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Broker senza commissione

I broker senza commissione, rappresentano una realtà ben consolidata nel panorama del trading online. Plus500, per esempio, o anche 24Option, sono solo due dei broker senza commissioni più famosi. Quella delle commissioni potrebbe sembrare, per quanto piacevole e auspicata, un’assenza ingiustificata, se non addirittura illogica. Per capire il motivo per cui le commissioni spesso sono assenti è necessario affrontare due tempi: gli spread e la tipologia dei broker (proprio dal punto di vista operativo). Qualsiasi servizio di intermediazione finanziaria, almeno sulla carta, o in linea teorica, obbliga il cliente al pagamento di una commissione. Lo stesso dovrebbe valere per i broker, ma nella realtà non è sempre così. Anzi, nella maggior parte dei casi questo più o meno pesante “obolo” sull’eseguito non deve essere corrisposto.

Spread e guadagno broker

Se i broker senza commissione non sottopongono gli utenti al pagamento delle commissioni, come guadagnano?

La risposta è semplice, per quanto non intuitiva: con gli spread.

Con il termine spread si intende la differenza tra il prezzo reale, di mercato, e il prezzo con il quale gli utenti sono costretti ad avere a che fare, quello con il quale tradano. E’ un valore espresso in pip. Altro termine… Cosa sono i pip? Molto banalmente, è quell’unità di misura che esprime il minimo cambiamento di prezzo possibile. Una coppia, per esempio, l’euro-dollaro, non può compiere un movimento inferiore a 1 pip. I pip vengono utilizzati per misurare gli spread in quanto consentono una grande precisione.

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I broker senza commissione, o per meglio dire alcuni broker, guadagnano con gli spread, quindi non necessitano delle commissioni. Se ci fossero, il carico sulle spalle dei trader sarebbe troppo alto, e per questo controproducente per il broker stesso.

Le tipologie di broker Market Maker e ECN e STP

Solo alcuni broker fondano il proprio modello di business sugli spread e non sulle commissioni. Per la precisione, i broker market maker. Questi, che rappresentano la stragrande maggioranza, non offrono l’accesso diretto al mercato, bensì eseguono gli ordini per conto degli utenti e dispongono di un ordine che funga da contraltare, in modo che la volontà dell’utenza possa essere sempre e comunque rispettata. Il passaggio in più (ossia quello dell’intermediazione) pone in essere la possibilità, da parte dei broker, di imporre prezzi diversi rispetto a quelli di mercato. Ecco, i broker market maker lucrano (legittimamente) su questo aspetto.

Discorso diverso per i broker ECN, che garantiscono l’accesso diretto al mercato ma non l’esecuzione delle operazioni. Gli utenti tradano con i prezzi reali, sicché non può essere applicato alcuno spread. Ne consegue che il modello di business deve essere giocoforza fondato sulle commissioni.

Fanno eccezione i “broker banca”, ossia i servizi di brokeraggio offerti dagli istituti bancari. In questo caso, è spesso prevista, accanto allo spread, tipico dei broker market maker, anche il pagamento di una commissione, in genere variabile.

Scalping e risk management: 4 consigli utili

Lo scalping è uno stile di trading che consiste nell’aprire e chiudere velocemente i trades per ottenere numerosi piccoli guadagni. Molti trader la utilizzano anche perchè sono amanti dell’adrenalina prodotta dalla pressione e dalle sfide che quotidianamente pone in essere.

Offre opportunità di rilievo ma espone il trader ad alcuni rischi. Obbliga, per esempio, a mettere in campo un approccio al risk management del tutto diverso. Il legame tra scalping e risk management deve essere più forte che mai e dettato prima di tutto dal buon senso. Alcuni consigli tecnici, tuttavia, possono risultare utili agli aspiranti scalper.

Lo scalping: opportunità e rischi

Quando si parla di scalping e risk management, non ci si può esimere dall’analizzare i vantaggi e gli svantaggi di questa pratica. Tecnicamente, consiste nell’apertura e nella chiusura di posizioni a un ritmo superiore al normale. Lo scalper piazza più trade nell’arco di una stessa giornata, in alcuni casi si contano più trade nell’arco di un’ora.

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Il vantaggio principale risiede nella possibilità di generare un numero di guadagni superiori alla media. Se presi singolarmente, questi saranno di entità ridotta. In aggregato, saranno piuttosto ingenti.

