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Investire in opzioni utilizzando le trend line

Uno degli strumenti di analisi tecnica per eccellenza è la trend line, o linea di tendenza, questa è una retta che collega i punti di massimo e i punti di minimo di un prezzo di uno strumento finanziario. La retta che collega i punti di massimo raggiunti dal prezzo prende il nome di resistenza, mentre la retta che collega i punti di minimo prende il nome di supporto.

Il fatto che si possano tracciare delle rette che collegano molti punti di massimo e di minimo raggiunti dal prezzo è indice del fatto che questo si muove seguendo appunto una tendenza. Tale tendenza può essere di tre tipi:

  • Tendenza rialzista
  • Tendenza ribassista 
  • Tendenza laterale

In tutti e tre i casi le linee di tendenza assolvono il compito di guidare il trader negli investimenti dato che le rette fanno da ” barriera ” ed il prezzo se assume una tendenza solitamente tende a rimanere entro i confini delle trend line sino a che non si verifichi una inversione.

COME DISEGNARE UNA LINEA DI TENDENZA

Strategie opzioni

Uno degli errori più comuni quando si tratta di tracciare le linee di tendenza è quello di costruirle basandosi su punti che non hanno valore perché ” isolati “. Per tracciare una linea di tendenza affidabile si deve con essa unire più punti possibili e di massimo e di minimo.

Solitamente una trend line di supporto si traccia dal punto di minimo più basso al punto di minimo più alto e più recente, tuttavia un principio cardine è quello di unire il maggior numero di punti di minimo.

GRAFICI E TREND LINE

Ora che abbiamo capito cosa sia una linea di tendenza la domanda legittima che sorge è quale grafico utilizzare per tracciare le trend line?, la risposta non è affatto semplice come può sembrare, infatti, in materia esistono pareri discordanti. In linea di massima però possiamo affermare che il grafico a candele assolve maggiormente a questa funzione.

Un’altra domanda a cui si danno risposte opposte è se i punti di massimo e minimo devono rappresentare solo la chiusura oppure anche i massimi e i minimi raggiunti nella seduta di riferimento. A tal proposito la letteratura a riguardo si può sintetizzare in un giudizio che è altamente soggettivo, in pratica, i punti di massimo e minimo che la trend line unisce devono essere giudicati a seconda dei casi. In generale si tende a tracciare la trend line basandosi sulla chiusura e non sui massimi e minimi di seduta.

STRATEGIA OPZIONI BINARIE

Veniamo al dunque e cerchiamo di mettere in atto la strategia che, nella maggior parte dei casi, da ottimi risultati. Sappiamo per definizione che una trend line bucata dal prezzo è un chiaro segnale di inversione ( a patto ovviamente che non si tratti di un falso segnale ), quindi appena il prezzo buca la sua trend line possiamo aprire la nostra posizione sul mercato seguendo questa semplice tecnica:

ACQUISTO OPZIONI BINARIE CALL

Quando il prezzo buca la sua trend line di resistenza si acquista una opzione di tipo call con scadenza proporzionale al time frame utilizzato.

ACQUISTO DI UNA OPZIONE BINARIA PUT

Quando il prezzo buca la sua trend line di supporto si acquista una opzione binaria di tipo put con scadenza proporzionale al time frame del grafico di riferimento.

Prezzo, scadenza, profitto delle opzioni Binarie

Dopo aver visto cosa sono le opzioni binarie, quali tipologie vengono negoziate dai broker, e come sia fondamentale imparare a gestire il rischio ed il capitale prima di buttarsi a capofitto nel trading in opzioni Binarie, in questo post ci occupiamo invece degli elementi che li caratterizzano, essi sono:

Il prezzo
L’attività sottostante
Il profitto
La scadenza

Il prezzo

E’ uno degli elementi più importanti da analizzare, il fulcro dell’analisi di un trader.

Bisogna distinguere però il prezzo del sottostante al momento in cui si acquista l’opzione (lo strike price), dal prezzo finale, cioè appunto il prezzo alla scadenza del sottostante, perché è questo che si guarda per stabilire se l’operazione di trading si è chiusa in profitto o in perdita.

L’investitore deve quindi investire tenendo in considerazione il trend di mercato e riuscire a prevedere l’andamento futuro del prezzo. E’ importante ascoltare i segnali che il mercato mostra per essere in grado fare previsioni corrette. Grafici e analisi dei movimenti del mercato sono gli strumenti più importanti per un trader.

L’attività sottostante

L’attività sottostante, o asset, è il titolo sul quale s’intende investire, che siano azioni, valute, indici o materie prime, l’attività sottostante è lo strumento su cui poggia l’intero investimento. L’opzione è infatti indissolubilmente legata al titolo, e quindi, dove muove il titolo muove l’opzione. Questo vuol dire che se si vuole investire al rialzo (acquistare dunque call), si otterrà un profitto solo se il prezzo del titolo cresce.

