vanno in perdita e non concedono più prestiti, il che si ripercuote pesantemente sull’intera economia del Paese.

La soluzione: Fondo Atlante

Per sbloccare il mercato NPL e cercare di trovare una soluzione imminente alla crisi delle banche è stato istituito il Fondo Atlante.

Si tratta di un fondo di investimenti con una dotazione di circa 6 miliardi di euro – promosso dal Governo – finanziato con le risorse private delle stesse banche italiane e aperto ad altri investitori per fare da rete di sicurezza agli aumenti di capitale e risolvere così il problema delle sofferenze.

Il Fondo Atlante ha principalmente due obiettivi:

  • Garantire gli aumenti di capitale delle banche in difficoltà

  • Favorire la vendita dei crediti deteriorati

Per quanto concerne il primo punto, si parla di Bail-In, ovvero una riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti, o la conversione di alcuni di essi in azioni, allo scopo di assorbire le perdite, ricapitalizzando così le banche in misura sufficiente per fronteggiare la crisi e mantenere la fiducia del mercato.

Leggendo ciò risalta subito all’occhio che così facendo gli unici penalizzati saranno i creditori e gli azionisti delle banche, ma in realtà, anche se colpiti vengono protetti in qualche forma anche i contribuenti, in quanto le perdite subite non saranno mai eguali a quelle subite in caso di fallimento della banca.

In questo senso il Bail-in è concepito come uno strumento per ridurre l’impatto della crisi.

Una volta che la ricapitalizzazione sarà avvenuta con successo, per concludere in positivo l’operazione, il Fondo comprerà l’inoptato, ovvero tutte le azioni rimaste invendute, alleggerendo così il negativo delle banche.

Per quanto riguarda, invece, la vendita dei crediti deteriorati, si parla di Repricing, ovvero cercare di far salire il valore di mercato di questi crediti in modo da allineare il più possibile il prezzo che gli investitori sono disposti a pagare al valore dei crediti in sofferenza messi a bilancio dalle banche.

Intesa Sanpaolo apre le porte al Fondo Atlante

Intesa Sanpaolo è il gruppo bancario nato dall’unione tra due grandi realtà bancarie italiane, quali Banca Intesa e Sanpaolo IMI, e si colloca tra i primissimi gruppi bancari dell’eurozona.

Qualche giorno fa è stata presentata la trimestrale, dalla quale è emerso che Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi 3 mesi dell’anno con un utile netto pari a 806 milioni di euro (rispetto ai 13 milioni del quarto trimestre 2015 e ai 1.064 milioni del primo trimestre 2015).

INTSNPLWeekly

Una conclusione positiva che ha visto numeri al di sopra delle stime degli analisti: l’utile netto raggiunto è già superiore al 50% dei 3 miliardi di euro di dividendi indicati per l’esercizio 2016, se si considera anche la plusvalenza netta di circa 895 milioni derivante dalla cessione di Setefi e Intesa Sanpaolo Card, il cui contratto di compravendita è stato firmato nei giorni scorsi.

Ma non è tutto. Durante la conference call di presentazione della triennale, Carlo Messina ha dichiarato che Intesa Sanpaolo farà ricorso al Fondo Atlante contribuendo con ben 845 milioni di euro (di cui 300 già stati versati) per ridurre il proprio stock di crediti deteriorati – che ad oggi ammontano a 33,08 miliardi di euro.

Secondo Messina, il Fondo Atlante costituisce una vera opportunità per stabilizzare il settore bancario italiano con un minore rischio di underwriting negli aumenti di capitale (in cui l'istituto è uno dei principali arranger) e una significativa riduzione potenziale delle sofferenze dell'istituto, tutte cose che permetterebbero di porre fine alla crisi delle banche italiane.

Per quanto riguarda il ratio patrimoniale, l’impatto sul Common Equity Tier (Cet1) della partecipazione al Fondo Atlante è stato stimato in 8 punti base ma, un volta che l’intera partecipazione sarà completata, dovrebbe arrivare a 20 punti base.

Ad oggi comunque, il Cet1 risulta pari al 13,1%, confermando così la solidità di Intesa Sanpaolo tra le maggiori banche europee.

Analisi Grafici azioni Intesa Sanpaolo

Le difficoltà del comparto bancario italiano si sono riflesse anche nelle azioni IntesaSanPaolo che hanno raggiunto i minimi del 2014. La prima reazione sul supporto (sup 1) è stata violenta ma durante la settimana appena trascorsa, i prezzi si sono avvicinati nuovamente. La tenuta di 2.10 euro è un importante key level che potrebbe trasmettere forza per un recupero verso 2.50 euro oppure una debolezza fino al successivo supporto a 1.50 euro circa.

Petrolio: eccesso di offerta = ribassi?

Previsioni sul prezzo del Petrolio e eccesso di offerta.

Il petrolio ieri chiude in discesa. Il Wti perde 2.54 dollari a 39,07 al barile, il Brent perde 1.63 e scende a 39,73 dollari. Il calo è dovuto al rifiuto dell’Iran di partecipare alla conferenza dei produttori. L’Iran infatti non vuole congelare la produzione ma punta a un ritorno di produzione a 4 milioni di barili di petrolio al giorno. Il mercato dunque va in contro a una nuova discesa del prezzo del petrolio per effetto della sovrapproduzione mondiale.

Previsioni pretrolio

Secondo le previsioni, l’opec prevede che nel 2016 la domanda globale del greggio aumenterà fino a circa 94 milioni di barili al giorno. Questa incertezza è confermata anche dal fatto che i paesi produttori non Opec dovrebbero ridurre l’offerta, invece di continuare la produzione a prezzi molto bassi.

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Ferrari crolla in borsa: comprare azioni Ferrari?

Plus500Nel 2015 il titolo Ferrari Race è stato quotato in america e oggi si ripropone anche sulla borsa italiana. La sfortuna ha voluto che i forti ribassi asiatici hanno influenzato negativamente anche le borse europee e quindi anche il titolo di Ferrari alla borsa italiana ne risente con una forte volatilità che ha fatto oscillare i prezzi dai 43 euro iniziali fino a 41,50 euro di minimo e 43,68 euro di massimo attuale (ore 15:30). Quotazioni in tempo reale QUI.

Anche a piazza affari il titolo ha scelto il codice di contrattazione RACE così come a WallStreet.

Comprare azioni Ferrari race?

Prima di comprare le azioni Ferrari valutiamo alcuni aspetti importanti per un

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