Ciò nella migliore delle ipotesi. Lo scalping, infatti, è un approccio che comporta stress, in grado di generare una pressione ai limiti del sostenibile. Lo spazio decisionale si restringe, si ha meno tempo per produrre delle decisioni. L’operatività acquisisce importanza a discapito della strategia e non è escluso il ricorso all’improvvisazione.

Il risk management nello scalping: posizionare gli stop loss

Alla luce di questi pericoli, il risk management va ripensato. Sia chiaro, fare scalping e risk management vuol dire seguire le regole classiche della disciplina, che trovano negli stop loss il punto di riferimento principale, ma è in dubbio che la ristrettezza dell’orizzonte temporale ponga in essere dinamiche sui generis.

Di seguito, 4 consigli riguardanti il posizionamento degli stop loss e la gestione del rischio nella prospettiva dello scalping.

  1. Individuare supporti e resistenze. Da questo punto di vista, non si segnalano differenze rispetto al risk management propriamente detto. Il trader deve individuare supporti e resistenze e porli a riferimento nella fase di posizionamento degli stop. Gli strumenti di analisi tecnica per farlo abbondano. L’unica raccomandazione è, in caso di scalping, di utilizzare time frame circoscritti e operanti in una prospettiva intra-day. Se si acquista, lo stop loss verrà posizionato in corrispondenza di un supporto. Se si vende, verrà posizionato in corrispondenza di una resistenza.
  2. Stop loss pari al conto. In questo caso il trader decide di depositare una piccola somma sul conto trading (pari al suo rischio in termini di stop loss) e di rischiare tutto. Quindi lo stop loss è rappresentato dal deposito sul conto. Non applica stop sulle singole posizioni. Ad esempio se normalmente su un conto di 10.000 inserisce stop di 200 euro allora utilizzerà un conto da 200 euro che rischia al 100%.
  3. Seguire la regola dell’1%. Molto banalmente, ogni trade non deve impiegare più dell’1% del proprio capitale. In genere, se il trading è multiday, il limite è posto al 2 o al 5%. In questo caso, viste dinamiche dello scalping, è bene non superare il punto di percentuale.
  4. Seguire la regola del 5%. Secondo questa regola, nell’arco di una giornata lo scalper non dovrebbe rischiare più del 5% del suo capitale. Ciò significa fare una stima dell’eventuale perdita in caso di fallimento di un trade, ripetere il procedimento per tutto i trade della giornata e sommare. Se la perdita stimata complessiva supera il ventesimo del capitale, allora si parla di approccio rischioso (e quindi da evitare).

Scalping nel trading automatico o manuale?

Un’altro importante elemento che incide sulle strategie di scalping online è l’utilizzo o meno di software, indicatori o expert advisor che permettono di fare trading automatico o semi-automatico.

Lo scalper deve valutare numerosi tipi di ingressi a mercato e la fretta o l’imprecisione del timing di ingresso (o di uscita) può determinare un incremento di profitti o perdite. Ecco perchè spesso ci si affida a expert advisor nati per lo scalping. Tuttavia noi di Guidatrading siamo dell’idea che non è possibile automatizzare al 100% tali tipi di strategie ma sarà necessario sempre un intervento umano. Ecco perchè siamo favorevoli ad un utilizzo “intelligente” degli expert advisor che possano aiutare lo scalper solo in alcuni fasi (aperture, gestione o chiusura dei trades).

Scalping forex e opzioni binarie?


Senza ombra di dubbio lo scalping è nato nel forex trading perchè la volatilità e la leva finanziaria hanno reso questa strategia accessibile a tutti. Ma non dimentichiamoci che è possibile fare scalping anche su altri mercati come nel trading di azioni, indici o materie prime.

Anche per le opzioni binarie con scadenze 60 secondi o 5 minuti si è diffusa la strategia di scalping. In effetti ci sono numerose similitudini. Invece di piazzare un take profit stretto si va a valutare un uscita a scadenza dopo 60 secondi. Lo scalping con le opzioni binarie permette di conoscere il rischio (pari al singolo investimento deciso dal trader) e il potenziale guadagno (circa l’80% dell’investimento).

Market mover eurodollaro: gli indicatori finanziari, economici, politici

La coppia eurodollaro è la più scambiata in assoluto. Per investire al meglio è necessario conoscere e comprendere, oltre all’analisi tecnica, anche l’analisi fondamentale e gli impatti delle news. Il primo passo è scoprire i market mover relativi all’Eur/Usd, ovvero i dati macro economici e le news istituzionali che possono spingere il prezzo verso una direzione precisa.

