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Quando un trader è vincente

Quand’è che si può dire che un trader è vincente?

Beh, è alquanto semplice, basta vedere se il trader in questione fa soldi o meno. Questo è senza dubbio il “segreto” più importante per capire se un trader è vincente o meno. Tuttavia se è questo l’unico modo infallibile per capire se un trader è vincente o meno, la domanda più importante è: come lo si diventa?

Per diventare dei trader vincenti, per fare soldi, è prima di tutto necessario IMPORSI e SEGUIRE delle regole.

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All’inizio infatti possono essere molti i trader di successo, con il tempo invece un trader che magari ha avuto fortuna all’inizio della sua carriera, potrebbe non risultare più profittevole come prima. Questo perché solitamente nei trader sopraggiunge il fattore psicologico, che li porta a rischiare di più per guadagnare altrettanto. Sobbarcarsi di rischi maggiori, può portare a percentuali maggiori di guadagno, ma inevitabilmente può mettere a repentaglio anche tutto il proprio conto di trading.

Il segreto per essere dei trader vincenti: essere pazienti

Il segreto per tutte le cose è come sempre la pazienza.

  • Sviluppare il proprio piano di trading necessita del tempo, sviluppare delle qualità da utilizzare sulla piattaforma di trading online necessita del tempo.
  • Aspettare per le giuste opportunità di trading richiede del tempo e molta pazienza.
  • Entrare e uscire dalla posizione a mercato nel momento giusto richiede molto tempo.

Per fare trading serve disciplina.

La disciplina è senza dubbio una virtù, che non tutti possono vantare. Infatti, per migliorare nel tempo serve prima di tutto fare anche delle cose che non si vogliono fare perché considerate “noiose”. Questo accade in qualsiasi business e non solo nel trading online. Questo significa che è necessario organizzare una preparazione per ogni giorno di forex trading o settimana attraverso la ricerca e lo studio dei grafici di prezzo.

Se invece si è un trader che sfrutta metodi meccanici o automatici, questo significa testare ogni tot tempo dei sistemi di backtest, cercando costantemente diverse impostazioni e strategie al variare del mercato e delle condizioni di trading.

Naturalmente non bisogna inoltre scordarsi di scrivere un diario di trading e tenere traccia di come il proprio trading è andato durante ogni singolo giorno. Il diario è quell’aspetto fondamentale nel trading che divide i trader alle prime armi dai trader vincenti professionisti. Purtroppo, la maggior parte dei neofiti non si metteranno certamente a stilare un diario di trading. I concetti del trading Forex e le tecniche da utilizzare nel mercato sono semplici e facili da imparare.

Quello che è molto difficile da imparare è come essere pazienti e disciplinati, e fare le cose giuste prendendo ottime decisioni di trading. Questo aspetto sarà una delle imprese più difficili da ottenere sul lungo termine. Per un trader alle prime armi, guardare i migliori potrebbe sembrare una perdita di tempo, un fallimento. Guardare gli altri mentre guadagnano potrebbe sembrare un vero e proprio processo deleterio. In realtà non è così, e questo modo di pensare porta solitamente i trader alle prime armi a fare moltissimi errori, tra cui:

  1. Revenge Trading
  2. Trading impulsivo
  3. Allungare gli stop loss
  4. Chiudere le posizioni in profitto troppo presto

Azioni come queste, vanno assolutamente evitate, in quanto porteranno sul lungo termine alla bancarotta del proprio conto.

Il Trading è una maratona

Il miglior modo per avere successo come i professionisti, è quello di essere assolutamente pazienti e guardare alla propria carriera nel trading online non come uno sprint ma come una maratona. Il trading online non è infatti certamente un modo per diventare ricchi subito, è meglio scordarsi questa leggenda metropolitana utilizzata dalle truffe del forex per “acchiappare gonzi” in qua e là.

