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Archivi Autore: Dan Aran

Dan è un trader indipendente appassionato di finanza e studio di strategie forex intraday
AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come consigli di investimento personalizzati ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell’utilizzo delle informazioni presenti.

Il Bitcoin nella vita reale: dove si può spendere

E’ innegabile che il Bitcoin, capofila di tutte le criptovalute, sia andato incontro a una diffusione clamorosa negli ultimi anni. In questi istanti quota quasi 8000 dollari.

Da qui a definirlo come un legittimo sostituto, alternativa o persino surrogato delle valute tradizionali o di bene rifugio ce ne vuole. Di sicuro il bitcoin non è uno “store of value” (ovvero un bene da tenere in portafoglio per il lungo periodo).

Se da un lato il Bitcoin è diventato uno degli strumenti speculativi più apprezzati (ma, badate bene: solo da un certo tipo di trader), dall’altro lato non si è conquistato il ruolo di mezzo di pagamento. Anzi, è ancora piuttosto lontano dal farlo. Insomma, se andate in un negozio, è estremamente difficile che vi facciano pagare in Bitcoin. I fattori che determinano questo – per alcuni – spiacevole status quo sono numerosi.

Perché pagare in Bitcoin è difficile

  • La lentezza. Le transazioni in euro, in dollari, sterline… Insomma, in valute tradizionali sono immediate. E non stiamo parlando di contanti, la cui immediatezza è intrinseca, bensì delle transazioni elettroniche. I Bitcoin, per il meccanismo legato alle blockchain, richiedono parecchi minuti per essere trasferiti. In genere, una decina, anche se per sicurezza si dovrebbe sempre aspettare un’oretta prima di dichiarare il trasferimento effettivamente eseguito.
  • L’instabilità. Il Bitcoin è profondamente instabile. Ok, per ora è instabile nel senso buono del termine, ossia è in continua crescita, ma è in dubbio che la stabilità di una valuta sia un presupposto fondamentale per una legittimazione a 360 gradi. E poi, visto le performance straordinarie, anche a tripla cifra da un anno all’altro, la percezione che la bolla possa esplodere da un momento all’altro è molto forte.
  • Scarsa fama. Può sembrare strano, ma il Bitcoin non è ancora sufficientemente conosciuto. E’ sulla bocca di tutti, vero, ma di tutti i trader, investitori, addetti ai lavori. Se chiedete a un commerciante cosa sia il Bitcoin, nove volte su dieci vi risponderà: “non lo so”. E’ anche questa una delle ragioni per cui sono pochissimi i negozi che accettano pagamenti in Bitcoin.
  • La legislazione. Questo è un aspetto molto importante. Le valute tradizionali, si sa, sono ampiamente regolamentate, sia da direttive e ordinamenti specifici che dalla prassi comune. Il Bitcoin, da questo punto di vista, è una materia ancora parzialmente inesplorata. Anzi, in alcuni paesi è addirittura vietato, come in Bolivia e Myanmar, o ammessa con così tante restrizioni da rendere le transazioni tra privati impossibili persino sulla carta (Messico, Cina e India). L’Europa è il continente che più di ogni altro si è impegnata nel dare al Bitcoin, e in generale alle criptovalute, una cornice legislativa. Il riferimento è alla solita direttiva MiFiD. Se si guarda bene, però, ci si accorge che a essere regolamentati sono soprattutto i rapporti intermediati, ossia quelli che avvengono a livello dei soggetti autorizzati o delle istituzioni finanziarie. Sia chiaro, le transazioni tra privati sono lecite, ma sono poco o nulla disciplinate. Questo non fa altro che incrementare la percezione che, in fondo, pagare – e soprattutto ricevere pagamenti – in Bitcoin sia più un rischio che una opportunità di guadagno.

Dove si può pagare in Bitcoin in Europa

Rimanendo in territorio europeo, nonostante le difficoltà che abbiamo appena elencato, esistono esercenti che accettano pagamenti in Bitcoin. Sono pochissimi, per carità, ma esistono. La verità è che, alla luce di quanto detto fino ad adesso, sono solo un certo tipo di esercenti ad accettare la controversa moneta elettronica. Nello specifico, coloro che per un motivo o per un altro la conoscono già e ne sono in qualche modo appassionati. In alternativa, alcuni esercenti adottano il Bitcoin più per una questione di marketing che altro, magari per lanciare un messaggio di innovazione, per distinguersi dalla massa.

Amazon ha annunciato che presto permetterà di utilizzare i bitcoin per acquistare o regalare buoni.

Ora, se vi è venuta voglia di pagare in Bitcoin, dovete sapere che esiste un sito che vi mostra, in maniera molto intuitiva, dove sono i negozi “cripto-friendly”. Il sito è: anycoindirect . eu. Qui trovate una lista. Ebbene, sono pochi, veramente pochi.

Si nota, per, come il settore più rappresentato è quello dei negozi online, seguito dal food and beverage. C’è anche qualche Casino e qualche agenzia di viaggi (anche web).

Comprare casa con i bitcoin in Italia?

