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Bitcoin, previsioni fino al 2020: cifre spaventose in vista?

Il Bitcoin è il vero protagonista di questo 2017. Il trend rialzista è costante, nonostante si ravvisi la volatilità tipica del mondo delle criptovalute (e che non dispiace agli investitori). Vi è grande curiosità sul futuro del Bitcoin. Raramente, infatti, un asset ha fatto segnare performance così importanti.

Il giocattolo è destinato a rompersi?

+Non è dato saperlo, visto che nessuno la ha palla di vetro. E’ possibile, però, per orientarsi in un contesto che ha ben pochi precedenti, disegnare lo scenario peggiore e lo scenario migliore. Molti analisti si sono posti questi obiettivi. Spiccano, su tutti, Peter Smith, CEO e fondatore di Blockchain (società che si occupa di dati e finanza), e Jeremy Liew (primo investitore di Snapchat). La coppia ha elaborato una proiezione che ha dell’incredibile. E’ una elaborazione autorevole, anche perché pubblicata su Business Insider.

Bitcoin come bene rifugio

I due tecnici hanno analizzato tutta una serie di fattori, la maggior parte contribuirà a trasformare il Bitcoin come un bene rifugio alla stregua dell’oro (o, volando più bassi, del dollaro, dell’euro e del franco svizzero). E’ necessario un certo lavoro di immaginazione per considerare il Bitcoin, moneta per adesso molto instabile, come un bene rifugio, ma tant’è: il continuo apprezzamento fa ben sperare in questo senso.

Il riferimento è all’incertezza politica negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma anche nelle nazioni in via di sviluppo. Fattori che potrebbero causare una fuga degli investitori verso i beni rifugio, tra cui spiccherebbe – dopo anni di apprezzamento – anche il Bitcoin.

Smith e Liew menzionano anche fattori di natura tecnologica, e non potrebbe essere altrimenti visto l’ambito in cui agiscono (ricordiamo che Blockchain è una azienda hi-tech). Nello specifico, hanno menzionato la crescita delle transizioni mobili, ossia quelle cashless. Il declino del contante potrebbe avvantaggiare in primo luogo quelle valute che nascono prive della versione contante, le criptovalute appunto. Il nodo cruciale è l’evoluzione dello stesso Bitcoin. Se saprà conquistare aziende e istituzione, queste permetterebbero i pagamenti in criptovalute, e allora la concorrenza nei confronti della valute tradizionali sarebbe spietata.

Il Bitcoin a mezzo milione di dollari

Alla luce di questi fattori, Smith e Liew hanno elaborato una proiezione sorprendente. Ebbene, entro il 2030 il Bitcoin raggiungerebbe la quotazione astronomica di 500 mila dollari.

E’ una cifra a tratti incredibile, soprattutto se si pensa che attualmente la criptovaluta si attesta sui 17.000 dollari. Solo a Settembre 2017 era a circa 5.000 e a Novembre a circa 9500 dollari.

Secondo le stime dei due tecnici, poi, gli utilizzatori di Bitcoin aumenteranno di 61 volte entro lo stesso termine del 2140, facendo della criptovaluta un mezzo di pagamento di massa. Questa stima è già più credibile, dal momento che questo ritmo è già realtà: il network del Bitcoin è passato da 120 mila a 6,5 milioni dal 2013 al 2017. Non è illogico pensare che tra 12 anni sfiorerà mezzo miliardo di persone.

E’ indubbio, però, che questi numeri sono vincolati al comportamento che le istituzioni adotteranno. Il Bitcoin ha bisogno di legittimazione, per svincolarsi da una percezione legata al concetto di speculazione più che di mezzo di pagamento.

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Comprare bitcoin e altre criptovalute

Molti utenti iniziano a valutare di mettere una parte (anche piccola) dei propri risparmi mensili sul bitcoin o altre criptovalute come Ripple e Ethereum. L’ideale sarebbe costruirsi un piccolo portafoglio che comprende almeno le seguenti:

  • bitcoin
  • bitcoin cash
  • ethereum
  • ripple
  • monero
  • iota
  • litecoin
  • dash

Costruire un portafoglio è essenziale per diversificare il rischio (non possiamo essere sicuri che tutte le monete digitali continueranno a salire di valore) e per riuscire a catturare qualche forte trend di una o alcune di queste.

JP Morgan definisce il Bitcoin una truffa (ma poi lavora sul future bitcoin)

Il CEO di JP Morgan, Jamie Dimon, ha attaccato fortemente il bitcoin definendolo una grande truffa. Dopo tale dichiarazione si è assistito ad un rintracciamento del prezzo da 5000 dollari a 3800.

C’è da fidarsi di JP Morgan?

E’ lecito chiedersi se ha fatto comodo per la banca comprare a prezzi scontati o se è realmente convinta della dichiarazione.

Dic 2017 update: la stessa banca è ora una dei liquidity provider per i futures sul bitcoin lanciati al CME!!!

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Goldman Sachs: presto nuovi prodotti per il trading di bitcoin

Di parere opposto l’altra grande banca americana che invece sostiene di stare studiando alcuni prodotti finanziari legati al bitcoin e adatti per il trading online.

Dan Aran

Dan è un trader indipendente appassionato di finanza e studio di strategie forex intraday
AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come consigli di investimento personalizzati ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell’utilizzo delle informazioni presenti.

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