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Momentum con filtro media mobile strategie forex

Il momentum è un indicatore forex, presente nella mt4, in linea teorica molto semplice da calcolare e da utilizzare. E’ anche molto utile, dal momento che misura una delle “forze” che influenzano i destini dei trader e incide sulle loro speranze di generare profitto: la volatilità. E’ grazie a essa che gli investitori riescono a incrementare esponenzialmente il proprio capitale; è per colpa di essa che si realizzano le perdite più ingenti nonché impreviste. E’ compito di ogni trader che si rispetti imparare a utilizzare il momentum, dal momento che la volatilità può compromettere anche il più certosino lavoro di analisi tecnica e rendere inefficiente anche la migliore delle strategie forex.

Indicatore momentum: una risorsa per l’analisi tecnica

Va specificato che esistono varie tipologie di momentum che, in definitiva, non è altro che un strumento che misura la variazione di prezzo. Ora, tale misurazione può essere realizzata prendendo in considerazione periodi di tempo diversi e altrettanti diversi espressioni di prezzo. Il momentum più utilizzato, tuttavia, è quello che misura la differenza tra l’ultimo prezzo disponibile e il prezzo rilevato “n” periodi prima. Il valore “n” dipende dalle impostazioni del grafico; se è giornaliero, il prezzo viene rilevato ogni 24 ore.

momentum

Fai trading con il Momentum per le opzioni binarie

La lettura è, in linea teorica, davvero semplice. Se la differenza è alta, a prescindere dal fatto che sia negativa o positiva, vuol dire che è estremamente comprata o estremamente venduta. Ad ogni modo, non è consigliato utilizzare periodi inferiori a 8, poiché la volatilità che solitamente caratterizza i lassi di tempo troppo brevi potrebbe creare falsi segnali. Analogamente, una “n” superiore a 20 è sconsigliata poiché in un lasso di tempo così ampio le eventuali fasi di ipercomprato e ipervenduto tendono a essere esaurite.

Come funziona il momentum

Una volta compreso cosa sia il momentum, rimane da capire come possa essere sfruttato in maniera efficace. Certo, è palese la sua capacità di suggerire – seppure in una forma alquanto approssimativa – le situazioni di ipercomprato e di ipervenduto – ma la sua utilità non si riduce certo a questo.

Un metodo molto utilizzato consiste nel considerare il momentum come se fosse un trend follower, quindi in maniera simile a indicatori forex MACD. In questo caso, si ricava un segnale di acquisto quando la linea del momentum sale; si ricava un segnale di vendita quando la linea scende. Tale metodo, per quanto estremamente facile da mettere in pratica, genera spesso fasi allarmi nei trade a brevissimo termine.

Momentum con Media Mobile sull'indicatore e sui prezzi

Il consiglio è di associare al momentum una media mobile semplice sia sull'indicatore stesso che sul prezzo, che quindi funge da conferma (vedi immagine sopra).

Un sistema forex momentum-media mobile è per definizione più complicato da leggere, sebbene il grado di difficoltà non superi le soglie di guardia. Un esempio: per individuare un trend rialzista è necessario che la linea del momentum e le barre verticali (rappresentazione della media mobile) registrino valori molto alti. Viceversa, se entrambe segnano valori bassi, vicini allo zero, il trend potrebbe essere ribassista. Il condizionale è d’obbligo, dal momento che nemmeno questo metodo spicca per l’estrema affidabilità, a meno che non sia accompagnato da un indicatore più “corposo”.

Psicologia del trading: come gestire lo stress

La psicologia del trading è un elemento alla base del successo. Il trading online, nonostante alcune campagne pubblicitarie suggeriscano diversamente, è un’attività che pone in essere alcune difficoltà psicologiche prima di poter essere inteso come un vero lavoro. Certo, i risultati e i guadagni possono essere davvero soddisfacenti, soprattutto in termini economici, ma è indubbio che tutto ciò costi un po’ di fatica. Non certo fisica, bensì mentale ed emotiva. Fare trading online, soprattutto per i principianti, può mettere a dura prova la propria stabilità emotiva, non fosse altro per un piccolo particolare: si mette al rischio il proprio capitale. Ecco che la psicologia del trading assume una importanza notevole per coloro che vogliono maturare le competenze necessario a un’attività di investimento speculativo degno di questo nome. La questione ruota attorno ai concetti di stress e ansia.