Se vuoi comprare casa usando i bitcoin, in Italia lo puoi fare se ti affidi ad un’agenzia che accetta pagamento in bitcoin. Ti consigliamo di leggere questo articolo.

Mario Draghi contro Criptovalute: ha ragione?

Le criptovalute stanno andando incontro a una diffusione clamorosa, che si riflette anche nelle performance di mercato, praticamente senza precedenti. Si pensi che attualmente un Bitcoin vale quasi 8.000 dollari.

E’ una bolla destinata a scoppiare?

La risposta non è affatto scontata, anche perché nella direzione opposta a quella dettata dai catastrofisti ci sono i vari tentativi – per ora solo a parole, ma è già tanto, se ammettiamo i principi della forward guidance – delle istituzioni di cooptare le criptovalute nelle dinamiche monetarie delle valute reali.

Certo, tutto si sta verificando all’insegna della prudenza. Le aperture ci sono, ma sono molto timide, sebbene la sensazione è che, in fondo, la strada sia già stata tracciata. Da questo punto di vista, appare distruggere l’opinione di Mario Draghi che, in qualità di numero uno della BCE, è senz’altro uno degli epigoni del sistema finanziario.

Cosa pensa Mario Draghi delle criptovalute? Un suo recente intervento dipinge le valute virtuale con tinte fosche, nonostante abbia riservato loro il beneficio del dubbio.

Il Draghi pensiero sulle criptovalute

Il riferimento è alle parole pronunciate in due occasioni: la conferenza “Youth Dialogue” tenutasi il 22 settembre al Trinity College di Dublino e l’audizione al Parlamento Europeo del 25 settembre. Ebbene, nella prima occasione Mario Draghi ha bocciato le criptovalute, intese però come elemento in grado di sostituire le valute tradizionali, quindi di giocare un ruolo di primo piano nelle politiche monetarie.

Queste le parole del presidente della BCE: “Questa tecnologia non è ancora matura per poter essere considerata nelle politiche monetarie della Bce o come sistema di pagamento”.

Qualche giorno dopo, al Parlamento Europeo, ha espresso un leggero timore circa la possibile integrazione tra “virtuale e reale” ma ha comunque rimandato ogni conclusione a tempi migliori. “Dobbiamo chiederci quali effetti le criptovalute abbiano sull’economia. La Bce non ha ancora discusso l’eventuale impatto delle monete virtuali”.

Dalle dichiarazioni di Draghi emergono tre elementi. Il primo, che le criptovalute, almeno nella coscienze dei decisori economici, non hanno ancora acquisito una dignità tale da richiedere con urgenza una discussione in merito. Ciononostante (secondo punto) non viene disconosciuta, almeno a livello europeo, che le criptovaluta possano generare, se non oggi in un prossimo futuro, una certa influenza a livello sistemico (secondo punto). Infine, che le criptovaluta, più che mezzi di pagamento, sono delle tecnologie. Il termine “tecnologia” sicuramente non è stato tirato in ballo a caso.

Mario Draghi ha ragione?

Certamente, sulla mancanza di maturità non si può che essere d’accordo con il presidente. Tale difetto è dimostrato in maniera inequivocabile dal fatto che le criptovalute sono utilizzate tuttora come strumento di investimento speculativo, piuttosto che come una moneta vera e propria. A incidere è soprattutto la lentezza, ancora evidente nel Bitcoin, delle transazioni.

Anche il secondo punto appare giustificato dalla realtà dei fatti. D’altronde, un asset – qualsiasi asset – che produce performance di questo genere non può che fare pensare a un impatto – qualsiasi impatto, buono o cattivo, notevole o lieve – sull’economia reale.

Infine, appare ragionevole anche la riduzione, se la si vuole interpretare così, della criptovaluta a “tecnologia”. Il motivo di ciò è semplice: l’essenza delle criptovalute è data dal meccanismo delle blockchain, che lungi dall’aver conquistato una dimensione omogenea e universalmente efficace, ne determinano in maniera pressoché completa i destini e le possibilità di successo.

A giudicare dalle parole di Draghi, la strada verso una integrazione del Bitcoin e delle altre criptovalute nel sistema monetario è ancora lunga e incerta. Staremo a vedere cosa riserva il futuro. Per adesso, e per molti va già bene così, le valute virtuali sono un formidabile strumento di investimento.

Trading con gli indici: una guida per i principianti

Tra gli asset meno preferiti dalla gente comune che si cimenta nell’investimento speculativo spiccano gli indici. Eppure possono regalare molte soddisfazioni. La buona notizia è che fare trading con gli indici è più semplice di quanto si possa pensare. Probabilmente, è più semplice rispetto al classico trading azionario. L’importante è sapere come fare, quali strumenti scegliere, quali elementi prendere in considerazione per orientarsi. Ecco un guida breve ma esaustiva.

