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Le borse crollano? ecco le opportunità in Italia

Dopo la Brexit abbiamo assistito al crollo della sterlina nei confronti delle altre valute e anche le azioni degli indici europei sono scese a picco (specialmente nel settore bancario). La borsa di Milano (che è di proprietà della London Stock Exchange) ne ha risentito in modo particolare e in questo momento sta perdendo il 12%! Particolarmente colpito il settore bancario. 

Ma attenzione! i ribassi di questi giorni non sono ancora un'opportunità. Dobbiamo attendere nuovi minimi nei prossimi mesi per costruire un portafoglio sano e funzionale per il futuro. Sotto alcuni dei nostri consigli.

Tuttavia non c'è da allarmarsi perchè chi ha seguito questa vicenda in modo corretto e ha utilizzato i giusti sistemi di trading può solo capire che si stanno per creare numerose opportunità di guadagno per i prossimi mesi.

La borsa è fatta per sorprendere e le news sono il motore che ci permette di creare e sfruttare le oscillazioni di mercato.

Azioni italiane da comprare nel 2016

Ecco alcuni titoli che dobbiamo tenere in mente e comprare a buoni prezzi approfittando dei possibili futuri ribassi delle quotazioni degli indici. I grafici seguenti sono su timeframe Settimanale con applicazione di Fibonacci e del TrendGT indicator.

Terna azioni e cfd

Il supporto sui grafici settimanali di Terna SPA è tra 4,40 e 3,90 euro. Il prezzo è già quasi giunto in questa fascia e stiamo in attesa di essere eseguiti.

TRNAWeekly

Il grafico sopra vi mostra che anche i ritracciamenti di Fibonacci ci inducono a pensare che intorno al 50% dell'ultimo movimento di forza rialzista, le azioni Terna dovrebbero nuovamente reagire.

Unicredit e IntesaSanPaolo: banche verso i minimi

Si tratta delle 2 banche italiane più importanti e di "peso" sul listino FtseMib. Unicredit ha sicuramente una posizione più sofferente rispetto a IntesaSanPaolo ma essendo tra le "Too Big to Fail" continuano ad ottenere un grande interesse da parte dei trader.

I prezzi attuali sono ancora alti per un'entrata di lungo periodo da "cassettista" e attendiamo nuovi minimi annuali come dai seguenti grafici:

INTSNPLWeekly UNCRDWeekly

Azioni Exor

La società Exor negli ultimi anni ha subito numerosi cambiamenti strutturali anche a seguito dello spostamento della FIAT in America con conseguente fusione con la Chrysler. Il titolo ne ha fortemente beneficiato ma adesso ha stornato oltre il 50% di fibonacci. L'ultima candela weekly ci mostra una figura ribassista che può avere come obiettivo il raggiungimento di zona 22-24 euro.

EXRWeekly

Atlantia

Infine concludiamo la nostra analisi con la società Atlantia. Il trend di lungo periodo rimane ancora rialzista anche se nel 2016 abbiamo assistito ad un ritorno verso il primo ritracciamento di fibonacci al 23,6%. La tenuta di questo livello può riportare i prezzo verso nuovi massimi. Al contrario invece dobbiamo attendere una forza ribassista verso 17-18 euro, area di supporto del 2014 e ottimo punto per un buy da "cassettista".

ATLNTWeekly

Le società produttrici di armi in rialzo alla Borsa delle guerre

Solitamente il momento migliore per investire in azioni di società produttrici di armi è dopo un attentato o quando si intraprendono delle azioni belliche, come ad esempio gli attentati di Parigi e le ultime vicende legate all’ISIS.

Accade, dunque, che il prezzo delle azioni sale vertiginosamente e ciò rappresenta un’occasione propizia per gli speculatori.

Tutto ciò ci porterebbe a pensare in modo avido e insensibile, ma la verità è che la borsa delle guerre ci guadagna, così come ci guadagna chi costruisce armi e forniture militari.

Non a caso infatti queste società sono spesso quotate in borsa e in corrispondenza di attentati hanno visto il valore delle loro azioni schizzare in alto.

