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Le differenze tra analisi tecnica e analisi grafica

Uno dei presupposti per un trading davvero efficace è l’analisi. E’ grazie all’analisi che le attività di investimento acquisiscono una carica di scientificità e il trader può operare con cognizione di causa. Esistono varie tipologie di analisi.

Tecnica, innanzitutto, ma anche fondamentale e del sentiment.
analisi tecnica

Un tipo di analisi di cui si sente parlare spesso ma che è allo stesso tempo oggetto di fraintendimento è l’analisi grafica, la quale viene sovente confusa con la tecnica.

Che cos’è l’analisi grafica?

Quali sono le differenze con l’analisi tecnica?

Per capirlo è necessario offrire una concisa definizione di entrambe.

Cos’è l’analisi tecnica

L’analisi tecnica è lo studio del grafico al fine di intuire i movimenti del mercato e di prevedere, nei limiti del possibile, i prezzi. Gli strumenti attraverso cui un trader analizza il mercato vengono chiamati “indicatori”. Gli indicatori elaborano le informazioni provenienti dal grafico e lanciano segnali, ossia rivelano – per chi è in grado di leggerli ovviamente – come l’asset in questione si comporterà. Gli indicatori non sono bacchette magiche, i risultati che restituiscono sono frutto di una modellizzazione, la quale si basa soprattutto sulla statistica. Pertanto, soffrono di un certo grado di approssimazione.

Guida Trading Analisi Tecnica

  1. Analisi Tecnica
  2. Il trend
  3. Oscillatore stocastico
  4. RSI
  5. Stock-RSI
  6. MACD
  7. Supporto e Resistenza
  8. Aree di Supporto e Resistenza
  9. Media Mobile con livelli
  10. Medie Mobili Triplo Crossover
  11. Come usare l’Indicatore MFI
  12. ATR
  13. Ichimoku
  14. ADX
  15. Indicatori di Volatilità
  16. Candele Giapponesi
  17. Come usare le CandleStick – Hanging Man and Hammer
  18. CandleStick Doji
  19. Trading con Morning, Evening e Shooting Star
  20. Come usare i pattern Engulfing, Piercing e Dark cloud
  21. Candele Giapponesi con Metatrader
  22. Pattern D’inversione
  23. Modello testa e spalle
  24. Modello Doppio Massimo
  25. Modello Triangolo
  26. Le Flag
  27. Volume
  28. Pivot Point
  29. Cicli di Mercato Intermedi
  30. Bande di Bollinger
  31. Come usare le bande di Bollinger correttamente
  32. Indicatori per Opzioni Binarie
  33. Pattern 123 di Joe Ross
  34. Strategia Trading Pin Bar – Parte 1

Esistono numerosi indicatori, ognuno dei quali specificato in un dato ambito. Sarebbe un errore, però, puntare su un indicatore e utilizzare solo quelli. Gli indicatori danno il meglio di sé quando sono impiegati in maniera simultanea (magari due o tre alla volta).

Cos’è l’analisi grafica

Una volta definita l’analisi tecnica, possiamo passare all’analisi grafica. Ebbene, la definizione è la medesima: è quella disciplina che mediante lo studio del grafico consente, con una certa approssimazione, di predire i movimenti del mercato. E quindi qual è la differenza tra l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale? Niente di trascendentale. Il punto di divergenza consiste negli strumenti. Se l’analista tecnico basa il proprio lavoro sull’impiego degli indicatori, l’analisti grafico agisce sui pattern. Nello specifico, i pattern sono delle formazioni grafiche, formate dalle candele, che restituiscono i segnali. Insomma, quando nel grafico compare una “figura”, allora possiamo trarre una specifica conclusione. Esistono numerose figure (così come esistono numerosi indicatori), ciascuna delle quali lancia un segnale.

L’analisi grafica si basa sullo studio di tue tipologie di figure: quelle di continuazione e quelle di inversione. Le prime annunciano il proseguimento del trend, le seconde annunciano la rottura del trend medesimo.

