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Le differenze tra Forex e Futures

Il trading online sul forex e sui futures consente lo scambio, ovviamente speculativo (ma non solo) di un gran numero di asset e con modalità molto varie. Molto spesso, per via delle opportunità che pongono in essere e dalle offerte da parte dei broker, vengono messi in contrapposizione due strumenti/mercati che, in realtà hanno profonde differenze: Forex e Futures.

E’ bene, comunque, chiarire una volta per tutte le differenze di questi strumenti

europa forex futures

Forex e Futures: due definizioni esaustive

Il Forex è il mercato delle valute. In esso, le valute vengono scambiate come se fossero degli asset. L’unica differenza, rispetto al commercio di qualsiasi altro bene, è che le valute vengono scambiate a coppie, dal momento che è possibile apprezzare il loro valore solo rispetto al valore di un’altra. Un euro non ha un valore intrinseco, ma un valore rispetto ai dollari, sterline e così via.

  • è aperto 24 ore su 24 dalla Domenica sera al Venerdì sera ed escluso festivi mondiali
  • è il mercato con più liquidità al mondo
  • ci si accede tramite broker e banche specializzate che offrono piattaforme per il trading (ad esempio con la metatrader 4 e 5)
  • si può fare trading sia al rialzo che al ribasso
  • si tratta di un mercato non regolamentato conosciuto con il termine Over the Counter (OTC)

Per il resto, il principio è identico a quello del commercio. Proprio come si farebbe con un immobile, un terreno o un’attività imprenditoriale, si acquista “basso” e si vende “alto”.

Per quanto riguarda i Futures, il discorso è più complesso. I Futures sono contratti che impongono ai sottoscriventi di effettuare una transazione a una data ora a un dato prezzo. Sono strumenti standardizzati, nel senso che è la borsa a definire la quantità di asset sottoposta a compravendita e persino la scadenza. La standardizzazione è in realtà lo strumento che rende i Futures intercambiabili in quanto uniformi. I Futures non sono altro che contratti, è vero, ma in virtù della loro assoluta omogeneità possono essere considerati come se fossero degli asset. E in effetti è questo l’uso che se ne fa, quando si utilizza un approccio speculativo. Quando invece l’approccio è conservativo, vengono utilizzati per proteggere un acquisto o una vendita dalle oscillazioni di prezzo. A prescindere dal prezzo corrente, viene preso in considerazione il prezzo alla data di stipula dei Futures.

  • i futures sono contratti regolamentati dal codice civile
  • i futures sono scambiati in mercati regolamentati e hanno quotazioni ufficiali riconosciute in tutto il mondo
  • i futures replicano l’andamento di un sottostante come indici, materie prime, azioni, valute o altro ancora

Le differenze

Una volta compreso il significato di Forex e il significato di Futures, si può procedere con l’elenco delle differenze.

futures

  • Il Forex non è un mercato regolamentato, gli intermediari possono manipolare i prezzi. Il mercato dei Futures è invece regolamentato.
  • Nel Forex (se escludiamo gli ECN) i prezzi sono di fatto decisi dai broker, nel Futures i prezzi sono reali, ossia pienamente coerenti con quelli di mercato.
  • Nel Forex (se escludiamo gli ECN) il trader non corrisponde delle commissioni ma subisce gli spread, ossia la differenza tra il prezzo “fatto dal broker” e il prezzo reale, che è la vera fonte di guadagno dei broker stessi. Nel mercato dei Futures vigono, invece, solo le commissioni.
  • Nel Forex, inoltre, i contratti a taglia ridotto, che prendono il nome di microlotti e minilotti, godono di una certa liquidità, in quanto gli ordini vengono garantiti dai broker, che per l’occasione coprono gli ordini eseguendo altri ordini, se il mercato non è abbastanza reattivo. Nel mercato dei Futures, questo meccanismo è assente dunque i contratti non sono garantiti al 100%. Ciò significa che se manca una controparte, il trader è costretto a rinunciare (es. è impossibile vendere, se non c’è nessuno disposo a comprare).

Nel Forex, la barriera all’accesso è molto bassa. I broker hanno aperto le porte anche ai trader retail e alla gente comune, abbassando tra le altre cose il deposito minimo, che raramente supera le centinaia di euro.

Il mercato dei Futures è ancora territorio degli esperti, tant’è che il deposito minimo viaggia spesso nell’ordine delle migliaia di euro.

Infine, gli orari. Il Forex è un mercato quasi sempre aperto. Nello specifico, 5 giorni su 7, 24 ore 24. Il mercato dei Futures, invece, essendo regolamentato, segue gli orari di borsa.