Stress da trading

Lo stress è una componente con cui i trader devono imparare presto ad avere a che fare. Come in tutte le attività che nella vita – nel tempo libero come al lavoro – impongono un livello alto di prestazioni, lo stress è una situazione emotiva dalla quale non si può sfuggire ma che, allo stesso tempo, magari con un po’ di esercizio, può essere pienamente gestita.

Nel caso particolare del trading, le situazioni di stress rischiano di coinvolgere gran parte del tempo trascorso nella piattaforma. Tra volatilità, stop loss che saltano, errori di analisi e – soprattutto – necessità di prendere decisioni importanti, il trader rischia di perdere lucidità, di sviluppare una forma di stress al limite del paralizzante.

Guida Psicologia del trading nei mercati finanziaritrading psicologia stress

  1. Consigli per Migliorare i Risultati di Trading Opzioni Binarie
  2. 6 Errori da Evitare nel trading
  3. 5 Errori del Trader Inesperto
  4. 5 Chiavi per un Trading Vincente
  5. Diventare ricchi con le Opzioni Binarie?
  6. Mollare tutto e Vivere di Trading?
  7. La Psicologia del trading per Guadagnare soldi?
  8. 3 Abitudini Sbagliate e 3 Rimedi
  9. Intervista a John Bollinger

La gestione dello stress

Il primo consiglio è non ignorare lo stress. Sono in molti a farlo, nel trading come nella vita. Lo stress va accettato come una componente imprescindibile ma allo stesso tempo va tenuto a bada, contrastato in qualche modo. Un metodo, molto banalmente, è di riservare per se stessi momenti di riposo assoluto, a prescindere dalle opportunità che si rischia di perdere. Quando il livello di stress sale, e ci si accorge che non si è più in grado di ragionare con la necessaria lucidità, non rimane che staccare la spina per un po’.

Quando lo stress si trasforma in ansia – ossia quasi sempre – una soluzione può essere “abbassare la cresta”, ossia ridurre la posta in gioco, contrarre il volume di trading e quindi investire cifre minori. E’ utile anche un money management funzionale a tale riduzione, che coinvolga magari il principio del surplus, riassumibile con il proposito “rischierò di perdere solo la percentuale di risparmio che ho accumulato precedentemente”.

La psicologia del trading, infine, suggerisce che è possibile intervenire laddove lo stress si fa più acuto, ossia nella fase dell’operatività. Questa può essere eseguita in maniera del tutto asettica dai dei software di trading automatico, ossia dai robot. Una dose di stress ci sarà sempre, ma verrà relegata a un momento di relativa calma, come quella dell’elaborazione della strategia.

Infine, se lo stress è generato dall’ansia della perdita, è bene convincersi di un fatto, che è poi la realtà: nel trading si vince e si perde. In questo modo la sconfitta non verrà vista come una catastrofe ma solo come la normalità. Anzi, una delle normalità possibili.

Bande di Bollinger: forex e binarie

Tra gli indicatori dell’analisi tecnica, le Bande di Bollinger figurano tra i più apprezzati. Affidabili e semplici da utilizzare, forniscono segnali abbastanza precisi e in grado di orientare in modo pratico le attività del trader. L’indicatore prende il nome dal suo ideatore, John Bollinger, che ha rielaborato il lavoro di un ricercatore incentrato sull’individuazione di fasce di negoziazione attorno al prezzo attuale. Le Bande di Bollinger possono essere utilizzate anche da sole ma diventano realmente efficaci in associazione con altri indicatori come il MACD e lo stocastico.

  1. Strategia Bande di Bollinger + RSI
  2. Strategia Bande di Bollinger + Stocastico

Indicatore: cosa sono le Bande di Bollinger

Le Bande di Bollinger vengono rappresentate nel grafico ponendo in essere una media mobile, a cui va applicata una certa deviazione standard. Nello specifico, la fascia superiore avrà come estremi la linea frutto della deviazione standard positiva e una media mobile semplice; la fascia inferiore avrà come estremi la stessa media mobile e una linea ricavata dalla deviazione standard negativa.

Fai trading con le bande di bollinger e le opzioni binarie

Il trader riceve un segnale ogni qualvolta che il prezzo interagisce con una di queste fasce. Meritevoli di interesse, in particolare, sono i movimenti di prezzi che si muovono al di fuori di queste bande. Se il prezzo si muove al di sopra della banda superiore, se ne trae un segnale di ipercomprato. Se il prezzo si muove al di sotto, se ne tra un segnale di ipervenduto.

