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Trend delle borse europee e americane per la seconda metà dell’anno

markets25eurogratisA sentire le dichiarazioni degli esperti economisti, come Marc Chapman, Morgan Stanley e gli analisti del Credit Swiss, nella seconda metà del 2015 il trend delle borse Europee andrà meglio rispetto a quello degli Usa.

Per il mercato azionario statunitense la seconda parte del 2015 sarà più cauta.

Nonostante l'Euro abbia recuperato il 9% dai minimi raggiunti a Marzo, conseguenza delle misure del Quantative Easing adottate, è ancora del 18% più basso rispetto ai minimi dell'anno passato.

Il che non significa che salirà tutto allo stesso modo e senza stalli.

Per quanto riguarda gli utili per azione, gli analisti svizzeri prevedono un livello di 7,9% per gli Stati Uniti e dell'8,2% per l'Europa, mentre Morgan Stanley prevede per l'Europa un valore di Eps del 10% (e del 9% per il 2016).

L'Euro Stoxx 50 dovrebbe salire dell'11%, e dovrebbero essere Italia e Spagna a godere maggiormente delle decisioni politiche della Bce.

Nonostante le positive previsioni sul mercato europeo, le azioni Usa pur essendo care, continueranno ad offrire un potenziale rendimento, nonostante il sempre più probabile rialzo dei tassi di interesse che la Fed dovrebbe annunciare.

Il mercato azionario Usa ha raggiunto dei livelli di record nel 2014, quando l'indice S&P500 ha toccato nuovi massimi nella sessione del 29 dicembre 2014 raggiungendo i 2.090 punti. Secondo l'esperto del settore , Asoka Woehrmann , di Deutsche Asset & Wealth Management le azioni continueranno a salire nell'arco del 2015 arrivando a fine anno tra 2.100 e 2.200 punti.

Trend delle quotazioni del petrolio

Alla fine dell'anno scorso, i prezzi del petrolio sono crollati, sia il Wti che il Brent sono scesi su livelli che non si vedevano dal 2009, fino ad arrivare a 50 dollari a barile.

Ora però il prezzo del petrolio sembra voler salire, toccando livelli mai raggiunti dal dicembre 2014.

Il WTI con scadenza a maggio, infatti, è arrivato a 56,39 dollari al barile, meno consistente il rialzo del Brent, che a fine maggio si è posizionato sui 60,32 dollari al barile

Prospettive sul petrolio causa ISIS

Il petrolio rappresenta per l'Iraq la primaria fonte di entrata.

La conquista dell'Iraq settentrionale da parte dell'ISIS potrebbe determinare dei gravi problemi fino ad arrivare ad un collasso dell'economia irachena e del conseguente equilibrio negli scambi petroliferi tra Iraq ed i paesi importatori.

Negli ultimi 2 mesi, infatti, i jihadisti hanno conquistato diverse zone di produzione petrolifere, anche se il maggior numero di pozzi petroliferi si trovano nella parte meridionale del paese controllata pienamente dal governo.

Se l'Isis dovesse riuscire nel suo intento, l'Iraq potrebbe subire ciò che accadde alla Libia dopo la morte di Gheddafi, una diminuzione del PIL del 50% causato dalla riduzione dei barili di petrolio prodotti ogni giorno, da 1,5 milioni a 0,5 milioni, con conseguenze massicce per tutte le nazioni.

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Grafico Petrolio time frame weekly con il TrendGT 

7 OIL-JUL15Weekly

Chiaramente ribassista il trend del graifco weekly che rappresenta il Petrolio anche se nell'ultima parte si visualizza un "rimbalzo" tecnico puntualmente segnalato dal TrendGT.

La media mobile ad 89 periodi mostra il suo trend al ribasso, e la lontananza dal prezzo evidenzia ancora di più la forza del trend bearish.

Osserviamo però un ritracciamento dei prezzi iniziato nella sessione settimanale del 15 marzo, che sembrerebbe per ora aver perso la sua forza in prossimità del livello 63,59, corrispondente ad un forte supporto della settimana 16 maggio 2010, rotto al rialzo nella sessione del 7 dicembre 2014 ed ora diventato resistenza; il prezzo ha infatti iniziato a creare nuovi massimi decrescenti, e nella settimana in corso ha rotto al ribasso il forte livello tondo sweetspot di 60.00.

Consiglio pratico: attendere un segnale trading del TrendGT che ci possa indicare un ingresso che segua il principale trend al ribasso.

+500

Antonio

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