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Investire nelle coppie forex esotiche: differenze con le coppie major

Il Forex è un mercato vario, che pone in essere molte possibilità di guadagno e porge il fianco a numerosi stili di trading e sottostanti come le coppie forex major e le coppie forex esotiche. Tale varietà è data anche dal numero di valute che è possibile commerciare, ovviamente raggruppate in coppie forex.

La natura delle coppie forex, in verità, impatta profondamente sulle condizioni di trading, costringendo, se così si può dire, il trader a tenere conto di alcuni elementi.

Dal momento che la distinzione principale è tra le coppie forex major e le coppie forex esotiche, investire nelle coppie esotiche piuttosto che nelle major può essere molto diverso.

Coppie forex major e coppie forex esotiche

Si definiscono coppie major quelle coppie formate interamente dalle valute più importanti del mercato. Esse sono quattro: dollaro degli Stati Uniti, euro, sterlina britannica, yen giapponese. Tutte le combinazioni possibili sono dette, appunto, “coppie major”.
coppie forex

Di contro, sono coppie esotiche tutte quelle coppie in cui almeno una valuta è di secondo piano. Per esempio, AUD/CAD, dollaro australiano vs dollaro statunitense è una coppia esotica. Lo è, però, anche EUR/TRY, ossia euro vs lira turca.

Le differenze tra il Forex delle coppie major e il Forex delle coppie esotiche

    • Informazioni. Le informazioni sono importanti nel Forex, anche perché gli eventi economici e le notizie, fungendo da market mover, influenzano profondamente il mercato. Se le coppie major, facendo riferimento alle più importanti economie del pianeta, si avvantaggiano di un servizio informativo davvero capillare e approfondito, lo stesso non si può dire delle coppie esotiche. Le notizie sulla banca centrale turca, sono meno coperte rispetto a quelle della Bce. Lo stesso dicasi per le opinioni degli analisti, che sono ugualmente importanti. E’ ovvio che gli analisti si incentrano di più sull’euro, sul dollaro etc. che, per esempi, sul dollaro neozelandese. Ciò implica un maggiore sforzo da parte dei trader, e in fase di analisi fondamentale e in fase di analisi tecnica.
    • Liquidità. Le coppie forex major sono molto più commerciate (sono major anche per questo). Sono notevoli, infatti, le differenze in termini di volatilità. Questo ha un impatto sulla volatilità, il ché è positivo, ma anche sulla capacità dei broker a far fronte, in qualità di market maker, agli ordini. Per questo motivo, e per altri ancora, è difficile tradare con le coppie esotiche.



  • Instabilità. Paradossalmente, alcune coppie forex esotiche potrebbero essere molto volatili. In questo caso, il fattore scatenante non è interno al mercato, ma esterno e coinvolge il contesto economico. Alcune valute secondarie, infatti, sono rette da economie e paesi instabili, e ciò può generare volatilità.
  • Spread. Strano a dirsi, ma in genere le coppie esotiche hanno spread bassi. Ciò è controintuitivo, dal momento che i broker fanno più fatica del dovuto a coprire gli ordini. Questo meccanismo ha però una natura, per così dire, promozionale. I broker, in alcuni casi – e in limitati periodi – per promuovere il trading delle coppie esotiche, e migliore le condizioni di mercato, applicano spread bassi, a mo’ di sconto.

Truffe opzioni binarie: qualche consiglio per evitarle e mettersi al sicuro

Il tema delle truffe Forex e opzioni binarie è al centro del dibattito in rete. Non del tutto a torto. Se è vero che, come ormai ampiamente dimostrato dalle esperienze di numerosi trader, il Forex è una forma di investimento con la medesima dignità delle altre, le attività di alcuni broker poco trasparenti possono mettere in serio pericolo il patrimonio dei meno esperti. La buona notizia è che le truffe Forex sono facili da smascherare, anche al primo colpo. Ecco qualche consiglio utile in tal senso.

Broker e pubblicità

Pubblicità aggressiva. Un broker che produce pubblicità aggressiva è nella totalità dei casi un broker da cui stare alla larga. Il riferimento è anche alle telefonate. I broker onesti non chiamano per telefono, men che meno si rivolgono ai potenziali clienti con insistenza. Il primo segnale da cogliere, quindi, riguarda la modalità con cui il broker si approccia con l’utente.