Come riconoscere i migliori webinar trading

I webinar trading sono strumenti di fondamentale importanza per i trader. Consentono, infatti, di accrescere le proprie conoscenze e di completare la propria formazione. Nello specifico, sono dei seminari online, durante i quali i partecipanti possono porre domande secondo le modalità e le dinamiche stabilite dagli organizzatori, proprio come se stessero assistendo a un seminario dal vivo. In effetti, se non consideriamo le differenze di medium (de visu vs streaming), webinar e seminari sono praticamente la stessa cosa.

L’offerta di webinar trading è molto ampia in Italia. Il problema, quindi, non è tanto trovare un webinar quanto riconoscere quelli di qualità, o che fanno al caso proprio. Ecco qualche consiglio, anzi qualche domanda da porsi, se l’obiettivo è verificare il livello di qualità di un webinar.

  • Chi lo organizza? L’identità di chi organizza il webinar trading è un aspetto di primaria importanza. Ovviamente, l’organizzatore deve essere autorevole. In genere, sono i broker a organizzare i webinar, un po’ per spirito di servizio un po’ per esigenze promozionali. Molto spesso, a organizzarli sono alcune testate di settore (ovviamente online), che fanno della divulgazione la loro missione principale. In ogni caso, è bene scegliere i webinar organizzati dalle realtà più importanti e famose del panorama del trading.

a tal fine vi consigliamo di visualizzare l’elenco dei webinar trading di:

Webinar gratis di XM.com Elenco webinar di AvaTrade
  • Chi è il relatore? Una cosa è organizzare il webinar, un’altra è tenerlo. Un webinar ben organizzato ma che è preseduto da un istruttore non all’altezza rimane un pessimo webinar. Occhio, quindi, a chi cura i contenuti del webinar. E’ bene che sia un trader professionista, magari con numerose pubblicazioni all’attivo. L’importante è che i suoi risultati siano di dominio pubblico e quindi immediatamente verificabili.

webinar trading

  • Quanto costa? Questo è un aspetto controverso. Negli ultimi tempi si sono moltiplicati i webinar gratuti. La gratuità, nella maggior parte dei casi, è giustificata dalle esigenze promozionali. Il webinar è lo strumento attraverso cui un broker o una testata online vuole farsi conoscere, ma non è sempre sinonimo di bassa qualità, anzi. Il consiglio è di privilegiare i webinar gratuiti, ovviamente, ma non prima di averne verificato in maniera anticipata, e per quanto possibile, il livello di qualità.
  • Di cosa parla? L’argomento del webinar è la questione più importante. D’altronde si frequenta un webinar solo se esso è utile in termini formativi. Ora, i trader hanno esigenze diverse da questo punto di vista. Il consiglio è comunque di preferire i webinar che trattano argomenti avanzati, quindi non nozioni base, anche perché queste ultimi vengono affrontate ampiamente nei tutorial, che sono disponibili immediatamente e non impongono per essere fruiti la frequenza in diretta.

  • Che supporto tecnico fornisce? Questo è un aspetto importante ma spesso trascurato. Durante la diretta streaming infatti possono verificarsi problemi di natura tecnica, che limitano la fruizione dei contenuti e l’interattività. Alcuni organizzatori offrono un supporto “anticipato”, nel senso che permettono all’utente di eseguire prove audio e video, in modo da risolvere anticipatamente i problemi tecnici. XM, per esempio, è uno degli enti organizzatori che forniscono supporto da questo punto di vista.

Webinar forex gratis da non perdere

La formazione con i webinar forex gratis è utile per tutti. E’ un modo per:

  • confrontarsi
  • apprendere nuovi concetti
  • conoscere traders, relatori e valutare la loro capacità di formazione e di trasmissione di informazioni
  • ottenere offerte e promozioni da parte degli organizzatori (traders o broker)

I webinar forex sono lezioni online (solitamente gratuite) a cui si può accedere tramite link di invito o per effetto di registrazione all’evento. Quindi durante un webinar forex si può vedere lo schermo del relatore, ascoltare e interagire via chat o via microfono. I webinar forex online sono diventati lo strumento formativo più utilizzato negli ultimi anni anche perchè le recenti piattaforme di webinar offrono questo servizio in modo gratuito per chi vuole seguire.

Quindi non confondete i webinar forex con i seminari forex che invece sono riferiti a lezioni dal vivo in aulee formative. In questo caso possono essere eventi gratuiti (come i seminari forex mensili di XM o a pagamento).