Tra le principali società che a livello mondiale producono armi da guerra troviamo:

  1. Lockheed Martin – USA (aerei, missili, elettronica, spazio)

  2. Boeing – USA (aerei, missili, elettronica, spazio)

  3. BAE Systems – UK (aerei, artiglieria, elettronica, veicoli militari, missili, armi/ munizioni, navi)

  4. Raytheon Company – USA (missili)

  5. Northrop Grumman – USA (aerei, elettronica, missili, navi, spazio)

  6. General Dynamic – USA (artiglieria, elettronica, veicoli militari, armi/munizioni, navi)

  7. Airbus Group (EADS) – Europa (armi, elettronica, missili)

  8. Finmeccanica – Italia (elicotteri, elettronica, missili, munizioni, aerei, veicoli militari)

  9. United Technologies – USA (armi, elicotteri)

  10. Thales – Francia (armi, elettronica)

Dopo gli eventi tragici del 13 novembre di Parigi questi produttori di armi hanno guadagnato più di 12 miliardi di euro sul mercato azionario.

Finmeccanica in borsa italiana

In particolare ad esempio la Italiana Finmeccanica ha registrato un aumento nelle sue quotazioni dell’8,2%, Lockheed Martin un incremento nei guadagni del 3,78%, Boeing che visto un incremento del 3,55%, Raytheon con un incremento delle sue azioni da 117$ a 123$.

Anche la francese Thales ha avuto un incremento del 5,32%, cioè con oltre 730 milioni di euro di guadagno.

Inoltre dall’11 settembre 2001 ad oggi la spesa militare mondiale è aumentata del 50%.

L’incremento del valore di borsa di queste società è legata proprio alla percezione del conflitto e quindi della probabilità del verificarsi di una guerra, con la conseguenza di un incremento nella vendita di armi. Infatti i primi bombardamenti della Francia in Siria hanno spinto gli speculatori ad acquistare le azioni di queste società produttrici di armi, puntando dunque al business e ai propri guadagni.

Come proteggere gli investimenti dal terrorismo

Ospitiamo un'interessante riflessione sull'allarme terrorismo e attentati e la conseguente reazione delle borse mondiali a cura di Matteo Nobile, gestore di un importante fondo di investimento svizzero della banca BSI di Lugano. Sappiamo che le sue opinioni sono sempre di grande valore per i nostri lettori.

Indifferenza

settembreÈ ovviamente impossibile cercare di misurare, in modo razionale, la gravità di un attentato terroristico: non trovo corretto né usare la vicinanza geografica, né il numero di vittime, di feriti, le armi usate, … L'attacco di Parigi, di venerdì scorso, quello nel Mali, durante la settimana, i rastrellamenti nei quartieri di Parigi e di Bruxelles e la risposta militare in Siria, gli avvisi di stare a casa ed evitare i luoghi affollati sono comunque fatti gravi, è difficile negarlo.

Eppure, la reazione del mercato, è stata prossima allo zero. Un sussulto lunedì mattina, durato pochi attimi, 46 minuti per l'esattezza, per poi tornare, con l'indice europeo in zona neutrale dopo un inizio comunque relativamente contenuto a -1.03%.

In realtà, il mercato statunitense sembra più o meno “fuori dai giochi”, mentre quello europeo sembra essere guidato praticamente solo dalla liquidità offerta dalla banca centrale (BCE) che nell'instabilità e nell'incertezza ha altre motivazioni per continuare, estendere, rafforzare il suo intervento monetario, senza dover nemmeno richiedere ai vari paesi di attivare le misure di austerità, anzi.

Le mosse di Draghi e delle banche centrali

Tanto che Draghi ha fondamentalmente ricordato che è pronto a fare tutto il possibile, in attesa dell'incontro del 3 dicembre. A tutti gli effetti, la “non reazione” di

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Analisi Mercati Azioni – Forex di Matteo Nobile

Con molto piacere e dopo diversi mesi ospitiamo nuovamente un'analisi mercati di Matteo Nobile, analista finanziario e Portforlio Manager della banca svizzera BSI di Lugano.

Tratto dalla newsletter settimanale.

