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Archivi Autore: Antonio

Apple vs Google: sfida per smartphone e automobili

Con la conferenza di San Francisco, la sfida tra Apple e Google è entrata nel vivo. Big G ha presentato due nuovi smartphone: Pixel e Pixel XL. Niente di nuovo all’orizzonte, potrebbe dire qualcuno. D’altronde il colosso di Larry Page ha esordito sei anni fa con il Nexus. Eppure gli elementi di novità ci sono.

Innanzitutto, questa volta Google non ha demandato a terzi la produzione del suo smartphone. Se in passato si era affidata a LG e ad Huawei, ora è tutto farina del suo sacco (eccetto per l’assemblaggio, realizzato da Htc) e infatti è ben visibile il logo dell’azienda. In secondo luogo, sia Pixel che Pixel XL promettono un passo in avanti notevoli nell’insidioso terreno dell’intelligenza artificiale.

+500

Il segreto sta nell’integrazione tra smartphone e universo Google

Il sistema prende il nome di “Assistente Google Integrato” e consente agli utenti di “parlare” con il cellulare, il quale per rispondere fa appello, in maniera immediata e automatica, alle risorse del motore di ricerca più famoso al mondo. Basta un semplice “buongiorno” pronunciato la mattina per ricevere informazioni vocali sul traffico e sul meteo. L’integrazione viene declinata anche nella possibilità di salvare le foto e in genere i file sui server di Google, dunque senza limiti di spazio. Non poteva mancare la realtà virtuale, qui offerta dalla possibilità di inserire i due smartphone nel DayDream.

Pixel e Pixel XL sono concepiti come dispositivi di alta gamma. Il prezzo parte infatti da 649 dollari. La batteria ha un’autonomia di sette ore e può essere ricaricate in solo quindici minuti grazie alla modalità “ricarica veloce”. Lo schermo misura rispettivamente 5 e 5,5 pollici.

smartphone

Progetto Apple Car e Titan

La sfida tra Google e Apple si arricchisce quindi di un nuovo capitolo, dopo che quello “sulle automobili” ha fatto segnare un provvisorio uno a zero per Mountain View. Il progetto “Titan”, incentro sulla Apple Car, un automobile senza pilota, si è arenato a metà settembre, almeno secondo le voci di corridoio. Sicuramente c’è stato un reset al progetto, che quindi partirà da capo. E’ quanto avrebbe deciso Bob Mansfield, manager scelto da Tim Cook, già noto per essere stato uno stretto collaboratore del fu Steve Jobs. Troppo irti gli ostacoli, troppo difficili da padroneggiare le tecnologie necessarie a realizzare un prodotto sicuro ed efficiente. Eppure le premesse erano buone: Titan sarebbe dovuto andare in porto entro tre o quattro anni e avrebbe dovuto insediare il predominio di Uber, oltre che battere Google car.

Apple e Google in borsa

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In borsa i titoli hanno reagito bene alle ultime news ed entrambi hanno ripreso il trend rialzista che li ha portati sui massimi del 2016. Tuttavia Google è vicino ai massimi storici e le resistenze si fanno sentire. La rottura dei massimi potrebbe spingere il titolo oltre i 900 dollari.

Supporti azioni Google: il livello chiave per Google è tra 790 e 810 dollari. Sotto tali prezzi potremmo assistere a movimenti ribassisti fino a 740 dollari.

Per il titolo Apple si è creato un forte movimento rialzista che ha scongiurato altri minimi annuali e ha riportato in poco tempo le quotazioni sopra 112 dollari.

Supporti azioni Apple: il supporto di 112 dollari è il livello che assicura ai trader la possibilità di rivedere nuovi massimi. Tecnicamente è possibile investire al rialzo finchè i prezzi si mantengono sopra tale supporto.

 

Strategia griglia forex in tempo reale

Ecco una strategia griglia forex a lotti fissi su un conto demo per valutare le performance che si possono generare nel tempo. E' un esperimento che il team di Guidatrading.com vuole rendere pubblico al fine di coinvolgere i lettori del sito per ottenere feedback, suggerimenti e consigli.

La strategia forex a griglia è stata impostata sulle seguenti coppie forex:

ed il conto demo è stato pubblicato anche su myfxbook per tracciare le statistiche complete:

strategia griglia forex

Qui invece il conto Reale (era stato usato in precedenza per un Copy andato male e ora ripreso con la nuova strategia):

Strategi griglia forex: cosa sono

Si tratta di strategie forex che prevedono di effettuare una serie di ingressi a mercato nella stessa direzione ma con distanze fisse o variabili tra gli ordini (appunto la griglia). Ci sono numerose varianti presenti nel web come:

  • griglie contro trend
  • griglie in trend
  • griglie a lotti fissi
  • griglie a martingala (o altre forme di incremento dei lotti in caso di trend a sfavore)

e si possono differenziare anche su altri aspetti come:

  • segnali forex di ingresso e uscita
  • money e risk management
  • utilizzo o meno di stop loss e take profit o di forme di trailing stop

Le griglie forex a martingala (o che prevedono un incremento dei lotti quando il trend è sfavorevole) sono le più comuni nel web ma anche le più pericolose e spesso destinate a perdere e bruciare i deposito. Ci sono diversi esempi di queste griglie a martingala anche su MQL5.com. Noi preferiamo evitare le martingale.

