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Archivi Autore: Dan Aran

Dan è un trader indipendente appassionato di finanza e studio di strategie forex intraday AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come consigli di investimento personalizzati ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell'utilizzo delle informazioni presenti.

Bitcoin vs Bitcoin Cash: analisi e prospettive

Il Bitcoin sta attraversando un periodo delicato. Dopo la sua incredibile esplosione, che l’ha posto su un trend ascendente come raramente se ne sono visti sul mercato, ha dovuto velocizzare il suo percorso evolutivo. Percorso che ha raggiunto una tappa che alcuni credevano inevitabile ma che ha comunque sconvolto gli investitori: la creazione di una moneta parallela. E’ nato così il Bitcoin Cash, che c’ha messo poco a far parlare di sé e a porsi al centro di animose discussioni. Ecco cos’è il Bitcoin Cash, in che cosa si distingue dal Bitcoin normale e quali sono le sue prospettive.
bitcoin cash

Bitcoin Cash, un passaggio obbligato?

Da quando il Bitcoin è iniziato a crescere in maniera costante e a ritmo sostenuto, nascondere la polvere sotto il tappeto è diventato impossibile. La “polvere”, nella fattispecie, è rappresentata dal problema storico della criptovaluta: la lentezza. Il sistema attorno al quale ruota il Bitcoin è in grado di processore solo 1 mega ogni 10 minuti e questo rende i pagamenti normali lenti e i pagamenti con grosse taglie estremamente lenti. Ciò ha rappresentato un ostacolo verso l’accostamento del Bitcoin alle valute tradizionali, ossia verso la promozione a mezzo di scambio. Per questo motivo, il Bitcoin è sempre stato considerato, in fondo, come uno strumento di speculazione…

 

I broker che offrono le quotazioni di bitcoin e bitcoin cash sono:

Il problema della lentezza non poteva essere ignorato a lungo, anche perché le criptovalute hanno già acquisito una certa dignità a livello internazionale e hanno attirato l’interesse delle istituzioni. Il Bitcoin, in questo contesto, rischiava di essere scavalcato dalle nuove valute virtuali. Ecco, quindi, la soluzione… Sdoppiarlo, creando una moneta parallela. Il Bitcoin Cash, appunto. La differenza sostanziale sta nei blocchi, che nella variante Cash non sono di 1 mega bensì da 8 mega.

Risultato? I pagamenti sono molto più veloci. Per il resto, il sistema è rimasto in variato, con la blockchain che rimane fortemente ancorata al concetto di decentralizzazione.
criptovalute

Il futuro del Bitcoin Cash

Il Bitcoin Cash ha fatto la sua comparsa il 1° di agosto. Ha esordito con una quotazione di 500 dollari, ha raggiunto in poche ore i 700 e poi, nel giro di qualche giorno, è sceso a 300. Una moneta fortemente instabile, a quanto pare. O forse no, dal momento che la volatilità può essere considerata, con un po’ di creatività certo, assolutamente fisiologica. In primo luogo, tutti gli asset al lancio sono volatili. In secondo luogo, gli scambi sono giocoforza ancora pochi.

Il bitcoin cash crescerà di valore fino a superare il bitcoin?

Il futuro del Bitcoin Cash si gioca sulla sua capacità di stabilizzazione. Peccato che la stabilità, essendo una moneta parallela, non dipende solo da lei ma anche dall’altra faccia della medaglia, ossia il Bitcoin classico. Ora, monete parallele sono sempre esistite. Alcuni progetti sono falliti, altri sono riusciti a sopravvivere. La discriminante è sempre stata una: la differenziazione. Le monete parallele sopravvivono se riescono a non “pestarsi” i piedi, ossia se sono in grado di ricoprire due funzioni diverse.

