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Banche italiane sicure? le verità nascoste

Dal caso Etruria, paure e perplessità aleggiano nel mondo dei risparmiatori che, dopo tanti sacrifici, hanno paura di affidare i risparmi di tutta una vita alle banche italiane. Quello accaduto, del resto, potrebbe essere solo un assaggio di quanto accadrà a partire dal prossimo anno con le nuove norme sul cosiddetto “bail in” letteralmente salvataggio interno, ovvero uno strumento che consente alle autorità di risoluzione di disporre, al ricorrere delle condizioni di risoluzione, la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti o la loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a ripristinare un’adeguata capitalizzazione e a mantenere la fiducia del mercato.

Una legge a nostro avviso assurda perchè coinvolge i risparmiatori ignari della mala gestione dei soci forti e degli amministratori disonesti o incapaci. In poche parole salvano le banche con i nostri soldi!

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Crisi MPS (chi pagherà il conto?)

La crisi del MPS, la più antica banca del mondo e terza più grande d'Italia per asset, rischia di mettere in crisi l’intero sistema bancario perché a pagare i crediti inesigibili sarebbero altre banche e quindi, a cascata, su tutti i risparmiatori. Le azioni delle banche italiane, che da inizio anno sono crollate, sono infatti risalite un po’ nella seduta di lunedì 15 ma le preoccupazioni di fondo rimangono. Per risolvere la crisi delle banche collassate, infatti, non è stato usato denaro pubblico ma altre banche hanno dovuto dare un contributo speciale a un fondo di risoluzione, mentre azionisti e obbligazionisti subordinati esistenti sono stati spazzati via. I contributi speciali costano a Intesa quasi 380 milioni di euro, a UniCredit quasi 280 milioni e al Banco Popolare 114 milioni.

Stress test: sono dati affidabili?

Per saperne di più su quali sono gli effettivi rischi dei risparmiatori, particolarmente interessante risulta l’esito degli stress test, in grado di misurare con un buon margine di precisione la solidità degli istituti di credito, ovvero il grado di resistenza in caso di una forte recessione e di turbolenze di mercato. La situazione italiana è, a quanto pare, meno preoccupante di quanto si poteva immaginare dato che 4 banche su 5 hanno ottenuto risultati positivi. Diversamente dal passato, gli stress test 2016 non fissano in caso di scenario avverso una soglia patrimoniale al di sotto del quale la banca è obbligata automaticamente alla ricapitalizzazione (tale soglia nell'ultimo test del 2014 corrispondeva al 5,5%). Ma si limitano a dare indicazioni circa lo stato di salute del credito, che è il dato a cui gli investitori guarderanno. I risultati saranno comunque oggetto della valutazione della vigilanza Bce che in autunno-inverno condurrà l'esame Srep e qunidi fatalmente porteranno a correzioni per le banche che dovessero presentare debolezze.

Gli stress test devono essere letti e confrontati anche con i CET1ratio per avere una migliore visione. Ecco che in questo modo qualcosa sembra non quadrare e si sollevano diversi dubbi sull'affidabilità di questi parametri per valutare la solidità delle banche.

Come sono andate le banche in Borsa?

In un anno:

Il trend delle banche in borsa nell’ultimo anno è decisamente negativo. La peggiore in assoluto è stata la Monte Paschi Siena ( -82%), seguita da Carige (-80%) e Banco Popolare (-78%). Inferiori ma comunque gravi le perdite di Credito Valtellinese ( -70%), Unicredit (-63%), UBI (- 62%), Banca Pop di Milano (-54%), BPER ( -53%) e Intesa SanPaolo ( -42%). Tutte le borse nel mondo hanno registrato perdite, principalmente per il crollo del prezzo del petrolio e per il rallentamento dell’economia cinese, ma il crollo delle banche italiane è una questione distinta, che grava ulteriormente sulla borsa di Milano: i titoli delle banche pesano infatti molto sul FTSE MIB, il principale indice di Milano; in Italia se le cose vanno male per le banche, quindi, è facile che vadano male per la Borsa in generale. Inoltre in Italia le aziende si rivolgono normalmente alle banche per finanziare i propri progetti – anziché ai mercati finanziari, emettendo obbligazioni o prodotti simili – e questo lega ancora di più l’andamento delle imprese con quello delle banche in borsa.

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FCA FIAT comprare o vendere nel 2016?