Le opportunità maggiori si celano proprio in questi due casi, quindi occorre prestare attenzione alle situazioni di ipercomprato e ipervenduto.

Strategia Bande di Bollinger: qualche consiglio

Le Bande di Bollinger rivelano la loro efficacia, anche in associazione a nessun altro indicatore, soprattutto per il trading a breve termine. A determinare “l’orizzonte temporale” dell’indicatore, quindi la sua validità per breve o il medio termine, sono alcuni parametri quali il numero dei periodi della media mobile e la deviazione standard.

Se si adotta un approccio caratterizzato da un orizzonte ristretto, è bene scegliere una media mobile a 20 periodi e una regolare la deviazione standard a 1.4.

Se invece si intende mettere in campo un approccio più riflessivo è bene sia allargare la deviazione standard che aumentare il numero dei periodi. In generale, è sconsigliato andare oltre il centinaio.

Le Bande di Bollinger, una volta rappresentate nel grafico, sono in grado di offrire numerosi spunti di analisi. La parte superiore delle fasce – quella definita dalla deviazione standard – può essere considerata una resistenza dinamica. Analogamente, la parte inferiore può essere intesa come un supporto dinamico.

Un restringimento delle bande indica un periodo di volatilità, dunque in grado di offrire nuove opportunità. Infine, se il prezzo segue fedelmente la banda inferiore, si assiste a una fase di debolezza del mercato; se il prezzo segue la banda superiore, è in corso una fase di forza del mercato.

Bollinger opzioni binarie indicatore

Per chi ama il trading opzioni binarie vi segnaliamo un interessante indicatore basato sulle bande di bollinger (con anche filtri come RSI e Stocastico) che sta dimostrando una discreta affidabilità. L'indicatore si chiama Bollinger Binary ed è in vendita al prezzo di 29 euro (aggiungendo in omaggio il TrendGT indicator) mandando una richiesta a admin@guidatrading.com

Lo stesso indicatore è gratis (assieme al TrendGT) per coloro che decideranno di aprire un nuovo conto trading opzioni binarie con uno dei broker partner in elenco e con un deposito minimo di 100 euro:

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    Quando un trader è vincente

    Quand’è che si può dire che un trader è vincente?

    Beh, è alquanto semplice, basta vedere se il trader in questione fa soldi o meno. Questo è senza dubbio il “segreto” più importante per capire se un trader è vincente o meno. Tuttavia se è questo l’unico modo infallibile per capire se un trader è vincente o meno, la domanda più importante è: come lo si diventa?

    Per diventare dei trader vincenti, per fare soldi, è prima di tutto necessario IMPORSI e SEGUIRE delle regole.

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    All’inizio infatti possono essere molti i trader di successo, con il tempo invece un trader che magari ha avuto fortuna all’inizio della sua carriera, potrebbe non risultare più profittevole come prima. Questo perché solitamente nei trader sopraggiunge il fattore psicologico, che li porta a rischiare di più per guadagnare altrettanto. Sobbarcarsi di rischi maggiori, può portare a percentuali maggiori di guadagno, ma inevitabilmente può mettere a repentaglio anche tutto il proprio conto di trading.

    Il segreto per essere dei trader vincenti: essere pazienti

    Il segreto per tutte le cose è come sempre la pazienza.

    • Sviluppare il proprio piano di trading necessita del tempo, sviluppare delle qualità da utilizzare sulla piattaforma di trading online necessita del tempo.
    • Aspettare per le giuste opportunità di trading richiede del tempo e molta pazienza.
    • Entrare e uscire dalla posizione a mercato nel momento giusto richiede molto tempo.

    Per fare trading serve disciplina.

    La disciplina è senza dubbio una virtù, che non tutti possono vantare. Infatti, per migliorare nel tempo serve prima di tutto fare anche delle cose che non si vogliono fare perché considerate “noiose”. Questo accade in qualsiasi business e non solo nel trading online. Questo significa che è necessario organizzare una preparazione per ogni giorno di forex trading o settimana attraverso la ricerca e lo studio dei grafici di prezzo.