Se prendiamo questo principio per buono, l’unica possibilità di riuscita è la seguente: il Bitcoin Cash deve diventare la criptovaluta d’elezione per i pagamenti, il Bitcoin Cash deve diventare la criptovaluta d’elezione per l’investimento speculativo. A dire il vero, non è affatto difficile immaginare uno scenario del genere, dal momento che il Bitcoin, fino a questo momento, è stato utilizzato per fare trading piuttosto che per acquistare dei beni.

Trading automatico con Avatrade (Mirror Trader e RoboX)

Il trading automatico è la nuova frontiera del trading online. Questo approccio, pur esponendo a dei rischi, consente di risolvere alcuni problemi storici che tutti i trader devono affrontare:

  • impossibilità di presidiare il mercato 24 ore su 24
  • rischio emotività
  • errato money e risk management

trading automaticoAvatrade, broker tra i più famosi in circolazione, riserva molto spazio al trading automatico, come si evince dalla quantità di strumenti che mette a disposizione.

In questo articolo parleremo, in particolare, di due strumenti per il trading automatico targati Avatrade: Mirror Trader, Zulutrade, Segnali MQL5 e RoboX.

Mirror Trader

Mirror Trader è una piattaforma per il trading automatico messa a disposizione da Avatade. Ha una doppia funzione: può essere infatti utilizzata come una normale piattaforma ma, in aggiunta, può essere utilizzata per seguire i segnali provenienti da migliaia di provider.

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A tal proposito, va specificato che Mirror Trader offre un servizio che ha pochi uguali nel panorama dei software per il trading automatico: sottopone agli utente in continuazione, senza sosta, i segnali di acquisto e di vendita. Questi sopraggiungono anche durante la fruizione dei grafici, in modo da passare rapidamente dall’attività di analisi a quella operativa.

Mirror Trader mette a disposizione tre approcci:

  • Trading automatico: il software copia, senza alcun intervento da parte del trader, le strategie proposte sotto forma di segnale;
  • Trading semi-automatico: il trader seleziona solo le operazioni che reputa più adatte.
  • Trading manuale: il trader investe nella maniera classica, ignorando i segnali.

Il punto di forza di Mirror Trader è l’affidabilità. Il software infatti esegue una scrematura notevole dei signal provider, autorizzando solo i più affidabili. Di tutte le strategie che riceve, infatti, passano l’esame solo il 3%.

RoboX

RoboX non è una piattaforma di trading automatico bensì un servizio aggiuntivo, un plugin che può essere associato al proprio account. Le particolarità di questo strumento sono due:

  1. Possibilità di creare un profilo personalizzato. Quando il trader apre, all’interno della piattaforma, Robox gli vengono poste tre domande. Lo scopo è comunicare al software il proprio stile di trading e le sue preferenze. In questo modo, RoboX può operare una scrematura dei segnali e proporre solo quelli che risultano adatti al singolo trader. Si tratta, quindi, di uno strumento che punta alla personalizzazione del trading automatico.
  2. Accessibilità dell’interfaccia. La ragion d’essere di RoboX è piegare le dinamiche del trading automatico alle esigenze del cliente. Esigenze che, tra le altre cose, riguardando anche il concetto di accessibilità. Molti strumenti, infatti, vengono provati e abbandonati quasi subito perché di difficile comprensione e utilizzo. RoboX risolve la questione proponendo una interfaccia quanto mai intuitiva e facile da leggere.

Zulutrade

Si tratta di una piattaforma di sociale e copy trading che ha avuto un forte successo negli anni precedenti. La società offre la possibilità di collegare il conto AvaTrade ai sistemi di trading da copiare con la possibilità di controllare le statistiche, rischi e personalizzare alcuni aspetti per un miglior money management.

Segnali MQL5

Avatrade infine permette di fare trading automatico utilizzando i segnali di trading presenti sul famoso portale MQL5. Potrete trovare sistemi di trading gratis da copiare o a pagamento con numerose statistiche, commenti e valutazioni degli utenti.