I broker forex che ci danno la possibilità di studiare con i webinar forex gratis in Italia e con lezioni di trading di alta qualità sono:

Si tratta di broker con regolamentazioni FCA o europee e di alta affidabilità. Ci sentiamo di dire però che solitamente XM e AvaTrade offrono lezioni tramite trader professionisti esterni che hanno molto interesse a far valutare i loro strumenti (indicatori o expert advisor) e che non hanno interessi particolari nei broker. Gli altri invece solitamente utilizzano dipendenti interni che quindi non sempre riescono a trasmettere contenuti di alta qualità.

webinar forex

Argomenti webinar forex gratis

Leggendo nei siti ufficiali dei broker troviamo l’elenco delle lezioni programmate e vi segnaliamo:

  • XM – Tutti i Giovedì alle ore 19:00 analisi grafica in tempo reale su forex, indici, azioni, bitcoin e materie prime
  • XM – Supertrend, HeikenAshii, Ichimoku (varie lezioni su diversi aspetti), PinBar, Divergenze Prezzi – RSI
  • Avatrade – Autotrading per tutti, Kumo Ichimoku, Ichimoku Completo, Analisi Ciclica

Webinar forex Youtube

Non tutti possono essere online agli orari stabiliti e quindi abbiamo chiesto ai relatori e ai broker come poter rivedere i webinar. Lorenzo Sentino che è uno dei relatori più conosciuti in ambito di webinar forex ci ha consigliato di visionare i video caricati sul suo canale youtube presente QUI: https://www.youtube.com/user/ForexOnlineTrading/featured

In effetti Youtube sta contribuendo tantissimo alla formazione nel trading online perchè riesce a mettere a disposizione dei lettori moltissimi contenuti di qualità e i commenti degli stessi riescono a creare una classifica naturale dei migliori.

Opzioni binarie vs opzioni digitali: le differenze

Il trading online si è evoluto nel corso degli ultimi anni. Questo percorso evolutivo è stato favorito, se non addirittura forzato, dalla volontà dei broker di abbassare le barriere all’entrata. Il trading si è aperto alle persone comuni e pertanto sono emersi varianti semplificate di molti strumenti speculativi. L’esempio più evidente di questo processo è rappresentato dalle opzioni binarie e dalle nuove opzioni digitali di IQoption.

opzioni digitali

Cosa sono le opzioni binarie

Ora, tutti sono in grado di comprendere cosa siano le opzioni binarie. E molti, in effetti, pur non essendo trader professionisti, ne conoscono almeno superficialmente i meccanismi. Anche perché c’è relativamente poco da comprendere: il trader sceglie tra le opzioni call e le opzioni put; nel primo caso “vince” se il prezzo alla scadenza risulta superiore al prezzo iniziale, nel secondo caso vince se il prezzo, sempre alla scadenza, risulta minore al prezzo iniziale. Tutto qui.

Cosa sono le opzioni digitali e differenze con le binarie

Quali differenze possono essere rilevate rispetto alle opzioni binarie?

Opzioni

Binarie

Digitali

Direzione

Call e Put

Call e Put

Rendimento

Tra il 60 e il 95%*

Da 25% a oltre il 300%**

Prezzo di acquisto

Pari al prezzo nel momento di acquisto

Pari al prezzo nel momento di acquisto

Strike

Uguale al prezzo di acquisto

Diversi tipi di prezzi strike che il trader può scegliere prima di aprire un’opzione digitale

  • *in caso di previsione corretta alla scadenza con prezzo superiore/inferiore al prezzo di acquisto
  • ** in caso di previsione corretta alla scadenza che prevede un prezzo superiore/inferiore allo strike

Per rispondere a questa domanda è necessario, prima di tutto, fornire una definizione delle opzioni digitali.

Una opzione digitale non è nient’altro che un contratto, alla stregua dei CFD. Il trader che acquisisce una opzione digitale si riserva il diritto di acquistare o di vendere l’asset una volta che questi ha raggiunto un prezzo prestabilito. Si parla di diritto, sia chiaro, ma non di obbligo. Nessuno vieta al trader di rinnovare l’opzione o di vendere in ogni momento l’opzione stessa, proprio come se questa fosse un asset a sua volta.

L’unico punto in comune tra opzioni binarie e opzioni digitali sembra essere la consueta distinzione tra “call” e “put”, sebbene gli effetti, nei due strumenti, appaiono completamente diversi.

Una opzione digitale call consente, molto banalmente, di acquistare l’asset e una volta raggiunto il prezzo stabilito si ha la possibilità di creare un profitto esponenziale. Una opzione digital put, invece, consente di venderlo.

Un’altra differenza sostanziale sta nel concetto di strike price. E’ questo, infatti, il nome con cui si indica il “prezzo prestabilito” di cui si è parlato poc’anzi. E’ il trader stesso, almeno in via ufficiale, a decidere lo strike price.

Una differenza importante riguarda anche la variabilità. Le opzioni binarie sono, come si è già detto, strumenti piuttosto semplici, che quindi non lasciano molto margine di discrezione né al trader né al broker. Ne consegue che, se escludiamo alcune piccole novità introdotte nel corso degli anni, le opzioni binarie sono sempre uguale a se stesse. Le variabili in gioco nelle opzioni digitali, invece, sono numerose, e questo permette ai broker di proporre un’offerta quanto mai variegata.

