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Market mover petrolio: cosa muove il prezzo dell’oro nero

Il petrolio è un asset molto apprezzato dai trader, sia in qualità di sottostante che come bene scambiato direttamente. Dell’oro nero viene apprezzata la leggibilità, la volatilità e in estrema sintesi le opportunità di guadagno. E’ necessario tuttavia conoscere i market mover petrolio per investirci con cognizione di causa, producendo quindi un’analisi funzionale alle esigenze di profitto. Di seguito, una breve lista di ciò che muove realmente il prezzo del petrolio.

Prezzo del petrolio, fattori generici

Un market mover molto importante è la crescita globale. Il collegamento può sembrare vago, generico, ma c’è ed è assodato. Il motivo è intuitivo: se il “mondo” cresce, aumenta anche la domanda di beni, che per essere prodotti necessitano dei derivati del petrolio. Ecco che l’offerta sale e il prezzo con lei. Discorso opposto, ovviamente, in caso di recessione. Non è un caso che il prezzo del petrolio abbia iniziato a scendere proprio con l’inizio della crisi economica.

A incidere sull’oro nero è anche il comportamento di alcuni grandi paesi, la direzione che i governi imprimono alle rispettive economie. Un esempio è dato dalla Cina, che negli ultimi tre anni ha intrapreso un percorso di “occidentalizzazione” finalizzato ad aumentare i consumi interni a discapito della produzione. E’ ovvio che se l’economia cinese produce di meno chieda meno petrolio e, visti i numeri in ballo, la domanda si contragga nel suo complesso.

Petrolio, politica, finanza

Il fattore che forse incide con maggiore forza è la geopolitica, e in particolar modo quella che riguarda i paesi produttori di petrolio (vedi Medioriente). Se è in corso una situazione di conflitto, sia esso armato o sociale, la produzione e gli scambi ne risentono, l’offerta diminuisce e i prezzi si alzano.

Ricordate la benzina a 2 euro del 2011? All’origine c’era la guerra civile in Libia.

Possono essere ascritte alla categoria “geopolitica” anche le negoziazioni per la manipolazione della produzione. Gli accordi OPEC, per esempio, agiscono direttamente sui livelli produttivi, sbilanciando il rapporto offerta-domanda a favore di quest’ultima. L’accordo più recente, che per giunta si attendeva da tempo, è avvenuto a novembre, quando è stato deciso un taglio della produzione a livello locale. Una scelta dolorosa ma necessaria, vista la catastrofica discesa del prezzo dell’oro nero. A pochi mesi di distanza, comunque, i primi risultati sono ben visibili.

Un market mover sui generis, poiché in grado in egual misuro di muovere il prezzo e allo stesso tempo orientare gli investitori, sono i dati sui futures. Questa tipologia di “contratti” hanno un effetto collaterale notevole: forniscono info sulle opinioni che gli operatori economici nutrono rispetto a un asset. Se i grandi operatori economici si muovono nella stessa direzione, e producono futures simili, allora gli investitori si muoveranno di conseguenza, influenzando pesantemente il prezzo dell’oro nero.

Infine, un market mover petrolio presente nel calendario economico è costituito dai dati sulle scorte petrolifere detenute dalle aziende americane. Un dato parziale (gli USA non sono ovviamente l’unico produttore) ma che offre una panoramica sull’andamento dell’offerta.

Petrolio previsioni 2017 di Goldman Sachs

Il petrolio, e nello specifico la produzione, è stato al centro di importanti negoziati nel tentativo di sostenerne il prezzo. Gli accordi OPEC, finalizzati alla diminuzione dell’offerta, dopo gli stop degli ultimi mesi, sono andati finalmente a buon fine. Alla luce di ciò, Goldman Sachs ha ritoccato le stime riguardo al petrolio Brent e WTI, posizionandosi con una view nettamente ottimistica rispetto agli altri istituti finanziari. Ha pubblicato le sue stime in un paper datato 16 dicembre 2016.

Petrolio previsioni: ben oltre i 50 dollari

Nello specifico, la banca statunitense prevede che il WTI toccherà quota 57,50 dollari già entro il secondo trimestre del 2017. Le previsioni precedenti lo davano a 55 dollari (sempre entro il secondo trimestre). Viene dato al rialzo anche il Brent, che verrà a costare 59 dollari al barile, contro i 56,5 della stima precedente.