Le criptovalute e la nuova legge antiriciclaggio: conseguenze per gli investitori

Il legislatore si è interessato, forse un po’ inaspettatamente, alle criptovalute. Il riferimento, in particolare, è al legislatore italiano. Il Bel Paese, infatti, ha battuto sul tempo tutti gli altri, concretizzando, non senza una certa dose di discrezionalità, una direttiva europea che invitava gli stati membri a definire il ruolo degli intermediari delle criptovalute, in funzione antiriciclaggio. Ne è risultato un decreto legislativo, il n.90 del 2017, promulgato il 25 maggio ed entrato in vigore il 4 luglio.

Il timore degli investitori è che questo gire di vite possa, in qualche modo, compromettere o rendere più difficoltose le attività di investimento. E’ davvero così? Ecco le novità introdotte dal decreto.

criptovalute

Il decreto e le criptovalute: i contenuti

Niente paura. Almeno in linea teorica, non dovrebbero esserci conseguenze per gli investitori. Il decreto legislativo, infatti, interviene in un ambito che non è affatto operativo, bensì… Informativo. Introduce, molto banalmente, obblighi di trasparenza. Questi, ovviamente, devono essere rispettati da quei soggetti che operano “dall’altro lato della cattedra” rispetto agli investitori, ossia da chi fornisce servizi di intermediazione. Il decreto li definisce “cambia valute virtuale”. Nello specifico, sono cambiavalute virtuali tutti quei soggetti che offrono a terzi servizi funzionali all’utilizzo, allo scambio, alla conservazione delle criptovalute. Fanno parte di questa categoria anche chi fornisce servizi di conversione delle criptovalute in valute aventi corso legale.

Il decreto impone a questi soggetti, siano esse persone fisiche o giuridiche, di comunicare in maniera standardizzata la loro presenza sul territorio, secondo il principio di riconoscibilità. La volontà è quella di impedire che le criptovalute diventino, o possano diventare, un canale per il riciclaggio del denaro. Sia chiaro, ad oggi non sono pervenuti casi in cui le valute virtuali siano stati utilizzati a questo scopo ma il legislatore ha fiutato, almeno in astratto, il pericolo.

Il decreto fa luce anche sulla definizione di valuta virtuale, passibile di una certa confusione vista l’eterogeneità dello strumento. Secondo il legislatore italiano, la valuta virtuale è tale solo se non viene emessa da una banca centrale e non ha, e non può avere, un corrispettivo materiale, bensì solo digitale. Una definizione semplice ma che lascia comunque spazio alle innovazioni future ed eventuali nel campo delle criptovalute.

Ad ogni modo, agli investitori basti sapere che il decreto legislativo non compromette e non influisce in alcun modo sulle loro attività di investimento. Anzi, semmai, offre maggiori garanzie di sicurezza.

Opzioni binarie vs opzioni digitali: le differenze

Il trading online si è evoluto nel corso degli ultimi anni. Questo percorso evolutivo è stato favorito, se non addirittura forzato, dalla volontà dei broker di abbassare le barriere all’entrata. Il trading si è aperto alle persone comuni e pertanto sono emersi varianti semplificate di molti strumenti speculativi. L’esempio più evidente di questo processo è rappresentato dalle opzioni binarie e dalle nuove opzioni digitali di IQoption.

opzioni digitali

Cosa sono le opzioni binarie

Ora, tutti sono in grado di comprendere cosa siano le opzioni binarie. E molti, in effetti, pur non essendo trader professionisti, ne conoscono almeno superficialmente i meccanismi. Anche perché c’è relativamente poco da comprendere: il trader sceglie tra le opzioni call e le opzioni put; nel primo caso “vince” se il prezzo alla scadenza risulta superiore al prezzo iniziale, nel secondo caso vince se il prezzo, sempre alla scadenza, risulta minore al prezzo iniziale. Tutto qui.

Cosa sono le opzioni digitali e differenze con le binarie

Quali differenze possono essere rilevate rispetto alle opzioni binarie?