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Previsioni 2015 e Gestione Rischi Finanziari

Ecco un estratto dei commenti e pensieri finanziari del nostro amico Matteo Nobile, stimato professionista del settore in Svizzera.

Premessa:

Preferisco un approccio basato sulla gestione del rischio, dove risulta più importante evitare di subire particolari danni piuttosto che "vincere" sulla scelta dell'investimento perfetto. 

Previsioni 2015 e costruzione di portafogli

Ci risiamo: verso la fine dell'anno, l'etere (tv, radio, web) si riempie di outlook finanziari e oroscopi. I primi li valutiamo con la massima attenzione, sperando di capire dove mettere i nostri sudati risparmi per farli fruttare, i secondi li ascoltiamo con un misto tra scetticismo e divertimento, sapendo che in fondo, o sono tremendamente generici, oppure non ci azzeccano.

Ma quante volte ci hanno azzeccato gli outlook finanziari?

Difficile fare una statistica, vista la dispersione dei dati, di come questi vengono registrati e di come molti, a volte un po' come gli oroscopi, sono piuttosto generici, oppure si riferiscono ai dati economici ma non alla valutazione degli strumenti finanziari. È però possibile fare una valutazione inversa: valutare cosa sarebbe successo se le previsioni fossero state corrette e confrontarle con cosa è realmente successo.

Prendiamo gli ultimi 27 anni e consideriamo le azioni globali (MSCI World), quelle emergenti (MSCI Emerging), le obbligazioni globali (con cambio protetto), l'oro, il greggio, e il CHF, dal punto di vista di un investitore in USD.

  • Se questo investitore avesse investito la stessa quantità in ognuna di queste asset classes avrebbe ottenuto una performance di 5.4% circa all'anno, negli ultimi 27 anni.
  • Se fosse stato possibile non investire solo nella peggiore, il risultato sarebbe quasi raddoppiato a 10.3% all'anno, per 27 anni.
  • Se addirittura fosse stato possibile investire nelle migliori 3, la performance sarebbe di nuovo quasi raddoppiata, a 19.2% all'anno, per 27 anni.

Per un parametro di misura, 100 dollari a fine 1987 sarebbero diventati rispettivamente 426 (investendo in tutte le asset classes), 1610 (investendo in tutte tranne la peggiore), 17600 investendo nelle migliori 3. A riferimento, investendo sempre nella migliore, alla fine del periodo ci saremmo trovati con 254056 USD (29% all'anno), mentre investendo sempre nella peggiore, sarebbero rimasti 55 cts (-19% all'anno). Visto in un altro modo, investendo in tutte tranne la peggiore, anno per anno, si sarebbe ottenuta la stessa performance della migliore delle asset classes (mercati emergenti) con un terzo del rischio. Interessante anche notare come l'investimento nei migliori 3 abbia ottenuto sempre risultati positivi, ogni anno, passando indenne nelle crisi del 2000-2003 e del 2007-2009. Va anche notato che non si tratta di prevedere l'ammontare della performance, semplicemente una graduatoria, dalla migliore alla peggiore.

Io non conosco portafogli che abbiano ottenuto 20% di performance annua su 27 anni consecutivi con un rischio di poco superiore al 10%! Qualche portafoglio è arrivato vicino ai 10% all'anno, come ad esempio Carmignac Patrimoine che dal 1989 ad oggi ha offerto circa 8.5% annuo. Si tratta però di casi piuttosto rari. Portafogli come lo UBS Balanced sono più vicini al 5.3%, addirittura sotto la media.

Questi dati empirici mostrano come la possibilità di prevedere l'andamento delle asset classes finanziarie sia decisamente inferiore a quello che si vuole far credere.

