Home » News » Perchè il Petrolio Scende?

Perchè il Petrolio Scende?

Le decisioni dei paesi dell'OPEC

Si coglie in modo evidente la decisione dell'Opec, l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio, annunciata a fine Novembre, che sceglie di non tagliare la produzione di greggio, mantenendo 30 milioni di barili giornalieri ed un esubero di offerta rispetto alla domanda internazionale.

Tutto questo provoca un crollo del prezzo, arrivando ieri fino allo sfondamento al ribasso di quota 60, con il Brent a 59 dollari e il Wti a 54.

Non si corre il rischio di enfatizzare definendo una tale mossa decisamente politica, mossa che arriva dall'Arabia Saudita, il Paese che conduce l'alleanza dei 12 Stati del cartello dell'oro nero, con i quali copre il 40% delle estrazioni mondiali.

Ovviamente nessun Stato intende tagliare la produzione per la preoccupazione di perdere quote nel mercato davanti alla crescita dello shale statunitense, o tantomeno rischiando di avvantaggiare la Russia, considerando poi che non aderisce all'Opec.

Le conseguenze – PRO e CONTRO

Le conseguenze del crollo del prezzo del petrolio sono molteplici, passando da interessi che riguardano i giganti petroliferi fino ad arrivare allo Stato, colpendo infine ciò che sembra essere solo apparentemente l'ultimo anello della catena, la pompa di benzina del nostro quartiere.

Ci si chiede quale potrebbe essere l'obiettivo di un prezzo troppo basso, probabilmente nella speranza del ministro dell'energia Saudita Ali Al-Naimi, quello di condurre fuori mercato la produzione statunitense, basata sull'estrazione dalla roccia di scisto, con costi quindi troppo alti: un barile vicino alla soglia minima di redditività: 40 dollari.

Per quanto riguarda il Canada, che estrae dalle sabbie bituminose, la soglia si aggira intorno agli 80 dollari.

Situazioni queste imparagonabili a quelle del golfo persico, dove produrre un barile costa tra i 6 e i 12 dollari, presupposto che permette agli sceicchi di puntare al ribasso, mantenedo margini altissimi a prescindere dalle quotazioni internazionali.

petrolio russia rublo

Fai trading sul Petrolio con 25 euro gratis di Plus500 – Clicca qui

Russia e Iran in difficoltà

Un'ulteriore conseguenza del crollo del petrolio, si può già osservare nel panorama che si apre di fronte a noi: la Russia ad un passo dalla bancarotta e i molteplici problemi per l'Iran, due stati "Nemici", Alleati-Rivali Americani, vittime di sanzioni economiche, perchè con un petrolio a prezi eccessivamente bassi, considerato che i proventi energetici costituiscono più della metà del bilancio statale e il 70% delle esportazioni, rischia di precipitare tutto.

 

 

 

 

 

+500

Antonio

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

twitter

Google e Facebook pronti per l’acquisto di Twitter?

Può esistere un social network di nicchia? La risposta è positiva, se si punta a una redditività bassa. E’ quanto ha sperimentato Twitter, che nell’ultimo anno si è scoperto “meno di massa” rispetto a quanto sperasse. Gli utenti non stanno crescendo, gli introiti nemmeno, sicché la piattaforma cinguettante sembra ormai appannaggio di un pubblico ben definito e circoscritto, forse troppo. Se questa è la dimensione che spetta a Twitter, allora emerge chiaro un problema di ...