Con le opzioni tradizionali l’incremento deve essere deciso, forte, tale da ripagare il premio corrisposto al venditore. Le opzioni binarie hanno invece un grande vantaggio rispetto alle opzioni tradizionali, infatti, per ottenere un profitto è sufficiente che alla scadenza il sottostante sia cresciuto, non importa di quale entità, basta anche di un solo centesimo.

Medesime considerazioni si possono fare per gli investimenti che puntano al ribasso.
Su quale mercato puntare? Beh, non possiamo certo dirvelo noi, vi possiamo consigliare però di investire sempre in mercati altamente liquidi come il forex, o in materie prime come l’oro e il petrolio che subiscono spesso interessanti oscillazioni.

Il profitto

Il profitto è il termine più bello per un investitore, è ciò che vuole sentire dopo aver chiuso una operazione. Quando si parla di opzioni binarie si parla anche di profitto, e a dir la verità di guadagni abbastanza elevati. Le opzioni binarie sono uno dei pochi strumenti finanziari attraverso i quali è possibile realizzare profitti molto alti, tra il 70 e il 400% in una sola operazione e in un breve lasso di tempo, in alcuni casi fino al 640%.

Un investitore che grazie alla propria esperienza riesce a stimare correttamente l’andamento del sottostante, sarà in grado di generare profitti di grandi dimensioni in pochissimo tempo. Le opzioni binarie hanno infatti questa grande forza. Certo, non è tutto oro quello che luccica, non sempre le cose volgono per il verso giusto e il pericolo di perdere il proprio investimento è sempre dietro l’angolo.

Tuttavia, se l’esperienza conta qualcosa, se le proprie capacità di lettura e di analisi permettono di stimare correttamente l’andamento del mercato, allora, i casi di perdita saranno sporadici, o comunque molto limitati. Basta infatti chiudere in profitto 3 investimenti su 5 per le opzioni Alto/Basso, o addirittura anche 1 su 5 per le opzioni ad alto rendimento per ottenere comunque un guadagno.

L’opzione binaria è uno strumento finanziario il cui ritorno è collegato necessariamente all’accuratezza delle previsioni fatte dal suo acquirente, riguardo all’andamento del prezzo di un determinato titolo, lungo un orizzonte temporale predefinito.

La scadenza

La scadenza segna il punto di chiusura dell’investimento. Ogni opzione ha una scadenza perchè si tratta di uno strumento che per sua natura ha una durata limitata.

E’ alla scadenza dell’opzione che si conoscerà con certezza se l’investimento si è chiuso in profitto o con una perdita. Prima della scadenza tutto può accadere, il titolo può invertire in qualsiasi momento la propria tendenza e cambiare le sorti dell’investimento.

Caratteristica peculiare delle opzioni binarie è l’arco temporale (che definisce il periodo di scadenza dell’investimento), molto limitato. I broker infatti permettono di investire in opzioni che hanno una scadenza, a volte fino ad un mese, ma normalmente compresa tra 15 minuti e qualche giorno. In particolare il broker 24option consente di investire in opzioni che hanno una scadenza di 60 secondi.

Queste brevi scadenze permettono celeri investimenti che rientrando in poco tempo consentono di guadagnare immediatamente liquidità.

In particolare, le opzioni Su/Giù sono quelle con la più breve scadenza, solitamente fino ad un massimo di 24 ore.

Probabilmente non esistono differenti strumenti finanziari che consentono guadagni così rapidi ed elevati.

Ricordiamo che generalmente la possibilità di acquistare una opzione si chiude dai 5 ai 15 minuti prima che la stessa sia giunta a scadenza.

Rame cresce, ma le previsioni sono ribassiste nel lungo periodo

Secondo le utlime previsioni sull’andamento del prezzo del Rame, le quotazioni sono destinate ad abbassarsi ulteriormente per un duplice motivo:

Le riserve Cinesi abbondanti
La crisi economica che riduce la domanda

Attualmente però, il metallo rosso quota 7263.6000€ per tonnellata, prezzo molto distante dai 6500€ di fine ottobre del 2011.
Da quel momento il prezzo è iniziato a salire in modo irrefrenabile arrivando a circa 7.700€ per tonnellata.

Lo chief executive della cilena Codelco dichiara che nel 2013 la materia prima potrebbe perdere circa il 10%, anche se per tutto il 2012 ci si attende un movimento rialzista.
Comunque, l’andamento del prezzo dovrebbe mantenersi all’interno del range 6.500€-8.000€

Prezzi del Rame espressi in € per tonnellata

Prezzo petrolio stabile ma con previsione rialzista

Il prezzo del crude oil rimane stabile e quota 103$, anche se da Febbraio 2012 è passato da 108$ a 103$ appunto.
Dal 2008, anno in cui si è innestata una vera e propria bolla speculativa del greggio, il prezzo è passato dai circa 90 al barile, fino a raggiungere il prezzo massimo di 146$ di luglio dello stesso anno.

la bolla è poi piano piano calata, soprattutto a causa della crisi mondiale innescatasi negli Stati Uniti con i famosi mutui-subprime e poi propagatasi a livello internazionale. Ciò ha comportato una riduzione dei consumi energetici, quindi un calo della domanda di petrolio e di conseguenza un calo del prezzo al barile.