Molto differente è anche il meccanismo di remunerazione.

Curiosità sulle opzioni binarie

Pochi, però, sanno che le opzioni binarie non sono altro che una evoluzione, in senso semplificante, di uno strumento assai più anziano e che da sempre offre opportunità di speculazioni a livelli medio-alti: le opzioni classiche regolamentate. Si tratta, sia chiaro, di uno strumento ben più complesso delle odierne opzioni binarie, quindi appannaggio di pochi. Questa verità, a essere sinceri, è scalfita dalle politiche adottate di alcuni broker, che hanno introdotto anche le opzioni classiche al grande pubblico (vedi IQoption).

Chi investe nelle opzioni binarie, guadagna con il payout, che è una percentuale sul capitale investito, in genere pari al 65-95%. Il pensiero va al mondo delle scommesse, per questo motivo le opzioni binarie sono spesso tacciate di non essere uno strumento di investimento.

Il meccanismo di remunerazione delle opzioni digitali è invece piuttosto complicato: il trader può guadagnare con la compravendita dell’asset, se le condizioni lo consentono (es. vende se lo strike price è raggiunto e l’opzione era put) oppure il rendimento è esponenziale se riesce a seguire il trend.

Swing trading e Day trading: come cambia l’analisi

L’analisi, sia essa tecnica piuttosto che fondamentale, è una materia complessa ma che nessun trader può permettersi di ignorare. E’ essa che conferisce all’attività di trading una patina di scientificità, che consente agli investitori di operare le proprie scelte con raziocino. L’analisi può cambiare nei principi e negli approcci in base al tipo di trading. Un esempio è dato dalla dicotomia Swing trading e Day Trading, che si riflette nel modo di intendere l’analisi tecnica.

Ecco qualche informazione utile a riguardo.

Definizione di Swing trading e Day trading

Lo Swing trading è uno stile d investimento che in genere ricopre il medio periodo. Si basa sull’individuazione delle oscillazioni, sul rispetto del trend e un mantenimento delle posizioni che solitamente non supera la settimana ma che supera sempre il paio di giorni. Lo swing trader entra nel mercato solo quando intravede probabilità di guadagnano certe ed elevate, dal momento che la frequenza di trading è molto più bassa rispetto al Day trading. Adotta un atteggiamento più riflessivo e dedica molto tempo alla fase di pianificazione.

Come suggerisce il nome, il Day trading è quell’approccio che impone al trader la chiusura delle posizioni entro la giornata. L’orizzonte quindi è estremamente breve. Ciò implica che l’operatività ricopre un ruolo molto più importante rispetto a quello della strategia, almeno in relazione a quanto accade invece nello Swing trading. E’ uno stile dinamico, che viene declinato spesso nelle attività di gestione degli imprevisti, che deve essere preordinata (il trader sa come reagire a ogni singolo imprevisto). Uno dei pregi del Day trading è l’invulnerabilità rispetto ai tassi overnight, nonché una certa indipendenza dal trend di fondo. Tra gli svantaggi: la necessità di essere presenti a qualsiasi ora del giorno e guadagni ridotti (rispetto allo Swing). Sempre rispetto allo Swing, insomma, il Day trader non pianifica e poi aspetta, bensì pianifica e gestisce in maniera dettagliata l’operatività.

L’analisi nello Swing e nel Day trading

La prima distinzione riguarda l’attenzione riposta nell’analisi fondamentale e in quella tecnica. Lo Swing trading presuppone un utilizzo se non assiduo almeno complementare dell’analisi fondamentale. L’orizzonte temporale, abbastanza esteso, costringe il trader a considerare gli effetti reali delle notizie economiche, effetti che esulano dalla volatilità che si verifica in giornata. Il Day trader, invece, può trascurarla un po’ di più, o se ne può interessare solo dal punto di vista della volatilità. Insomma, al D.T. importa ovviamente sapere quali sono gli eventi della giornata e l’impatto nel mercato, ma possono non curarsi eccessivamente delle oscillazioni che gli eventi stessi inaugurano.

Le altre differenze riguardano la peculiarità di ciascun stile, ossia il fatto che lo Swing segue il trend mentre il Day può non farlo. Gli strumenti di analisi tecnica, quindi, cambiano. Nel Day, in genere, ricoprono una certa importanza gli strumenti che puntano a prevedere un breakout come i supporti, le resistenze, i pattern grafici. Nello Swing, invece, ricoprono una importanza maggiore gli strumenti che misurano la forza del trend, quindi gli indicatori che mettono in relazione volume e prezzi.