Imparare a fare trading, significa prima di tutto essere impegnati e concentrati al 100% a costruire le qualità e la tecnica per diventare dei trader profittevoli in qualsiasi situazione di trading e in qualsiasi tipologia di volatilità di mercato. Se si rimane pazienti, si mantiene la disciplina sedando “i bollenti spiriti”, sistemando ciò che non va nella propria strategia e si continuerà a migliorare costantemente diventando dei veri e propri professionisti forex.

Per maggiori informazioni, suggeriamo di visitare http://www.trendvincente.com/, portale di riferimento in Italia per il trading online con contenuti scritti da trader vincenti.

Trading oro: tutto quello che serve sapere

ll trading oro, nonostante la proliferazione di nuovi strumenti finanziari e la crescente importanza di altri asset com i diamanti e il platino, è un investimento ancora molto apprezzato. Il favore che detiene presso gli investitori non dipende solo da una questione ideologica, dalla sua fama e dalla reputazione pregressa. Il trading oro, specialmente durante periodi circoscritti, può essere redditizio. Le finalità sono due: investire per risparmiare, investire per speculare. A seconda di quale obiettivo si stabilisce si adotteranno certi comportamenti piuttosto che altri.

L’oro è un bene rifugio così come l'argento. Su questo compete con il dollaro, al limite – e solo a determinate condizioni – con l’euro, ma non c’è dubbio: quando il mercato è in crisi, l’oro è sempre una scelta saggia. Questo vale soprattutto nei periodi in cui le monete entrano in sofferenze, sono sull’orlo o stanno combattendo la cosiddetta guerra delle valute. Il legame tra trading oro e valute è assai volatile, anche perché i tempi del Gold Standard (il regime di cambi fissi dollaro-oro) sono finiti da un pezzo, dunque foriero di opportunità dal punto di vista speculativo.

Oro fisico vs trading oro finanziario

La prima scelta che chi vuole investire in oro è costretto a compiere riguarda l’essenza stessa del metallo giallo. Le strade sono due: oro fisico, trading oro finanziario. A dispetto di quanto possa suggerire il senso comune, chi commercia in “gold” di dorato non ha proprio nulla, e in genere si ritrova con un pezzo di carta, dunque un titolo che rappresenta l'oro. Si definisce trading oro finanziario, un prodotto che ha l’oro come sottostante o che è comunque fortemente legato ad esso. Il riferimento più frequente è agli Etf (ad esempio ETFS PHYSICAL GOLD), dei fondi particolari in cui il matallo viene negoziato. Un modo alternativo per il trading oro finanziario è utilizzare i futures. Strumento molto difficile da maneggiare, poco adatto ai principianti. Consiste in una sorta di contratto che vincola una parta a cedere l’asset all’altra a un determinato prezzo e a una precisa data. L’oro fisico è invece il classico lingotto. Che differenza c’è tra i due? L’oro finanziario ha costi di transazione quasi nulli, ciò è dovuto al fatto che è immateriale, dunque non deve essere concretamente trasferito. L’oro fisico invece impone spese di questo tipo, nonché costi per il deposito in tutta sicurezza (es. nei caveu). Il lingotto, poi, con il tempo si deteriora, sebbene a un ritmo minore rispetto agli altri metalli, perdendo il suo valore.

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Prezzo dell’oro: quando scende e quando sale

L’abbiamo già anticipato. L’oro fa gola agli investitori soprattutto durante i periodi di crisi. Ne consegue che quando il contesto entra in sofferenza (crisi economica, finanziaria etc.) il prezzo dell’oro sale proprio perché c’è più domanda del bene rifugio. Nello specifico, l’oro “sale” quando i competitor come dollaro o euro per un motivo o per un altro si indeboliscono. Può accadere che a seguito di un crollo della crescita economica della zona euro aumenta a dismisura l’offerta di moneta, causando sia su basi tecniche che di sentiment un deprezzamento della valuta. Una politica monetaria espansiva, in linea teorica, porta a una svalutazione. Non è un caso che il dollaro sia crollato, principalmente rispetto all’euro, durante il Quantitative Easing della Fed.