Opzioni

Binarie

Digitali

Direzione

Call e Put

Call e Put

Rendimento

Tra il 60 e il 95%*

Da 25% a oltre il 300%**

Prezzo di acquisto

Pari al prezzo nel momento di acquisto

Pari al prezzo nel momento di acquisto

Strike

Uguale al prezzo di acquisto

Diversi tipi di prezzi strike che il trader può scegliere prima di aprire un’opzione digitale

  • *in caso di previsione corretta alla scadenza con prezzo superiore/inferiore al prezzo di acquisto
  • ** in caso di previsione corretta alla scadenza che prevede un prezzo superiore/inferiore allo strike

Per rispondere a questa domanda è necessario, prima di tutto, fornire una definizione delle opzioni digitali.

Una opzione digitale non è nient’altro che un contratto, alla stregua dei CFD. Il trader che acquisisce una opzione digitale si riserva il diritto di acquistare o di vendere l’asset una volta che questi ha raggiunto un prezzo prestabilito. Si parla di diritto, sia chiaro, ma non di obbligo. Nessuno vieta al trader di rinnovare l’opzione o di vendere in ogni momento l’opzione stessa, proprio come se questa fosse un asset a sua volta.

L’unico punto in comune tra opzioni binarie e opzioni digitali sembra essere la consueta distinzione tra “call” e “put”, sebbene gli effetti, nei due strumenti, appaiono completamente diversi.

Una opzione digitale call consente, molto banalmente, di acquistare l’asset e una volta raggiunto il prezzo stabilito si ha la possibilità di creare un profitto esponenziale. Una opzione digital put, invece, consente di venderlo.

Un’altra differenza sostanziale sta nel concetto di strike price. E’ questo, infatti, il nome con cui si indica il “prezzo prestabilito” di cui si è parlato poc’anzi. E’ il trader stesso, almeno in via ufficiale, a decidere lo strike price.

Una differenza importante riguarda anche la variabilità. Le opzioni binarie sono, come si è già detto, strumenti piuttosto semplici, che quindi non lasciano molto margine di discrezione né al trader né al broker. Ne consegue che, se escludiamo alcune piccole novità introdotte nel corso degli anni, le opzioni binarie sono sempre uguale a se stesse. Le variabili in gioco nelle opzioni digitali, invece, sono numerose, e questo permette ai broker di proporre un’offerta quanto mai variegata.

Molto differente è anche il meccanismo di remunerazione.

Curiosità sulle opzioni binarie

Pochi, però, sanno che le opzioni binarie non sono altro che una evoluzione, in senso semplificante, di uno strumento assai più anziano e che da sempre offre opportunità di speculazioni a livelli medio-alti: le opzioni classiche regolamentate. Si tratta, sia chiaro, di uno strumento ben più complesso delle odierne opzioni binarie, quindi appannaggio di pochi. Questa verità, a essere sinceri, è scalfita dalle politiche adottate di alcuni broker, che hanno introdotto anche le opzioni classiche al grande pubblico (vedi IQoption).

Chi investe nelle opzioni binarie, guadagna con il payout, che è una percentuale sul capitale investito, in genere pari al 65-95%. Il pensiero va al mondo delle scommesse, per questo motivo le opzioni binarie sono spesso tacciate di non essere uno strumento di investimento.

Il meccanismo di remunerazione delle opzioni digitali è invece piuttosto complicato: il trader può guadagnare con la compravendita dell’asset, se le condizioni lo consentono (es. vende se lo strike price è raggiunto e l’opzione era put) oppure il rendimento è esponenziale se riesce a seguire il trend.

Trading con le criptovalute: l’offerta dei broker

Il trading con le critptovalute hanno guadagnato l’interesse dei trader e degli speculatori. Non c’è da stupirsi, se si considerano le performance elevate di Bitcoin e compagni. I broker si sono adeguati e hanno messo a disposizione degli utenti il trading con le criptovalute. La buona notizia è che l’offerta non ruota attorno al Bitcoin, che ha praticamente funto da apri-pista, ma anche ad altre valute meno famose come Ethereum, Litecoin, Dash. Segnale, questo, che il trading con le criptovalute ha acquisito una sua dignità e ha raggiunto una maturità tale da essere accostato alle forme di investimento più nobili. I trader hanno solo l’imbarazzo della scelta, dal momento che molti broker hanno implementato la loro offerta con le criptovalute. Ecco cosa offrono, nello specifico, quattro dei broker più importanti.