I broker che offrono trading su indici tra i CFD sono:

  • Markets con un ampia scelta e con un’ottima piattaforma mobile e web
  • Plus500 – ritenuta la piattaforma più semplice da utilizzare anche dai principianti
  • XM per fare trading con gli indici con la metatrader
  • IQoption per fare trading con le opzioni digitali o binarie sugli indici di borsa

Come si guadagna con gli indici

In primo luogo, bisogna comprendere bene cosa siano gli indici. Conoscerne il significato non è per nulla scontato, dal momento che non si tratta di una tipologia di asset di cui si parla spesso (se non in televisione, nelle comunicazioni riservate agli investitori). Gli indici, in realtà, non sono altro che “statistiche” utilizzate per analizzare le variazioni di valore di azioni. Le statistiche vengono elaborate a partire da un paniere, quest’ultimo formato da azioni di società omogenee. Tale elaborazione produce una quotazione, in genere espressa in punti.

Che vuol dire fare trading con gli indici? Vuol dire essenzialmente investire su strumenti derivati. Un’azione può essere comprata e venduta, un indice, in quanto “elaborazione statistica” evidentemente no. A dire il vero, è tecnicamente possibile, ma il procedimento è lungo e dispendioso (occorre per esempio acquistare tutte le azioni del paniere e procedere con dei bilanciamenti).
trading indici di borsa
In compenso è possibile agganciare alle sue performance un prodotto finanziario. In questo caso, i CFD. Si tratta di prodotti Over The Counter, quindi non ufficialmente regolamentati. Sono sottoposti a spread notevoli ma di contro offrono leve molto più elevati. Se la mancanza di regolamentazione vi fa paura, è bene orientarsi sull’alternativa più vicina: i Futures. Questi funzionano come gli CFD ma sono inseriti in un mercato regolamentato, gli spread sono più bassi, le leve più contenute. Un’altra possibilità è tradare con le opzioni binarie, il cui funzionamento è più semplice ma che presentano punte di imprevedibilità poco coerenti con le dinamiche dell’investimento speculativo sì, ma anche razionale.

Per fare trading con gli indici è necessario non solo conoscerne il significato (ci mancherebbe) ma anche conoscerlo a fondo. Il riferimento è, tra le altre cose, alle tipologie di indici.

  • Indici Equally Weigthed. All’interno del paniere, tutti i titoli hanno lo stesso peso. Il fattore di ponderazione è quindi sempre uguale a uno.
  • Indici Price Weigthed. All’interno di questi indici, i titoli vengono considerati in maniera diversa. I titoli che hanno un prezzo maggiore godono di un fattore di ponderazione maggiore. I titoli che hanno un prezzo minore godono di un fattore di ponderazione minore.
  • Indici Value Weigthed. Il principio di base è simile a quello dei Price Weigthed. Il criterio che determina i fattori di ponderazione, però, non è il prezzo bensì la capitalizzazione della società. Sono considerati gli indici più equi e in grado di rispecchiare la realtà in maniera più fedele.

Consigli per fare successo con gli indici

Il primo consiglio è quello di tenere bene a mente le differenze tra fare trading con gli indici e fare trading con le azioni. Queste ultime, infatti, come accennato in precedenza, sono molto più difficili da sfruttare ai fini dell’investimento speculativo. Il motivo è semplice: un titolo azionario è espressione della capacità di una società di stare nel mercato; un indice è espressione delle performance di un segmento del mercato. Paradossalmente, per utilizzare una metafora, è più semplice analizzare un segmento che i punti del singolo segmento.

Tutto ciò come si traduce dal punto di vista del trading? Si traduce in un’analisi fondamentale molto più lineare. Tradare con le azioni vuol dire studiare i bilanci, i piani strategici, le performance dell’azienda… Tutti documenti molto difficili da leggere, rielaborare e utilizzare. Tradare con gli indici vuol dire studiare i parametri macro-economici e, al massimo, le performance del segmento in questione. Per parametri macro-economici si intendono soprattutto quelli che hanno a che vedere con la produzione industriale, ma anche il PIL, le vendite etc.

Insomma, fare trading con gli indici è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Sia chiaro, siamo sempre in un campo irto di ostacoli, ma questi sono meno numerosi del previsto.

Criptovalute truffe, flop o fallite: perchè?

Il mondo delle criptovalute non è tutto rose e fiori. Certo, alcune di esse, tra alti e bassi, sono protagoniste di trend rialzisti a doppia e tripla cifra, e certamente sono uscite dalla zona d’ombra entro la quale erano confinate. Il clima favorevole che oggi si respira attorno alle valute virtuali, però, è frutto anche di tentativi falliti, di progetto naufragati o seriamente compromessi, i quali hanno però aperto gli occhi sui rischi cui va incontro chi gestisce le criptovalute.

E’ grazie anche a questi “morti sul campo” che le criptovalute sono riuscite a fare pulizia in casa propria e garantirsi una reputazione sempre più positiva.

truffe criptovaluteE’ bene quindi fare luce sull’altro lato della luna e spiegare i motivi per cui molte criptovalute sono fallite o sono entrate in una spirale discendente forse irreversibile.

Non mancano anche i casi di truffe con le criptovalute.