Di seguito, una breve definizione e una lista esaustiva dei market mover eurodollaro.

Market mover significato

Con il termine “market mover” si intende un evento in grado di influenzare i prezzi. Tale evento può essere periodico o estemporaneo, ossia può corrispondere a un appuntamento fissato in calendario, che si ripete ciclicamente, oppure dipendere esplicitamente dalle contingenze. In quest’ultimo caso, l’impatto è generalmente più profondo proprio perché inatteso. Dal punto di vista meramente tecnico, si distinguono tre tipologie di market mover.

  • Finanziari. Sono quei market mover che coinvolgono elementi di natura finanziaria, la “moneta”, per dirla in maniera semplice. Il riferimento è ai meeting delle banche centrali e alle conseguenti decisioni sui tassi di interesse.
  • Economici. Questa tipologia di market mover riguarda i dati economici, sia micro che macro. Per esempio, le stime sul PIL, le performance del mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione, le vendite al dettaglio etc.
  • Politici. L’ultima categoria di market mover abbraccia l’insieme degli avvenimenti politici, i quali possono influire sul clima di fiducia e di conseguenza sul valore della moneta. Un esempio? Le elezioni, specie se combattute, nei paesi che adottano una delle monete presenti nel coppia (se si parla di Forex).

Market mover euro dollaro

Va specificato che i market eurodollaro sono numerosi. Ciò non deve stupire: le monete fanno capo alle due maggiori economie mondiali, le quali sono suscettibili, in un panorama così globalizzato come quello attuale, a molti eventi di natura politica, economica, finanziaria etc. Elencheremo quindi quelli di in grado di esercitare una influenza diretta sulla coppia.

  • Annuncio dei tassi di interesse. E’ il market mover eurodollaro più importante. Il motivo risiede in un fatto intuitivo: la modifica dei tassi di interesse incide direttamente su alcuni fattori determinanti per la forza della valuta: quantità del circolante, percentuali di rendimenti etc. In genere, a un rialzo tassi corrisponde un rafforzamento della moneta, a un ribasso corrisponde un indebolimento. Gli effetti vengono moltiplicati nel caso in cui si apprezzasse una divergenza. Attualmente, per esempio, la Fed punta al rialzo mentre la Bce persevera con i tassi bassissimi. Il risultato? Coppia in calo, che scivola verso la parità. Il ragionamento vale anche per la politica monetaria nel suo complesso (vedi Quantitative Easing).
  • Dati sull’inflazione. E’ un altro market mover importante poiché consente di produrre stime sulle future mosse delle banche centrali. L’attenzione andrebbe prestata, in questo caso, all’inflazione degli Stati Uniti e a quella dell’Eurozona, nonché all’indice dei prezzi al consumo rilevato nei paesi più importanti come la Germania, la Francia, l’Italia.
  • Dati sul Pil. In un regime di cambi variabili, la forza delle monete rispecchia la forza economica (e non solo) del paese di riferimento. Un indicatore dirimente in tal senso è il Prodotto Interno Lordo. Più cresce, maggiori sono le spinte al rialzo. In questo momento, gli Stati Uniti crescono a un ritmo discreto e l’Europa arranca. La conseguenza, come precedentemente accennato, è un indebolimento dell’euro a favore del dollaro.
  • Dichiarazioni di policy maker. Il discorso è simile a quello dell’inflazione, per quanto meno oggettivo. Le affermazioni dei decisori, siano essi politici come finanziari (es. Draghi), danno una idea delle iniziative che verranno prese e che, presumibilmente, avranno un impatto sulle monete.
  • Incertezza politica. E’ il market eurodollaro più “emotivo”. Se un paese è sul punto di vivere un periodo di caos politico, oppure lo sta vivendo, viene percepito come più debole agli occhi degli investitori e la moneta si indebolisce. A maggior ragione se la prospettiva è la conquista del potere da parte di una formazione che avversa lo status quo. Questo market mover sta rivelando tutta la sua forza in questo periodo: il riferimento è alle elezioni in Francia, con lo spauracchio Le Pen; a quelle in Olanda, con la probabile vittoria degli euroscettici; meno a quelle in Germania.

Fare trading con le news con gli expert advisor

Esistono diverse strategie per fare trading con le notizie (news) e possono essere utilizzate per piazzare ordini prima o dopo le news. 

La maggior parte di queste strategie per fare trading sulle news si basa sui breakout di momentum e sfruttano la volatilità e il trend che scatta dopo l'uscita delle news. Si può fare trading sulle news in manuale o in automatico.