  • Ad oggi, per tornare alla situazione attuale, è difficile, se non impossibile, prevedere quale sarà l'impatto del prezzo del greggio a 60 invece che a 100.
  • Impossibile prevedere se da qui a qualche mese i paesi dell'OPEC si accorderanno per un taglio di produzione, facendo tornare i prezzi, presumibilmente, verso 90-100 USD.
  • Per quanto se ne discuta, è difficile, se non impossibile, prevedere quale possa essere l'impatto di un rialzo dei tassi a breve in USA, sempre che la FED decida di rialzarli, altra cosa non esattamente certa.
  • È difficile, se non impossibile, determinare se le riforme italiane sulla legge del lavoro troveranno un riscontro economico oppure si tradurranno in scioperi e tumulti sociali.
  • Se la Cina sarà in grado di rilanciare la propria economia, magari stimolando i consumi piuttosto che i crediti.
  • Se la BCE sarà davvero in grado di rilanciare l'attività creditizia e i relativi investimenti tramite un quantitative easing, oppure altre forme di intervento, oppure se sarà sufficiente la forza del dollaro (e la relativa debolezza dell'EUR).
  • Se la demografia sfavorevole in gran parte dei paesi sviluppati sarà un freno eccessivo già nell'anno prossimo, oppure lo sarà nei successivi. Se questo freno sarà solo temporaneo e poi la situazione si normalizzerà verso nuovi equilibri.
  • Se i baby boomers che oggi lasciano il mondo del lavoro e fanno “paura” in termini di onere sociali, trasferiranno la loro ricchezza agli eredi.

Le incognite sono troppe, così come sono complesse, non lineari e in buona parte sconosciute le dinamiche tra le variabili economiche e sociali. Non siamo nemmeno così certi di quanto queste variabili si traducano poi in una variazione di prezzo delle asset classes. Il Price earning ratio di 22.5 dell'indice Euro Stoxx 50, di 20 sullo SMI, di 18 sullo S&P500 è “corretto” ? Come possiamo misurare la “correttezza” di questo parametro ? In base ai tassi di interesse ? Di medio, di lungo periodo ? In base all'inflazione oppure alle sue aspettative ? Solo l'anno scorso non c'era economista che non giurasse sulla testa dei suoi figli che i tassi di interesse erano assolutamente troppo bassi e che erano destinati a salire…

 

tassi di interesse

 

Per quanto fossero bassi, i tassi sulle principali valute sono scesi ulteriormente durante tutto l'anno. Ad oggi, più o meno tutti gli economisti ci assicurano che i tassi sono destinati a salire… a me sembra un po' un déjà-vu, ma prima o poi avranno sicuramente ragione.

Un altro modo di vedere la cosa è capire cosa sarebbe possibile fare se davvero le previsioni fossero corrette. Si supponga di poter dire che l'anno prossimo, il 19 di dicembre, l'indice S&P500 sarà a 2325, quindi un rialzo di 11.3% a partire dal livello attuale. Sarebbe possibile acquistare un'opzione call 2300 a 31.8 USD e vendere un'opzione call 2325 a 27 USD. Il “costo” sarebbe quindi di meno di 5 USD, ma se davvero l'indice arriverà a 2325, le 2 opzioni combinate varranno 25 USD… quintuplicando l'investimento! Il fatto che non si vedano spesso risultati del genere dovrebbe far capire quanto sia difficile azzeccare l'esatta posizione di un indice a distanza di mesi.

La costruzione del portafoglio 2015

Lo scenario presenta una quantità di incognite e di fattori poco ponderabili da rendere molto difficile anche capire quale potrebbe essere la classe peggiore sui prossimi 12 mesi. In secondo luogo, la suddivisione tra obbligazioni e azioni lascia oggi il tempo che trova. In un portafoglio 70% bond e 30% equity, in EUR, con le obbligazioni che offrono un rendimento di 1.4% con una duration di 7 anni, è sufficiente un movimento dei tassi di 0.2% per annullare il rendimento del pacchetto azionario, e per compensare una discesa del 15% dei mercati azionari, che si traduce in 4.5% di impatto sul portafoglio è necessario che i tassi scendano di 50 basis (0.5%) per compensare la perdita… tassi a 0.9% che però indicano una situazione ben più critica in generale. (giapponesizzazione).

La diversificazione, l'asimmetria e probabilmente l'inserimento di elementi “absolute return” sembra oggi più importante che mai.

Tenendo però conto che le correlazioni potrebbero mutare rapidamente, a fronte delle operazioni delle banche centrali, che significa che il portafoglio andrà controllato continuamente per assicurarsi che i fattori di rischio continuino ad essere poco correlati.

 

correlazioni assett finanziari e valute