Analisi tecnica: 3 consigli per praticarla a meglio

L’analisi tecnica è lo studio del grafico mediante tecniche e strumenti avanzati, il cui scopo è fornire segnali di entrata e di uscita dal mercato e, in generale, orientare l’investitore nella sua attività di trading. Un errore comune, soprattutto tra i trader poco esperti, è complicare un’attività che già di per sé non è semplice, impiegando tecniche farraginose e perdendo di vista i veri obiettivi dell’analisi tecnica.

Ecco 3 consigli utili per ricondurre la propria attività di analisi tecnica a una dimensione di semplicità e, soprattutto, di efficacia.

Identificare i livelli chiave

Una delle leggi dell’analisi tecnica è che la “storia si ripete”. Tradotto nella realtà dell’analisi tecnica, i livelli di prezzo che hanno ricoperto un ruolo importante nel passato lo ricopriranno anche in futuro. E’ quindi necessario individuare i livelli di prezzo passati, che in questo caso assumono la qualifica di “key level”. Il riferimento è ai massimi e ai minimi giornalieri e ai massimi e ai minimi settimanali. I livelli chiave sono importanti perché fungono da supporti e da resistenze molto credibili. Ovviamente, esistono svariati metodi per individuare supporti e resistenze ma la localizzazione dei massimi e dei minimi è certamente il più veloce (ed efficace).

Combinare analisi tecnica e analisi fondamentale

I fautori dell’analisi tecnica considerano questa pratica come autosufficiente. Il dibattito è ancora aperto, sebbene sia indubbia la necessità di praticare anche l’analisi fondamentale, che è lo studio delle notizie che provengono dall’ambiente economico e politico (e che incidono sui prezzi). Il segreto non sta nel privilegiare una o l’altra pratica, bensì nel combinarle. L’obiettivo di fondo è quello di utilizzarle contestualmente in modo che una confermi l’altra. Per esempio, per adottare un minimo settimanale come supporto, è bene verificare che in corrispondenza di esso (o subito prima, in qualità di causa scatenante) sia stato rilasciato un dato inferiore alle attese.

Vale anche all’inverso. Se concludiamo che a un evento X, in programma magari nel pomeriggio, segua un effetto Y, è possibile consultare le chart passate per vedere se a un evento simile a X sia corrisposto un effetto simile a Y.

Individuare Stop Loss e Limit Order

Il risk management, ossia la gestione del rischio, è una delle pratiche fondamentali del trading. Consente infatti di tenere sotto controllo il rischio e di limitarne gli effetti negativi. Lo strumento principale del risk management è il posizionamento degli Stop Loss e dei Limit Order.

Come si individuano i punti esatti in cui posizionare Stop Loss e Limit Order? Molto semplice (almeno in teoria): usare l’analisi tecnica. E, nello specifico, usarla seguendo i primi due consigli: individuare supporti e resistente mediante l’analisi dei minimi e dei massimi, confermare la loro valenza strategica mediante uno studio comparato del flusso di notizie (analisi fondamentale).

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Analisi tecnica e analisi grafica: quali le differenze?

webinar forex gratisL’analisi tecnica è una disciplina di fondamentale importanza per tutti gli stili di trading. Consente, mediante un approccio scientifico e razionale, di comprendere la reale situazione del mercato e di fornire indicazioni sull’andamento futuro dei prezzi. Un’altra espressione cara ai trader è “analisi grafica”. Alcuni, ovviamente i meno esperti, tendono a confondere le due disciplina. D’altronde, hanno entrambi lo stesso oggetto di studio: il grafico.

Analisi tecnica

Si definisce analisi tecnica come quella disciplina che studia attraverso strumenti particolari il mercato così come viene rappresentato dal grafico. Il suo scopo è fornire “segnali”, ossia orientamenti utili alla progettazione degli ordini. Quando si parla di strumenti, si parla in realtà di “indicatori”, ossia dei mezzi di misurazione che restituiscono dei valori dal preciso significato. L’interpretazione di questi ultimi si basa su modelli ciclici, quindi su un principip in particolare: i prezzi tendono a replicare gli stessi movimenti, a parità di condizioni un asset reagisce più o meno sempre allo stesso modo.