La mancanza di valore aggiunto

E’ uno dei motivi più ricorrenti del fallimento di una criptovaluta. La verità è che il mercato delle criptovalute è già inflazionato, quindi saldamente presidiato da realtà importanti quali Bitcoin ed Ethereum, nonché da progetti più piccoli e in crescita. Le barriere all’entrata, quindi, sono alte.

La competizione è serrata. Per emergere in questo contesto satura è necessario offrire qualcosa di nuovo e non una squallida imitazione. Prediamo come esempio Ethereum, che è riuscita a farsi strada grazie a una novità, quindi a un valore aggiunto indiscutibile: la velocità delle transazioni.

Il tradimento delle promesse iniziali

La ricerca del valore aggiunto è un’attività indispensabile per chi progetta una nuova criptovaluta. E’ bene, però, non esagerare, non cimentarsi nel classico passo più lungo della gamba. Il rischio è di non riuscire, una volta che la criptovaluta è entrata a regime, a mantenere le promesse. Si tratta di un rischio molto grosso, dal momento che incide pesantemente sulla reputazione della valuta virtuale e può fare la differenza tra successo e fallimento.
criptovalute truffe

Uno dei tanti riferimenti, in questo caso, può essere PayCon. La criptovaluta prometteva una blockchains innovativa e di ultima generazione. Le promesse sono state ripagate da un inizio scoppiettante, favorite da un ulteriore rilancio: PayCon sarebbe arrivata a quota 20 dollari. Ciò non è mai successo e gli investitor hanno iniziato a perdere fiducia. A dare il colpo di grazie, contestualmente, è stata una indagine delle autorità federali.

Le truffe criptovalute individuali

Uno dei motivi per cui le criptovalute falliscono sono le truffe individuali. Da un lato, esse creano conseguenze concrete, dall’altro ne compromettono l’immagine in quanto segnalano una vulnerabilità. Ne sa qualcosa il Doge, una criptovaluta, creata per favorire la trasmissione di denaro a fini di beneficienza. Ebbene, il gestore di un importante Exchange si appropriato del denaro ed è fuggito. Gravi i danni in termini finanziari ma anche in termine di immagine.

Le debolezze strutturali

Alcune criptovalute sono fallite perché la gente ha scoperto, o addirittura sfruttato, le debolezze strutturali in termini di sicurezza. E’ il caso di DAO, una criptovaluta che sembrava destinata al successo. Quando un attacco ha causato perdite per oltre 50 milioni di dollari, gli investitori hanno cominciato ad abbondare in massa la valuta, causandone il declino.

Trading con i metalli preziosi e le materie prime: guida per principianti

Il trading online si è diffuso, proprio grazie al mezzo informatico, anche tra chi investitore, di base, non è. Tra gli asset preferiti da chi si approccia al trading online spiccano i metalli preziosi e le materie prime, le cosiddette commodity. E’ bene quindi illustrare i fondamenti del trading con questi asset con una guida a misura di principiante.
materie prime

Come si guadagna con i metalli preziosi e le materie prime

Prima di iniziare a illustrare i fondamenti del trading è bene elencare gli asset più commerciati delle categorie “materie prime” e “metalli preziosi”.

Tra i metalli preziosi, il più famoso è certamente l’oro. Bene rifugio per eccellenza, relativamente facile da analizzare, reso disponibile da tutti i broker (o quasi), l’oro è senz’altro la prima scelta per chi vuole cimentarsi in questa branca del trading online. A seguire troviamo l’argento, il platino e il palladio.

Per quanto riguarda le materie prime, in cima alla lista spicca il petrolio greggio, nelle sue varianti WTI e Brent. Tra gli energetici va menzionato anche il gas naturale. Altre materie prime che godono di un certo favore sono il grano, il mais, il riso, il caffè etc.

Come si guadagna con le materie prime e i metalli preziosi?

In primo luogo, è bene sottoscrivere l’account di un broker che ne consente il trading. La scelta è veramente ampia. Secondariamente, è necessario scegliere lo strumento finanziario. Già, chi vuole fare trading con le materie prime e i metalli prezioso deve farlo con i prodotti derivati, che escludono il possesso reale dell’asset. La scelta è in genere tra:

  • Futures. Questi strumenti sono dei veri e proprio contratti. Essi stabiliscono che a una certa scadenza, il trader acquisterà un dato asset a un dato prezzo, a prescindere da quanto esso sia variato dal momento della stipula. I Futures sono scambiati nel mercato regolamentato. Sono standardizzati e hanno una scadenza pre-regolamentata.
  • CFD. Simili ai Futures, si distinguono per la mancanza di regolamentazione ufficiale (fanno parte degli strumenti Over The Counter). Inoltre, non sono standardizzati. In genere sono sottoposti a spread più alti e sono passibili di leve molto elevate.
  • Opzioni binarie e digitali. Il trader che commercia con le opzioni binarie, semplicemente sceglie un asset, una direzione e una scadenza. Se alla scadenza il prezzo si è mosso nella direzione che ha indicato, allora raccoglie un rendimento, che è predeterminato (in genere si parla del 75%). Altrimenti, perde tutto il capitale investito.