Il trading con le news in manuale risulta molto più difficile perchè la velocità richiesta nell'inserire o modificare gli ordini è elevata e spesso non si riesce a farlo manualmente.

A tal fine il team di Guidatrading.com ha realizzato alcuni expert advisor MT4 dedicati al trading sulle news:

  • Post news BOE EA per fare trading sul Report inflazione inglese (coppie forex GBPUSD, EURGBP e GBPJPY)
  • Post news Cash Rate per fare trading sul Tasso di interesse del dollaro australiano (coppia forex AUDUSD)
  • Post news FOMC per il trading durante la conferenza stampa della banca centrale americana (coppia EURUSD)
  • Post news Official Cash Rate per fare trading sul Tasso di interesse del dollaro neozelandese (coppia forex NZDUSD)
  • Post news Overnight Rate per il trading sul tasso di interesse canadese (AUDCAD, USDCAD, CADJPY)
  • Post news ECB Press Conference (varie e possibili notizie di impatto su EURUSD)

Per conoscere i dettagli di queste strategie e per acquistare gli EA potete scrivere a admin@guidatrading.com

Metatrader: la migliore piattaforma trading

metatrader mobileMetaTrader, o per meglio dire le soluzioni della serie “Metaquotes”, risultano tra le piattaforme trading più diffuse in assoluto per il forex. Sono le preferite dei broker forex e cfd. Sono pochi i broker forex che fanno riferimento a piattaforme proprietarie. La popolarità di MetaTrader è giustificata?

La verità è sì. Il marchio, infatti, rappresenta lo stato dell’arte per una piattaforma di trading online, il giusto mix tra accessibilità (per i principianti) ed efficacia.

MetaTrader 4

Le versioni più recenti sono MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Nonostante quest’ultimo abbia fatto il suo esordio quasi due anni fa, la quarta versione risulta ancora la più diffusa.

MetaTrader 4 offre tutto ciò di cui un trader ha bisogno. Le quotazioni sono in tempo reale, le operazioni possono erogate in modalità “immediata”, “richiesta a mercata”, “esecuzione di scambio”. Sono previsti sistemi di ordini avanzati come il trailing stop e la sospensione, oltre al classico stop loss. Ricca è l’offerta di strumenti per l’analisi tecnica: gli indicatori sono oltre trenta, i time frame invece sono sette (M1, M5, M15, M30, H1, H4, D1). Il trader può scegliere tra i classici tre grafici: lineare, a barre, con candele giapponesi.

Esistono versioni mobile di MetaTrader, grazie alle quali è possibile tradare direttamente su smartphone o tablet. Il software è compatibile con Android che con iOS. Il software, nonostante gli evidenti limiti del mezzo, è praticamente identico alla controparte per pc. Da dispositivo mobile, quindi, il trader può non solo visionare i grafici e redigere strategie, ma anche inoltrare gli ordini.

Migliori broker MT4

MetaTrader 5: le novità

Tra le maggiori novità introdotte da MetaTrader 5 vi è il numero di time frame disponibili, salito per l’occasione a ventuno. Gli indicatori, che prima erano trenta, ora sono settantanove. Si segnala, inoltre, una quantità maggiore di modalità di esecuzione.

Molto importante è l’integrazione dell’analisi fondamentale, che a differenza della quarta versione può essere realizzata direttamente in piattaforma. MetaTrader 5, infatti, dà accesso a contenuti aggiornati, i quali possono essere selezionati e organizzati secondo i criteri che più aggradano il trader.

Si segnalano però alcuni svantaggi in grado di rendere la quinta versione, almeno per ora, non totalmente all’altezza della quarta. MetaTrader 5 ha infatti una sezione di charting meno completa, non consente l’hedging e il multi hedging, richiede molta memoria RAM. L’aria di lavoro, inoltre, è più piccola, rendendo più scomoda l’attività di trading. Alcuni strumenti di analisi, infine, non sono molto precisi. Il riferimento è al ritracciamento di Fibonacci.

Il consiglio, quindi, è continuare a tradare con MetaTrader 4, che è tra le altre cose l’alternativa preferita dei broker. Anche perché i due software sono scritti con un linguaggio completamente diverso e non è possibile trasferire i dati da una versione all’altra.

Migliori broker MT5

Expert advisor Metatrader

Una dei grandi vantaggi dell'utilizzo della metatrader è la possibilità di creare expert advisor per il trading automatico. Gli expert advisor sono software creati tramite il linguaggio MQL che permettono di automatizzare le strategie di trading forex e CFD.

