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Influenza dei dividendi e del tasso d’interesse sul prezzo dell’opzione

Tutte le società quotate in borsa hanno una loro politica sulla distribuzione dei dividendi. Produrre tanti utili non si traduce necessariamente in elevati dividendi. La società può infatti decidere di non distribuire, o di farlo solo parzialmente, gli utili generati, ecco perché è importante non fare confusione sulla differenza tra utili e dividendi.

Una società che paga dividendi elevati è sicuramente preferita ad un’altra società che pur realizzando utili simili distribuisce una minore quantità di dividendi. L’investitore preferirebbe infatti la prima opzione alla seconda.

Tuttavia, in entrambi i casi, il prezzo dell’opzione che ha come sottostante un titolo azionario è soggetto a movimenti, anche parecchio consistenti.
Se una società distribuisce dividendi, il valore dell’azione si riduce della stessa misura, questa riduzione influenza il valore dell’opzione.

L’opzione call si riduce di prezzo, la put aumenta grazie alla posizione ribassista.

Anche il tasso d’interesse influenza il prezzo delle azioni e come indiretta conseguenza quello delle opzioni. Senza entrare nella logica della questione, vi basta sapere che ad un aumento dei tassi d’interesse, segue un aumento del prezzo di una opzione call, mentre viceversa si avrà una situazione totalmente opposta per le put con la diminuzione di prezzo.

Se invece i tassi d’interessi diminuiscono, vale il caso opposto, le call si deprezzano e le put crescono.

Sfruttare gli earnings nel trading opzioni

Abbiamo visto in precedenza cosa sono gli Earnings e i dividendi, adesso invece ci occupiamo di capire perché questi elementi sono così importanti per un trader.

Come accennato nel precedente post, le grandi aziende USA dichiarano trimestralmente i loro utili in date prestabilite. Gli “earnings” trimestrali, seppur presentando tanti limiti, indicano lo stato di salute di una azienda, ecco perché in corrispondenza di queste date il valore del titolo può subire forti oscillazioni.

Gli investitori sono molto attenti all’andamento degli utili in azienda, quindi, notizie positive trascinano il titolo verso l’alto, la domanda di possedere un buon titolo cresce e il prezzo aumenta, mentre notizie negative lo spingono verso il basso, infatti, risultati poco entusiasmanti creano timore, la domanda cala e con se il prezzo del titolo.

Ottimi risultati  = titolo aumenta
Scarsi risultati = titolo diminuisce

Ma perché gli earnings dovrebbero destare interesse per chi fa trading con le opzioni?
Semplicemente perché se il prezzo delle azioni sale, tende a salire anche il prezzo dell’opzione che ha come sottostante proprio l’azione, mentre se diminuisce tende a diminuire il prezzo dell’opzione.

Attenzione dunque a non acquistare opzioni senza valutare il possibile andamento degli earnings.

Cosa sono gli Earnigs (Utili), Dividendi e EPS

Si tratta di argomenti di notevole interesse sia per gli azionisti di una società, sia per i potenziali investitori di quella società, che per gli acquirenti di opzioni con sottostante in azioni.
Ma se da un lato gli investitori in azioni focalizzano la loro attenzione sui dividendi, i trader di opzioni si concentrano sugli utili, chiamati anche earnings.

L’utile è la differenza tra i ricavi che un’azienda produce in un dato periodo, e i costi che sostiene nello stesso periodo. Se questa differenza è positiva l’azienda produce un utile, se negativa, vuol dire che è andata in perdita.

Normalmente gli utili si misurano tenendo in considerazione un arco temporale della durata di un anno (dal primo Gennaio al 31 Dicembre).
In realtà, le società più grandi (quelle USA), per diverse esigenze non solo conoscitive, calcolano i loro utili trimestralemnte, si parla in questo caso di Earnings trimestrali.

La conoscenza degli earnings può essere sfruttata per massimizzare i profitti

I dividendi invece, sono quella parte di utili che la società decide di distribuire agli azionisti. Una società che ha prodotto utili può anche decidere di non distribuire dividendi.
I dividendi coincidono con gli utili solamente quando la società decide di redistribuire tutto il profitto del periodo senza destinare nessuna parte all’autofinanziamento o ad altre esigenze societarie.

Considerando che il capitale di ogni società è suddiviso in quote di partecipazione (le azioni), l’acronimo EPS misura l’utile per azione (earnings per share).
In una società che ha emesso 100 azioni ed ha un utile di 50€, l’EPS è di 0,50 centesimi (50€:100 = 0,5€).

Facciamo adesso un esempio concreto:

La scietà Pollicino S.p.a chiude il bilancio d’esercizio con 100 milioni di euro di ricavi e 95 milioni di euro di costi.
Se l’utile è la differenza tra costi e ricavi, allora il guadagno netto dell’azienda ammonta a 100-95 = 5 milioni di euro.