Tornando all’oro, se una valuta si indebolisce, gli investitori corrono ai riparo puntando su qualcos’altro. E l’oro è sempre lì, in grado di dare certezze, oggi come ieri, anche nei periodi più tempestosi. Un esempio di questo meccanismo è il trend positivo che ha raggiunto il suo apice a Febbraio 2016. In quei mesi, gli Stati Uniti hanno tradito le loro attese di crescita economica, mostrando in modo chiaro che la crescita sostenuta era una chimera e che l’America, ma il mondo in generale, avrebbe fatto i conti per ancora molto tempo con un aumento del Pil sì costante, ma anche piuttosto moderato.

Riepilogando possiamo dire:

  • l'Oro sale se le borse azionarie scendono
  • l'Oro sale se si accentua la crisi economica
  • l'Oro sale se le banche centrali tagliano i tassi di interesse 
  • l'Oro sale se aumentano le riserve auree mondiali

Le riserve auree

Un elemento che influenza il prezzo dell’oro e allo stesso tempo ne risulta influenzato è costituito alle riserve auree. Ogni stato, certo in misura diversa, detiene una riserva in oro. E’ un modo per coprire il bisogno di liquidità in caso di eventi eccezionali, come l’esplosione dell’inflazione. Non è un caso che l’Italia sia il terzo paese al mondo per deposito aureo: 2451 tonnellate a settembre 2014 contro le 3384 della Germania e le 8133 degli Stati Uniti. L’Italia e la Germania, infatti, hanno attraversato periodi di forte inflazioni in passato e ciò ha incoraggiato l’accumulo di oro. Per la cronaca, appena sotto il Bel Paese in questa speciale classifica si trovano la Francia con 2435 e la Cina con 1161. Come mai il colosso asiatico possiede così poco oro? Il motivo risiede in un semplice fatto: Pechino, anche per ragioni di competitività economica e opportunità politica, ha deciso di puntare sulle riserve in valuta estera (in merito alla quale primeggia).

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Il prezzo dell’oro influenza la grandezza delle riserve: se le quotazioni sono in crescita, gli Stati acquistano oro in modo da coprire una liquidità maggiore. A sua volta, il prezzo dell’oro è influenzato dai movimenti e dai cambiamenti nelle riserve: quando uno Stato acquista grandi quantità d’oro, il suo prezzo sale perché, fatalmente, si restringe l’offerta.

E’ possibile trovare dati sulle riserve auree in molti siti ufficiali e non. Il più frequentato, in quanto molto completo (oltre ai dati nudi e puri propone anche notizie e approfondimenti) è Gold.org, gestito dalla World Gold Council.

Opzioni binarie e Forex: differenze

Il trading online vede due protagonisti indiscussi: opzioni binarie e forex. All’occhio dei piccoli e grandi investitori, sono considerati rivali. Sia chiaro: l’utilizzo dell’uno non esclude l’utilizzo dell’altro. Ma tant’è: chi in genere investe nel Forex non investe nelle opzioni binarie e viceverse. Le due squadre sono ben definite. A questo punto è lecito chiedersi: qual è il migliore metodo per investire soldi? Ciascuno deve darsi la propria risposta. Tuttavia, è possibile disquisire su differenze, vantaggi e svantaggi.

Opzioni binarie e Forex: differenze, pro e contro dei 2 tipi di strumenti finanziari

I punti di divergenza sono essenzialmente due. Il primo riguarda il meccanismo stesso del trading. Il mercato valutario funziona esattamente come tutti gli altri. Si acquista basso e si vende alto. L’idea di base è guadagnare sul trend. Insomma, le valute vengono considerate come se fossero delle merci, quindi soggette alla legge della domanda e dell’offerta. Nelle opzioni binarie è diverso: non esiste surplus, non si possiedono gli asset, che infatti fungono solo da sottostanti. Molto banalmente, si investe su un dato evento. Se si verifica, si guadagna, altrimenti si perde. L’evento in questo riguarda ovviamente il prezzo.