Gli expert advisor possono essere realizzati sia per le MT4 che per le MT5.

Prova il trading automatizzatp con AvaTrade e Hotforex

Si è creato un mondo parallelo al trading tradizionale che permette a chiunque di utilizzare strategie di trading con expert advisor per innumerevoli tipi di lavori come:

  • impostare take e stop in automatico
  • eseguire strategie di trend following
  • eseguire alert, avvisi e ogni altro elemento necessario al trader
  • automatizzare la scelta del money e risk management e dei lotti da tradare
  • automatizzare parte del processo decisionale o un'intera strategia di trading

Gli expert advisor mt4 possono essere creati partendo da indicatori come Ichimoku, Medie mobili, HeikenAshi e altri. Oppure possono essere creati per le strategie di price action. Non c'è limite od ostacolo se non derivante dalla capacità umana del programmatore.

Previsioni Forex 2017: dollaro in salita

Le previsioni forex 2017 saranno incentrate su molti fronti dominati dall’incertezza. Il 2017 infatti si caratterizzerà per una certa instabilità, dovuta principalmente alle tensioni politiche (vedi elezioni in Francia e Germania, forse in Italia). E’ possibile tuttavia individuare alcuni fattori che, a prescindere dalle contingenze, impatteranno con decisione sui cambi forex. L’analisi va focalizzata in particolar modo sulle tre valute principali: euro, dollaro statunitense e sterlina.

Forex trading: il Dicembre delle banche centrali

Per comprendere cosa accadrà nel 2017 è bene soffermarsi sui meeting che si sono tenuti a dicembre. Si sono espresse le maggiori banche centrali, quindi Bce, Fed e BoE (Bank of England). In linea di massima, e volendo individuare un leitmotiv sufficientemente condiviso, si può affermare che ovunque si è assistito a una frenata delle politiche monetarie espansive, in alcuni casi a un cambio di rotta.

Gli Stati Uniti, infatti, hanno alzato i tassi di interesse e, soprattutto, hanno annunciato che il 2017 vedrà non uno bensì tre rialzi. La Bce ha annunciato il tapering (sebbene Mario Draghi abbia rigettato l’uso di questo termine), mentre la BoE ha mantenuto i tassi allo 0,25%, nonostante da più parti si auspicasse a un ulteriore taglio a causa dei timori post-Brexit.

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Previsioni Forex opinioni 2017: verso la parità euro-dollaro

I maggiori istituti finanziari sono concordi nell’affermare che il 2017 sarà l’anno della parità euro-dollaro. Il 2016 non è ancora finito e già il cambio è scivolato “paurosamente” a 1,03. D’altronde, tutto fa pensare a una rivalutazione del dollaro e a una svalutazione dell’euro. In primo luogo, l’economia statunitense viaggia a ritmi discreti, mentre quella europea annaspa tra la stagnazione e la crescita anemica. Secondariamente, per quanto si possa parlare già di tapering europeo, le due banche sono lontane dalla convergenza: la Fed è in fase restrittiva, la Bce è ancora in fase espansiva.

Questo divario non può che portare a una discesa dell’Eur Usd. Il divario si allargherebbe se i nodi europei venissero simultaneamente al pettine. Il riferimento è alla crisi bancaria e all’ascesa dei populismi, buona parte dei quali dichiaratamente anti-euro.

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I trader del Forex dovrebbero tenere i fari puntati sulla sterlina, che rappresenta la vera incognita del 2017. Il valore della moneta di sua maestà, infatti, è legato a doppio filo con i parametri macro e microeconomici del Regno Unito, che di recente sono stati caratterizzati da una certa instabilità, e dall’esito per nulla scontato dei negoziati sulla Brexit.

Secondo Jp Morgan, il “pound” ha toccato il suo minimo quindi non potrà fare altro che risalire. D’altronde si parla di un calo intorno al 25% in un anno. Secondo Reuters (che ha intervistato 60 analisti), la sterlina invece potrebbe indebolirsi ancora, certo a ritmi molto più compassati rispetto al 2016. Le ipotesi maggiormente condivise parlano di un ulteriore 5%. Nello specifico, si arriverebbe a uno Gbp Usd intorno all’1.15. Tale soglia, niente affatto lontana dal cambio attuale, sarebbe significativa in quanto concretizzerebbe il minimo dal 1987.