Le immatricolazioni aumentano, ma il titolo FCA è in calo

Notizie contrastanti dal fronte Fiat Chrysler Automobiles (FCA), il produttore di auto guidato da Sergio Marchionne. Se da una parte la società ha fatto registrare un deciso aumento delle immatricolazioni dei suoi veicoli durante l'ultimo mese, dall'altra il titolo in Borsa soffre notevolmente, andando incontro ad un passivo che dall'inizio del mese di giugno si è attestato sopra il 10%. Il trend finanziario si conferma così come negativo, proseguendo le prestazioni in rosso dei due mesi precedenti. Il fenomeno può essere attribuito ad un report reso noto da Citigroup, che si è espressa circa le prospettive di mercato dell'azienda controllata dalla famiglia Agnelli per il futuro prossimo.

FTCAH4

Quotazioni FCA in alto mare

Secondo le stime pubblicate, la società dovrebbe utilizzare le sue risorse finanziarie per sostenere gli investimenti, fattore che contribuirà a limitare i margini di guadagno. Considerando ulteriori elementi dello scenario economico del comparto, Citigroup ha quindi consigliato di vendere le azioni, provocando così un calo del titolo a Piazza Affari. Le quotazioni azionarie di FCA si sono dimostrate particolarmente altalenanti nel corso degli ultimi 12 mesi: osservandone i dati storici, si rileva il forte calo verificatosi all'inizio dell'anno, quando il titolo ha perso ben il 25% nel solo mese di gennaio, per poi risalire dell'11% due mesi dopo. Chi intende operare sulle azioni di FCA non dovrà quindi monitorare il mercato “reale” dell'auto, che come detto è al momento positivo per la società, ma anche le complesse condizioni finanziarie che influenzano l'andamento del titolo.

Come approfittarne con il trading

Si ricorda che è possibile guadagnare delle interessanti somme di denaro negoziando con queste azioni anche con le piattaforme di trading online, che consentono di aprire e chiudere CFD del titolo anche nel breve termine. Inoltre, gli appassionati di finanza potranno cimentarsi con il Forex, il mercato delle valute internazionali. Sebbene con questo ambito non si operi con azioni, ma con le coppie monetarie, l'andamento delle loro quotazioni è ugualmente influenzato da fattori che producono un impatto su numerosi comparti economici. Il prezzo del petrolio, ad esempio, ha un forte impatto sia sul mercato dell'auto, che su quello delle valute. Riuscire ad interpretare le relazioni dei molteplici fattori in gioco, al fine di realizzare dei profitti con le piattaforme, non è sempre facile: è per questo che i broker mettono a disposizione strumenti quali l'analisi tecnica, quella fondamentale ed i segnali di trading, con i quali si potranno leggere gli scenari finanziari e reagire di conseguenza impostando gli ordini più proficui sulle interfacce.

Con i broker CFD Plus500 plus500-logo-2014-trading-forex-cfdMarkets markets_logo e STO supertradingonline puoi fare trading sulle azioni FCA in tempo reale.

Segnali trading azioni FCA Fiat

Sul grafico FCA sopra riportato abbiamo applicato il TrendGT indicator su grafici H4 che mostra un evidente precisione di trend sul titolo e anche l'ichimoku ci aiuta a comprendere con maggior dettaglio il trend da seguire. 

Attualmente non abbiamo modo di pensare ad un rimbalzo ma solamente a nuovi minimi verso il prezzo di 5 euro.

Come scaricare gratis il TrendGT indicator

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Saluti

Terna: azioni da comprare nel 2016

Terna è uno dei pochi titoli che da quando è stato quotato non ha mai sofferto lunghi periodi negativi e ha sempre pagato un ottimo dividendo permettendo agli investitori di avere un ritorno medio annuo di almeno il 4 – 5%.

Terna è l'azienda che detiene la Rete Elettrica Nazionale ed è quindi un'azienda molto importante per l'Italia. E' il più grande gruppo in Europa e il sesto in tutto il Mondo. Nel 2015 ha distribuito un dividendo di 0.20 euro (pari a circa il 4,4% di rendimento) ed è previsto un dividendo di pari importo anche per il 2016 (acconto di 0,13 euro già distribuito a Giugno 2016).