Goldman Sachs ha specificato inoltre che il rialzo del prezzo del petrolio avverrà a 2017 inoltrato. Non è un caso, quindi, che le previsioni di dicembre-gennaio rimangano ancorate a 50 dollari al barile. In questo momento, infatti, a pesare sono essenzialmente due fattori. Da un lato l’apprezzamento del dollaro, causato dall’aumento dei tassi di interesse recentemente stabilito dalla Federal Reserve, e dalla crescita della produzione in Libia (il paese sta ritrovando un po’ di stabilità e il commercio ne sta traendo giovamento).

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Molto interessanti sono le tempistiche riportate da Goldman Sachs. Secondo la banca americana, infatti, il trend rialzista acquisirà vigore a partire da febbraio, quando gli accordi OPEC entreranno a regime. Il paper parla chiaramente di “forte catalizzatore di un grande movimento di prezzo”.

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Petrolio previsioni e news positive dall’Arabia Saudita

Il motivo di queste stime ottimistica va rintracciato, come già accennato, dall’esito positivo delle negoziazioni OPEC. Al centro della discussione, il ruolo dell’Arabia Saudita, tradizionalmente restia a scalare la produzione a causa del timore di perdere ingenti quote di mercato. Questa volta, come informa Goldman Sachs, è diverso. “In definitiva, la nostra analisi del saldo di bilancio saudita indica che il regno ha un forte incentivo a tagliare la produzione allo scopo di normalizzare le scorte. Alla luce dei i tagli OPEC e non OPEC annunciato durante le due settimane precedenti, aggiorniamo al rialzo i cali di produzione nella prima metà del 2017”.

In particolare, gli analisti credono che entro Luglio si assisterà a un’entrata a regime del tagli nella migliore delle ipotesi, un’entrata all’87% nella peggiore.

Insomma, le view di Goldman Sachs sono molto positive e vanno verso una stabilizzazione del mercato, che in questi anni ha sofferto del disastroso calo della domanda, causato dall’imperversare della crisi economico in Occidente e dal rallentamento delle economie emergenti.

Oltre la prima metà del 2017, reputiamo probabile che il mercato internazionale rimanga equilibrato. Il prezzo del petrolio brent si posizionerà tra i 55 e i 60 dollari al barile, in virtù anche della risposta dell’industria dello shale oil, e la produzione del petrolio a basso costo solo leggermente in aumento”.

Trading petrolio come investire

Il trading petrolio è protagonista del mercato da un paio di anni per la forte discesa che ha pochi precedenti nella storia. I prezzi sono scesi, fino a toccare letteralmente il fondo, per poi stabilizzarsi a una cifra molto bassa e riprendere un trend discendente tutto sommato moderato. Nonostante le notizie che provenivano dall’Opec, che suggeriscono un accordo circa il taglio di produzione, lo scenario rimane ancora molto incerto. Da questo punto di vista, un segnale importante in grado di far luce nell’incertezza, quasi a mo’ di termometro, è fornito dai dati sulle scorte.

Ne avevamo già parlato qui: https://guidatrading.com/guida-trading-online/petrolio-come-comprare-e-investire-sulloro-nero/

Petrolio previsioni: il dato geopolitico

Cosa ci si deve aspettare dal petrolio nell’immediato futuro? Il nodo è sempre lo stesso: per contrastare il calo dei prezzi è necessario adeguare l’offerta alla domanda, quindi tagliare la produzione. A fine settembre l’Opec aveva annunciato l’accordo tra i grandi produttori ma l’entusiasmo era presto scemato: da decidere erano ancora i tempi e le modalità. Ebbene, l’ultima riunione dell’Opec si è rivelata un buco nell’acqua e infatti il petrolio ha ricominciato a scendere.

A pesare sono soprattutto le questioni geopolitiche: Stati Uniti e Russia sono in vena di guerra fredda, e questo non facilità gli accordi. Sullo sfondo l’Iran, galvanizzato dalla fine dell’embargo, vorrebbe recuperare quote di mercato e pertanto si contrappone, magari solo implicitamente, ai tagli di produzione. La guerra in Medioriente, infine, aggiunge incertezza a un clima già compromesso. L’unica speranza per una ricomposizione delle fratture – per ora fortunatamente solo politiche – è una fine rapida del conflitto in Siria e in Iraq. Solo a bocce ferme e a mente fredda sarà possibile intavolare delle trattative, che porteranno certamente a un esito come minimo certo – se non positivo – per le trattative sul fronte “taglio della produzione”. Senza contare che negli Stati Uniti sono alle porte le elezioni presidenziali, che tendono a piegare le questioni di politica estera alle necessità della campagna elettorale. L’aumento del prezzo dell’oro nero, quindi, come al solito, passa per la geopolitica e la politica in senso stretto prima ancora che per le mere questioni economiche-industriali.