Il concetto può sembrare complicato ma padroneggiare l’analisi tecnica non è molto difficile. Sono necessari pazienza, un minimo di logica e una buona guida. Anche perché, fortunatamente, la stragrande maggioranza delle piattaforme offre gli indicatori già pronti per essere utilizzati e interpretati. Al trader non rimane che scegliere l’indicatore più adatto, impostare alcuni parametri e studiarne i risultati.

Ovviamente, è più facile a dirsi che a farli. In ogni caso, non c’è via di uscita: l’analisi tecnica va utilizzata. Il rischio, se si sceglie altrimenti, è approcciarsi al trader con il mero intuito, un po’ come se fosse gioco d’azzardo.

Analisi grafica

E l’analisi grafica? In realtà, è una sottocategoria dell’analisi tecnica. Una specie di branca. Esiste però una differenza tra analisi tecnica in senso stretto e analisi grafica. In quest’ultima, infatti, gli indicatori sono sostituiti dal grafico nudo e crudo. I segnali, dunque, non provengono dagli indicatori bensì dal grafico o per meglio dire dalle figure che emergono da esso.

Il principio è il seguente: l’andamento del prezzo forma delle figure nel grafico. Alcune figure dicono qualcosa sul futuro dei prezzi, dunque possono essere utilizzate in senso analitico e predittivo.

Sono numerose le figure, quindi si può affermare che l’analisi grafica sia in qualche modo autosufficiente. Le figure si raggruppano in due categorie: figure di continuazione e figure di inversione.

Le prime segnalano, tra le altre cose, un proseguimento del trend. Le seconde, molto banalmente, annunciano una inversione di rotta.

L’analisi grafica ha la stessa dignità e autorevolezza dell’analisi tecnica nuda e cruda. E’ efficace, benché non priva di falsi segnali. Certamente è più difficile da padroneggiare dal momento che lo studio del grafico è “meno automatico” di quanto non lo sia l’utilizzo degli indicatori.

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  2. Il trend
  3. Oscillatore stocastico
  4. RSI
  5. Stock-RSI
  6. MACD
  7. Supporto e Resistenza
  8. Aree di Supporto e Resistenza
  9. Media Mobile con livelli
  10. Medie Mobili Triplo Crossover
  11. Come usare l'Indicatore MFI
  12. ATR
  13. Ichimoku
  14. ADX
  15. Indicatori di Volatilità
  16. Candele Giapponesi
  17. Come usare le CandleStick – Hanging Man and Hammer
  18. CandleStick Doji
  19. Trading con Morning, Evening e Shooting Star
  20. Come usare i pattern Engulfing, Piercing e Dark cloud
  21. Candele Giapponesi con Metatrader
  22. Pattern D'inversione
  23. Modello testa e spalle
  24. Modello Doppio Massimo
  25. Modello Triangolo
  26. Le Flag
  27. Volume
  28. Pivot Point
  29. Cicli di Mercato Intermedi
  30. Bande di Bollinger
  31. Come usare le bande di Bollinger correttamente
  32. Indicatori per Opzioni Binarie
  33. Pattern 123 di Joe Ross
  34. Strategia Trading Pin Bar – Parte 1

Previsioni EURUSD e DAX Forex e Opzioni Binarie

Segnali Opzioni Binarie

DAX 1 ora e 30 minuti

Nel time frame H1 dell'indice azionario DAX, abbiamo un trend momentaneamente ribassista, si vede infatti come la trend line rialzista dinamica sia stata rotta, con una temporanea discesa dei prezzi.

GERMAN30H1L'indicatore Ichimoku conferma la tendenza al ribasso, infatti la nuvola Ichimoku si trova sopra i prezzi e la sua media verde Chikou Span sotto la nuvola.