Fermo restando che, ovviamente, i due stili condividono gli stessi strumenti. Semplicemente, a cambiare è l’importanza a loro conferita e la frequenza di utilizzo.

Investire nelle coppie forex esotiche: differenze con le coppie major

Il Forex è un mercato vario, che pone in essere molte possibilità di guadagno e porge il fianco a numerosi stili di trading e sottostanti come le coppie forex major e le coppie forex esotiche. Tale varietà è data anche dal numero di valute che è possibile commerciare, ovviamente raggruppate in coppie forex.

La natura delle coppie forex, in verità, impatta profondamente sulle condizioni di trading, costringendo, se così si può dire, il trader a tenere conto di alcuni elementi.

Dal momento che la distinzione principale è tra le coppie forex major e le coppie forex esotiche, investire nelle coppie esotiche piuttosto che nelle major può essere molto diverso.

Coppie forex major e coppie forex esotiche

Si definiscono coppie major quelle coppie formate interamente dalle valute più importanti del mercato. Esse sono quattro: dollaro degli Stati Uniti, euro, sterlina britannica, yen giapponese. Tutte le combinazioni possibili sono dette, appunto, “coppie major”.
coppie forex

Di contro, sono coppie esotiche tutte quelle coppie in cui almeno una valuta è di secondo piano. Per esempio, AUD/CAD, dollaro australiano vs dollaro statunitense è una coppia esotica. Lo è, però, anche EUR/TRY, ossia euro vs lira turca.

Le differenze tra il Forex delle coppie major e il Forex delle coppie esotiche

    • Informazioni. Le informazioni sono importanti nel Forex, anche perché gli eventi economici e le notizie, fungendo da market mover, influenzano profondamente il mercato. Se le coppie major, facendo riferimento alle più importanti economie del pianeta, si avvantaggiano di un servizio informativo davvero capillare e approfondito, lo stesso non si può dire delle coppie esotiche. Le notizie sulla banca centrale turca, sono meno coperte rispetto a quelle della Bce. Lo stesso dicasi per le opinioni degli analisti, che sono ugualmente importanti. E’ ovvio che gli analisti si incentrano di più sull’euro, sul dollaro etc. che, per esempi, sul dollaro neozelandese. Ciò implica un maggiore sforzo da parte dei trader, e in fase di analisi fondamentale e in fase di analisi tecnica.
    • Liquidità. Le coppie forex major sono molto più commerciate (sono major anche per questo). Sono notevoli, infatti, le differenze in termini di volatilità. Questo ha un impatto sulla volatilità, il ché è positivo, ma anche sulla capacità dei broker a far fronte, in qualità di market maker, agli ordini. Per questo motivo, e per altri ancora, è difficile tradare con le coppie esotiche.



  • Instabilità. Paradossalmente, alcune coppie forex esotiche potrebbero essere molto volatili. In questo caso, il fattore scatenante non è interno al mercato, ma esterno e coinvolge il contesto economico. Alcune valute secondarie, infatti, sono rette da economie e paesi instabili, e ciò può generare volatilità.
  • Spread. Strano a dirsi, ma in genere le coppie esotiche hanno spread bassi. Ciò è controintuitivo, dal momento che i broker fanno più fatica del dovuto a coprire gli ordini. Questo meccanismo ha però una natura, per così dire, promozionale. I broker, in alcuni casi – e in limitati periodi – per promuovere il trading delle coppie esotiche, e migliore le condizioni di mercato, applicano spread bassi, a mo’ di sconto.

Le differenze tra analisi tecnica e analisi grafica

Uno dei presupposti per un trading davvero efficace è l’analisi. E’ grazie all’analisi che le attività di investimento acquisiscono una carica di scientificità e il trader può operare con cognizione di causa. Esistono varie tipologie di analisi.

Tecnica, innanzitutto, ma anche fondamentale e del sentiment.
analisi tecnica

Un tipo di analisi di cui si sente parlare spesso ma che è allo stesso tempo oggetto di fraintendimento è l’analisi grafica, la quale viene sovente confusa con la tecnica.

Che cos’è l’analisi grafica?

Quali sono le differenze con l’analisi tecnica?

Per capirlo è necessario offrire una concisa definizione di entrambe.

Cos’è l’analisi tecnica

L’analisi tecnica è lo studio del grafico al fine di intuire i movimenti del mercato e di prevedere, nei limiti del possibile, i prezzi. Gli strumenti attraverso cui un trader analizza il mercato vengono chiamati “indicatori”. Gli indicatori elaborano le informazioni provenienti dal grafico e lanciano segnali, ossia rivelano – per chi è in grado di leggerli ovviamente – come l’asset in questione si comporterà. Gli indicatori non sono bacchette magiche, i risultati che restituiscono sono frutto di una modellizzazione, la quale si basa soprattutto sulla statistica. Pertanto, soffrono di un certo grado di approssimazione.