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Markets.com

La particolarità dell’offerta dedicata per il trading con le criptovalute targata Markets.com risiede nella possibilità di investire sui CFD. La scelta di valute è più che sufficiente riuscendo a fornire ottimi storici e grafici su cui poter effettuare studi di trend. Gli utenti, infatti, possono scegliere tra Bitcoin, Ethereum, Litecoin, XRP. La leva è presente ma non raggiunge livelli molto alti. Il rapporto massimo è di 10:1 ma in alcuni casi non si va oltre l’5:1. Markets.com non impone l’utilizzo di piattaforme ad hoc per le criptovalute o l’apertura di portafogli particolari, tuttavia garantisce condizioni di trading agevoli e a misura di utente.

AvaTrade

AvaTrade consente di fare il trading con le criptovalute sul Bitcoin, Dash, Ripple, Litecoin, quindi può essere considerata un’offerta completa. La presenza di diverse criptovalute è accompagnata da condizioni di trading eccellenti. Si segnala, in tal senso, la possibilità di tradare sia con i CFD che con il Forex. Molto interessante sono anche le disposizioni in termini di leva, che possono raggiungere il rapporto 20:1. Inoltre, mette a disposizione un portafoglio digitale per il deposito e il ritiro di Bitcoin. Gli utenti di Avatrade possono commerciare il Bitcoin attraverso la piattaforma MetaTrader 4 e AvaTradeAct. Il deposito minimo è di 100 euro.

IQoption


Più ricca l’offerta l’offerta di IQoption (vedi dettagli QUI), almeno in termini di criptovalute. Ce ne sono addirittura sei: Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Dash, Ripple, Iota. E’ assente qualsivoglia leva finanziaria ed è possibile investire solo nel Forex. In compenso, mette a disposizione una piattaforma dedicata, la Crypto.

Il deposito minimo su IQoption è di 10 euro.

Plus500

+
Anche in questo caso l’offerta comprende sei criptovalute, ossia: Bitcoin, Ethereum, Ripple, Litecoin, Dash, NEM. Ovviamente, come da tradizione del broker, è possibile investire solo sul Forex. La particolarità dell’offerta di Plus500 dedicata alla criptovalute è la leva finanziaria, che raggiunge livelli davvero alti, ossia il rapporto 30:1. Come Avatrade, Plus500 ha stabilito una barriera all’entrata molto bassa, simboleggiata da un deposito minimo di 100 euro.

Tabella confronto broker con criptovalute

Questa tabella è stata estratta da financemagnates.com

BrokerBitcoinLitecoinEthereumRippleDashLeverageMore details
IQoption+++++1:1
Plus500+++++up to 1:30
AvaTrade+++++up to 1:20
BDSwiss++++up to 1:3
XTB+++++up to 1:20
UFX++1:4
JFD Brokers+1:10
Markets.com+++++up to 1:10
SwissQuote+1:1
IG+1:13
HYCM+1:10
SimpleFX++++up to 1:10
AAAFx+++N/A
Evolve Markets+++up to 1:25
Fortrade++++1:5
1Broker.com+N/A
FXChoice+1:3
ForexClub++up to 1:20
Ayondo+N/A
Bulltraders.com+N/A
Salma Markets+1:1
Whaleclub++++up to 1:20
1billionforex.com+1:3
Forex.ee(NetStock Ltd.)++++1:3
PrivateFX+N/A
FXCortex+N/A
796.com+N/A
Alpari+up to 1:10
NordFX+++1:3
Admiral Markets++++1:5
InstaForex+1:10
Exante++++N/A
Vantage FX+1:1
Trade360++1:4
Trade+1:20
HotForex+1:20