Se vuoi provare a comprare e vendere sul forex per guadagnare con il trading online ti consigliamo di iniziare con uno dei bonus forex gratis senza deposito obbligatorio che sono elencati qui:

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La strategia griglia forex di Guidatrading.com

Strategia forex a Griglia

Guidatrading ha deciso di sviluppare una propria griglia e sta iniziando un processo di studio e analisi dei difetti e del rischio del sistema al fine di poterlo correggere e sviluppare nel tempo un sistema stabile e performante. Non abbiamo scelto nessuna griglia a piramide forex e nessuna griglia matematica forex ma un ea a griglia realizzato da zero dal nostro team.

Le prime decisioni ci hanno condotto alla scelta di una griglia a lotti fissi e un'attivazione manuale degli stop loss o eventuali take profit.

Settaggi strategia griglia forex Guidatrading.com

  • lotti fissi (no martingala)
  • 6 coppie correlate (positivamente e negativamente)
  • griglie in trene e contro trend
  • controllo profitto totale
  • stop loss manuali
  • sistema semi-automatico con interventi manuali ogni Venerdì

t_logoOgni settimana decideremo le modifiche da apportare per migliorare e rendere più stabile il sistema.

Canale Telegram GuidaTrading

Al fine di tenervi aggiornati sui risultati di questo sistema abbiamo appena lanciato un Canale Telegram Gratuito che potete raggiungere da qui: https://telegram.me/guidatrading

Aggiornamento del 15 Dicembre 2016

Abbiamo chiuso numerose perdite per via del petrolio UK e USA che non ha lavorato come speravamo. Adesso abbiamo resettato il tutto per ripartire con le nuove impostazioni.

Aggiornamento del 18 Novembre 2016

Il conto reale sta andando molto bene (+96% a Novembre) e abbiamo recuperato tutto quello che il precedente copy ci aveva fatto perdere. La griglia è ben impostata e ci prospetta un roseo futuro. La demo replica molto bene ma abbiamo ancora in sofferenza le posizioni sul petrolio che dobbiamo decidere di chiudere al più presto per attivare la nuova versione dell'expert advisor.

Aggiornamento del 4 Novembre 2016

Il sistema continua ad essere molto stabile nella parte forex. Nel trading petrolio Brent e WTI invece ha creato DD (è attualmente esposto in buy) e abbiamo bisogno di resettarlo con nuove impostazioni che possano lavorare con le correlazioni sia in buy che in sell. La fase di test serve anche per questo… per comprendere gli errori e proseguire! 

Aggiornamento del 25 Ottobre 2016

Oggi abbiamo creato una nuova versione dell'expert che considera anche le correlazioni tra coppie di valute, indici e materie prime. Per adesso lo abbiamo appena attivato sul WTI vs Brent. Vi aggiorneremo sui risultati.

Aggiornamento del 21 Ottobre 2016

La strategia griglia forex continua a mantenere le promesse. Il profitto totale incassato è salito a +263 euro e il DD attuale è di circa -60 euro. 

detailedstatement

Aggiornamento del 14 Ottobre 2016

griglia

Sul canale telegram abbiamo pubblicato lo storico completo da quando abbiamo lanciato la strategia a griglia forex. Da notare che abbiamo subito il crollo della sterlina contro dollaro e l'abbiamo completamente ammortizzato. Il profitto incassato è di +167 euro e le posizioni aperte sono a -19 euro circa. 

Nintendo in borsa: prospettive rosee grazie al lancio di Mario iOS

Tredici punti percentuali. E’ questo il salto che ha compiuto il titolo azionario di Nintendo nei giorni immediatamente successivi alla conferenza di San Francisco. “Salto” è il termine adatto, dal momento che il guadagno è stato determinato dall’arrivo su iPhone di Super Mario che, evidentemente, di salti se ne intende. 

Prima i Pokemon e poi SuperMario: i mercati apprezzano

L’azienda nipponica, per la precisione, rilascerà la versione app – chiamata Super Mario Run – a Dicembre 2016. Un altro successo che replicherà il lancio dei Pokemon? E’ bastato il semplice annuncio per far schizzare verso l’alto il titolo. Sia chiaro, i bollenti spiriti degli investitori si sono calmati dopo pochi giorni ma tant’è: Nintendo ora veleggia serenamente sui 26 euro. Un ottimo risultato, se pensiamo al crollo di inizio estate (13 euro a giugno).

