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A cosa servono le banche? – di Matteo Nobile

Riportiamo ancora una volta un estratto dalla newsletter di Matteo Nobile:

A cosa servono le banche?

È la domanda posta da un amico su facebook di fronte agli utili, spesso miliardari, di molte banche.

Dal punto di vista teorico, le banche sono degli intermediari, non producono nulla e facilitano lo scambio tra altri attori dell'economia, soprattutto gli attori che per vari motivi possiedono capitale ma non sanno cosa farsene, e attori che necessitano capitale per fare investimenti.

A questo aspetto di intermediari di capitale si aggiunge la facilitazione del traffico pagamenti e la conservazione del capitale (il conto corrente) dal quale prelevare su necessità. Le banche fanno utili richiedendo un compenso per la loro attività di intermediazione e un utile, più volatile, nelle attività di investimento che loro stesse fanno con il proprio capitale (no, le banche non investono per proprio rischio il capitale depositato dai clienti, in nessuno modo).

L'attività di intermediazione del capitale ha 2 modalità. Da una parte quella con la quale la banca facilita l'investimento del capitale di un attore in surplus tramite strumenti finanziari, azioni e obbligazioni e tutto quello che si può ottenere da essi (dai fondi ai prodotti strutturati). Dall'altra quella con la quale la banca si prende un rischio, assicurando parte o tutto il rimborso e prestando il capitale a suo rischio agli attori che necessitano capitale per investimenti (o per consumo).

Negli ultimi anni, si è stati negativi sulle banche, perchè “non fanno credito alle aziende che ne hanno bisogno”, e dall'altra non remunerano il capitale a chi lo deposita (tassi a 0%). È vero, l'attività di credito è calata notevolmente… ma vanno considerati alcuni aspetti.

Innanzi tutto, nessuno vuole o desidera prestare i propri soldi ad un'azienda che naviga in cattive acque, che necessita di un prestito solo per stare appena a galla. Se lo facesse, dovrebbe farlo ad un tasso di interesse in grado di remunerare il rischio preso… ma questo costo del denaro sarebbe il colpo finale per l'azienda in difficoltà.

Quanti di noi sono disposti, ad esempio, a comprare un'obbligazione senza rating, oppure un rating sotto la singola B, con una remunerazione del 2-3% ? La banca non lo fa con i propri soldi, non lo fa con i soldi dei clienti. Se anche volesse farlo, se la banca volesse raccogliere i soldi messi dai clienti sui conti e prestarli ad altri, rendendosi garante, entrano in gioco le regolamentazioni.

Non si vuole (più) che una banca debba essere salvata con i soldi dei contribuenti nel caso i crediti concessi non siano più esigibili, di conseguenza, i regolamentatori richiedono che la banca “ci metta del suo”, nel senso che disponga di un capitale proprio tale da poter far fronte ad una situazione di difficoltà dell'economia tale da rendere non esigibili i crediti. Per ogni credito concesso, in funzione del rischio, le norme richiedono un certo ammontare di capitale proprio o meglio di capitale che possa essere usato per salvaguardare gli interessi dei depositanti. Questo capitale a sua volta va remunerato (gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati) e questa remunerazione viene girata sul costo del prestito.

La banca si trova quindi presa tra 2 fuochi: da una parte il depositante vuole una remunerazione (o almeno un non costo per il deposito, visto che molti tassi sono già negativi), e questo richiederebbe che la banca conceda prestiti per far rendere i depositi, dall'altra la banca deve valutare attentamente quanto è il costo reale del prestito, trasferirlo sul prenditore del credito, e soprattutto considerare se il costo applicato non sarebbe troppo alto. Così spesso e volentieri, la banca (e gli investitori) preferisce suggerire l'intermediazione finanziaria piuttosto che quella di credito. Che l'investitore compri obbligazioni di vario rating invece che aspettarsi che la banca faccia lo stesso per girare gli utili ai clienti tramite tassi di interesse.

Ma quanti sono davvero soddisfatti per il tasso di interesse di 2.82% versato dalla Fiat (B+) per il prestito fino al 2017 in CHF o del 2% pagati dalla EDP (BB+) portoghese per il prestito fino al 2019 o del 1.46% pagato da Clariant (BB+) svizzera per il prestito fino al 2019 ? Tenendo presente che la confederazione svizzera paga 0.08% per i prestiti a 5 anni, 0.48% per quelli a 10.

+500

Antonio

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