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L’altra differenza riguarda il modo in cui si guadagna e l’entità del guadagno stesso. Se un trade del Forex fallisce, l’investitore perde una cifra equivalente allo scarto tra il prezzo d’acquisto e il prezzo di vendita. Come nel commercio in generale, insomma. Nelle opzioni binarie, invece, si perde l’intera posta. Si intuisce che il trading binario è un’attività molto più rischiosa.

  Forex Opzioni Binarie
Controllo del rischio Il trader ha pieno controllo e può modificare il rischio anche dopo aver aperto il trade Rischio 100% dell'importo investito
Rendimento Non ci sono limiti anche se il trader fissa normalmente un take profit tra il 70 e 85%
Sottostanti Coppie di valute, indici di borsa, azioni, materie prime e preziose
Regolamentazioni Cysec, Consob, FCA o altre
Sicurezza Fondo interbancario, assicurazione sui depositi, depositi in conti segregati e altro
Bonus Bonus sul margine, bonus sul deposito, bonus con rimborso spread e commissioni – generalmente non vincolanti Bonus sul deposito – generalmente vincolano i prelievi se non sbloccati

Opzioni binarie e Forex: i pro e i contro

Da questa constatazione, tuttavia, si evince il più grande pregio delle opzioni binarie. In via potenziale, è possibile guadagnare tantissimo. La maggior parte dei broker propone rendimenti pari al 75%. Questo vuol dire che se il trade va in porto l’investitore realizza un utile del 75%. Un altro vantaggio, che potrebbe sembrare irrilevante ma non lo è affatto, riguarda il concetto di divertimento. Le opzioni binarie sono infatti molto divertenti in quanto adrenaliniche. In genere, le scadenze sono molto più brevi rispetto al Forex e ciò aumenta a dismisura la sensazione di frenesia. E’ bene, sia chiaro, non lasciarsi mai sopraffare dalle emozioni, pena la perdita della lucidità.

Anche il Forex ha i suoi pregi. In primo luogo (questo è il rovescio della medaglia) è rischioso ma fino a un certo punto. Come già anticipato, è possibile perdere ingenti capitali, ma mai come nelle opzioni binarie. Secondariamente, è un mercato tutto sommato leggibile: la letteratura scientifica circa il mercato valutario abbonda, come anche il lavoro degli analisti. Il motivo è semplice: le opzioni binarie vengono considerate meno autorevoli del Forex, dunque il supporto tecnico degli esperti è in questo senso leggermente carente.

Da questa breve disquisizione si evince come le opzioni binarie e il Forex rappresentano due mondi che, nonostante abbiano poco a che vedere l’uno con l’altro, possono offrire molto agli investitori. La scelta quindi è personale, e riguarda principalmente il carattere, le abitudini, gli approcci di ciascuno.

Google e Facebook pronti per l’acquisto di Twitter?

Può esistere un social network di nicchia? La risposta è positiva, se si punta a una redditività bassa. E’ quanto ha sperimentato Twitter, che nell’ultimo anno si è scoperto “meno di massa” rispetto a quanto sperasse. Gli utenti non stanno crescendo, gli introiti nemmeno, sicché la piattaforma cinguettante sembra ormai appannaggio di un pubblico ben definito e circoscritto, forse troppo. Se questa è la dimensione che spetta a Twitter, allora emerge chiaro un problema di competitività, soprattutto rispetto a Facebook, che ha fatto dell’approccio generalista il suo cavallo di battaglia.

Aggiornamento del 19 Ottobre: Google rinuncia all'acquisto e adesso il processo di vendita sembra essere messo in pausa. Il CEO Dorsey dovrà pensare ad altre strategie per rendere Twitter di nuovo un social appetibile per la vendita. Dovrà sfruttare le elezioni presidenziali USA e affrontare gli azionisti il 27 Ottobre, giorno in cui presenterà i suoi dati.