Come investire sul petrolio

Il Team di Guidatrading.com ha realizzato un software di analisi del prezzo del petrolio Brent e WTI. Lo scopo è di realizzare un trading system che sfrutta le inefficienza di forza del prezzo tra i 2 tipi di petrolio.

Il conto di cui sopra è utilizzato per diverse strategie trading e da 1 settimana abbiamo inserito anche il trading petrolio Brent vs Wti. Ecco i risultati:

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Come potete notare le sigle UKKOIL e USAOIL fanno riferimento al trading petrolio che è attualmente con un netto guadagno.

Naturalmente è possibile fare trading petrolio con i broker che offrono le quotazioni dei CFD come:

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Prezzi petrolio 2017

Cosa attendersi dal trend del petrolio nel 2017?

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Secondo le ultime valutazioni possiamo spingere le nostre visioni in una gabbia di prezzi tra i 40 dollari e i 60 dollari anche per la prima parte del 2017. Tra Agosto e Ottobre del 2016 il trading petrolio è stato caratterizzato da un andamento lineare all’interno di un ampio canale rialzista. La tenuta dei 43 dollari ci afferma la possibilità di rivedere un buon trend rialzista.

Anche l’indicatore Ichimoku sta creando una solida base rialzista tra i 44 e i 43 dollari.

Scorte Petrolio e riserve oro: come fare trading

Le scorte petrolio e le riserve auree sono tra i dati più importanti da seguire e studiare per chi vuole fare trading online. Petrolio e oro sono due tra gli asset più tradati al mondo con diversi strumenti finanziari come futures, opzioni, cfd, opzioni binarie. Che si tradi nella maniera consueta o se si opti per la speculazione più rischiosa è necessario studiare i dati. Dove trovarli? E’ molto semplice. A diramarli e pubblicarli con una certa regolarità è un ente ufficiale, l’Energy Information Administration, altrimenti noto come EIA, un dipartimento del più importante Department of Energy. I dati vengono resi pubblici ogni mercoledì alle 16.30 ora italiana. E’ sufficiente andare nel sito dell’ente e cercare il Weekly Petroleum Status Report.

Scorte petrolio: come fare trading sulle news

A questo punto, è necessario elaborare in maniera corretta le informazioni sulla scorte petrolio, che danno una chiara idea della produzione. Per la legge della domanda e dell’offerta, se quest’ultima sale allora il prezzo tende ad abbassarsi. Il consiglio più semplice e allo stesso tempo più utile è quindi puntare su un aumento dei prezzi quando il Weekly segna un calo, viceversa è bene puntare sulla discesa dei prezzi quando il Weekly segna una crescita. La situazione attuale parla di un petrolio inserito in un trend positivo in virtù degli accordi raggiunti dall’Opec circa il calo della produzione.

scorte petrolio

Riserve Oro: come fare trading sulle news

Se la correzione tra scorte e prezzo è tutto sommata abbastanza leggibile per fare trading petrolio, se il discorso verte sulle riserve dell’oro, emergono alcuni problemi di interpretazione. Il collegamento è infatti più labile. In linea di massima si può affermare che un aumento delle riserve è correlato a un deprezzamento della moneta. Di quale? Principalmente di quella emessa o gestita dall’ente che si è reso responsabile dell’aumento delle riserve. Ultimamente, infatti, la banca centrale russa ha comandato l’aumento delle riserve e questo è stato interpretato – giustamente – come un segnale di debolezza del rublo. Non vanno tuttavia escluse mai le possibili influenze sulle altre valute. Il motivo di ciò risiede in un fatto semplice: l’oro è una valuta rifugio e come tale si giova dei periodi di sfiducia. Va specificato, comunque che le riserve auree sono frutto di un accumulo generato nel corso del tempo, quindi non sono sempre un riflesso della debolezza di una valuta. Prendiamo a esempio l’Italia: la sua riserva aurea è, per volume, le terza al mondo, dietro solo Stati Uniti e Germania. Il valore è di 109 miliardi di euro. Queste cifre sono dovute in parte al passato della lira, spesso incline alla svalutazione, e dall’altro a una naturale esigenza: offrire una garanza di solvibilità ulteriore, anche solo a livello di fiducia, per le proprie attività finanziarie.