Consigli per chi vuole avere successo

Il consiglio è di giungere preparati all’appuntamento con il mercato delle materie prime e metalli preziosi. Questo vuol dire apprendere le dinamiche che regolano il mercato, nonché l’uso degli strumenti di analisi i quali servono a prevedere – certo con un immancabile margine di errore – l’andamento dei prezzi.

Il riferimento è, in primis, all’analisi tecnica. Essa consiste nello studio del prezzo mediante degli indicatori, che sono strumenti in grado di fornire segnali circa il futuro prossimo dell’asset in questione.

Importantissima è anche l’analisi fondamentale. Anzi, probabilmente quest’ultima è più importante dell’analisi tecnica, se si parla di trading con metalli preziosi e materie prime. Questo perché l’analisi è lo studio a scopo predittivo degli eventi economici e politici in grado di influenzare i prezzi e, in effetti, sia i metalli preziosi che le materie prime sono incredibilmente influenzati da ciò che avviene al di fuori del mercato.

Pensiamo al petrolio. E’ sufficiente una crisi diplomatica tra un paese produttore e un paese esportatore per far schizzare in alto i pezzi. O pensiamo a una carestia in un paese che produce grano.

Insomma, è bene studiare accuratamente i market mover (eventi in grado di influenza più intensamente i prezzi) per ogni asset e agire di conseguenza.

Pepperstone: il broker ECN alla portata di tutti

Il broker Pepperstone può vantare però una qualità estremamente rara, frutto di una filosofia precisa. I trader hanno a disposizione numerosi broker, ciascuno dei quali – se guardiamo alla cerchia dei migliori – presenta una caratteristica particolare in grado di distinguerlo dalla massa. Il suo più grande merito, infatti, è aver regalato al grande pubblico la possibilità di operare in modalità ECN, abbassando le barriere all’entrata in termini di costi e competenze necessarie.

  • Broker ECN con licenza FCA e sede in UK
  • Spread a partire da 0,1
  • Ottimo per lo scalping o trading intraday
  • Mt4, MT5 e cTrader

Vale la pena, quindi, parlare diffusamente del broker Pepperstone.

Pepperstone, la sicurezza al primo posto

pepperstoneUfficialmente, Pepperstone nasce come un Forex broker ECN. Negli anni, però, ha saputo intercettare le esigenze di una utenza sempre più vasta mediante l’integrazione di altri mercati. Ad oggi, Pepperstone offre non solo il trading delle valute, ma anche dei CFD, dei metalli preziosi e delle commodity.

Lo fa in un contesto estremamente sicuro e protetto. Sono due gli elementi che comprovano questa affermazione. In primo luogo, il possesso di una licenza quanto mai solida. Essa è conferita dalla Commissione Australia per la Finanza e gli Investimenti, la celebre Asic, uno degli enti regolatori più inflessibili al mondo. In secondo luogo, Pepperstone opera la segregazione dei conti. In buona sostanza, i conti dei trader sono separati da quelli della società, e ciò pone in essere garanzie di sicurezza assolute.

Pepperstone, un broker alla portata di tutti

Pepperstone punta ad aprire le porte del trading a tutti. Lo fa mediante condizioni di trading estremamente favorevoli e un impianto formativo (fruibile direttamente dal sito, gratuitamente) all’avanguardia.

L’offerta di account pone il trader di fronte a una scelta.

Conto Standard. Mediante questo account, i trader operano con un approccio market maker. L’accesso al mercato non è diretto, ma gli ordini sono garantiti. Non si pagano le commissioni, che sono sostituiti dagli spread (come inferiori alla media degli altri broker). Il deposito minimo è veramente basso e pari a 150 euro.

Conto Razor. I trader che sottoscrivono questo account possono operare in modalità ECN. Ciò vuol dire accesso diretto al mercato, assenza di spread (o spread infimi, pari a 0,1 pip o poco più), commissioni basse ma fisse. Il deposito minimo è di 200 euro, praticamente un unicum nel panorama dei broker ECN.

Pepperstone stupisce anche se guardiamo all’offerta di asset.

I Forex Trader possono operare con:

  • Euro (EUR)
  • Dollaro americano (USD)
  • Sterlina (GBP)
  • Yen (JPY)
  • Dollaro australiano (AUD)
  • Dollaro di Singapore (SGD)
  • Dollaro di Hong Kong (HKD)
  • Franco svizzero (CHF)

Visita il sito ufficiale di Pepperstone

Se spostiamo lo sguardo verso i metalli preziosi e le commodity troviamo:

  • Oro
  • Platino
  • Palladio
  • Argento
  • Gas Naturale
  • Brent
  • WTI

Per quanto riguarda gli indici, commerciabili attraverso gli CFD, se ne contano addirittura tredici.

Tutti gli asset, o quasi, possono essere commerciati con leve molto alte, fino a 500:1. Le leve sono uno strumento molto utile poiché, a costo di qualche rischio (è sempre bene specificarlo), consentono di guadagnare cifre ingenti molto velocemente.

