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Bail-in banche e tasse di successione 2016

Economia incerta: Banche ancora in negativo, normativa Bail-in e la nuova “patrimoniale sull’eredità”

Performance banche italiane in borsa

Negli ultimi mesi, in particolare dal 31/12/2015 fino a oggi, le performance delle banche italiane sono state fortemente influenzate da momenti di grande incertezza dei mercati finanziari, dovuto a un elevato tasso di volatilità che ha caratterizzato l’inizio di questo anno.

Da una prima analisi emergono delle performance molto negative di MPS che perde quasi il 63%, Ubi Banca e Banca Popolare che perdono più del 45%, negativa anche la situazione di Unicredit che a oggi perde quasi il 40%.

Anche oggi le banche sono in assoluto protagoniste della chiusura in negativo. Piazza Affari chiude in ribasso trascinando con sé alcuni titoli bancari a causa dell’ennesimo calo del prezzo del greggio.

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I peggiori ribassi del giorno sono riassunti in questa tabella, da dove risulta un leggero miglioramento ma ancora in perdita Banca Popolare Emilia Romagna con quasi il 6%, Banco Popolare con il 3,50% e Unicredit perde ancora quasi il 3,44%.

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Bail-in: cos’è?

Dal 1° Gennaio 2016 è stata acquisita in Italia la direttiva europea n°2014/59 che pone dei limiti precisi agli interventi dello Stato nei confronti della banche italiane in sofferenza. Infatti con questa direttiva si autorizza il Bail-in su azioni, obbligazioni e conti correnti con depositi superiori a 100mila euro. In questo modo le banche che si trovano in difficoltà avranno l’obbligo di utilizzare le risorse interne per risolvere lo squilibrio finanziario, invece di far fronte alle risorse statali.

Il bail-in va sospeso?

Ma questa direttiva oggi è oggetto di critica, in quanto secondo Confindustria gli effetti delle nuove regole sul bail-in minacciano sempre di più i contribuenti, che si ritrovano a sostenere costi sempre più elevati. Proprio per questo nella nota di Confindustria la soluzione sarebbe quella di sospendere il bail-in perché la sua applicazione comporterebbe una perdita di valore degli asset come conseguenza del crollo delle quotazioni di Borsa, una diminuzione del reddito, perdita di posti di lavoro, aumento della tassazione.

Tassa di successione: la stretta fiscale del Governo

Dopo la normativa del bail-in sono ancora i contribuenti a rischiare di vedere ulteriormente tassato il proprio patrimonio. Il Governo infatti è di nuovo a lavoro sulla riforma della normativa sulle successioni. Qualche anno fa si era già parlato della “patrimoniale sull’eredità” e oggi il Governo ritorna sull’argomento con nuove varianti. Infatti Fonti certe (Milano Finanza) riferiscono che << il Governo sta lavorando a un incremento delle aliquote tuttora in uso e a una riduzione delle attuali franchigie, tranne che per le successioni in linea retta, cioè padre-figlio, per le quali potrebbero essere mantenute franchigie non superiori a 300-400mila euro. >> Inoltre questa manovra non andrebbe a intaccare i titoli di Stato e le polizze vita.

Già nel gennaio dello scorso anno era stata presentata una proposta da parte di alcuni deputati e prevedeva di sostituire e abbassare la franchigia attuale da 1 milione di euro a 500 mila euro per coniugi e parenti in linea retta e aumentando l’aliquota dell’imposizione fiscale dal 4% al 7% per il coniuge e i parenti in linea retta, dal 6 all’8% per i fratelli e le sorelle (con franchigia invariata a 100 mila euro), dal 6 al 10% su tutti i beni ereditati per i parenti fino al quarto grado e affini in linea retta e dall’8 al 15% su tutto il valore ereditato da altri soggetti. Si prevedevano le stesse variazioni delle aliquote relative all’imposizione sulle donazioni. Inoltre nel caso di un’eredità superiore a 5 milioni di euro si era prevista un’imposizione fiscale ordinaria addirittura triplicata.

+500

Antonio

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