Promesse. Un altro segnale abbastanza inequivocabile riguarda il tenore del messaggio pubblicitario, anche quando questo viene trasmesso con la massima delicatezza. I broker da cui stare alla larga promettono molto, sapendo di non poter mantenere. Il riferimento è ai messaggi pubblicitari che parlano di guadagni rapidi e ingenti, magari a sei zeri. Tutto falso. Il Forex, come già affermato, è un’attività di investimento che espone il trader a opportunità e rischi, e pertanto richiede l’impiego di risorse intellettuali notevoli. Per fare successo con il Forex, è necessario avere volontà e pazienza.

La questione delle licenze

Informazioni. Anche questo è un capitolo molto importante. Un broker onesto mette in chiaro subito la sua identità. Il suo sito è ricco non solo di contenuti in grado di attrarre l’utente, com’è giusto che sia, ma anche di informazioni sul proprio conto. Una pagina “Chi Siamo” completa e dettagliata, con un esplicito riguardo alle autorizzazioni e alla sede legale, è un biglietto da visito ottimo, che segnala che sì, quel broker può essere preso in considerazione.

Licenza. E’ con tutta probabilità l’elemento che più di ogni altro funge da spartiacque tra i broker che intendono compiere truffe Forex e i broker onesti. Gli enti che rilasciano le licenze, infatti, vigilano in maniera abbastanza severa e impongono al broker il rispetto di alcune regole. Per questo motivo, il possesso della licenza è una garanzia di sicurezza.

Gli enti regolatori più importanti in circolazione sono la FCA e la Cysec, ma ovviamente offrono garanzie anche quelli spiccatamene nazionali come l’italiana CONSOB.

Ovviamente, è bene che l’utente verifichi il reale possesso della licenza. Per farlo, è sufficiente controllare la lista dei broker opzioni binarie del sito truffa.net e verificare che al numero di licenza corrisponda quello specifico broker.

Investire sugli indici azionari: una guida esaustiva

Il termine “giocare in borsa”, per quanto improprio, ha nell’immaginario collettivo il medesimo significato di “investire”. Nello specifico, investire in azioni. Eppure esiste una variante che, per quanto poco conosciuta dai profani, potrebbe rivelarsi più redditizia: l’investimento sugli indici azionari. Ecco di cosa si tratta, come si fa a investire sugli indici azionari, le differenze rispetto al classico trading delle azioni.

Le tipologie di indice


indici azionariUn indice è semplicemente un paniere più o meno rappresentativo e omogeneo di azioni. Sono spesso considerati dei benchmark, ossia dei punti di riferimento, da un lato, per verificare le prestazioni di un titolo azionario o, dall’altro, per valutare la redditività e lo stato di salute di un comparto, di un segmento, di un intero mercato etc.

Per capire quanto sia redditizio investire sugli indici, o semplicemente per imparare a farlo, è necessario conoscere le tipologie di indici. Ecco quali sono.

  • Indici azionari value weighted. Sono i più diffusi in quanto rispondono a un principio di proporzionalità, e pertanto restituiscono una immagine fedele delle performance del gruppo rappresentato. In buona sostanza, all’interno di questo indice, ciascun titolo ha un peso proporzionale alla relativa società emittente.
  • Indici azionari equally weighted. Questa tipologia non prende in considerazione la capitalizzazione. Pertanto, ogni titolo ha il medesimo peso.
  • Indici azionari price weighted. La tipologia in questione fa distinzione tra titolo e titolo, ma non in base alla capitalizzazione delle società emittenti. Il criterio di riferimento è il prezzo. E’ il tipo meno diffuso, in quanto il criterio è poco stabile (i prezzi cambiano) e non è in grado di restituire una immagine fedele.
Tra i broker forex e CFD che vi invitiamo a confrontare per il trading su indici di borsa vi proponiamo:

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Come investire sugli indici azionari

La differenza più grande tra l’investimento sulle azioni semplice e l’investimento sugli indici riguarda l’oggetto di studio. Nel primo caso sarà la società emittente, soprattutto sotto il profilo produttivo e patrimoniale. Un lavoro lungo e faticoso, ma non molto complesso, almeno sul piano interpretativo. Discorso diverso se si parla di indici. Certo, rimane la necessità di studiare il patrimonio e le performance delle società, magari di quelle più importanti o con un peso maggiore, ma il grosso del lavoro va fatto a un livello più ampio. L’oggetto di studio devono essere le prospettive “macro” e “micro” dell’economia a cui l’indice fa riferimento. La difficoltà di tale attività è data dalla necessità di interpretare i dati non di un’azienda o di una società, bensì di un paese intero.

