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La teoria di dow

L’analisi tecnica è la tecnica di analisi dei mercati più valida ed universale che ci sia. Questa disciplina si basa esclusivamente sullo studio dei grafici di prezzo, basandosi sul presupposto che i prezzi scontino tutto, quindi, che contengano già tutte le possibili vicende politiche, economiche e sociologiche connesse all’economia.

L’analisi tecnica è un approccio universale, può essere applicata alle azioni, alle materie prime, agli indici, ai future e a qualsiasi altro strumento che viene scambiato sul mercato. Il nome ” chartists ” indica appunto la peculiarità dell’analista tecnico, che è quella di studiare ed interpretare esclusivamente i grafici, senza considerare nessun altro fattore.

ANALISI TECNICA: LA TEORIA DI DOW

Il padre dell’analisi tecnica è stato Charles Dow, un matematico analista che formulò le sue teorie dopo anni di studio e basandosi esclusivamente sull’osservazione dei grafici di prezzo. La sua teoria, chiamata: ” teoria di Dow “, si basa su 5 pilastri fondamentali:

1. Gli indici scontano tutto

2. Il mercato si muove seguendo delle tendenze

3. Gli indici si devono confermare a vicenda

4. I volumi devono sostenere il trend

5. Il trend in atto rimane valido sino a che non si ha una chiara prova della sua inversione

Questi sono i 5 punti essenziali dell’analisi tecnica, vediamo adesso di entrare nel dettaglio per meglio comprendere ogni singolo punto.

I PILASTRI DELLA TEORIA DI DOW

Gli indici scontano tutto

Gli indici di borsa riflettono il mercato, ossia, il comportamento degli investitori. Gli investitori operano nel mercato in base a previsioni future, questo rende i movimenti di prezzo presenti gonfi di aspettative future, quindi, è come se il prezzo attuale descriva già i più probabili scenari macroeconomici futuri.

Il mercato si muove seguendo delle tendenze

Le tendenze di mercato sono tre:

  • Tendenze primarie
  • Tendenze secondarie
  • Tendenze minori

TENDENZE PRIMARIE

La durata media di una tendenza primaria va da 1 anno a due anni, tuttavia, si sono osservate tendenze primarie di durata maggiore.
La tendenza primaria può essere sia rialzista ( mercato toro ), sia ribassista ( mercato orso ). Insieme le due tendenze formano il ciclo economico.

Come si sviluppa un trend primario

Fase di accumulazione: questa fase rappresenta la prima fase di un mercato toro, i titoli passano dalle mani deboli alle mani forti ed i prezzi iniziano a salire. Questa fase descrive ancora un pessimismo molto marcato derivante dalla discesa dei prezzi nella precedente fase orso che si è conclusa. Gli investitori più competenti, nella fase di accumulazione, comprano da quelli scoraggiati che preferiscono vendere perché convinti che la fase orso continui. In questa fase si assiste ad una costante ascesa del volume, indice che si sta per entrare nella fase toro.

Fase intermedia: In questa fase i prezzi continuano a salire, gli investitori comprano incrementando la salita dei prezzi, i volumi aumentano e le condizioni economiche risultano rispecchiare l’andamento del mercato.

Fase di distribuzione: questa fase rappresenta l’ultima fase di un mercato toro. I volumi, pur essendo ancora molto elevati, iniziano a diminuire. Gli investitori esperti sanno che è giunta la fine e passano i titoli alla massa, il ” parco dei buoi “, ossia, le persone comuni che sono attratte dall’investimento in quanto percepiscono ( in ritardo ) l’ottimismo del mercato. I prezzi di qui a breve inizieranno letteralmente a crollare, lasciando spazio alla nuova fase orso.

TENDENZE SECONDARIE

Queste tendenze hanno una durata statistica che va da 3 settimane, sino a nove mesi. Le tendenze secondarie vanno nella direzione opposta rispetto alla tendenza principale. I movimenti secondari danno vita a punti di minimo di prezzo che restano crescenti in un mercato toro, mentre definiscono punti di massimo decrescenti in un mercato orso.

TENDENZE MINORI

Queste durano solo qualche settimana. Rappresentano delle fluttuazioni dei trend intermedi, sono spesso imprevedibili e casuali.

Gli indici si devono confermare a vicenda

Dow osservò le dinamiche di due principali indici: Industrial Average e Transportation Average. Notò che se entrambi gli i dici superavano un precedente massimo, allora si poteva parlare di tendenza rialzista ( mercato toro ), in caso contrario si poteva ipotizzare una debolezza della tendenza. La stessa cosa vale anche per il marcato toro: se entrambi gli indici superano a ribasso un precedente minimo si è in una fase orso.

I volumi devono sostenere il trend

I volumi di scambio seguono sempre la tendenza principale: in un mercato toro per esempio, i volumi sono crescenti e diminuiscono solo nelle fasi di correzione. Se il prezzo sale, ma il volume scende, allora, il trend che stiamo osservando risulta essere debole, quindi, è probabile che a breve vi sia una inversione.

Il trend in atto rimane valido sino a che non si ha una chiara prova della sua inversione

Questo risulta essere un punto fondamentale della teoria: una tendenza è considerata valida sino a che non si hanno chiari segnali di inversione. I chiari segnali sono rappresentati da una diminuzione dei volumi, dal prezzo che non riesce a superare un precedente punto di massimo, dalla rottura delle trend line e da alcuni indicatori. Inoltre, ciò che aiuta molto, è analizzare anche altri mercati direttamente collegati all’economia: mercato delle materie prime, mercato azionario, mercato obbligazionario.

+500

Antonio

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