Le differenze tra Forex e Futures

Il trading online sul forex e sui futures consente lo scambio, ovviamente speculativo (ma non solo) di un gran numero di asset e con modalità molto varie. Molto spesso, per via delle opportunità che pongono in essere e dalle offerte da parte dei broker, vengono messi in contrapposizione due strumenti/mercati che, in realtà hanno profonde differenze: Forex e Futures.

E’ bene, comunque, chiarire una volta per tutte le differenze di questi strumenti

europa forex futures

Forex e Futures: due definizioni esaustive

Il Forex è il mercato delle valute. In esso, le valute vengono scambiate come se fossero degli asset. L’unica differenza, rispetto al commercio di qualsiasi altro bene, è che le valute vengono scambiate a coppie, dal momento che è possibile apprezzare il loro valore solo rispetto al valore di un’altra. Un euro non ha un valore intrinseco, ma un valore rispetto ai dollari, sterline e così via.

  • è aperto 24 ore su 24 dalla Domenica sera al Venerdì sera ed escluso festivi mondiali
  • è il mercato con più liquidità al mondo
  • ci si accede tramite broker e banche specializzate che offrono piattaforme per il trading (ad esempio con la metatrader 4 e 5)
  • si può fare trading sia al rialzo che al ribasso
  • si tratta di un mercato non regolamentato conosciuto con il termine Over the Counter (OTC)

Per il resto, il principio è identico a quello del commercio. Proprio come si farebbe con un immobile, un terreno o un’attività imprenditoriale, si acquista “basso” e si vende “alto”.

Per quanto riguarda i Futures, il discorso è più complesso. I Futures sono contratti che impongono ai sottoscriventi di effettuare una transazione a una data ora a un dato prezzo. Sono strumenti standardizzati, nel senso che è la borsa a definire la quantità di asset sottoposta a compravendita e persino la scadenza. La standardizzazione è in realtà lo strumento che rende i Futures intercambiabili in quanto uniformi. I Futures non sono altro che contratti, è vero, ma in virtù della loro assoluta omogeneità possono essere considerati come se fossero degli asset. E in effetti è questo l’uso che se ne fa, quando si utilizza un approccio speculativo. Quando invece l’approccio è conservativo, vengono utilizzati per proteggere un acquisto o una vendita dalle oscillazioni di prezzo. A prescindere dal prezzo corrente, viene preso in considerazione il prezzo alla data di stipula dei Futures.

  • i futures sono contratti regolamentati dal codice civile
  • i futures sono scambiati in mercati regolamentati e hanno quotazioni ufficiali riconosciute in tutto il mondo
  • i futures replicano l’andamento di un sottostante come indici, materie prime, azioni, valute o altro ancora

Le differenze

Una volta compreso il significato di Forex e il significato di Futures, si può procedere con l’elenco delle differenze.

futures

  • Il Forex non è un mercato regolamentato, gli intermediari possono manipolare i prezzi. Il mercato dei Futures è invece regolamentato.
  • Nel Forex (se escludiamo gli ECN) i prezzi sono di fatto decisi dai broker, nel Futures i prezzi sono reali, ossia pienamente coerenti con quelli di mercato.
  • Nel Forex (se escludiamo gli ECN) il trader non corrisponde delle commissioni ma subisce gli spread, ossia la differenza tra il prezzo “fatto dal broker” e il prezzo reale, che è la vera fonte di guadagno dei broker stessi. Nel mercato dei Futures vigono, invece, solo le commissioni.
  • Nel Forex, inoltre, i contratti a taglia ridotto, che prendono il nome di microlotti e minilotti, godono di una certa liquidità, in quanto gli ordini vengono garantiti dai broker, che per l’occasione coprono gli ordini eseguendo altri ordini, se il mercato non è abbastanza reattivo. Nel mercato dei Futures, questo meccanismo è assente dunque i contratti non sono garantiti al 100%. Ciò significa che se manca una controparte, il trader è costretto a rinunciare (es. è impossibile vendere, se non c’è nessuno disposo a comprare).

Nel Forex, la barriera all’accesso è molto bassa. I broker hanno aperto le porte anche ai trader retail e alla gente comune, abbassando tra le altre cose il deposito minimo, che raramente supera le centinaia di euro.

Il mercato dei Futures è ancora territorio degli esperti, tant’è che il deposito minimo viaggia spesso nell’ordine delle migliaia di euro.

Infine, gli orari. Il Forex è un mercato quasi sempre aperto. Nello specifico, 5 giorni su 7, 24 ore 24. Il mercato dei Futures, invece, essendo regolamentato, segue gli orari di borsa.

Come riconoscere i migliori webinar trading

I webinar trading sono strumenti di fondamentale importanza per i trader. Consentono, infatti, di accrescere le proprie conoscenze e di completare la propria formazione. Nello specifico, sono dei seminari online, durante i quali i partecipanti possono porre domande secondo le modalità e le dinamiche stabilite dagli organizzatori, proprio come se stessero assistendo a un seminario dal vivo. In effetti, se non consideriamo le differenze di medium (de visu vs streaming), webinar e seminari sono praticamente la stessa cosa.