Il consiglio è quello di attendere un ritracciamento dei prezzi, con la conferma del segnale opzioni binarie TrendGT per una Put a 1 ora.

Possibili zone di supporto sono a 11286.72 e 11327.15

Le scadenze in h1 possono essere studiare anche su grafici di 30 minuti.

Segnali Forex DAX su Grafici H4 – Daily

Trend Gt GER30 H4 - DailyNel grafico daily, così come in H4, è evidente un trend nettamente rialzista. La media centrale delle bande di Bollinger è ascendente, anche la media a 89 periodi, di colore magenta, è rialzista e ben lontana dal prezzo.

Da martedì il prezzo ha inziato un ribasso, aspetteremo che scenda ancora un po', per seguire soltanto segnali forex cfd Long del TrendGT, seguendo dunque il trend principale rialzista.

Una possibile zona si supporto potrebbe essere 11011.41, zona retest, coincidente anche con la media centrale di Bollinger. Ovviamente dipenderà da come il prezzo ci arriva, troveremo un'ulteriore zona di supporto a 10542.90.

Uno stop loss potrebbe essere inserito tra 10542.90 e 10098.32, a secondo del livello in cui entriamo.

Segnali forex Ichimoku

L'indicatore Ichimoku è un'ulteriore bussola che ci consente di filtrare ancora di più il segnale. In questo caso, nel grafico daily, Ichimoku ci dice che essendo i prezzi sopra la nuvola Ichimoku , e la sua media verde Chikou Span sopra la sua nuvola, possiamo aprire posizioni long.

EURUSDDaily

SEGNALI FOREX EUR/USD H4 – DAILY

Sul cross forex Eur/Usd Daily e H4, assistiamo ad una ripresa al ribasso del mercato, dopo una lateralizzazione dei prezzi iniziata il 9 febbraio

La media a 89 periodi scende lontana dal prezzo.

Consigliamo quindi di seguire il TrendGT per ingressi short in zona 1.12750, dove avevamo un forte supporto diventato ora resistenza.

Anche l'indicatore Ichimoku su timeframe H4 conferma posizioni short.

Investire utilizzando l’indicatore MFI

Nell’attesa che Lorenzo rientri dal suo viaggio di nozze, ci accingiamo a descrivere alcune strategie e strumenti di analisi tecnica utili per il trading forex e per il trading opzioni binarie.

Oggi in particolare in questo articolo parleremo del MFI ovvero Money Flow Index che rappresenta uno dei più importanti indicatori di momentum e che utilizza il prezzo ed il volume  di un titolo per prevedere l’affidabilità del trend. Il Money Flow Index aggiunge volume di negoziazione al Relative Strenght Index e per questo a volte viene anche indicato come RSI ponderato per il volume.

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Per poter calcolare correttamente questo indice occorre seguire una serie di passaggi. Innanzitutto, seguendo il suggerimento degli ideatori Gene Quong e Avrum Soudack, bisogna impostare un periodo di 14 giorni per eseguire i calcoli in modo più preciso e poi seguire i seguenti step:

Step 1: Determinare il prezzo tipico

Prezzo Tipico = (High + Low + close)/3

Step 2: Calcolare il Money Flow Raw

MFR = Prezzo tipico x Volume

Step 3: Identificare il rapporto Money Flow

Rapporto Money Flow = 14 periodi di Money flow Positivi/14 periodi di Money Flow negativi

Step 4: Calcolare il Money Flow Index

100 – [100 / (1 + Rapporto Money Flow)].

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Questo indicatore viene utilizzato principalmente per capire effettivamente quanto il titolo è stato scambiato nel mercato. Esso può assumere valori da 0 a 100, e con valori da 80 in su ci troviamo in una situazione di ipercomprato, mentre con valori da 20 in giù siamo in una situazione di ipervenduto.

Molti traders approfittando delle opportunità derivanti dall’MFI ed in particolare quando esso si muove nella direzione opposta rispetto al prezzo. Questo molte volte può essere un sintomo frequente di un cambiamento del trend attuale.

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