    Se invece si è un trader che sfrutta metodi meccanici o automatici, questo significa testare ogni tot tempo dei sistemi di backtest, cercando costantemente diverse impostazioni e strategie al variare del mercato e delle condizioni di trading.

    Naturalmente non bisogna inoltre scordarsi di scrivere un diario di trading e tenere traccia di come il proprio trading è andato durante ogni singolo giorno. Il diario è quell’aspetto fondamentale nel trading che divide i trader alle prime armi dai trader vincenti professionisti. Purtroppo, la maggior parte dei neofiti non si metteranno certamente a stilare un diario di trading. I concetti del trading Forex e le tecniche da utilizzare nel mercato sono semplici e facili da imparare.

    Quello che è molto difficile da imparare è come essere pazienti e disciplinati, e fare le cose giuste prendendo ottime decisioni di trading. Questo aspetto sarà una delle imprese più difficili da ottenere sul lungo termine. Per un trader alle prime armi, guardare i migliori potrebbe sembrare una perdita di tempo, un fallimento. Guardare gli altri mentre guadagnano potrebbe sembrare un vero e proprio processo deleterio. In realtà non è così, e questo modo di pensare porta solitamente i trader alle prime armi a fare moltissimi errori, tra cui:

    1. Revenge Trading
    2. Trading impulsivo
    3. Allungare gli stop loss
    4. Chiudere le posizioni in profitto troppo presto

    Azioni come queste, vanno assolutamente evitate, in quanto porteranno sul lungo termine alla bancarotta del proprio conto.

    Il Trading è una maratona

    Il miglior modo per avere successo come i professionisti, è quello di essere assolutamente pazienti e guardare alla propria carriera nel trading online non come uno sprint ma come una maratona. Il trading online non è infatti certamente un modo per diventare ricchi subito, è meglio scordarsi questa leggenda metropolitana utilizzata dalle truffe del forex per “acchiappare gonzi” in qua e là.

    Imparare a fare trading, significa prima di tutto essere impegnati e concentrati al 100% a costruire le qualità e la tecnica per diventare dei trader profittevoli in qualsiasi situazione di trading e in qualsiasi tipologia di volatilità di mercato. Se si rimane pazienti, si mantiene la disciplina sedando “i bollenti spiriti”, sistemando ciò che non va nella propria strategia e si continuerà a migliorare costantemente diventando dei veri e propri professionisti forex.

    Per maggiori informazioni, suggeriamo di visitare http://www.trendvincente.com/, portale di riferimento in Italia per il trading online con contenuti scritti da trader vincenti.

    Trading oro: tutto quello che serve sapere

    ll trading oro, nonostante la proliferazione di nuovi strumenti finanziari e la crescente importanza di altri asset com i diamanti e il platino, è un investimento ancora molto apprezzato. Il favore che detiene presso gli investitori non dipende solo da una questione ideologica, dalla sua fama e dalla reputazione pregressa. Il trading oro, specialmente durante periodi circoscritti, può essere redditizio. Le finalità sono due: investire per risparmiare, investire per speculare. A seconda di quale obiettivo si stabilisce si adotteranno certi comportamenti piuttosto che altri.

    L’oro è un bene rifugio così come l'argento. Su questo compete con il dollaro, al limite – e solo a determinate condizioni – con l’euro, ma non c’è dubbio: quando il mercato è in crisi, l’oro è sempre una scelta saggia. Questo vale soprattutto nei periodi in cui le monete entrano in sofferenze, sono sull’orlo o stanno combattendo la cosiddetta guerra delle valute. Il legame tra trading oro e valute è assai volatile, anche perché i tempi del Gold Standard (il regime di cambi fissi dollaro-oro) sono finiti da un pezzo, dunque foriero di opportunità dal punto di vista speculativo.