Guida Trading Analisi Tecnica

  1. Analisi Tecnica
  2. Il trend
  3. Oscillatore stocastico
  4. RSI
  5. Stock-RSI
  6. MACD
  7. Supporto e Resistenza
  8. Aree di Supporto e Resistenza
  9. Media Mobile con livelli
  10. Medie Mobili Triplo Crossover
  11. Come usare l’Indicatore MFI
  12. ATR
  13. Ichimoku
  14. ADX
  15. Indicatori di Volatilità
  16. Candele Giapponesi
  17. Come usare le CandleStick – Hanging Man and Hammer
  18. CandleStick Doji
  19. Trading con Morning, Evening e Shooting Star
  20. Come usare i pattern Engulfing, Piercing e Dark cloud
  21. Candele Giapponesi con Metatrader
  22. Pattern D’inversione
  23. Modello testa e spalle
  24. Modello Doppio Massimo
  25. Modello Triangolo
  26. Le Flag
  27. Volume
  28. Pivot Point
  29. Cicli di Mercato Intermedi
  30. Bande di Bollinger
  31. Come usare le bande di Bollinger correttamente
  32. Indicatori per Opzioni Binarie
  33. Pattern 123 di Joe Ross
  34. Strategia Trading Pin Bar – Parte 1

Esistono numerosi indicatori, ognuno dei quali specificato in un dato ambito. Sarebbe un errore, però, puntare su un indicatore e utilizzare solo quelli. Gli indicatori danno il meglio di sé quando sono impiegati in maniera simultanea (magari due o tre alla volta).

Cos’è l’analisi grafica

Una volta definita l’analisi tecnica, possiamo passare all’analisi grafica. Ebbene, la definizione è la medesima: è quella disciplina che mediante lo studio del grafico consente, con una certa approssimazione, di predire i movimenti del mercato. E quindi qual è la differenza tra l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale? Niente di trascendentale. Il punto di divergenza consiste negli strumenti. Se l’analista tecnico basa il proprio lavoro sull’impiego degli indicatori, l’analisti grafico agisce sui pattern. Nello specifico, i pattern sono delle formazioni grafiche, formate dalle candele, che restituiscono i segnali. Insomma, quando nel grafico compare una “figura”, allora possiamo trarre una specifica conclusione. Esistono numerose figure (così come esistono numerosi indicatori), ciascuna delle quali lancia un segnale.

L’analisi grafica si basa sullo studio di tue tipologie di figure: quelle di continuazione e quelle di inversione. Le prime annunciano il proseguimento del trend, le seconde annunciano la rottura del trend medesimo.

Fare trading con le medie mobili: tre approcci

L’analisi tecnica è quella disciplina che consente al trader di trarre orientamenti dallo studio del mercato attraverso strumenti come le medie mobili. L’ingrediente fondamentale è dato dagli indicatori, che sono modelli di natura prettamente statistica in grado di fornire segnali, ossia informazioni circa il futuro (immediato o meno che sia) del mercato. Un indicatore sui generis ma molto apprezzato risponde al nome di media mobile.

Fare trading con le medie mobili vuol dire andare sul sicuro. Ecco tre approcci differenti all’utilizzo delle medie mobili.

Cosa sono le medie mobili

Per comprendere come fare uso delle medie mobili è necessario sapere cosa siano in realtà. Una media mobile è semplicemente una linea formata da vari punti, ognuno dei quali corrisponde alla media del prezzo, quest’ultima ricavata in un numero di periodi variabile. Si chiama “mobile” perché a mano a mano che si susseguono i periodi, la media mobile si arricchisce di un punto, ossia di un’altra media. Le medie mobili sono veloci, quando i periodi sono tra 5 e 15. Le medie mobili sono lente quando i periodi sono più di 20.

Le medie mobili veloci sono chiamate in causa per i trading di breve periodo. Le medie mobili lente sono invece chiamate in causa per il trading di posizione. Se non si rispetta questa semplice regola, il rischio, davvero elevato, è di ricavare falsi segnali.

medie mobili

Utilizzare le medie mobili

Ecco le tre alternative a cui si ricorre più frequentemente.