A fine 2008 il prezzo era calato drasticamente fino a raggiungere il prezzo limite di 40$, per poi riprendersi ad inizio 2009 e risalire a quota 70$.
Con la ripresa economica, anche se molto lenta, il prezzo è ritornato a salire a quota 80$ ed è rimasto costantemente a questa soglia per il 2010.

Andiamo adesso a dicembre 2011, quando il prezzo era nuovamente salito sopra la soglia dei 100$ al barile per continuare fino a Gennaio 2012.
Da questo momento il prezzo è salito fino a superare i 108$ per poi riabbassarsi come abbiamo visto a metà aprile 2012 a quota 103$.

Immagine prelevata da forexpros.it

A questo punto i 100$ sembrano il limite di resistenza. Gli esperti ritengono che il prezzo possa salire nel breve termine e superare nuovamente i 105$ con stop loss però a 100$.
Tuttavia alcuni segnali sembrano contrastanti dato che Marzo ha visto calare il prezzo da 107$ a 101$.

Altri fattori che influenzano il prezzo delle opzioni

Il prezzo delle opzioni è influenzato da una serie di fattori, anche molto diversi tra loro. Alcuni di questi influenzano solo determinate opzioni, altri invece influenzano qualsiasi genere di opzioni.
Tra i fattori più incisivi ricordiamo sicuramente il prezzo del sottostante, la data di scadenza, cioè la vita residua dell’opzione e la volatilità

Questi 3 fattori che influenzano il prezzo dell’opzione per circa un 90% li abbiamo già visto in precedenza.
Adesso occupiamoci di altri fattori un po’ meno importanti, ma che comunque possono incidere nella misura di un 5-10%

1. Movimenti repentini
2. Domanda e offerta
3. Liquidità
4. Dividendi del sottostante e dichiarazione degli utili trimestrali (earnings)
5. Interessi

I movimenti repentini del prezzo delle opzioni si hanno quando per qualche ragione specifica il mercato del sottostante subisce forti rialzi o ribassi di prezzo.
Supponiamo il mercato delle azioni. E’ risaputo infatti che nell’ipotesi di notizie sconfortanti, anche se una azienda è in buone condizioni, il prezzo della sue azioni tende a diminuire.

Se una tale diminuzione avviene a livello generale di borsa, il panico prende il sopravvento tra la maggior parte degli investitori che quasi incontrollati iniziano a vendere per paura di perdere tutti i propri risparmi.

Più si vende è più i titoli calano di prezzo generando un circolo vizioso, così, quegli investitori che all’inizio avevano pazientato, adesso hanno reale timore ed iniziano anche loro a vendere.
A questo punto, forti speculatori iniziano a comprare, il titolo subisce uno stop e poi ritorna a salire.

Questi repentini cambiamenti di prezzo influenzano anche il prezzo dell’opzione.

Come ogni cosa, anche il prezzo delle opzioni è influenzato dalla domanda e dall’offerta di mercato. Se il mercato chiede più opzioni call il loro prezzo tenderà a salire, se invece la domanda diminuisce allora anche il loro prezzo diminuirà. Lo stesso accade per la loro offerta ma in modo opposto.

La liquidità di un mercato indica quanto denaro circola in quel mercato. Più denaro gira, maggiore è la liquidità.
Quando le opzioni sono all’inizio della loro scadenza, la liquidità è bassa perché anche la domanda è bassa. Mano a mano che il giorno della scadenza si avvicina, le negoziazioni delle opzioni aumentano e di conseguenza anche il loro prezzo cambia.

Quando si negozia è meglio farlo in mercati più liquidi, onde evitare di trovare difficoltà nel dover piazzare il titolo (trovare un acquirente o un venditore) quando si ritiene necessario.

Infine, per concludere la trattazione ricordiamo che anche la distribuzione dei dividendi e le dichiarazioni trimestrali degli utili influenzano il prezzo dell’opzione.
Una volta che la società distribuisce gli utili, il prezzo dell’azione tende a diminuire, così di conseguenza, anche il valore di opzione call con titolo sottostante in azioni tenderà a diminuire. Al contrario le put crescono.

Gli earnings, cioè i guadagni dell’azienza, influenzano il prezzo dell’opzione (ovviamente con titolo sottostante in azioni). Ogni trimestre infatti, le società, in date prestabilite comunicano gli utili conseguiti. Considerando che il prezzo dell’azione è formato dal livello di utili futuri che la società conseguirà, risulta chiaro che risultati negativi degli earnings tendono a ridurre il prezzo dell’azione, risultati positivi tendono a farlo aumentare.

Di riflesso anche il prezzo dell’opzione cambia, soprattutto quando i risultati degli utili procurano forti scossoni al prezzo delle azioni.

Anche i tassi d’interesse incidono sul prezzo dei titoli e quindi come conseguenza su quello delle opzioni. Se i tassi aumentano crescono le call e diminuiscono le put.