Twitter: bilancio deludente

A pesare è anche un modello economico che non sta portano i risultati sperati e che semplicemente impallidisce rispetto a quelli – efficienti e in grado di muovere grandi volumi di denaro – targati Facebook e Google. Sicché non stupisce che in seno al management si sia fatto largo l’ipotesi della vendita. Meglio abbandonare la nave quando è ancora in buone condizioni, incassare e pensare magari a un altro progetto. Tale ipotesi ha acquisito forza a un anno dall’investitura a Ceo di Jack Dorsey, giudicato da alcuni analisti, piuttosto scettici a dire il vero, come l’ultima carta da giocare per far compiere il salto di qualità a Twitter. A spingere i piani alti alla vendita vi è anche il palese interessamento di alcuni importanti nomi. Su tutti Google, Facebook e SaleForce. Quest’ultimo, a dire il vero, ha abbandonato l'idea di acquisto di Twitter. Il costo dell’operazione si aggirerebbe sui 20 miliardi, un po’ troppo per un’azienda che, nonostante sia un colosso del cloud, ha recentemente ricapitalizzato per 49 miliardi. Nello specifico, lo stop sarebbe arrivato da Fidelity Investment, l’azionista di maggioranza.

Facebook: monopolista dei social network

Dunque, se Disney non sarà della partita (si era fatto anche questo nome) la sfida si giocherà tra Google e Facebook. Sarebbero palesi, a questo punto, i piani di Zuckemberg. In primo luogo, concorrere con Big G per il predominio del mondo di internet, ancora in mano al colosso di Mountain View. Secondariamente, diventare una specie di monopolista dei social network. Va ricordato, infatti, che Facebook possiede Whatsapp. Forse sarebbe meglio non tifare per Zuckemberg, almeno a giudicare dall’uso che sta facendo dall’inaspettata liaison. Si vocifera, infatti, che sarebbe in cantiere un collegamento tra gli account Whatsapp e i profili Facebook. Lo scopo sarebbe quello di mostrare agli utenti del social inserzioni più pertinenti. Ciononostante, i rischi sul fronte della privacy sono evidenti. Per adesso, tuttavia, si è assistito solo a un cambiamento dei termini di servizio in senso non restrittivo.

Twitter, FB e Google in borsa

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Le azioni Twitter sono quasi ai minimi storici e recentemente hanno nuovamente violato il primo importante supporto di 17.60 dollari. Se non si registra un ritorno veloce sopra tale valore allora si rischia di rivedere le quotazioni anche verso 14 dollari. La sensazione è che i possibili acquirenti interessati stiano aspettando un miglior prezzo per lanciare un'opa e contrattare un miglior prezzo.

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Le azioni Facebook invece continuano a mostrare un chiaro trend rialzista che si è attualmente stabilizzato tra 125 e 132 dollari. Dal grafico weekly si evidenzia il primo supporto a 118 dollari circa. Sul supporto sarebbe molto interessante rientrare al rialzo.

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Anche per le azioni Google (Alphabet inc.) mostrano un rallentamento del trend rialzista nelle ultime settimane e un supporto (ideale per un possibile nuovo acquisto di lungo periodo) intorno a 735 dollari.

Strategia griglia forex in tempo reale

Ecco una strategia griglia forex a lotti fissi su un conto demo per valutare le performance che si possono generare nel tempo. E' un esperimento che il team di Guidatrading.com vuole rendere pubblico al fine di coinvolgere i lettori del sito per ottenere feedback, suggerimenti e consigli.