Markets: azioni e formazione

Va specificato uno svantaggio relativo agli investimenti sugli indici. Tale svantaggio consiste nella scarsa volatilità, almeno in confronto alle azioni. Alcuni titoli possono registrare variazioni nell’ordine di parecchie decine di punti percentuali. Gli indici, che rappresentano una misura composita, no, o almeno è molto raro che lo facciano. Questo ovviamente restringe le possibilità dal punto di vista speculativo.

Infine, gli indici, al pari delle azioni, possono fungere da sottostanti. In questo caso, l’investimento sugli indici si fa “di massa”, in quanto oggetto del trading in CFD e delle opzioni binarie, offerto ormai da numerosi broker, pensati appositamente per gli utenti “comuni”.

I conti gestiti Forex sono sicuri? truffe forex

I conti gestiti Forex rappresentano una tipologia di investimento non legale in Italia dove si sono sviluppate numerose truffe forex e ricordiamo innanzitutto le truffe forex in corso di Exxon e Trade12 da cui consigliamo di stare alla larga!

La loro particolarità è la seguente: l’utente, che a questo punto è inutile definire trader, deve versare soldi ma non operare. Al suo posto, a piazzare i trade e quindi a fare il lavoro sporco sarà un esperto, un manager o un analista che lavora per il broker o per conto proprio. Una variante è rappresentato dal conto condiviso, che altro non è che un account nel quale a versare i soldi sono più persone.

Come si può facilmente intuire, siamo di fronte a qualcosa di molto simile al risparmio gestito ma che non è permesso per gli italiani.

L’affidabilità dei conti gestiti

La domanda a questo punto sorge spontanea: i conti gestiti Forex, che siano condivisi o meno, offrono le necessarie garanzie di sicurezza?

Già a livello logico qualcosa non quadra: se gli esperti che operano al posto dell’utente lavorano per il broker, questi non dovrebbero fare il gioco di questi ultimi?

E’ una domanda chiaramente retorica, la cui risposta però non è così scontata.

Non è scontata anche perché questa variante di account è pesantemente regolamentata dagli enti di controllo. Sono pochi i broker che offrono questo servizio, proprio perché i requisiti da possedere sono tanti. Scegliere se adottare un conto gestito, quindi, segue le stesse regole della scelta del broker. Occhio alle licenze e alla regolamentazione, quindi.

In più, va preso in considerazione un altro elemento: la competenza del “sostituto”. Che un conto gestito sia onesto non implica che il trader investito dell’onere di operare al posto nostro sia così bravo da portare utili. Il consiglio, quindi, è informarsi sul trader, richiedere info specifiche sulla sua formazione, la sua carriera, i risultati che ha conseguito e soprattutto se ha le regolamentazioni per poter offrire tale servizio.

Truffe forex e opzioni binarie: guidatrading.com vi spiega come tutelarsi

Truffe forex e di opzioni binarie

Di seguito, alcuni consigli per evitare di cadere nelle truffe, ossia di associarsi a conti gestiti poco trasparenti o addirittura in odore di disonestà.

  • Ottimismo. Ok, l’ottimismo è una qualità, ma non nel trading. Soprattutto quando è “cieco”. Un broker che promette che con il conto gestito farai soldi facili, non è un broker da prendere in considerazioni. Anzi, un segnale positivo è proprio la comunicazione sui rischi e i pericoli connessi all’attività di trading.
  • Continue promozioni. Quando, dopo aver aperto un conto gestito, il broker contatta il cliente e gli propone offerte “a colpo sicuro”, e tali offerte sono ovviamente a pagamento – nel senso che obbligano a ulteriori depositi – allora è bene cambiare broker.
  • Scarsa trasparenza. Se il broker si rifiuta di fornire informazioni sul trading che gestirà il nostro conto, è quasi pleonastico dirlo… La cosa puzza. Quindi è bene stare alla larga e cercare altro.
  • Scarse informazioni sulla sede legale. Questo è un segnale d’allarme che riguarda la figura del broker in generale. Se la sede legale non viene mostrata nella home page, o questa è in posti sconosciuti, presumibilmente paradisi fiscali, è lecito pensare che il broker in questo non sia affidabile. Per capire la reale natura di un broker, quindi, verificare la licenza non basta.