Nintendo partner di Apple

D’altronde Nintendo aveva bisogno di un annuncio di questa portata per risollevarsi dal punto di vista economico. I fasti della Wii sono lontani: oggi il mercato delle console è dominato da Xbox One e Playstation 4, e per la Wii U non rimangono che le briciole. Certo, il segmento delle console portatili lancia segnali positivi ma da solo non basta per fermare il declino di un’azienda da cui tutti, investitori compresi, si aspettavano i più.

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La nuova strategia industriale di Nintendo

nintendo

Sicché, ecco la svolta epocale. Nintendo si prepara ad abbandonare, o forse a trascurare ufficialmente, il mercato delle console e approda su smartphone. L’iniziativa è degna di nota, e non solo dal punto di vista finanziario. Mai prima d’ora s’era vista un grande sviluppatore impegnarsi a fondo nella realizzazione di giochi per dispositivo mobile. Il cambio di rotta deciso da Nintendo potrebbe, nei fatti, cambiare il concetto stesso di smartphone. Ne ha data una chiara dimostrazione Shigeru Miyamoto, uno dei creatori del gioco, che ha illustrato come il gameplay non abbia risentito minimamente del passaggio di piattaforma. La risalita repentina del titolo in borsa è giustificato anche da questi ragionamenti, che comprensibilmente vanno oltre il semplice annuncio di Mario su iPhone.

L’importanza di questo cambiamento è risultato evidente in tutte le borse internazionali. In particolare in Giappone, come è ovvio che sia. Nella borsa di Tokio il titolo Nintendo ha fatto un balzo del 18%, preceduto da un clamoroso +29% degli Adr commerciati a New York (strumenti che consentono di investire nelle realtà straniere). A beneficiare della risalita di Nintendo sono state numerose aziende giapponese, tra cui la DeNa Co., incaricata di sviluppare i giochi su device mobili. Anzi, per lei si segnala un eccellente +21%.

Ferrari e Poste Italiane in borsa: novità, previsioni e sviluppi

Il titolo Ferrari è protagonista di ottime prestazioni. A incidere positivamente, le novità del Cavallino che giungono dal Salone dell’auto di Parigi, dove è stata presentata la nuova Ferrari Aperta, un’edizione speciale di cui saranno prodotte solo 289 unità, costo 1.850.000 euro (tasse incluse). Le auto sono già state vendute e la loro consegna inizierà entro la fine dell’anno. L’azienda ha inoltre annunciato che, in onore dei 70 anni dalla fondazione, produrrà cinque serie di modelli speciali. A ogni serie corrisponderanno 70 unità, per un totale di 350. Infine, Ferrari ha dichiarato di aver accorciato la lista di attesa per la 488Gtb a 12-24 mesi.

Azioni Ferrari ai massimi storici

Alla luce di queste notizie positive, il titolo ha raggiunto e superato i suoi massimi storici nelle giornate di venerdì 30 e lunedì 3 ottobre, superando abbondantemente quota 46 euro. Le prospettive sono molto buone dal momento che i fondamentali dell’azienda rimangono solidi come solido è il patrimonio in termini di reputazione, che nel settore del lusso incide in maniera rilevante. Il target price potrebbe raggiungere i 50 euro. E’ questa la soglia suggerita da Banca Akros, che ha valutato positivamente il miglioramento delle stime del fatturato 2016-2017 del Cavallino.

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Azioni Posteitaliane in fase laterale

Calma piatta invece per Poste Italiane. Gli investitori sono ancora in attesa degli sviluppi sul fronte Pioneer. Secondo indiscrezioni della stampa, Poste Italiane sarebbe tra i tre offerenti in short list pronti ad acquisire la famosa società di risparmio gestito del gruppo Unicredit. Il titolo naviga sui 6 euro da metà estate e, a meno di sviluppi importanti, non dovrebbe dare segnali diversi. La lateralità del trend intrapreso da Poste Italiane è dovuta, oltre al sentimento di attesa, dalla conferma del rating Baa2 da parte di Moody’s, che inoltre non prospetta cambiamenti nella valutazione per il prossimo anno. L’unico elemento di rischio è legato alla crisi in Italia. Poste Italiane è infatti fortemente esposto rispetto all’economia nazionale, dunque il titolo intraprenderebbe un trend negativo qualora le speranze di crescita italiane verrebbero compromesse ulteriormente.

Crisi banche: Deutsche Bank vs Unicredit catastrofe in arrivo?