La strategia forex a griglia è stata impostata sulle seguenti coppie forex:

ed il conto demo è stato pubblicato anche su myfxbook per tracciare le statistiche complete:

strategia griglia forex

Qui invece il conto Reale (era stato usato in precedenza per un Copy andato male e ora ripreso con la nuova strategia):

Strategi griglia forex: cosa sono

Si tratta di strategie forex che prevedono di effettuare una serie di ingressi a mercato nella stessa direzione ma con distanze fisse o variabili tra gli ordini (appunto la griglia). Ci sono numerose varianti presenti nel web come:

  • griglie contro trend
  • griglie in trend
  • griglie a lotti fissi
  • griglie a martingala (o altre forme di incremento dei lotti in caso di trend a sfavore)

e si possono differenziare anche su altri aspetti come:

  • segnali forex di ingresso e uscita
  • money e risk management
  • utilizzo o meno di stop loss e take profit o di forme di trailing stop

Le griglie forex a martingala (o che prevedono un incremento dei lotti quando il trend è sfavorevole) sono le più comuni nel web ma anche le più pericolose e spesso destinate a perdere e bruciare i deposito. Ci sono diversi esempi di queste griglie a martingala anche su MQL5.com. Noi preferiamo evitare le martingale.

Se vuoi provare a comprare e vendere sul forex per guadagnare con il trading online ti consigliamo di iniziare con uno dei bonus forex gratis senza deposito obbligatorio che sono elencati qui:

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La strategia griglia forex di Guidatrading.com

Strategia forex a Griglia

Guidatrading ha deciso di sviluppare una propria griglia e sta iniziando un processo di studio e analisi dei difetti e del rischio del sistema al fine di poterlo correggere e sviluppare nel tempo un sistema stabile e performante. Non abbiamo scelto nessuna griglia a piramide forex e nessuna griglia matematica forex ma un ea a griglia realizzato da zero dal nostro team.

Le prime decisioni ci hanno condotto alla scelta di una griglia a lotti fissi e un'attivazione manuale degli stop loss o eventuali take profit.

Settaggi strategia griglia forex Guidatrading.com

  • lotti fissi (no martingala)
  • 6 coppie correlate (positivamente e negativamente)
  • griglie in trene e contro trend
  • controllo profitto totale
  • stop loss manuali
  • sistema semi-automatico con interventi manuali ogni Venerdì

t_logoOgni settimana decideremo le modifiche da apportare per migliorare e rendere più stabile il sistema.

Canale Telegram GuidaTrading

Al fine di tenervi aggiornati sui risultati di questo sistema abbiamo appena lanciato un Canale Telegram Gratuito che potete raggiungere da qui: https://telegram.me/guidatrading

Aggiornamento del 18 Novembre 2016

Il conto reale sta andando molto bene (+96% a Novembre) e abbiamo recuperato tutto quello che il precedente copy ci aveva fatto perdere. La griglia è ben impostata e ci prospetta un roseo futuro. La demo replica molto bene ma abbiamo ancora in sofferenza le posizioni sul petrolio che dobbiamo decidere di chiudere al più presto per attivare la nuova versione dell'expert advisor.

Aggiornamento del 4 Novembre 2016

Il sistema continua ad essere molto stabile nella parte forex. Nel trading petrolio Brent e WTI invece ha creato DD (è attualmente esposto in buy) e abbiamo bisogno di resettarlo con nuove impostazioni che possano lavorare con le correlazioni sia in buy che in sell. La fase di test serve anche per questo… per comprendere gli errori e proseguire! 

Aggiornamento del 25 Ottobre 2016

Oggi abbiamo creato una nuova versione dell'expert che considera anche le correlazioni tra coppie di valute, indici e materie prime. Per adesso lo abbiamo appena attivato sul WTI vs Brent. Vi aggiorneremo sui risultati.

Aggiornamento del 21 Ottobre 2016

La strategia griglia forex continua a mantenere le promesse. Il profitto totale incassato è salito a +263 euro e il DD attuale è di circa -60 euro. 

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Aggiornamento del 14 Ottobre 2016

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Sul canale telegram abbiamo pubblicato lo storico completo da quando abbiamo lanciato la strategia a griglia forex. Da notare che abbiamo subito il crollo della sterlina contro dollaro e l'abbiamo completamente ammortizzato. Il profitto incassato è di +167 euro e le posizioni aperte sono a -19 euro circa.