Supponiamo che la Pollicino S.p.a è divisa in 1.000.000 azioni e che gli amministratori decidono di distribuire solamente 1 milione di euro agli azionisti. In questo caso:

A chiusura 2011

  • Gli Utili ammontano a 5 milioni
  • I Dividendi ammontano a 1 milione
  • L’utile per azione (EPS) è di 5€ (5 milioni di € / 1 milione d’azioni)
  • Il Dividendo per azione è di 1€ (1 milioni di €/ 1 milione d’azioni)

Se ipotizziamo di essere possessori di 50 mila azioni, la parte di dividendi spettante alla nostra proprietà sarebbe di 50 mila x 1€ = 50.000€

Altri fattori che influenzano il prezzo delle opzioni

Il prezzo delle opzioni è influenzato da una serie di fattori, anche molto diversi tra loro. Alcuni di questi influenzano solo determinate opzioni, altri invece influenzano qualsiasi genere di opzioni.
Tra i fattori più incisivi ricordiamo sicuramente il prezzo del sottostante, la data di scadenza, cioè la vita residua dell’opzione e la volatilità

Questi 3 fattori che influenzano il prezzo dell’opzione per circa un 90% li abbiamo già visto in precedenza.
Adesso occupiamoci di altri fattori un po’ meno importanti, ma che comunque possono incidere nella misura di un 5-10%

1. Movimenti repentini
2. Domanda e offerta
3. Liquidità
4. Dividendi del sottostante e dichiarazione degli utili trimestrali (earnings)
5. Interessi

I movimenti repentini del prezzo delle opzioni si hanno quando per qualche ragione specifica il mercato del sottostante subisce forti rialzi o ribassi di prezzo.
Supponiamo il mercato delle azioni. E’ risaputo infatti che nell’ipotesi di notizie sconfortanti, anche se una azienda è in buone condizioni, il prezzo della sue azioni tende a diminuire.

Se una tale diminuzione avviene a livello generale di borsa, il panico prende il sopravvento tra la maggior parte degli investitori che quasi incontrollati iniziano a vendere per paura di perdere tutti i propri risparmi.

Più si vende è più i titoli calano di prezzo generando un circolo vizioso, così, quegli investitori che all’inizio avevano pazientato, adesso hanno reale timore ed iniziano anche loro a vendere.
A questo punto, forti speculatori iniziano a comprare, il titolo subisce uno stop e poi ritorna a salire.

Questi repentini cambiamenti di prezzo influenzano anche il prezzo dell’opzione.

Come ogni cosa, anche il prezzo delle opzioni è influenzato dalla domanda e dall’offerta di mercato. Se il mercato chiede più opzioni call il loro prezzo tenderà a salire, se invece la domanda diminuisce allora anche il loro prezzo diminuirà. Lo stesso accade per la loro offerta ma in modo opposto.

La liquidità di un mercato indica quanto denaro circola in quel mercato. Più denaro gira, maggiore è la liquidità.
Quando le opzioni sono all’inizio della loro scadenza, la liquidità è bassa perché anche la domanda è bassa. Mano a mano che il giorno della scadenza si avvicina, le negoziazioni delle opzioni aumentano e di conseguenza anche il loro prezzo cambia.

Quando si negozia è meglio farlo in mercati più liquidi, onde evitare di trovare difficoltà nel dover piazzare il titolo (trovare un acquirente o un venditore) quando si ritiene necessario.

Infine, per concludere la trattazione ricordiamo che anche la distribuzione dei dividendi e le dichiarazioni trimestrali degli utili influenzano il prezzo dell’opzione.
Una volta che la società distribuisce gli utili, il prezzo dell’azione tende a diminuire, così di conseguenza, anche il valore di opzione call con titolo sottostante in azioni tenderà a diminuire. Al contrario le put crescono.

Gli earnings, cioè i guadagni dell’azienza, influenzano il prezzo dell’opzione (ovviamente con titolo sottostante in azioni). Ogni trimestre infatti, le società, in date prestabilite comunicano gli utili conseguiti. Considerando che il prezzo dell’azione è formato dal livello di utili futuri che la società conseguirà, risulta chiaro che risultati negativi degli earnings tendono a ridurre il prezzo dell’azione, risultati positivi tendono a farlo aumentare.

Di riflesso anche il prezzo dell’opzione cambia, soprattutto quando i risultati degli utili procurano forti scossoni al prezzo delle azioni.

Anche i tassi d’interesse incidono sul prezzo dei titoli e quindi come conseguenza su quello delle opzioni. Se i tassi aumentano crescono le call e diminuiscono le put.