Alcuni problemi sono causati da un semplice fatto: i dati delle riserve auree non sono facilmente reperibili in quanto non vi è un ente che si incarica – come l’EIA – di diramare informazioni a riguardo. In genere, poi, i movimenti delle riserve da parte delle banche centrali non sono numerosi né abbondanti. Dunque, dove trovare i dati? Il metodo migliore è passare in rassegna le piattaforme informative ufficiali delle varie banche centrali. Le riserve aree della banca d’Italia vengono illustrate, per esempio, nel sito ufficiale.

Petrolio e Oro: è il momento di comprare?

Petrolio e Oro (gold), materie prime che in questi giorni stanno subendo tendenze opposte. Tuttavia Petrolio e Oro rappresentano 2 strumenti finanziari su cui poter costruire una buona strategia di trading per il lungo periodo.

Questa settimana è stata infatti caratterizzata da una forte pressione ribassista per i prezzi del petrolio WTI che si portano sui minimi degli ultimi tre mesi. Le quotazioni del petrolio, infatti, violata al ribasso la congestione segnalata nella precedente analisi tecnica ( 44 – 46 dollari ), sono scese fino a 40,57 dollari al barile, salvo poi intraprendere un piccolo rimbalzo da ipervenduto culminato con la chiusura del 29 Luglio a 41,47 $. Al contrario l’oro ha intrapreso un veloce rialzo che scoraggia grossi acquisti. Il motivo di questo rialzo è dovuto al crescente numero di investitori che, spaventato dalle borse e dalla crisi mondiale delle banche, si rifugia nell’oro, considerato un proto sicuro.

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Le quotazioni del petrolio sono tornate a prezzi interessanti per comprare?

Come noto, il momento migliore per investire nelle società petrolifere è quando il prezzo del petrolio crolla. Le società petrolifere sono per definizione cicliche, con utili molto volatili. Questa volatilità degli utilie della profittabilità è strettamente collegata al prezzo del petrolio. In questi giorni si sono venute a creare alcune opportunità. Come si può vedere su ogni giornale o telegiornale, il prezzo del petrolio è crollato da 100 dollari e oltre a meno di 50 dollari al barile. Pur essendo ai minimi storici il prezzo potrebbe continuare a scendere prima di risalire ma, per la stabilizzazione, ci vorranno diversi mesi. Per questi motivi le quotazioni del petrolio in questo momento sono particolarmente interessanti per un eventuale acquisto.

Si può scegliere di comprare il petrolio e fare trading con le piattaforme cfd (vedi Plus500, XM, Markets e 24fx) oppure comprare le azioni di società petrolifere come ENI, Saipem, Saras e Erg.

I nuovi possibili attacchi contro l'ISIS influenzeranno il prezzo del petrolio?

Il petrolio è importantissimo per le casse dell’Isis ma non si può dire il contrario. E le quotazioni reagiscono solo con brevi sussulti ai frequenti attacchi terroristici. Un’influenza al rialzo sul prezzo del greggio sarebbe possibile solo se le operazioni militari si estendessero a grandi aree petrolifere. Più probabile, invece, ottenere un ulteriore ribasso a seguito dei grandi attacchi sui settori economici come il traffico aereo e il turismo se non addirittura frenare l’economia di una nazione. Ecco che gli ultimi attacchi americani alla base dell’Isis di Sirte non hanno ancora creato influenze sul prezzo del petrolio.

Perché investire Petrolio e Oro?

Il rialzo del petrolio è dovuto probabilmente al calo della domanda e dei consumi dovuti alla crisi economica mondiale. Ma, come abbiamo detto prima, Petrolio e Oro sono 2 importanti strumenti di trading per i risparmiatori. Negli ultimi anni i capitali dei risparmiatori si dirottano sul bene di rifugio per eccellenza, ovvero l’Oro (Gold nelle piattaforme trading). Nonostante il rialzo degli ultimi giorni, investire nell’oro è infatti considerata una tecnica sicura, o comunque, più rassicurante delle borse e delle banche. Imminenti crolli e crack finanziari stanno facendo spostare grandi quantità di imprenditori, piccoli e medi risparmiatori sulla soluzione dell’oro che è considerato un bene rifugio.

GOLDDaily

Il prezzo dell’oro (Gold) è caratterizzato da un trend rialzista di lungo periodo e in alcune fasi di “riposo e fiato” si formano supporti dove è possibile acquistare a basso rischio. Ecco perché in certe situazioni si notano forti trend rialzisti dopo giorni o settimane di pause laterali.

Guadagnare con il trading? ecco come fare

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