L’offerta di webinar trading è molto ampia in Italia. Il problema, quindi, non è tanto trovare un webinar quanto riconoscere quelli di qualità, o che fanno al caso proprio. Ecco qualche consiglio, anzi qualche domanda da porsi, se l’obiettivo è verificare il livello di qualità di un webinar.

  • Chi lo organizza? L’identità di chi organizza il webinar trading è un aspetto di primaria importanza. Ovviamente, l’organizzatore deve essere autorevole. In genere, sono i broker a organizzare i webinar, un po’ per spirito di servizio un po’ per esigenze promozionali. Molto spesso, a organizzarli sono alcune testate di settore (ovviamente online), che fanno della divulgazione la loro missione principale. In ogni caso, è bene scegliere i webinar organizzati dalle realtà più importanti e famose del panorama del trading.

a tal fine vi consigliamo di visualizzare l’elenco dei webinar trading di:

Webinar gratis di XM.com Elenco webinar di AvaTrade
  • Chi è il relatore? Una cosa è organizzare il webinar, un’altra è tenerlo. Un webinar ben organizzato ma che è preseduto da un istruttore non all’altezza rimane un pessimo webinar. Occhio, quindi, a chi cura i contenuti del webinar. E’ bene che sia un trader professionista, magari con numerose pubblicazioni all’attivo. L’importante è che i suoi risultati siano di dominio pubblico e quindi immediatamente verificabili.

webinar trading

  • Quanto costa? Questo è un aspetto controverso. Negli ultimi tempi si sono moltiplicati i webinar gratuti. La gratuità, nella maggior parte dei casi, è giustificata dalle esigenze promozionali. Il webinar è lo strumento attraverso cui un broker o una testata online vuole farsi conoscere, ma non è sempre sinonimo di bassa qualità, anzi. Il consiglio è di privilegiare i webinar gratuiti, ovviamente, ma non prima di averne verificato in maniera anticipata, e per quanto possibile, il livello di qualità.
  • Di cosa parla? L’argomento del webinar è la questione più importante. D’altronde si frequenta un webinar solo se esso è utile in termini formativi. Ora, i trader hanno esigenze diverse da questo punto di vista. Il consiglio è comunque di preferire i webinar che trattano argomenti avanzati, quindi non nozioni base, anche perché queste ultimi vengono affrontate ampiamente nei tutorial, che sono disponibili immediatamente e non impongono per essere fruiti la frequenza in diretta.

  • Che supporto tecnico fornisce? Questo è un aspetto importante ma spesso trascurato. Durante la diretta streaming infatti possono verificarsi problemi di natura tecnica, che limitano la fruizione dei contenuti e l’interattività. Alcuni organizzatori offrono un supporto “anticipato”, nel senso che permettono all’utente di eseguire prove audio e video, in modo da risolvere anticipatamente i problemi tecnici. XM, per esempio, è uno degli enti organizzatori che forniscono supporto da questo punto di vista.

Open Trading Network Token per clienti IQoption

Il 2017 può essere ricordato come l’anno della cripto-economy in cui sono nate le basi per una nuova era finanziaria, economica e digitale.

Non tutti hanno ancora capito cosa sta accadendo nel mondo digitale con l’avvento della BlockChain e delle aziende che stanno nascendo. E’ tempo di innovazioni e di grandi opportunità per chi ha una visione aperta sul futuro.

E’ il caso di Open Trading Network che raccoglie in se Wallet, Exchange, criptovalute e Token.

E’ molto probabile che nel 2016-2017 sono nate aziende (ancora sconosciute) ma che nel giro di pochi anni rivoluzioneranno il nostro mondo digitale come:

  • memorizzare dati in sicurezza

  • nuovi metodi di transazioni finanziarie sicure, affidabili, tracciabili o anonime

  • invio e trasmissione di informazioni con grande attenzione ai costi o alla privacy

E’ molto probabile che alcune di queste nuove aziende, fra 2 o 5 anni, saranno molto importanti e conosciute come è successo già nell’era della nascita di internet con Amazon, Microsoft, Apple, Facebook e Google.

E’ molto probabile che alcune di queste aziende che oggi valgono poco, nel futuro avranno un valore 50, 100 o 500 volte quello attuale.

Open trade network

Token, Ico e criptovalute

La prima rivoluzione in atto è già conosciuta con i termini di ICO (leggi QUI), Token e Criptovalute. Ovvero nuovi metodi per raccogliere denaro dagli investitori, investire e crescere e che ragiona al di fuori delle regole attuali (niente controlli da parte di enti come la Consob) e accessibili anche a chi vuole investire solo 100 euro.

In breve possiamo dire che le ICO sono paragonabili alle IPO (ovvero prima offerta ai mercati delle azioni), i Token sono paragonabili alle azioni e le criptovalute sono le nuove monete digitali.

Con le criptovalute è possibile comprare Token, partecipare alle ICO o scambiarle con altre Criptovalute.