  • Trading con una sola media mobile. In questo caso, affinché la media mobile restituisca uno o più segnali, deve interagire con il prezzo. O meglio, viceversa. Quando il prezzo incrocia la media da basso verso l’alto, il segnale è rialzista. E’ il momento giusto per entrare long, oppure per uscire da una posizione short. Se viceversa l’incrocio avviene dall’alto verso il basso, il segnale è ribassista (meglio uscire short ed entrare long).
  • Trading con due medie mobili. L’interazione da analizzare, in questo caso, è quella da due medie mobili. Queste, per inciso, devono avere ovviamente periodi diversi. E’ consigliata una media veloce e una più lenta (molto più lenta se il trading è di posizione). Ad ogni modo, se la media mobile veloce incrocia dal basso verso l’alto la media mobile lenta, il segnale è rialzista. Se, viceversa, l’incrocio si verifica nella direzione opposta, ossia dall’alto verso il basso, il segnale è ribassista. 
    L’evoluzione delle medie mobili si può trovare anche nell’ichimoku e in particolare nell’utilizzo della Tenkan e Kijun: vedi QUI
  • Trading con tre medie mobili. Per quest’ultima fattispecie, valgono le regole della fattispecie precedente. La media centrale, che deve avere un numero di periodi compreso tra la media veloce e quella lenta, ha però una funzione di vitale importanza. Funge, infatti, da trailing stop dinamico. Ciò vale tanto per le posizioni long quanto per quelle short. In quest’ultimo caso si sono sviluppate diverse strategie di trading e la più conosciuta prende il nome di Alligator Trading System che puoi leggere QUI.

Guadagnare con le medie mobili?

Dalla nostra personale esperienza di trading possiamo dire che con le sole medie mobili non è possibile creare trading system vincenti. Le medie mobili hanno il difetto di essere sempre in ritardo rispetto al trend in tempo reale è si rischia di entrare tardi o su ritracciamenti.

Questo non vuol dire che le medie mobili non devono essere usate e non sono efficaci.

Al contrario, noi crediamo che le medie mobili se utilizzate come filtro di trend o come valutazione di un momentum possano invece essere fondamentali nella creazione di sistemi di trading vincenti.

I migliori broker regolamentati FCA

Perchè ci si chiede spesso se stiamo lavorando con broker regolamentati FCA?

broker regolamentatiL’FCA è uno degli enti regolamentatori più importanti del mondo. Acronimo di Financial Conduct Authority, ha il suo quartier generale in Gran Bretagna. Completamente indipendente dal governo, ricopre funzioni di vigilanza e regolamentazione dei mercati finanziari. La prima funzione riguarda anche il mercato del trading online, dal momento che l’FCA è incaricata di rilasciare le licenze ai broker forex e di CFD.

La storia della FCA

La FCA (Financial Conduct Authority) ha una breve storia alle spalle. E’ stata infatti create nel 2013, anno in cui ha raccolto l’eredità della FSA, la Financial Service Authority, che però aveva nelle realtà “macro” il suo principale terreno di competenza. La ragion d’essere della FCA consiste nella vigilanza dell’intero panorama finanziario, nonché in una omogeneizzazione del comparto, a prescindere dalla grandezza e dagli ambiti dei contesti oggetto di vigilanza.

Cosa fa nello specifico la FCA?

Le attività principali sono tre.

  • Supervisione delle attività delle banche, delle società di intermediazione finanziaria, dei broker.
  • Operazione di stimolo della concorrenza e dell’innovazione.
  • Individuazione dei rischi nei mercati finanziari e delle necessarie contromisure per arginarli.

C’è da aggiungere che in europa un altro ente molto importante è la CySEC che rilascia le licenze valide in tutta europa se recepite anche dagli altri regolatori come ad esempio dalla Consob. Molto spesso si legge la frase “regolamentato Consob” ma in realtà si tratta di un’autorizzazione della consob a lavorare in Italia previa presentazione di una regolamentazione FCA oppure CySEC.

Swissquote e XM: 2 broker regolamentati XM

FCA è sinonimo di affidabilità e correttezza. Per questo motivo, quando un trader si imbatte in broker regolamentati dalla FCA, può stare certo della sua qualità e della sua onestà. Ovviamente, esistono broker e broker. Quelli, tra i regolamentati FCA, più importanti e apprezzati dagli utenti sono Swissquote e XM.

La selezione è avvenuta valutando non solo perchè sono broker regolamentati FCA ma soprattutto per la qualità dei servizi offerti ai clienti come:

  • velocità di esecuzione dei trades
  • no requotes e slippage
  • velocità di prelievo e deposito
  • qualità della formazione online e dei seminari nelle principali città italiane
  • spread competitivi

Swissquote. Questo broker consente di investire nel mercato valutario (Forex) e nel mercato dei CFD (Contract of Difference). La sua solidità, oltre che dalla licenza, è certificata dalla capitalizzazione in borsa, che si aggira sui 500 milioni di franchi svizzeri. Ha inoltre 10 miliardi di attività in gestione.

Vai a Swissquote

  • Tra i vantaggi di Swissquote troviamo un deposito minimo iniziale piuttosto accessibile, pari a 100 dollari;
  • la possibilità di utilizzare la leva fino a 500:1;
  • i tassi a margine pari allo 0,2%;
  • l’offerta, particolarmente abbondante e che si aggira intorno al centinaio di asset.