    Oro fisico vs trading oro finanziario

    La prima scelta che chi vuole investire in oro è costretto a compiere riguarda l’essenza stessa del metallo giallo. Le strade sono due: oro fisico, trading oro finanziario. A dispetto di quanto possa suggerire il senso comune, chi commercia in “gold” di dorato non ha proprio nulla, e in genere si ritrova con un pezzo di carta, dunque un titolo che rappresenta l'oro. Si definisce trading oro finanziario, un prodotto che ha l’oro come sottostante o che è comunque fortemente legato ad esso. Il riferimento più frequente è agli Etf (ad esempio ETFS PHYSICAL GOLD), dei fondi particolari in cui il matallo viene negoziato. Un modo alternativo per il trading oro finanziario è utilizzare i futures. Strumento molto difficile da maneggiare, poco adatto ai principianti. Consiste in una sorta di contratto che vincola una parta a cedere l’asset all’altra a un determinato prezzo e a una precisa data. L’oro fisico è invece il classico lingotto. Che differenza c’è tra i due? L’oro finanziario ha costi di transazione quasi nulli, ciò è dovuto al fatto che è immateriale, dunque non deve essere concretamente trasferito. L’oro fisico invece impone spese di questo tipo, nonché costi per il deposito in tutta sicurezza (es. nei caveu). Il lingotto, poi, con il tempo si deteriora, sebbene a un ritmo minore rispetto agli altri metalli, perdendo il suo valore.

    trading oro

    Prezzo dell’oro: quando scende e quando sale

    L’abbiamo già anticipato. L’oro fa gola agli investitori soprattutto durante i periodi di crisi. Ne consegue che quando il contesto entra in sofferenza (crisi economica, finanziaria etc.) il prezzo dell’oro sale proprio perché c’è più domanda del bene rifugio. Nello specifico, l’oro “sale” quando i competitor come dollaro o euro per un motivo o per un altro si indeboliscono. Può accadere che a seguito di un crollo della crescita economica della zona euro aumenta a dismisura l’offerta di moneta, causando sia su basi tecniche che di sentiment un deprezzamento della valuta. Una politica monetaria espansiva, in linea teorica, porta a una svalutazione. Non è un caso che il dollaro sia crollato, principalmente rispetto all’euro, durante il Quantitative Easing della Fed.

    Tornando all’oro, se una valuta si indebolisce, gli investitori corrono ai riparo puntando su qualcos’altro. E l’oro è sempre lì, in grado di dare certezze, oggi come ieri, anche nei periodi più tempestosi. Un esempio di questo meccanismo è il trend positivo che ha raggiunto il suo apice a Febbraio 2016. In quei mesi, gli Stati Uniti hanno tradito le loro attese di crescita economica, mostrando in modo chiaro che la crescita sostenuta era una chimera e che l’America, ma il mondo in generale, avrebbe fatto i conti per ancora molto tempo con un aumento del Pil sì costante, ma anche piuttosto moderato.

    Riepilogando possiamo dire:

    • l'Oro sale se le borse azionarie scendono
    • l'Oro sale se si accentua la crisi economica
    • l'Oro sale se le banche centrali tagliano i tassi di interesse 
    • l'Oro sale se aumentano le riserve auree mondiali

    Le riserve auree

    Un elemento che influenza il prezzo dell’oro e allo stesso tempo ne risulta influenzato è costituito alle riserve auree. Ogni stato, certo in misura diversa, detiene una riserva in oro. E’ un modo per coprire il bisogno di liquidità in caso di eventi eccezionali, come l’esplosione dell’inflazione. Non è un caso che l’Italia sia il terzo paese al mondo per deposito aureo: 2451 tonnellate a settembre 2014 contro le 3384 della Germania e le 8133 degli Stati Uniti. L’Italia e la Germania, infatti, hanno attraversato periodi di forte inflazioni in passato e ciò ha incoraggiato l’accumulo di oro. Per la cronaca, appena sotto il Bel Paese in questa speciale classifica si trovano la Francia con 2435 e la Cina con 1161. Come mai il colosso asiatico possiede così poco oro? Il motivo risiede in un semplice fatto: Pechino, anche per ragioni di competitività economica e opportunità politica, ha deciso di puntare sulle riserve in valuta estera (in merito alla quale primeggia).

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    Il prezzo dell’oro influenza la grandezza delle riserve: se le quotazioni sono in crescita, gli Stati acquistano oro in modo da coprire una liquidità maggiore. A sua volta, il prezzo dell’oro è influenzato dai movimenti e dai cambiamenti nelle riserve: quando uno Stato acquista grandi quantità d’oro, il suo prezzo sale perché, fatalmente, si restringe l’offerta.

    E’ possibile trovare dati sulle riserve auree in molti siti ufficiali e non. Il più frequentato, in quanto molto completo (oltre ai dati nudi e puri propone anche notizie e approfondimenti) è Gold.org, gestito dalla World Gold Council.