Con Open Trading Network (sviluppato dal team di IQoption) è possibile comprare, conservare o scambiare 12 tipologie tra token e criptovalute come:

  • Bitcoin
  • Litecoin
  • Ethereum
  • Omisego
  • Zcash
  • Dash
  • Monero
  • Ripple

E questo mese nascono pure i Token OTN che sono accreditati ai clienti IQoption che fanno trading attivo su criptovalute in proporzione al loro volume di trading. Più si investe e maggiore sarà il numero di token OTN accreditati.

Il vantaggio dei detentori dei token OTN è il loro possibile valore futuro in forte ascesa e la possibilità di utilizzarli per comprare altre criptovalute.

E’ il primo caso in Europa in cui un’azienda finanziaria lancia il proprio progetto di exchange e Token dedicati ai clienti e che può creare valore nel futuro e interagire anche con altri wallet ed exchange.

Infatti è molto probabile che i token OTN saranno scambiabili anche su altri exchange in giro per il mondo finanziario.

Il valore delle criptovalute oggi e futuro

Quello che è successo fino ad oggi è questo: ogni criptovaluta creata ha aumentato il proprio valore in modo esponenziale in pochi mesi / anni… ad esempio il Bitcoin è passato dai 15 dollari ai 5500 dollari.

La cripto-economy ha creato nuovi milionari digitali. La verità è questa… la creazione di un nuovo mercato parallelo di un valore sproporzionato, enorme.

Wallet & Exchange

Un altro nuovo impatto nella vita degli investitori digitali è l’avvento dei wallet dove si possono “memorizzare” in sicurezza tutti i Token e le criptovalute acquistate. Ci sono tanti investitori che stanno acquistando Token e valutando di rivenderli fra qualche anno quando si presume possano avere un alto rendimento.

In parallelo sono nati anche gli Exchange, ovvero servizi privati che permettono di comprare e vendere token e criptovalute e che quindi offrono quotazioni in tempo reale e aggiornate.

A tal fine vi consigliamo di informarvi sui seguenti progetti di Wallet e Exchange di grande rilievo:

Truffe con le criptovalute: attenzione

Le criptovalute stanno faticando a uscire dal contesto nel quale sono nate e conquistare, anche nel mondo “reale”, una certa dignità. Va letto in questa prospettiva il progressivo interesse che stanno suscitando presso i maggiori istituti finanziari internazionali. La strada è però costellata di ostacoli, alcuni dei quali sono rappresentati da un fenomeno purtroppo molto presente: le truffe con le criptovalute.

Il modo migliore per neutralizzarle, oltre a denunciarle ovviamente, è – molto banalmente – evitarle. Se i trucchi vengono resi pubblici, allora nessuno ci cascherà più; se nessuno ci casca, gli stessi organizzatori smetteranno di foraggiarle. E’ utile, quindi, passare in rassegna le tipologie di truffe con criptovalute più diffuse.

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Schema Ponzi e altri metodi

La truffa della sparizione. Questa è un tipo di truffa molto semplice, ma allo stesso tempo efficace. In estrema sintesi, un broker raccoglie un certo numero di utenti, lascia che questi versino denaro nei loro conti e infine sparisce con il malloppo. Il consiglio, quindi, è di informarsi sul broker presso cui si intende aprire un conto e, anzi, preferire solo quelli che, operando anche con altri asset (es. Forex), possono vantare il possesso di una licenza.

Le truffe a base di Ponzi. Il buon vecchio Schema Ponzi mostra tutta la sua duttilità in questo frangente. Spesso viene utilizzato da gruppi di miner che promettono la cessione di criptovalute sulla scorta di investimenti degli utenti, i quali si auto-alimentano con il classico metodo a piramide. In buona sostanza, gli investitori procacciano altri investitori, e questi ultimi ne procacciano a loro volta. A tutti viene promessa una remunerazione in termini di criptovalute, ma il ritorno dell’investimento non si verifica mai. Un altro tipo di truffa che si appoggia allo Schema Ponzi è quello degli Altcoin, il quale promette una remunerazione in cambio di un investimento sui trade altrui. Il malcapitato offre denaro ai trader, i quali promettono di restituirlo con interessi pazzeschi (c’è chi millanta un assurdo 3% all’ora).

ICO e Phising: le truffe che sfruttano la buona fede

La truffa delle ICO. Questa è la truffa più pericolosa perché molto difficile da scovare. Alcuni progetti mettono in piedi delle ICO e raccolgono i fondi. Gli utenti danno fiducia al progetto salvo scoprire, purtroppo a cose fatte, che questo era solo uno specchietto per le allodole. Il consiglio è quello di studiare con la massima attenzione i white paper e di tenersi alla larga dai progetto troppo belli o assurdi per essere veri.

Le truffe a base di Phising. Questa è un tipo di truffa molto diffusa perché molto semplice da mettere in piedi. In parole povere, alcune società offrono servizi legati al trading con le criptovalute, all’Exchange etc. Una volta avvenuta la sottoscrizione, però, non erogano alcun servizio. In compenso, spediscono dei KeyStroke Trojan, il cui compito è registrare e riportare al “truffatore” tutto ciò che il truffato batte sulla tastiera, comprese le password degli e-wallet e dei conti online. Quel che accade successivamente è facilmente immaginabile.