XM. Questo broker è specializzato nel Forex.

Vai a XM.com

  • Tra i pregi spicca la propensione alla formazione. I seminari di XM sono famosi in tutti il mondo e consentono all’aspirante trader di maturare conoscenze tecniche e pratiche.
  • Un altro pregio consiste nell’offerta economica, che è di prim’ordine con deposito minimo di 5 usd.
  • La leva finanziaria raggiunge rapporti estremi quali l’500:1.
  • XM è molto apprezzata anche per i programmi fedeltà, che consentono all’utente di accumulare punti, convertibili in denaro da depositare sul conto.

Ichimoku trading system

L’indicatore Ichimoku è un indicatore che, nonostante un’apparente complessità, è in grado di restituire segnali affidabili in maniera rapida e senza richiedere troppo sforzo. E’ stato inventato dal trader Goichi Hosada negli anni trenta, ma solo negli anni sessanta – dopo tre decenni di perfezionamento – è stato reso pubblico.

Ichimoku: un indicatore di semplice lettura

ichimoku tradingL’indicatore Ichimoku è molto apprezzato in quanto suggerisce aree di supporto e resistenza realistiche e oggettive. E’ quindi utile per determinare segnali di entrata, nonché per annunciare eventuali inversioni di trend. L’indicatore Ichimoku è associato al concetto di “nuvola”. Celebri, infatti, sono le nuvole che forma nel grafico, frutto delle intersezioni tra le linee che lo compongono. Queste nuvole sono, perlopiù, aree di supporto e resistenza, dunque concorrono attivamente alla formazione dei segnali.

L’ichimoku si compone dei seguenti elementi.

  • Tenkan Sen. E’, in estrema sintesi, una media mobile molto veloce, a 9 periodi. E’ piuttosto sensibile in quanto riflette in maniera abbastanza fedele i movimenti del prezzo.
  • Kijun Sen. E’ una media mobile lenta, a 26 periodi. Tende a non riflettere il movimento del prezzo, quanto piuttosto a rappresentare l’andamento su basi mensili.
  • Span A. Può essere definito come il punto medio tra le linee Tenkai Sen e Kijun San, traslato tuttavia nel futuro (26 periodi dopo rispetto alla sessione corrente).
  • Span B. Anche questa è una proiezione, ma non di un punto medio, bensì della variazione del prezzo. Rispetto alla sessione corrente, però, lo scarto è di 52 periodi (ovviamente nel futuro).
  • Chikou Span. Riflette il movimento dei prezzi ma è proiettata nel passato di 26 periodi.

I segnali dell’indicatore Ichimoku

Le informazioni restituite dall’indicatore sono numerose. In primo luogo, è necessario analizzare l’interazione tra la Tenkai Sen e la Kijun Sen. Queste linee possono essere considerate alla stregua di una media mobile veloce e di una media mobile lenta. Quando si incrociano, forniscono segnai ribassisti o rialzisti.

In secondo luogo, è necessario analizzare le “nuvole”, ossia gli spazi che si formano quando le linee si incrociano. Una certa attenzione, in particolare, va prestata alla Span A e la Span B.

  • Quando la nuvola ha come limite superiore la Span B, l’area va considerata di “resistenza”.
  • Quando la nuvola ha come limite superiore la Span A, l’area va considerata “di supporto”.

Come recita la dottrina dell’analisi tecnica, il prezzo, quando si avvicina o tocca una zona di resistenza o di supporto, tende a rimbalzare. Ciò vuol dire che quando il prezzo “viaggia” verso le nuvole, siamo vicini a una inversione.

In caso di trend sostenuto, poi, la Tenkan Sen e la Kijun Sen forniscono gli estremi del movimento. Ciò fornisce informazioni preziose circa i segnali di entrata e di uscita.

Trading system Ichimoku

Girovagando su internet si trovano diversi articoli su ichimoku e anche diversi tipi di strategia. Tra le tante ci ha colpito la configurazione che riportiamo sotto.

Abbiamo discusso con gli ideatori del Ichimoku Expert Advisor (vedi qui) e ci hanno elencato che dietro il successo di questo expert advisor per mt4 ci sono i seguenti punti di forza:

  • Rendimento ottimo rispetto al rischio
  • Impostazione di trend following
  • Numerosi tipi di filtri che evitano di stare a mercato nelle fasi laterali (solitamente sono quelle in cui si prendono gli stop loss)
  • Capacità del software di poter sfruttare il trend per guadagnare bene e sopravvivere nelle fasi pià difficili (che sono inevitabili e devono essere in ogni caso affrontate)

ichimoku