TRNAWeekly

Clicca QUI per vedere le quotazioni in tempo reale delle Azioni Terna

Il grafico Weekly che vi mostriamo con l'indicatore Ichimoku evidenzia un trend rialzista sano ed estremamente interessante. Le azioni Terna hanno sempre performato meglio dell'indice italiano FTSEMIB, quindi è un ottimo titolo da tenere in portafoglio anche per il lungo periodo.

Azioni Terna: comprare adesso?

Studiando la storia delle azioni Terna si denota che la Tenkan-Sen ha quasi sempre mantenuto i prezzi sopra la kumo riuscendo a creare dei nuovi massimi. In questi giorni stiamo assistendo ad un ritorno dei prezzi sulla Tenkan-Sen che funge da supporto statico e che se rotto può riportare le quotazioni a 4.60 euro oppure a 4.50 euro.

Al prezzo di 4,50 euro è possibile ripensare ad un possibile riacquisto delle azioni Terna. In tal caso i target sono impostati ad almeno 5,10 euro vicino ai massimi storici.

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Trading azioni Terna

Le azioni Terna sono molto apprezzate nei portafogli di lungo periodo ma sono anche ottimi strumenti per fare trading nel breve periodo sia con i broker CFD che con le opzioni binarie di 24option (è consigliato in questo caso usare i grafici M15).

TRNAH4

Il grafico H4 sopra esposto con Ichimoku e TrendGT indicator (ultima versione 2016) vi mostra i punti di ingresso al ribasso che era possibile sfruttare intraday. Si tratta di 5 segnali trading ribassisti che attualmente avrebbero permesso di avere un guadagno di 0,30 euro per ogni azione acquistata. Ipotizzando un capitale investito di 10.000 euro (con 5 ingressi da 2000 euro), oggi il trader avrebbe accumulato 2054 azioni e un guadagno di 616 euro pari a +6,16% del capitale investito. Il trader deve aggiungere anche un rendimento di 0,13 euro di dividendo distribuito nel 2016 pari a 267 euro e che porta il rendimento attuale a +8.8%.

Naturalmente gli ultimi segnali trading sono stati ribassisti perchè influenzati negativamente dal trend borsistico generale.

 

Finmeccanica azioni pronti per un rialzo?

Finmeccanica, trading azioni Giugno 2016

Tra i vari titoli quotati alla Borsa di Milano che attirano costantemente l'attenzione degli investitori possiamo trovare le azioni di Finmeccanica, l'autorevole azienda italiana attiva nel comparto della difesa e delle produzioni aerospaziali. Stiamo parlando di un'impresa tra le più produttive nel nostro paese, in virtù di contratti e forniture non solo in Italia ma anche all'estero: particolarmente richiesti in tutto il mondo sono ad esempio gli elicotteri prodotti da AgustaWestland, una delle principali società del gruppo Finmeccanica. Forte della popolarità e della qualità tecnologica dei suoi prodotti, l'azienda ha fatto registrare negli ultimi anni dei fatturati consistenti, superando i 13 miliardi di euro nel 2015. Considerati questi fattori, si può comprendere come investire sui titoli di Leonardo-Finmeccanica (il nome completo dell'azienda) possa essere piuttosto proficuo.

Analisi quotazioni Finmeccanica

Dall'analisi dei dati storici delle quotazioni azionarie, si evince che anche Finmeccanica non è stata immune alla crisi economica globale all'indomani della bancarotta di Lehman Brothers nella seconda meta del primo decennio del 2000: dopo aver raggiunto il massimo di 23 euro ad azione nel 2007, il titolo di Finmeccanica ha subito un rapido ridimensionamento fino a precipitare sotto i 10 euro l'anno successivo. Un ulteriore discesa si è poi verificata sul finire del 2011, quando ogni azione veniva quotata addirittura sotto i 3 euro. Da allora tuttavia il titolo si è gradualmente ripreso, facendo registrare un aumento costante, fino a raggiungere il prezzo di 13 euro in conclusione dell'anno passato, valore che si è attestato sugli attuali 10 euro.

LEONARDO - FINMECCANICA

Il prezzo delle azioni di Finmeccanica sale di solito dopo la pubblicazione di notizie circa nuove consegne ottenute dal gruppo. É il caso di uno degli ultimi ordini avvenuto sul finire di Maggio 2016, quando si è stipulato un accordo con il governo del Pakistan per una fornitura di nuovi elicotteri della AgustaWestland: il valore del titolo si è subito collocato a quota 11 euro a seguito di un netto rialzo. Nella prima settimana del mese di Giugno, le quotazioni dell'azione si sono tuttavia ridimensionate verso quota 10 euro e continuano ad oscillare giornalmente.