La vicenda Deutsche Bank rivela una triste verità: in tutti questi anni abbiamo guardato il dito e non la luna. E’ stata attribuita la responsabilità della crisi al debito pubblico, quando invece i maggiori problemi riguardavano – e riguardano – il debito privato, il settore del credito. Insomma, le banche europee.

Crisi banche: nessuna banca europea è sicura

E’ sempre più vicina l’ipotesi di un fallimento della Deutsche Bank, la più grande istituzione finanziaria della Germania. Ufficialmente, per una questione di risarcimenti: il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti pretende 14,6 miliardi dalla banca tedesca in quanto colpevole per aver innescato la crisi dei mutui subprime. Una cifra che viene giudicata insolvibile dai più. Tuttavia, i problemi gravi sono ben altri. Giusto per elencarne qualcuno: vendita in perdita della quota in Postbank e della società cinese Xia Bank, accumulo di titoli di Stato insolvibili (es. quelli greci), manipolazione dei tassi Libor del mercato valutario…

Questo e molto altro ha provocato una crisi di liquidità, acuita in maniera intensa dal recente crollo in borsa. Gli investitori, preso atto delle difficoltà della banca, hanno deciso di abbandonarla al suo destino, sicché il titolo è sceso ai minimi storici. D’altronde, la Merkel è intenzionata a fare lo stesso. La cancelliera ha sbarrato la strada all’ipotesi del salvataggio. Una tale dichiarazione di intenti non ha fatto altro che peggiorare la situazione, creando una profonda sfiducia nei mercati.

Ma cosa accadrebbe se la Deutsche Bank non venisse salvata e andasse incontro al fallimento?

La gravita di un evento di questa portata è intuibile anche dai non addetti ai lavori. Le conseguenze concrete riguardano l’effetto contagio e l’elemento emotivo, irrazionale. Danni oggettivi e panico tra i mercati: un mix potenzialmente letale.

Per quanto riguarda i danni oggettivi, va specificato che la DBank è piena di derivati, strumenti che com’è noto aumentano il grado di interconnessione tra le banche e con le realtà del tessuto finanziario, economico, commerciale. Ecco dunque che una Deutsche Bank non più solvibile causerebbe una crisi di liquidità in Europa, innescando il più classico degli effetti domino. Le conseguenze di questo evento verrebbero ingigantite dalla non rosea situazione delle banche, in primis italiane. Giunti a questo punto le previsioni catastrofiche si sprecano.

L'ultima quotazione attuale è di 11 euro ma gli analisti sostengono che il prezzo è destinato a scendere fino a 7,35 euro!

Corsa agli sportelli per ritirare il contante

Per comprendere i risvolti emotivi, è sufficiente entrare nei panni del risparmiatore medio. Qualsiasi contribuente correrebbe allo sportello se sapesse che la sua banca sta per fallire. Succederebbe esattamente questo: prima con la DBank stessa, che quindi crollerebbe nell’abisso in modo più repentino e meno controllabile, e poi con le altre banche – italiane comprese – che trarrebbero pesanti svantaggi dal fallimento del colosso tedesco.

Alla luce di questi semplici rilievi, non è difficile capire perché i mercati stiano reagendo così male alle difficoltà della Deutsche Bank. Sul piatto c’è il futuro dell’Europa. Gli analisti sono concordi nell’affermare che la banca deve essere salvata. Ma non tutto è perduto: la vicenda potrebbe rappresentare un punto di partenza per un cambiamento nella gestione del credito privato: se la Germania “salva” le sue banche, gli altri stati membri si sentono incoraggiati a fare altrettanto e il Vecchio Continente si risparmierebbe fallimenti a catena.

Come comprare azioni sui i prezzi ai minimi storici

E' possibile sfruttare i prezzi e la volatilità di questo periodo con il Trading CFD offerto dai migliori broker europei come:

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Banche italiane in difficoltà: Unicredit

uncrdweekly

La crisi bancaria colpisce soprattutto l'Italia che ha un sistema molto indebolito dai crediti inesigibili. Unicredit è una delle banche più a rischio e le quotazioni delle azioni dimostrano che gli investitori sono molto preoccupati. Le azioni continuano a quotare sui livelli di 1,90 – 2.15 euro, ovvero sui supporti di lungo periodo che se rotti possono far scendere i prezzi verso i minimi del 2011 a 0,70 euro. Sul grafico settimanale sopra esposto tutti i segnali sono ribassisti (sia ichimoku che TrendGT) e l'unico appoggio psicologico su cui poter fondare un nuovo trend rialzista sono i minimi crescenti che si sono formati da Maggio a Settembre. Se tali minimi continuano a sostenere il supporto allora non ci dovrebbero essere altri pericoli. 

L'ultima candela Weekly del titolo Unicredit ci mostra una pinbar simile a quella di Luglio. Sicuramente potrebbe essere presa in considerazione come livello chiave. Sopra si è long e sotto si è short.