Truffa AGF Markets Conto Gestito Opzioni Binarie – elenco broker truffa

 

Rivoluzione Cysec: bandite opzioni binarie, leva e bonus?

La Cysec è uno degli enti di regolamentazione per il forex e opzioni binarie più importanti del mondo. Negli ultimi anni si è contraddistinta non solo per una attenta attività di vigilanza ma anche per la capacità di fare scuola, di rappresentare un punto di riferimento per gli altri enti.

In questo senso vanno intese le recenti (e meno recenti) modifiche al regolamento, tutte finalizzate al raggiungimento di un unico obiettivo: la tutela dei trader e degli investitori retail.

Non stupisce quindi la messa in pratica di disposizioni che, in un modo più o meno restrittivo, limitano la tendenza di alcuni broker a “esagerare” con le promozioni o a pulire il mercato dai broker truffa.

Ecco, in breve, le disposizioni che negli ultimi due anni hanno reso possibile quella che molti chiamano la “rivoluzione Cysec”.

Leva finanziaria, bonus e opzioni binarie

  • La leva finanziaria. Croce e delizia dei trader, consente di aumentare a dismisura i guadagni, agendo da moltiplicare, a costo di un rischio molto alto di perdere il capitale. La Cysec non ha affatto bandito la leva finanziaria, sia chiaro, ha solo limitato l’utilizzo alle varianti meno pericolose. In estrema sintesi, i broker potranno offrire esclusivamente leve dal rapporto pari o inferiori a 50:1. Le leve 100:1, 200:1 e superiori, che negli ultimi anni hanno spopolato, e rappresentato una vera e propria fonte di attrazione, sono giudicate pericolose e per questo motivo bandite.
  • I bonus. Le disposizioni della Cysec raggiungono, nel casi dei bonus, una valenza particolare. L’ente cipriota, con una decisione che ha lasciato di stuccho i broker, ha deciso di vietare qualsiasi forma di bonus. Un paio di anni fa aveva imposto una maggiore trasparenza nelle condizioni di utilizzo, ma evidentemente tale misura non si è rivelata sufficiente. Alla base di queste decisioni, un fenomeno purtroppo molto diffuso: i nuovi clienti vengono attirati dai bonus e credono, in questo modo, di ottenere della liquidità gratuita, solo per rimanerne poi profondamente delusi. Una volta accettato il bonus, infatti, nella maggior parte dei casi, gli utenti devono vedersela con condizioni di prelievo quanto mai limitanti.
  • Le opzioni binarie. Altra nota dolente. Le opzioni binarie sono state bandite? No, anche perché sarebbe stato un controsenso dal momento che è stata la stessa Cysec a portarle, nel 2012, nell’alveo dei prodotti finanziari “legittimi”. L’ente cipriota si è limitata a imporre ai broker delle opzioni binarie alcune limitazioni, ecco quali:
    • Eliminazione dei prezzi strike nascosti, affinché i trader conoscano il prezzo esatto dell’esercizio prima dell’apertura della posizione;
    • Quotazione dei prezzi in tempo reale;
    • Contrattazione più semplici, ossia la possibilità per gli utenti di uscire dalla posizione anche prima della scadenza;
    • Eliminazione delle opzioni binaria con una scadenza inferiore ai 5 minuti, in modo da ridurre l’effetto “scommessa” (i trader, incentivati dai broker, si approcciano alle opzioni veloce con l’atteggiamento tipico dello scommettitore, essendo la volatilità quasi incontrollabile nelle finestre temporali più piccole);
    • Standardizzazione di negoziazione, affinché il valore della scadenza offra una panoramica realistica del mercato anche al momento dell’apertura della posizione.