Ichimoku trading azioni Finmeccanica

Il grafico a 5 giorni sopra mostrato ci indica che attualmente siamo in una fase di correzione del trend rialzista principale che potrebbe avere come obiettivo un'estensione fino a 9 euro. Su quel livello potrebbero tornare gli acquisti di massa e si potrebbe pensare ad un accumulo per il medio/lungo periodo.

Trading online Finmeccanica

Tenersi aggiornati sulle ultime notizie inerenti Finmeccanica sarà essenziale per chi intende operare con i CFD della società con le piattaforme di trading online: con questo strumento non si acquisiranno a tutti gli effetti le azioni dell'azienda, ma si potranno ugualmente ricavare dei profitti aprendo delle posizioni lunghe, in modo tale da guadagnare sulla variazione del prezzo del sottostante.

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Azioni Eni, Giugno positivo: come sfruttare l’onda di rialzo

Eni, acronimo di Ente Nazionale Idrocarburi, è un colosso italiano del comparto energetico attivo dagli anni '50 nell'estrazione, lavorazione e distribuzione di gas naturale e petrolio. Nel settore degli idrocarburi, questa multinazionale è considerata la quinta più potente al mondo, fatto che spiega la stabilità finanziaria del gruppo, che è quotato sia a New York che alla Borsa di Milano.

Rialzo Azioni Eni, ecco perché

Il mese di Giugno è stato fin qui particolarmente proficuo per il titolo Eni, che si è rafforzato anche in concomitanza di prestazioni negative del FTSE MIB. Il rialzo potrebbe essere attribuito al nuovo piano strategico triennale reso pubblico di recente, con il quale si sono intraprese delle misure per ridurre i rischi ed orientare al meglio le spese future. Il programma si basa su delle prospettive di aumento del prezzo del petrolio, che secondo le stime dei vertici dell'azienda dovrebbe raggiungere quota 65 dollari al barile, partendo dagli attuali 40 dollari. Queste indicazioni pare abbiano convinto gli investitori, facendo alzare il titolo Eni nel corso dei primi giorni del mese: ora il prezzo delle azioni ha superato quota 14 euro, dopo essere sceso sotto i 13 euro alla fine di Maggio 2016.

EN.IWeekly

Osservando i dati storici del titolo, si può notare come questo abbia perso una parte consistente del suo valore nel corso dell'ultimo anno, per via delle turbolenze finanziarie che hanno caratterizzato il prezzo del greggio. Le difficoltà nel trovare un punto di convergenza nelle trattative condotte dai paesi produttori, unite ad un calo della produzione cinese, hanno causato una discesa inesorabile delle quotazioni del petrolio, fatto che a sua volta ha avuto un forte impatto negativo su tutte le aziende del comparto degli idrocarburi e le imprese del relativo indotto. Anche le azioni Eni hanno risentito parecchio della tendenza degli scorsi 24 mesi, passando dai 20 euro dell'estate del 2014 ad un minimo di 11,66 euro all'inizio dell'anno.

Come investire con le azioni e titoli Eni 

Chi intende cavalcare l'attuale momento positivo del titolo, potrà cimentarsi con i CFD di Eni con le piattaforme di trading online, tentando di aprire delle “long position” nei prossimi giorni e guadagnando sulla differenza del valore del sottostante.

Ad esempio con i broker Plus500 plus500-logo-2014-trading-forex-cfd, Markets markets_logo e STO supertradingonlineè possibile fare trading sulle azioni ENI in tempo reale. Noi vi abbiamo proposto un grafico settimanale con l'Ichimoku che vi mostra chiaramente che i prezzi sono sulla prima resistenza di lungo periodo e se questa verrà violata allora si potrà valutare il ritorno verso i target 15.30 e poi 16.8 euro.

E' possibile investire anche con i broker per opzioni binarie, ad esempio con 24option, cercando di prevedere correttamente la direzione delle quotazioni delle azioni di Eni nel medio, breve e brevissimo termine: con le funzioni di speed trading a scadenza di 60 o addirittura 30 secondi si potranno ottenere dei risultati in un arco di tempo ristretto.

Anche in questo caso vi consigliamo di applicare l'indicatore Ichimoku assieme al TrendGT.